FARMACEUTICA IN CAMPANIA E A SALERNO: UNA FILIERA STRATEGICA TRA MANIFATTURA AVANZATA, EXPORT E INNOVAZIONE

La crescita del comparto può diventare per Salerno una leva decisiva non solo di sviluppo industriale, ma anche di competitività territoriale e occupazione qualificata, contribuendo a trasformare l’espansione delle competenze STEM in opportunità concrete di lavoro e innovazione sul territorio

Negli ultimi anni la filiera farmaceutica ha rafforzato in modo significativo il proprio ruolo nell’economia campana, confermandosi come uno dei comparti più dinamici e strategici del Mezzogiorno. Si tratta di un settore ad alta intensità tecnologica, capace di generare valore aggiunto, occupazione qualificata e investimenti produttivi, ma soprattutto di competere sui mercati internazionali con risultati di assoluto rilievo.

In questo quadro, anche la provincia di Salerno, pur con dimensioni inferiori rispetto al principale polo regionale, contribuisce con una presenza industriale strutturata e con una dinamica export positiva. Dal punto di vista economico, nel 2023 la farmaceutica campana ha generato un Valore Aggiunto pari a 351 milioni di euro, contribuendo in modo rilevante al totale del Mezzogiorno (1.086 milioni).

Il peso del comparto sul valore aggiunto manifatturiero regionale è pari al 2,6%, in linea con la media meridionale, a conferma di una specializzazione produttiva ormai consolidata.

La struttura produttiva del comparto appare selettiva ma industrialmente solida. Nel 2025 le imprese farmaceutiche attive sono 36 in Campania, di cui 6 localizzate in provincia di Salerno. La dinamica evidenzia una riduzione regionale rispetto al 2020, coerente con processi di razionalizzazione tipici dei settori ad alta tecnologia, ma al contempo mostra una buona capacità di tenuta del tessuto produttivo salernitano, stabile nel breve periodo e in crescita nel medio termine.

Un indicatore decisivo per comprendere la consistenza produttiva della filiera è rappresentato dall’occupazione e dalla dimensione media delle unità locali. Nel 2023 gli addetti nel comparto farmaceutico sono 1.798 in Campania, di cui 263 nella provincia di Salerno.

La dimensione media delle unità locali risulta elevata: 43 addetti in Campania e 44 a Salerno, contro appena 7 addetti medi nella manifattura. Questo dato evidenzia come la farmaceutica sia una filiera meno frammentata e più strutturata, in grado di sostenere investimenti in impianti, automazione, certificazioni e processi produttivi avanzati. Il tratto distintivo più evidente della farmaceutica campana resta tuttavia la capacità di competere sui mercati internazionali. Nel 2024 l’export farmaceutico regionale raggiunge 7,31 miliardi di euro, a fronte di importazioni pari a 794 milioni, generando un saldo commerciale positivo di oltre 6,5 miliardi.

 

La Campania rappresenta il 76,4% dell’export farmaceutico del Mezzogiorno e contribuisce per circa il 13,6% dell’export nazionale, configurandosi come uno dei principali poli esportatori italiani. Anche Salerno evidenzia un contributo positivo: nel 2024 l’export provinciale supera i 59 milioni di euro, con un saldo commerciale di oltre 45 milioni. La dinamica recente conferma, inoltre, la robustezza del settore. Nel confronto 2024/2023, l’export cresce del +19,7% in Campania e del +22,6% a Salerno.

Nei dati più aggiornati, relativi ai primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, la crescita dell’export continua: +13,8% in Campania e +6,0% a Salerno. Sul fronte import, la Campania registra una riduzione significativa (-37,2% nel 2024/2023 e -18,7% nel dato più recente), mentre Salerno evidenzia una dinamica più variabile (+28,2% nel 2024/2023 e -3,0% nei primi nove mesi del 2025). Questi risultati evidenziano con chiarezza come la farmaceutica non sia più soltanto un comparto manifatturiero importante, ma un vero driver di competitività esterna per l’intera regione.

 

L’export, la capacità di generare surplus commerciale e la crescita recente dei flussi internazionali rafforzano il valore degli investimenti nel settore, che risulta sempre più attrattivo per imprese e operatori industriali. Un ulteriore elemento di forza è rappresentato dalla connessione crescente tra industria farmaceutica ed ecosistema regionale dell’innovazione.

La Campania conta 5.815 imprese innovative (58,2% del totale), con valori superiori alla media meridionale (56,7%) e in linea con quella nazionale (58,6%). In particolare, le PMI innovative sono 278 (a febbraio 2026), con un incremento del +189,6% rispetto all’analogo dato del 2020, mentre le Startup innovative raggiungono quota 1.490, con una crescita del +62,7%: segnali di una regione che sta rafforzando il proprio profilo tecnologico e scientifico, alimentando condizioni favorevoli allo sviluppo di filiere avanzate come quella farmaceutica. Accanto alla crescita delle imprese innovative, la disponibilità di competenze STEM rappresenta una condizione decisiva per sostenere la competitività di settori come la farmaceutica.

Nel 2024 il Mezzogiorno conta 23.395 laureati STEM, mentre la Campania ne registra 10.721, con una crescita del +28,1% rispetto al 2014, superiore alla media meridionale.

Questo dato evidenzia un rafforzamento del sistema universitario regionale nella formazione tecnico-scientifica, essenziale per alimentare filiere ad alta tecnologia.

Un ulteriore elemento di interesse emerge osservando i laureati STEM per territorio di residenza, ossia il luogo in cui gli studenti risultano amministrativamente residenti.

Nel 2024 la Campania registra 16,7 laureati STEM per mille abitanti tra i 20 e i 29 anni, un dato sostanzialmente allineato a quello del Mezzogiorno (16,8‰) e relativamente vicino alla media nazionale (17,5‰). Va però considerato che molti studenti meridionali che studiano al Centro-Nord restano formalmente residenti nel territorio d’origine, almeno per diversi anni: il dato di residenza tende quindi a sottostimare la reale mobilità universitaria e a riflettere, indirettamente, anche il fenomeno della fuga dei cervelli.

Tuttavia, proprio questa evidenza suggerisce una lettura importante: la preparazione della scuola secondaria nel Mezzogiorno e in Campania risulta complessivamente adeguata, perché consente ai giovani del territorio di intraprendere e completare percorsi universitari STEM con risultati comparabili a quelli del resto del Paese, anche quando ciò avviene fuori sede.

In questo senso, il vero nodo non riguarda la capacità di formare studenti competenti, quanto la possibilità di trattenere tali competenze dopo la laurea. Ed è qui che il ruolo della farmaceutica diventa cruciale: come tutte le filiere ad alta tecnologia, il settore è in grado di creare domanda stabile di lavoro qualificato, riducendo la pressione migratoria verso altre regioni e offrendo opportunità coerenti con le competenze tecnico-scientifiche acquisite.

Investire nella farmaceutica significa quindi non solo rafforzare l’export e la base industriale, ma anche consolidare un ecosistema capace di valorizzare capitale umano avanzato e contrastare progressivamente la fuga dei cervelli. In questo scenario, i numeri evidenziano le significative potenzialità di Salerno.

Pur con un numero contenuto di imprese, la provincia mostra infatti segnali chiari di solidità e prospettiva: la presenza produttiva è stabile nel breve periodo e in crescita nel medio termine (+20% rispetto al 2020), la dimensione media delle unità locali è elevata (44 addetti, in linea con il dato regionale), e soprattutto l’export farmaceutico cresce con intensità superiore alla media (+22,6% nel 2024), generando un saldo commerciale positivo significativo (oltre 5 milioni di euro). Anche nei dati più recenti del 2025 l’export continua a crescere, confermando una traiettoria di consolidamento.

Questi indicatori suggeriscono che Salerno non rappresenta soltanto un’area secondaria rispetto al polo principale regionale, ma un territorio con margini di sviluppo industriale importanti, capace di rafforzare ulteriormente la filiera campana attraverso nuovi investimenti produttivi, logistica integrata, specializzazione industriale e attrazione di capitale umano qualificato. In questa prospettiva, la crescita della farmaceutica può diventare per Salerno una leva decisiva non solo di sviluppo industriale, ma anche di competitività territoriale e occupazione qualificata, contribuendo a trasformare l’espansione delle competenze STEM in opportunità concrete di lavoro e innovazione sul territorio.