Intervista a Francesco Serravalle, presidente SIT Confindustria Salerno. «In questa edizione il Premio BPI è tornato a essere quel luogo vivo in cui idee, abilità, competenze e talento si misurano con il progresso tecnologico disegnando scenari ottimistici, lo spazio ideale in cui si condivide e moltiplica valore, innovando»

 

Modalità ibrida per la XV edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione, con molti panel dal vivo e, al contempo, in streaming. Soddisfatto dei risultati raggiunti?

Come non esserlo. La flessibilità organizzativa e tecnologica, rodata lo scorso anno in un evento completamente da remoto, ci ha consentito di mettere in piedi una edizione in cui digitale e reale sono coesistiti in modo coerente, amplificando ciascuno le opportunità dell’altro. Pur trattandosi, infatti, di una modalità realizzativa forzata dai vincoli “fisici” dettati dalla pandemia, siamo tornati comunque a respirare lo spirito autentico del Premio BPI, quella voglia aumentata di dare spazio alle idee capaci di generare un impatto positivo sul benessere sociale, sull’ambiente, sulla competitività delle nostre imprese. Una sfida che si rinnova da quindici edizioni, in cui quest’anno ci hanno accompagnato, con coraggio e fiducia, consolidati e nuovi sponsor, ai quali va tutta la nostra riconoscenza. Nella due giorni, alla presentazione dei progetti in gara si sono alternati talk, in presenza e disponibili tuttora on line al sito www.premiobestpractices.it, in cui abbiamo esplorato tematiche connesse all’innovazione come la finanza per il digitale, i cambiamenti tecnologici in atto nel mondo della fruizione ma anche della tutela dell’arte, il ruolo chiave degli ecosistemi nei modelli di open innovation o, ancora, le soluzioni più avanguardistiche nel settore dell’agrotech, quest’anno uno dei tre cluster in cui poter candidare la propria idea di innovazione. In questa edizione il Premio BPI è tornato a essere quel luogo vivo in cui idee, abilità, competenze e talento si misurano con il progresso tecnologico disegnando scenari ottimistici, lo spazio ideale in cui si condivide e moltiplica valore, innovando.

Al Premio BPI è riconosciuto una sorta di effetto moltiplicatore: parteciparvi significa poter vincere, ma spesso anche accedere ad altre opportunità. Quest’anno l’occasione in più è stata offerta alle idee in gara da Alex Giordano…

Una opportunità extra che ci rende orgogliosi. Nel corso dell’evento Alex Giordano, direttore scientifico del programma di ricerca/azione Societing 4.0 che presiedeva il talk dedicato alle innovazioni del comparto agrotech, ha pubblicamente dichiarato la volontà di stabilire una partnership con l’ecosistema Best Practices, invitando tutti gli startupper nei nuovi laboratori di trasformazione digitale che si apriranno a settembre 2021 nel Polo Tecnologico dell’Università Federico II di San Giovanni a Teduccio. Gli startupper potranno così avvalersi di percorsi di formazione e mentoring personalizzati, potendo inoltre accrescere le loro reti con tutto il sistema di innovazione aggregatosi in questi ultimi anni nell’area Est di Napoli. Un’occasione di confronto di assoluto interesse nata senza alcun preventivo accordo. L’energia positiva del Premio BPI è contagiosa, il dinamismo delle buone idee lo è.

Sui 70 progetti selezionati, a vincere è stata la startup Medere, la cui innovazione è sviluppata in partnership con Novartis. La direzione seguita è sempre più quella della collaborazione.

Sì, credo che il presente e ancor di più il futuro dell’innovazione si basino sulla complementarietà, sul confronto allargato piuttosto che sulla competizione. Grande impresa e startup hanno necessità di co-creare l’innovazione su scopi comuni per scovare nuove opportunità di mercato, massimizzando tempi e risorse e aprendosi reciprocamente a un più ampio profitto. È in fondo la stessa logica in cui si muove da tempo il nostro Premio. Di anno in anno, ampliando il nostro ecosistema, ci impegniamo per accrescere e irrobustire la filiera delle competenze sull’innovazione a Salerno, contribuendo al posizionamento competitivo della città. Quest’anno l’eco mediatica nazionale avuta ci ha gratificati e senz’altro ancora di più motivati a continuare verso un 2022 che ci auguriamo possa essere senza limiti, paure e rigidità. Aperto, proprio come deve essere l’innovazione.

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