Una battaglia dopo l’altra

Con “Una battaglia dopo l’altra”, Paul Thomas Anderson firma un’opera monumentale, un affresco paranoico e vitale, vincitore di ben sei Premi Oscar, che rilegge il sogno infranto della controcultura americana attraverso le lenti di un thriller d’azione e commedia nera. Liberamente ispirato al romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon, il film è una discesa folle e visivamente sbalorditiva nell’America contemporanea.

La trama segue Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un ex leader radicale del gruppo rivoluzionario French 75.

Sedici anni dopo i tumulti degli anni Ottanta, Bob vive ai margini, consumato da una perenne paranoia, cercando di crescere la figlia adolescente Willa (Chase Infiniti) in un precario isolamento vicino al confine messicano.

La sua fragile routine si frantuma quando il suo nemico del passato, il colonnello reazionario Steven Lockjaw (Sean Penn), riemerge dall’ombra e rapisce la ragazza. 

Un scena del film

Costretto a uscire dall’anonimato, Bob deve riunire i vecchi compagni di lotta e allearsi con l’eccentrico Sensei Sergio St. Carlos (Benicio Del Toro) per salvare la figlia, affrontando un viaggio on the road che lo costringerà a fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte passate di fronte alla nazione oggi.

Il film non è solo intrattenimento adrenalinico: il titolo, ispirato ad Angela Davis, ci ricorda che la libertà non è un traguardo ma un processo continuo.

Un’opera imperfetta, debordante e necessaria, che cattura perfettamente tutto il caos politico del nostro presente.