Il piano della Camera di Commercio tra il boom dello scalo aeroportuale, i fondi per la doppia transizione e la sfida per trattenere i talenti. Prete: «Ogni euro deve fare da leva»
Presidente, nel turismo è finito il tempo della navigazione a vista. Il nuovo Piano Strategico camerale punta a unire i privati, ma come si convincono gli operatori a fare rete per vendere l’intera provincia all’estero e battere la stagionalità?
Il turismo oggi esige una governance scientifica e coordinata. Il nostro Destination Management Plan (DMP) nasce per superare la frammentazione, concentrandosi sull’area sud della provincia (Cilento, Vallo di Diano e Piana del Sele), dato che la Costiera Amalfitana ha già un posizionamento consolidato. Abbiamo definito l’architettura del Brand Madre “Salerno Paestum Cilento Vallo” articolata su due pilastri: una rete di destinazione coordinata e sei reti di prodotto tematiche (dall’enogastronomia all’outdoor) per rendere l’offerta leggibile sui mercati esteri. In cambio, chiediamo alle imprese standard elevati e una continuità di servizio di almeno 6 mesi l’anno: l’unica via per una reale destagionalizzazione.
Avete investito 2 milioni di euro per il marketing nei mercati europei nel biennio 2026-2027. Quali sono i primi riscontri e quali segmenti stanno rispondendo meglio?
Puntiamo a intercettare flussi ad alto valore aggiunto direttamente all’origine, sfruttando i canali dei vettori aerei. La promozione si basa su quattro pilastri: il segmento Culturale e Archeologico in UK, Francia, Germania e Italia; l’Enogastronomia legata alla Dieta Mediterranea (Francia, Belgio, USA); l’Active (Outdoor & Bike) per destagionalizzare verso le aree protette (Germania, Austria, Paesi Bassi); e il Luxury & Wellness per viaggiatori alto-spendenti. Il press tour “Visit Salerno & Cilento” conferma l’efficacia di questa segmentazione data-driven.
L’aeroporto è il perno di questa svolta. L’inaugurazione del Terminal per i voli privati a luglio ha potenziato l’alta gamma. In che modo il binomio tra jet privati e low-cost sta ridisegnando l’economia del territorio?
Il “modello misto” di GESAC è vincente: uniamo l’aviazione generale per il segmento luxury a tratte low-cost internazionali competitive con EasyJet e Ryanair. In un range che va da 1 a 10, i dati sul sentiment sono ottimi:: 8,3 per gli hotel e 8,7 per l’extra-alberghiero. Tuttavia, senza un’efficiente rete di collegamenti a terra, lo scalo rischia l’isolamento.
La viabilità dipende dalla politica. Cosa sta facendo concretamente la Camera per spingere Regione e Sindaci a velocizzare i servizi a terra?
Agiamo come catalizzatore politico. Chiediamo il completamento di infrastrutture strategiche come la Metropolitana, l’Aversana e la SS 18, oltre alla stabilizzazione del Salerno Airlink e del Metrò del Mare. In sede regionale battiamo su due fronti: abolizione dell’addizionale comunale aeroportuale e reinvestimento degli utili GESAC nei servizi ai passeggeri. I lavori della metropolitana sono in corso e scontano i tempi tecnici di un’area già densamente infrastrutturata. Ma una volta ultimata, l’aeroporto disterà solo 45-50 minuti da Napoli Centrale. Grazie alla gestione unica dei due scali campani, si attiverà una sinergia simile a quella tra Linate e Malpensa. Nel frattempo, ricordo che lo scalo dista appena 3 minuti dall’uscita autostradale di Pontecagnano Sud e che i bus di Busitalia sono già attivi; serve solo comunicarlo meglio.
Passiamo alle imprese. Avete stanziato risorse sul Bando PID Voucher per la “doppia transizione”. Perché unire digitalizzazione e sostenibilità ecologica e cosa finanziate nello specifico?
Al momento non è possibile aggiungere ulteriori dettagli sull’esito del bando, poiché la procedura si trova nella fase di imminente aggiudicazione. Ricordo che, nel quadro di Transizione 5.0, abbiamo stanziato 300.000 euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese nella digitalizzazione avanzata e nella consulenza ESG. Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili fino a 10.000 euro. Inoltre, offriamo una premialità di 250 euro per le aziende con rating di legalità o certificazione della parità di genere: la tecnologia è lo strumento, ma equità e trasparenza restano le fondamenta della competitività. Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili fino a un massimo di 10.000 euro (su un investimento minimo di pari importo). Le domande si invieranno fino al 5 novembre 2026, escludendo le tecnologie di base come i siti web standard.
In una fase di difficile accesso al credito, la Camera si propone come partner economico diretto. Qual è la filosofia alla base di questi contributi?
Rifiutiamo i contributi a pioggia: ogni euro deve fare da leva per la modernizzazione. Per questo offriamo una premialità di 250 euro alle imprese con rating di legalità o certificazione della parità di genere. La tecnologia è lo strumento, ma legalità ed equità sono le fondamenta della competitività. E nessuna tecnologia funziona senza capitale umano.
A proposito di sviluppo, quanto è vitale l’asse strategico con Confindustria Salerno per dare continuità ai grandi progetti economici e culturali della provincia?
La Camera supporta da sempre le iniziative associative a maggiore valore aggiunto. Il nostro operato si muove su due binari: interventi diretti alle aziende e sostegno a eventi che creano indotto indiretto. Con Confindustria Salerno abbiamo accompagnato percorsi di grande spessore come Salerno Letteratura o Il Festival delle Colline Mediterranee, che generano un immediato indotto commerciale e promuovono il territorio. A questi si affiancano appuntamenti verticali come la Salerno Design Week da poco conclusa. Non applichiamo logiche di spartizione: ogni stanziamento risponde a valutazioni oggettive su progetti capaci di far crescere il brand e la reputazione della nostra provincia.
Chiudiamo con la sua visione come Presidente Nazionale di Unioncamere. Il mismatch occupazionale e la fuga dei cervelli restano note dolenti. Cosa serve al sistema salernitano per trattenere i talenti che l’Università forma?
Il declino demografico e il mismatch sono le vere emergenze del Paese: con un’età media di 49,1 anni, l’inverno demografico minaccia le imprese. Al Sud il 20% dei giovani è NEET, chi lavora subisce salari d’ingresso inferiori del 75% rispetto alla Germania e le assunzioni di under 30 pesano solo per il 27,5%, a fronte di un mismatch che gravita intorno al 48%. Come sistema camerale rispondiamo potenziando i tirocini su standard OCSE, sostenendo le startup innovative e promuovendo il work-life balance. C’è una correlazione scientifica: chi investe nella doppia transizione cresce di 1,5 punti percentuali di fatturato. Trattenere i talenti a Salerno è un imperativo economico: solo facendo rete tra istituzioni, imprese e università trasformeremo il territorio nella Porta Contemporanea del Mediterraneo.