Ispirazione e motivazione sono le molle vitali che orientano le scelte aziendali e personali di Letizia Magaldi, imprenditrice attiva anche nel settore della cultura e protagonista della rubrica che dà volto e voce alle donne del Comitato Femminile Plurale di Confindustria Salerno

 

Come descriverebbe la cultura che si respira nella sua azienda?

Senz’altro innovativa. Ci spingiamo da più di novant’anni sul sentiero dell’innovazione tecnologica, alla continua ricerca del meglio, con una tensione verso l’eccellenza nei progetti e nei prodotti. Per farlo, il nostro riferimento è guardare al mondo, alle sue migliori pratiche.

La tecnologia è la chiave della Magaldi per contribuire ad un futuro sostenibile per il Pianeta, con un’attenzione inevitabilmente elevata per il benessere delle persone che lo abitano.

Quanto ha influito la famiglia nel suo percorso?

La famiglia è la mia forza e il mio slancio. I miei genitori mi hanno dato il “la” per costruire il mio percorso professionale, ma è spettato a me – come è giusto che sia – “spingere” per affermare me stessa.

Quale è stata la sfida e la vittoria più grande del suo percorso professionale, quella che forse ha fatto la differenza?

Acquisire un certo grado di autonomia responsabile. Capire che quello che mi accade dipende soprattutto da me, che io sono artefice dei miei successi così come dei mancati traguardi, è per me stato motivo di conquista. Con il tempo ho imparato ad aprirmi a informazioni che non facevano parte del mio percorso di studio accademico in senso stretto, assecondando la necessità e talvolta l’urgenza di allargare il mio pensiero. La vittoria non è mai un momento ma un percorso. Oggi sento la bellezza degli obiettivi che ho raggiunto anche grazie all’intuizione e mi impegno, con costanza quotidiana e la responsabilità, nel nutrirli e renderli ogni giorno più forti.

Finora ritiene di essere arrivata dove voleva?

Credo senz’altro di essere riuscita ad abbattere quella barriera invisibile che, spesso, fa pensare di non farcela a raggiungere ciò che desideriamo. Più di tutto però sono convinta occorra avere responsabilità verso il proprio talento, responsabilità che diventa anche sociale poiché poter esprimere le proprie potenzialità vuol dire creare valore sì per se stessi, ma anche per la società e aiutare a far crescere chi ci circonda.

La Premio Nobel per la Pace, Wangari Maathai, ha descritto in termini semplici la difficoltà delle donne di emergere quando ha detto: “Più alto si va, meno donne ci sono.” Qualcosa sta cambiando? Se sì, grazie a chi e a cosa?

È ancora purtroppo molto diffuso il pensiero che l’autonomia della donna non sia funzionale alla società, a causa di una radicata cultura della paura e della limitazione dell’altro. Bisogna allora raccontare nuovi modelli virtuosi, esplorare nuovi schemi, per dare evidenza che ciascuno può scegliere il proprio percorso e dare il proprio contributo. La cultura ha questo compito fondamentale: infrangere pregiudizi e credenze precostituite dando vita a un contesto più favorevole alle donne, ai loro obiettivi, di qualsiasi tipo essi siano.

Ha mai sentito il peso delle aspettative di genere sulla sua pelle?

A volte ho dovuto rallentare, quando ho visto che non era il momento giusto. Ho atteso e poi ripreso la mia strada.

Al di là del suo curriculum professionale, come descriverebbe se stessa Letizia Magaldi?

Sguardo e Azione. Ciò che passa dai miei occhi mi cattura e mi spinge ad agire in prima persona per conquistarlo.

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