Co.Re.Pack, insieme per un food packaging ad elevato valore aggiunto

Otto aziende campane, attive nei segmenti dell’imballaggio flessibile, converter e della banda stagnata – hanno fatto rete per costruire in Campania una filiera produttiva a basso impatto ambientale. Ambizioso il traguardo finale: creare 100 nuovi occupati entro il 2022

 

Cooperative and Responsible Packaging: un nome, un programma. Sotto questa comune denominazione – in sigla Co.Re Pack – otto aziende campane, attive nei segmenti dell’imballaggio flessibile, converter e della banda stagnata – hanno fatto rete con l’obiettivo di proporre un’offerta integrata di food packaging ad elevato valore aggiunto. Insieme beneficeranno di un Contratto di Sviluppo, sottoscritto con Invitalia, dal plafond considerevole – oltre 63 milioni di euro di investimenti – e un traguardo finale ambizioso: creare 100 nuovi occupati entro il 2022, anno in cui il progetto sarà pienamente operativo, con un piano di ricerca e sviluppo che punta a costruire in Campania una filiera produttiva nei segmenti dell’imballaggio flessibile a basso impatto ambientale.

Le aziende partecipanti

Capofila del Contratto di Sviluppo è Nolanplastica s.p.a., cui si sono “aggregate” le salernitane Blu-plast s.r.l., Re.Ma. Plast-s.r.l., Flessofab s.r.l., Flex Packaging al s.p.a, National Can s.r.l. e Iron box s.r.l., oltre alla Super Plastik s.r.l. unipersonale con sede a Pompei.

Obiettivi strategici

La Rete CoRe Pack, al momento già molto avanti nella tabella di marcia, con circa il 60% dell’investimento realizzato, si pone i seguenti obiettivi strategici:

– incentivare la creazione di prodotti innovativi a maggior valore aggiunto, in ottica di elevata sostenibilità sociale e ambientale e accresciuta sicurezza alimentare;

– supportare l’identificazione di una reputazione responsabile delle imprese;

– sostenere l’attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle organizzazioni, finalizzata a progettare e produrre imballaggi in modo responsabile;

– promuovere lo sviluppo di una manifattura intelligente secondo le indicazioni del Piano Industria 4.0.

Oltre all’investimento per lo sviluppo industriale e produttivo, che in totale ammonta a 59,8 milioni di euro, saranno stanziati anche 3,3 milioni di euro per un progetto di ricerca comune con l’obiettivo di ideare nuovi polimeri a basso impatto ambientale e di implementare un sistema di stampaggio che riduca notevolmente il materiale di scarto.

È come se Invitalia, insieme con la Regione Campania (quest’ultima mette sul piatto il 35% per cento a fondo perduto dell’investimento, mentre il 25% spetta alle aziende e il residuo concesso a tasso agevolato), avessero scommesso due volte su questo programma, puntando sia sulla sinergia di Rete, sia sulla forza delle singole aziende.

Ciascuna delle otto imprese ha, infatti, presentato un progetto di investimento produttivo teso a potenziare il proprio processo di specializzazione, in un contesto però allargato di interfunzionalità, focalizzandolo verso la produzione di imballaggi volti a soddisfare precise esigenze di consumo ecosostenibile. Ciascuna azienda così, pur restando autonoma, potrà beneficiare della capacità di acquisire una massa critica di risorse finanziarie e di know how, raggiungendo al contempo quegli obiettivi strategici altrimenti fuori portata se si fosse mossa da sola.

In modo complementare agli obiettivi del Contratto, le otto aziende proseguiranno anche a investire sulla ricerca aziendale e sulla formazione 4.0 del proprio personale, lungo un percorso di crescita di cui sarà l’intera Rete ad avvantaggiarsi.

Nel lungo periodo, gli attori di Co.Re Pack si augurano anche di raccogliere nuove adesioni per dare ancora più forza e ingegno a un progetto che vuole spingere sulla sostenibilità sociale e ambientale e sulla sicurezza alimentare, creando valore reale per tutta la Campania.

Alfonso Campitelli, titolare della Re.Ma.Plast e presidente del Gruppo Chimica Gomma Plastica di Confindustria Salerno, ne è convinto: «Il nostro progetto punta non solo alla valorizzazione della filiera, attraverso la partecipazione e la coesione di molti gli attori del settore, ma offre anche un’opportunità di promozione del territorio e dei suoi prodotti, incentivando buone pratiche innovative in Campania che fanno leva sulla sostenibilità, driver capace, oggi più che mai, di rigenerare l’intero territorio, producendo occupazione e reddito».

 

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