
Le analisi di SRM sugli scenari delle rotte atlantiche e pacifiche

Le analisi di SRM sugli scenari delle rotte atlantiche e pacifiche

L’incertezza frena esportazioni e investimenti. A rischio la tenuta del sistema industriale italiano. Per il direttore del CSC Confindustria, Alessandro Fontana, «probabile una perdita di export verso gli Usa pari a circa 12 miliardi, di cui quasi 5 potrebbero essere recuperati penetrando altri mercati»

La presidenza Trump ha inaugurato un periodo di profonda incertezza; per non esserne travolta, l’Ue deve diversificare in modo strategico gli scambi commerciali, superando divisioni interne e continuando a investire in innovazione tecnologica

Appuntamento il 30 gennaio in Confindustria Salerno per le battute conclusive del percorso formativo e di mobilità all’estero finanziato dall’Unione Europea che ha coinvolto 20 giovani tra i 18 e i 29 anni

La Commissione EU ha illustrato misure per una visione all’avanguardia delle dogane

La sola dichiarazione di origine in fattura non basta più. Necessaria la registrazione al sistema REX

A partire dal 1 gennaio 2021, cambieranno radicalmente le regole e le procedure per poter effettuare operazioni di import ed export con il Regno Unito. Nuovi iter doganali per il commercio e tante conseguenze per le aziende

A dodici anni dall’introduzione dell’euro, che segna nel bene e nel male uno dei momenti più alti di integrazione, viviamo un momento di delusione collettiva purtroppo legittimato dalla reazione ad una crisi economica che invece di unire ha diviso i Paesi dell’Unione Europea

Per Alessandro Fontana – Centro Studi Confindustria – la comparazione europea del livello di tassazione sul reddito aziendale e sul lavoro fa emergere un ampio divario tra il nostro e gli altri Paesi, che si traduce in minore competitività e, a cascata, in una minore attrattività per gli investimenti, non solo dall’estero. Il gap riguarda tutte le imposte che incidono sull’attività di impresa, ma in modo particolare quelle che pesano sul lavoro
Nel periodo tra la metà del 2013 e la fine del 2015, vanno spese risorse per circa 30 miliardi di euro, senza contare che dal primo gennaio 2014 prenderà il via anche il nuovo periodo di programmazione 2014-2020, nel corso del quale il nostro Paese potrà contare su oltre 28 miliardi di euro di fondi strutturali, di cui oltre 20 per le sole Regioni meridionali, maggiormente in ritardo