Dai boschi all’edilizia: il futuro dell’Italia passa dal legno

Gestione attiva delle foreste e prodotti a lunga durata: la strategia della Filiera Legno per la nuova traiettoria climatica europea 2040 punta a superare la frammentazione e su una filiera certificata per rispondere agli obiettivi UE e rafforzare la competitività nazionale

 

Negli ultimi anni, i crediti di carbonio forestali stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle politiche climatiche e nei percorsi di sostenibilità di imprese e territori. Ma perché siano davvero efficaci, devono poggiare su basi scientifiche solide, regole trasparenti e sistemi di monitoraggio credibili.
In Italia parliamo di oltre 10 milioni di ettari di boschi.
Una risorsa strategica che assorbe CO₂, regola il ciclo dell’acqua, tutela la biodiversità e genera opportunità economiche.
Eppure oggi solo il 15–20% delle superfici forestali è dotato di un piano di gestione.
La frammentazione della proprietà e l’abbandono di molte aree interne riducono il potenziale ambientale ed economico di questo patrimonio.
In questo contesto, un sistema credibile può diventare uno strumento concreto per incentivare la gestione sostenibile nel lungo periodo, superando le logiche opache del passato.
Ma c’è un ulteriore livello di riflessione.
Il legno non è solo uno stock temporaneo di carbonio nel bosco.
Quando viene impiegato in prodotti strutturali di lunga durata, continua a stoccare CO₂ per decenni e sostituisce materiali ad alta intensità emissiva come acciaio e cemento.

Ecco perché il dialogo tra mondo forestale, edilizia e imballaggi in legno, non è solo tecnico, ma strategico.
La nuova traiettoria climatica europea – con l’obiettivo del -90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 – richiede una revisione profonda delle politiche industriali, forestali e territoriali.
Non basterà ridurre le emissioni: sarà necessario rafforzare in modo strutturale la capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio.
Il contributo della filiera non riguarda solo l’edilizia, pur strategica in un settore responsabile di una quota rilevante delle emissioni globali; riguarda logistica, imballaggi, manifattura, economia circolare e sviluppo delle aree interne.
La nuova traiettoria europea al 2040 richiede una visione industriale chiara e coerente.
Il legno è un materiale trasversale che incide su edilizia, logistica, manifattura e design. Se inserito in una filiera certificata, tracciabile e radicata nei territori, rappresenta una leva concreta per ridurre le emissioni, valorizzare il patrimonio forestale nazionale e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.
Integrare pienamente il contributo dello stoccaggio di carbonio nei materiali legnosi nelle strategie climatiche nazionali è una scelta strategica per il Paese.

La Federazione Filiera Legno vuol creare un dialogo continuo con il legislatore al fine di procedere a implementare gli strumenti per una gestione attiva del bosco che possa essere strumento di politica industriale del settore, avvicinando gli anelli della filiera tra loro e procedendo ad amplificare l’utilizzo del legno nazionale lungo tutti i comparti rappresentati dalla nostra Federazione.