Pinacoteca Provinciale – Palazzo Pinto, Salerno
Curatela: HoperAperta (Patrizia Catalano e Maurizio Barberis)
Executive Producer: Martina Barberis Casagrande
Quando la cultura del progetto sposa la maestria tecnica del territorio, la trasformazione dello stato attuale delle cose si tramuta in un potenziale meraviglioso. Ne è un perfetto emblema la mostra Pottergeist che, curata da HoperAperta, si muove in quel territorio di confine in cui l’architettura, l’arte e il collectible design si fondono per dimostrare come ogni oggetto d’uso nasca da un profondo corpo a corpo tra autore e materia grezza. Il titolo evoca un cortocircuito semantico: unisce la parola inglese potter (vasaio) al termine tedesco geist (spirito) per indagare lo “spirito del vasaio”, inteso come forza invisibile che devia il destino d’uso dei materiali. Aperta al pubblico fino al 30 novembre 2026, l’exibit trova il suo vero fulcro nella sinergia territoriale attivata da Confindustria Salerno. Un laboratorio concreto in cui progettisti nazionali e internazionali hanno lavorato fianco a fianco con le imprese locali, trasformando il saper fare manifatturiero in uno strumento di evoluzione sociale. Nelle sale espositive, questo felice incrocio tra visione artistica e precisione industriale si compie attraverso incontri inediti:
Denny Candotto + Tekla: Dall’eccellenza macro-industriale di infissi e facciate continue prende vita “Milita”, una poltrona scultorea a spigoli vivi che attraversa la materia tecnica e ne altera il destino d’uso originario.
Maria Christina Hamel + Fornace De Martino: La matrice pop-mediterranea dell’autrice incontra la stori- ca terracotta di Rufoli attiva dal 1479. Nasce “Positana”, una consolle concepita come larario laico dipinto a mano.
Dace Suna + Horizon: La designer specializzata nell’interazione luce-spazio firma la lampada da tavolo “Down the rabbit hole”, un viaggio junghiano che go- verna la luce tramite un sistema minimalista di schermature solari integrate nel vetrocamera.
Davide Valoppi + Saggese + Vetreria La Bella: Una piccola architettura luminosa da tavolo denominata “RMA” che unisce una base geometrica in bronzo a una doppia pelle in vetro cannettato, sapientemente ingegnerizzata da Saggese insieme all’esperienza della storica Vetreria La Bella per stratificare la luce in scenari emozionali.

Davide Valoppi + Saggese + Marine Leather: La raffinata “Eclò ” poltroncina esposta in mostra ha una solida struttura metallica ingegnerizzata e prodotta da Saggese, che si completa grazie al rivestimento d’alta gamma in pelle ad alte prestazioni barriera fornito da Marine Leather, eccellenza storica dal 1930 e amba- sciatrice dell’artigianalità nel mondo.
Duccio Grassi + Rinaldi Group: Il designer che da oltre 25 anni firma i flagship di Max Mara nel mondo incontra la wellness tech company di Giffoni Valle Piana.
Il comfort della schiuma poliuretanica e le metodologie scientifiche del brevetto Comfort-Driven Design si convertono in “Dernière minute”, una dormeuse asimmetrica con pouf concepita come invito all’immaginazione.
Un’opera scultorea che esalta la filosofia del “Bellessere” promossa dall’azienda, capace di fondere ergonomia avanzata, sostenibilità e alta cultura del progetto.

Alfonso Femia + Lamberti Design: Lo stimato architetto internazionale porta a Salerno una profonda riflessione sulla perdita degli spazi collettivi. L’installazione “Scatola di Materia, Spazi di Relazione” traduce in forme e metalli le tesi filosofiche di Hannah Arendt sul tavolo come dispositivo d’incontro umano.
L’opera prende vita su un grande tavolo in acciaio, in cui materiali e geometrie si fondono grazie alle patinature e alle finiture metalliche esclusive nate nel laboratorio di ricerca di Lamberti Design a Cava de’ Tirreni.

Armando Bruno e Alberto Torres + Hebanon Basile – 1830: il ceo e l’art director di Studio Marco Piva dialogano con l’antica ebanisteria di corte borbonica. L’opera “Respiro Umido” mostra una parete da cantiere in cartongesso in cui piccoli ventilatori fanno oscillare dei sacchetti trasparenti a ritmo organico.
Un’installazione su misura dal forte impatto concettuale, pensata per esaltare i legni ultracentenari e le specie rare custodite nel prezioso caveau dell’opificio di Nocera.

Carmelo Zappulla + Capece Gioiellieri: Il disegno tecnico si fonde con la profonda conoscenza delle gemme e la tradizione orafa custom-made del brand salernitano che vanta cinquant’anni di storia nel settore dell’alta gioielleria e dell’orologeria per dare vita a un “Gioiello” strutturato ad alto valore artigianale.
Baldessari e Baldessari + Ceramiche Artistiche Giovanni De Maio: Il duo di progettisti firma “Gaia”, una fontanella urbana contemporanea che reinterpreta il secolare cotto di Ceramiche Artistiche Giovanni De Maio, da cinque generazioni un punto di riferimento nella produzione di ceramiche artistiche italiane, accostando smalti lucidi vietresi e finiture opache.

Maurizio Barberis + inCoerenze: Dalla collaborazione produttiva con l’agenzia di comunicazione integrata guidata da Elena Salzano nasce “Maia, una pleiade…” (firmata dall’autore sotto l’eteronimo di Amor Auri Ibn Eidos). L’installazione complessa traduce la ricerca visiva e pittorica di Barberis sul pensiero alchemico e la percezione dello spazio in un dispositivo immersivo, mettendo in campo le competenze tecnologiche ed esperienziali del territorio per indagare la luce tra le stelle.
Carmelo Zappulla + MTPlex: Il fondatore dello studio internazionale External Reference sperimenta con l’azienda salernitana, giunta oggi alla sua seconda generazione, la lampada da terra “Pila”.
Un volume leggero e dinamico, costruito per addizione attraverso la sovrapposizione di strati sagomati di plexiglass trasparente.
L’opera esalta la maestria tecnica di MTPlex nelle lavorazioni termo- plastiche e nei tagli laser di precisione, dimostrando come un polimero totalmente riciclabile possa trasformarsi in una struttura senza fine, capace di unire design ecosostenibile e rigore industriale.
L’eco dei maestri e le edizioni d’arte
Ad ampliare il respiro di Pottergeist interviene un nucleo di opere che proietta il design verso orizzonti mitologici. Ne sono una testimonianza i dipinti ricchi di archetipi di Mimmo Paladino e l’astrazione di una tela del 1958 di Achille Perilli (grazie alla esposizione della Fondazione De Chiara De Maio), cui si affianca la piantana minimalista di Maurizio Peregalli per Zeus. La materia muta dai vasi in alluminio 3D di Maria Antonietta Sbordone (tecnologia 3DnA) e dalle frange metalliche del cabinet di Millim Studio per Poignee, fino ai rifiuti marini a LED di Marillina Fortuna, al giardino in cocciopesto di NÙEVÙ Studio, ai paraventi di Spagnulo & Partners (Gruppo Censeo e Fischbacher), al marmo di Nicolas Turchi e Daniele Menichini (MarLux) e all’installazione “Osmosi” di Parisotto + Formenton (Botteganove con QU Lighting e Hebanon Basile – 1830). Il cerchio teorico si chiude con l’eccellenza editoriale del territorio: Boccia Industria Grafica ha curato la stampa d’autore dell’installazione “La luce, un istante prima…” di Maurizio Barberis e ha prodotto per la rassegna una prestigiosa tiratura limitata di tre litografie d’arte firmate da Maria Christina Hamel (Positana), Doriano Modenini (Shakespeare King Lear) e dallo stesso Barberis.
La firma dello spazio: l’allestimento Tremil
A tradurre fisicamente questa complessa geografia del pensiero nelle sale della Pinacoteca è stato l’allestimento di Tremil. L’azienda di Cava de’ Tirreni ha firmato le strutture espositive e il wayfinding unendo metalli d’eccellenza, stampe e tecnologie digitali.