La sfida delle destinazioni contemporanee si gioca sulla solidità dell’ecosistema territoriale. Il vero vantaggio nasce dall’integrazione tra un’offerta qualificata, la propensione aziendale all’innovazione e una rete infrastrutturale accessibile, capace di governare e distribuire strategicamente i flussi. Solo orchestrando questi fattori un territorio può trasformare il boom di visite in uno sviluppo economico duraturo
La Survey SRM sulle imprese alberghiere consente di osservare il tema della competitività da una prospettiva diversa: quella appunto delle scelte imprenditoriali. Nel triennio 2023-2025 ha investito il 54,1% delle imprese alberghiere campane, rispetto al 64,2% della media nazionale. Tra le imprese che hanno realizzato interventi, la quota media di fatturato destinata agli investimenti raggiunge il 9,2%, non molto distante dal 9,9% italiano. Il punto è quindi interessante: il divario con l’Italia riguarda soprattutto la diffusione dell’attività di investimento, più che la sua intensità. Quando l’impresa campana decide di investire, l’impegno economico tende infatti a essere comparabile con quello delle altre imprese alberghiere italiane.
La composizione della spesa aiuta inoltre a comprendere la strategia delle imprese. In Campania prevale nettamente la riqualificazione materiale dell’offerta. Il 73,6% delle imprese investitrici ha realizzato interventi di manutenzione straordinaria o ampliamento della struttura, contro il 66,4% a livello nazionale. Questa voce assorbe mediamente quasi la metà delle risorse investite, il 49,7%, rispetto al 38,5% dell’Italia. Seguono il rinnovo degli arredi, realizzato dal 47,2% delle imprese investitrici, la riqualificazione tecnologica e digitale, con il 22,6%, e l’ampliamento dei servizi ricettivi e l’efficientamento energetico, entrambi indicati dal 20,8%.
La strategia prevalente è quindi quella di consolidare e ammodernare il patrimonio ricettivo esistente, intervenendo innanzitutto sulla qualità fisica delle strutture e dei servizi. La motivazione principale degli investimenti è altrettanto significativa: migliorare le performance aziendali, con un punteggio medio di 3,89 su 5. Seguono la necessità di rispondere alle nuove esigenze dei turisti, gli incentivi fiscali e i fondi pubblici. Ne emerge una concezione dell’investimento molto concreta. Innovazione, sostenibilità e tecnologia acquistano valore soprattutto quando consentono all’impresa di migliorare l’esperienza del cliente, aumentare l’efficienza o contenere i costi.
Salerno: investimenti più diffusi e maggiore attenzione all’innovazione
All’interno di questo scenario regionale, il dato relativo a Salerno appare particolarmente interessante. Nel triennio 2023-2025 ha investito il 73,3% delle imprese salernitane intervistate, molto più della media campana e anche al di sopra del dato nazionale. L’incidenza media degli investimenti sul fatturato è invece più contenuta, pari al 7,8%. Il profilo che emerge è quindi quello di un territorio nel quale gli investimenti risultano più diffusi tra le imprese, anche se mediamente meno intensi dal punto di vista finanziario. Anche la composizione degli interventi presenta caratteristiche specifiche. Il rinnovo degli arredi è indicato dall’81,8% delle imprese investitrici e assorbe il 43,6% della spesa complessiva. La manutenzione straordinaria e l’ampliamento interessano invece il 63,6% delle aziende, con una quota delle risorse pari al 27,3%. Ma il dato forse più significativo riguarda la tecnologia.
A Salerno il 45,5% delle imprese investitrici ha realizzato interventi di riqualificazione tecnologica e digitale, una percentuale più che doppia rispetto al 22,6% della Campania e nettamente superiore anche al 19,5% italiano. Anche l’ampliamento dei servizi ricettivi e l’efficientamento energetico raggiungono entrambi il 36,4%. Salerno sembra quindi esprimere non soltanto una maggiore diffusione degli investimenti, ma anche una loro maggiore diversificazione, che affianca alla tradizionale riqualificazione delle strutture interventi rivolti alla tecnologia, ai servizi e all’efficienza.
Questa impostazione trova riscontro anche nelle motivazioni indicate dagli imprenditori. Il miglioramento delle performance aziendali raggiunge un punteggio di 4,20 su 5. Assumono inoltre rilievo gli incentivi pubblici, l’adeguamento alle regole e la necessità di rispondere all’aumento dei costi.
Le prospettive: trasformare competitività in sviluppo diffuso
Le intenzioni di investimento per il prossimo triennio confermano una certa prudenza a livello regionale. In Campania prevede nuovi investimenti nel periodo 2026-2028 il 42,9% delle imprese, rispetto al 54,2% della media italiana. Le priorità indicate riguardano soprattutto la diversificazione dei servizi e l’ammodernamento delle strutture, mentre risultano più contenute le prospettive relative a efficientamento energetico, accessibilità e sostenibilità.
A Salerno, invece, la quota di imprese intenzionate a investire raggiunge il 60%, confermando una propensione superiore sia alla media campana sia a quella nazionale. È probabilmente questo uno dei messaggi più interessanti che emerge dall’analisi. La Campania parte da una posizione competitiva solida, ma il mantenimento di questo vantaggio richiede una capacità crescente di rinnovamento delle imprese e delle destinazioni. Salerno evidenzia, all’interno del quadro regionale, alcuni segnali di maggiore dinamismo che meritano di essere osservati nel tempo. In particolare, le aziende chiedono una governance abilitante, capace di creare condizioni favorevoli agli investimenti privati. In Campania le principali priorità indicate dalle imprese sono la semplificazione delle procedure per i nuovi investimenti, con un punteggio di 3,23 su 5, e la promozione turistica internazionale, con 3,22.
A Salerno emerge con ancora maggiore forza la promozione sui mercati esteri, che raggiunge 3,53, seguita dalla semplificazione amministrativa e dalla diversificazione dell’offerta, entrambe con 3,47. Il messaggio delle imprese è quindi piuttosto chiaro: investire nella competitività turistica significa investire contemporaneamente nelle aziende e nei territori. Strutture più moderne, tecnologia e servizi sono essenziali, ma hanno bisogno di procedure più semplici, infrastrutture e servizi territoriali efficienti, promozione internazionale e una strategia capace di mettere in relazione le diverse anime turistiche della Campania.
È su questa integrazione tra competitività territoriale, capacità di investimento delle imprese e qualità della governance che si gioca una parte importante del futuro turistico della regione.