Agroalimentare, un’occasione di futuro per i giovani del Sud

Tante le proposte già presenti per attrarre e trattenere capitale umano. Istruzione, formazione e accompagnamento alle imprese le leve per l’emancipazione e la crescita

 

Il quadro della condizione sociale dell’Italia è fosco, a partire dalla crisi demografica che ci sta portando ad essere uno dei Paesi più vecchi d’Europa in cui stando alle rilevazioni del Censis “nella siderale incomunicabilità generazionale va in scena il dissenso senza conflitto dei giovani, esuli in fuga (sono più di 36.000 gli expat di 18-34 anni solo nell’ultimo anno (…)”. Anche nelle regioni del Sud Italia i giovani sono in drastico calo. Inoltre, la Campania è tra le quelle in cui è molto diffuso il fenomeno dei NEET, è alta la percentuale di giovani 18-24 che abbandonano prematuramente la scuola anche se, contemporaneamente, sono in aumento gli iscritti all’università ma, completati gli studi, molti laureati se ne vanno alla ricerca di maggiore soddisfazione economica al nord o in altri Paesi europei.

Ma è possibile che non ci siano proposte che possono nascere da contesti così ricchi come quelli del Mezzogiorno e, in particolare, come quello campano?

Per la Campania l’innovazione del settore agrifood è un’occasione

Tante sono le condizioni abilitanti già presenti, a partire dal fatto che il “sistema agroalimentare campano è una delle componenti di maggior rilievo dell’economia regionale, (..) si distingue rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno per la presenza di circa 28 prodotti tra DOC, DOCG e DOP, a cui vanno aggiunti oltre 300 prodotti tradizionali delle diverse realtà territoriali. (dati Regione Campania). Peraltro, si tratta di un settore sempre più conosciuto anche all’estero dato l’export dei prodotti campani costantemente in crescita. Inoltre, a quanto pare, i ricavi totali delle aziende agricole campane mostrano un incremento e un aumento del reddito operativo, evidenziando un generale miglioramento della capacità remunerativa aziendale.

Il settore del cibo comprende anche oltre 5.400 imprese che operano nel comparto alimentare e delle bevande e che fanno registrare, negli ultimi anni, incrementi del fatturato.

Oltre ai riscontri economici dell’agroalimentare campano, è interessante mettere in evidenza le molte infrastrutture sociali che possono fungere da fattori abilitanti verso la creazione di nuove capacità e nuovi modelli di produzione e di innovazione sociale. La prima infrastruttura è senz’altro la politica agricola regionale che prevede, tra le altre, risorse per l’accompagnamento alle imprese e un nuovo modello di coordinamento degli attori che si occuperanno di formazione, consulenza e innovazione con il cosiddetto sistema AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System).

Altra importante infrastruttura presente da qualche anno in Campania è il Centro Nazionale Agritech che ha il suo hub a Napoli, presso l’Università Federico II e che, al suo interno, ha costituito l’Agritech Academy che propone un percorso di alta formazione con l’obiettivo di formare tecnici specializzati in grado di diffondere l’innovazione digitale del settore primario, in un’ottica di promozione della sostenibilità ambientale.

In Campania, inoltre, sono presenti 11 Istituti tecnici agrari e due anni fa, poi, è nato il primo ITS dedicato all’innovazione del sistema cibo, creato dalla Fondazione TE.LA. (37 soci tra soggetti pubblici e privati per la regia di Confindustria Salerno) che propone un percorso post diploma con l’obiettivo di preparare al lavoro Tecnici Superiori in grado di inserirsi nel settore agroalimentare.

Infine, è molto importante sottolineare il movimento verso l’innovazione coordinato dalla Camere di Commercio di Salerno (una delle province campane con maggiori asset nel settore agroalimentare e del turismo). In particolare, la CCIAA dispone del progetto PIDMed, un servizio ad hoc (presente in tutte le Camere) per diffondere le possibilità offerte da Impresa 4.0. Dallo scorso anno, poi, insieme ad Unioncamere, ha lanciato Agrifood Future, un evento nazionale e una summer school dedicati al tema del futuro del foodsystem. Infine, sempre presso la Camera di Commercio di Salerno è stato presentato lo scorso 20 marzo dal presidente Andrea Prete e dal Ministro della Gioventù Andrea Abodi uno dei 7 hub del programma Rete, un progetto promosso dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con Invitalia, interamente dedicato all’agrifood che intende supportare i giovani nell’acquisizione di competenze e nello sviluppo di idee imprenditoriali, favorendo anche esperienze di formazione-lavoro all’estero.

Per vincere la sfida è necessario collaborare

Il sistema del cibo può rappresentare, in Campania, un’occasione grande per ragazze e ragazzi, se si mette nelle condizioni di sfruttare le transizioni (ecologica e digitale) per creare e redistribuire valore per la società, le persone, l’ambiente e per i territori.

Ora le sfide sono due:

  • la prima è che tutte le infrastrutture di cui sopra siano capaci di creare connessioni e reti, fra loro ma anche con attori esterni alla sola Campania, diventando ecosistemi abilitanti che siano in grado, cioè, di creare nuove forme di capacitazione, per co-produrre e diffondere occasioni per quanti in questi contesti nascono, crescono, studiano, arrivano, si muovono, decidono di vivere o decidono di investire;
  • la seconda è quella di riuscire a coinvolgere i giovani, responsabilizzandoli e collaborando alla creazione e valorizzazione di nuove conosce e nuovo valore collettivo.

Mettiamoci al lavoro. C’è tanto da fare!