BARBIERI, GESAC: «FORSE CRISI ALLE SPALLE NELL’ESTATE 2022»

I dati degli ultimi mesi riflettono la drammaticità di un crollo senza precedenti che riporta l’aeroporto di Napoli ai livelli di traffico del 1996. Primi voli dallo scalo salernitano nel 2023

 

Dottor Barbieri, la stagione estiva ha consentito una ripresa – seppur parziale – dei passeggeri e del fatturato dello scalo amministrato dalla Gesac?

Luglio, fra arrivi e partenze, ha visto transitare 591mila passeggeri con un decremento del 49% rispetto allo stesso periodo pre-covid. Più sostenuta la ripresa ad agosto: 791mila pax (-33% rispetto al 2019).

A trainare la crescita le low cost. Napoli è l’unico aeroporto in Italia ad avere in base le quattro principali compagnie aeree low cost europee: easyJet, Ryanair, Volotea e Wizz Air.

Siamo comunque lontani dai numeri del 2019, sia come passeggeri, sia come fatturato.

Quale segmento è ripartito o ripartirà prima di altri e, di rimando, quando immagina concreta l’uscita dalla crisi per l’aeroporto di Napoli?

Con le restrizioni alla mobilità imposte dalla pandemia, a partire prima è stato il mercato domestico, che nel mese di agosto ha segnato +31% rispetto al 2019. Ma il vero motore di sviluppo dello scalo partenopeo e dell’economia ad esso collegata è il segmento internazionale. Con cauto ottimismo contiamo di tornare alla normalità la prossima estate.

Ma quanto hanno pesato i lunghi mesi di mancati decolli causati dalle restrizioni legate alla pandemia?

L’aeroporto è sempre stato aperto, anche con un solo volo giornaliero su Roma Fiumicino, attivo dal 25 marzo all’8 giugno 2020. 2 milioni 780 mila passeggeri nel 2020, -74% rispetto ai 10 milioni 860 mila registrati nel 2019. I dati riflettono la drammaticità di una crisi senza precedenti che riporta l’aeroporto di Napoli ai livelli di traffico del 1996.

Il covid-19 vi ha cambiati? Ha trasformato l’offerta, i rapporti con le compagnie aeree, le priorità o cos’altro?

La sicurezza sanitaria è diventata una priorità assoluta per aeroporti e compagnie aeree e ha stravolto il modo di viaggiare, sia da un punto di vista della documentazione di viaggio, di cui ora fa parte integrante il Green Pass, sia per la c.d customer experience. GESAC ha da subito implementato un rigoroso protocollo sanitario, con l’impiego di tecnologie di ultima generazione, fra cui cabine di sanificazione per passeggeri e bagagli e trattamenti di sanificazione dell’aria condizionata con lampade UV-C e sistemi di filtrazione di tipo ospedaliero.

Il percorso dell’innovazione era già molto spinto a Capodichino e la relazione con il passeggero efficiente e digitale. Sono previsti nuovi investimenti in tal senso?

Continueremo ad investire nella digitalizzazione per migliorare l’esperienza del passeggero e l’efficienza operativa.

Non solo Capodichino ma anche Salerno – Costa d’Amalfi. Superati i ricorsi al Tar, a che punto siamo con lo scalo che sarà capace di accogliere sei milioni di passeggeri in aggiunta agli undici di Napoli?

Sono in corso i lavori della nuova pista e abbiamo ricevuto 22 proposte dai migliori studi di architettura per realizzare la nuova aerostazione, ispirata a criteri di sostenibilità ambientale. Lo scalo di Salerno avrà una vocazione mista di business e turismo, per la vicinanza al porto, a poli industriali e a mete turistiche come la Costiera amalfitana e il Cilento e servirà un bacino di utenza che supera i confini regionali. Primi voli nel 2023.

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