B20 Italy 2021: l’esperienza dei protagonisti

Tra gli imprenditori del più importante engagement group del G20 anche tre salernitani

 

L’anno del «ritorno alla crescita». Definisce così il 2021 Emma Marcegaglia, chairman del B20 Italy 2021, il più importante engagement group del G20 che esprime la forza rappresentativa di oltre 6,5 milioni di imprese. Un anno determinante, che si spera consenta al nostro Paese di tornare ad assumere un ruolo di primissimo piano nel contesto economico internazionale proprio grazie alla presidenza del G20.

In tale scenario, Confindustria – insieme con i suoi più rappresentativi imprenditori – è chiamata a farsi portavoce delle esigenze, richieste e proposte della Business Community globale. Obiettivo finale di questo percorso di confronto sarà la formulazione – prevista per il prossimo luglio – di una serie di raccomandazioni di policy alla Presidenza di turno G20 e alle principali Organizzazioni internazionali per ridisegnare l’economia globale e improntarla a una crescita sostenibile e inclusiva. Le proposte complessive e definitive saranno successivamente discusse nell’incontro dei ministri del G20 in autunno e presentate a Mario Draghi, chair del G20 italiano, l’8 ottobre 2021.

Tre gli imprenditori salernitani – Letizia Magaldi, Gianandrea Ferrajoli e Nicola Scafuro – chiamati ad offrire il proprio apporto esperienziale all’interno della business community globale.

Letizia Magaldi è componente della task force “Energy & Resource Efficiency” capitanata da Francesco Starace, ceo Enel, di cui fa parte anche Gianandrea Ferrajoli, presente anche in quella guidata da Maximo Ibarra, ceo Sky Italia, dedicata alla “Digital Transformation”. Nicola Scafuro, infine, è attivo nella task force “Employment & Education” con a capo Giampietro Benedetti, presidente Danieli.

«Un’esperienza a dir poco stimolante» per Letizia Magaldi, vicepresidente della Magaldi Power SpA. «Sotto la direzione di Francesco Starace, il gruppo di cui sono parte sta valutando quali azioni dovranno essere implementate e quali politiche attuate in modo efficiente per accelerare la transizione energetica. Essere dentro un confronto così ampio geograficamente e di così elevato livello, dunque, ti dà chiara l’idea di come vanno componendosi gli scenari futuri, mettendoti in connessione con quella che è la visione portante delle aziende più rilevanti del nostro comparto. In questi mesi di scambio ho avuto anche conferma di quanto l’Italia e l’Europa siano bene affermate nell’innovazione e nelle nuove tecnologie e di quanto ancora potrebbero imporsi nel mondo grazie ai propri punti di forza, guidando alcune scelte in tema energetico. Unica nota dolente, purtroppo incontrovertibile, è stato il “vedersi” telematicamente. Mi auguro però che almeno la chiusura dell’iniziativa possa svolgersi in presenza. Il valore delle relazioni in un’iniziativa simile è notevole e, di rimando, un incontro dal vivo aggiungerebbe senz’altro significato all’evento complessivo, oggi in qualche modo limitato dalla dimensione virtuale».

Anche Nicola Scafuro, manager della Fos, plaude alla forza relazionale del B20 e alla sua proiezione lunga nel tempo: «Nella task force di cui faccio parte, i circa 100 partecipanti si stanno misurando sul tema education ed employment ciascuno secondo la diversa sensibilità della nazione cui appartiene. Ne risulta pertanto una discussione politicamente eterogenea, plurale come plurali sono gli uomini. Nonostante la pandemia – anzi per molti aspetti anche di più a causa della stessa – sullo sfondo premono grandi scenari epocali che hanno condotto a differenti mutamenti di paradigma. Nel mondo dell’education e del lavoro si sono ampliati divari e disuguaglianze che hanno penalizzato soprattutto le giovani generazioni cui va data una risposta e un’alternativa. Il mondo del lavoro va cambiato e il nostro impegno è nel contribuire a tracciare una rotta sicura ed equa».

 

Gianandrea Ferrajoli, ceo della Mecar, segue gli incontri di due task force, quella dell’energia e l’altra – abilitante per tutte le altre potremmo dire – con focus sulla transizione digitale. Questo suo doppio impegno gli consente ancora di più di entrare nel flusso di questa esperienza: «È quasi banale sottolineare come la piena cognizione dei fenomeni, di quello che accade e ci circonda, sia per un imprenditore la parte più complessa e allo stesso tempo più determinante di un processo di decisione. La partecipazione al B20, allargando e allungando lo sguardo, spinge ancora di più a riflettere strategicamente sul futuro, provando a tracciare con nettezza quali sono oramai i perimetri senza prospettiva e a immaginarne dei nuovi in sostituzione, nonostante la pandemia abbia acuito in qualche modo la precarietà anche di pensiero. Per effetto del Covid-19 siamo infatti – ormai da più di un anno – come forzatamente imprigionati nel presente. Il futuro sembra così impossibile da prevedere con certezza. È come se avessimo smarrito il senso della continuità del tempo. Eppure il futuro verrà e dobbiamo attrezzarci con fiducia per affrontarlo, con giusta tensione e validi obiettivi, lavorando per creare per le nostre imprese e per il nostro Paese una prospettiva di leadership intelligente, inclusiva e sostenibile».

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