Law on chain, il contratto si fa automatico

«Salvaguardia del dato, decentralizzazione, opponibilità, notarizzazione, pubblicità sono le promesse del progetto». Parola di Luca Guiggi

 

A quale bisogno concreto risponde la vostra idea e a chi è rivolta?
Law On Chain è una piattaforma per l’automazione di alcune tipologie di contratto, che per la loro natura sono particolarmente adatte ad essere automatizzate. Ci rivolgiamo principalmente a studi legali o a fondi di private equity o, in genere, a tutte le strutture che si occupano di contrattualistica M&A, Escrow management, Intellectual Property, Restructuring del debito e altre categorie di contratti “automatizzabili” come ad esempio il controllo dei Covenant nei contratti di finanziamento.

Ad oggi qual è stata la risposta alla vostra innovazione?
Ad oggi l’innovazione ha riscosso molto interesse. Siamo impegnati nelle attività di creazione di una STO (security token offering) per procedere alla raccolta dei fondi necessari al completamento della piattaforma.

Su cosa si soffermano più spesso i suoi occhi quando è in giro per il mondo?
Sono una persona attratta da tutto ciò che è tecnologico e che è in grado di aiutare a semplificare la vita delle persone, con un po’ di genialità e originalità.

Crede nell’intelligenza (artificiale) al potere?
L’AI è sicuramente un tema interessante e intrigante. Può essere d’aiuto all’uomo in molti ambiti per migliorare la qualità di vita, facilitandolo in una serie di compiti che sarà sempre più ampia. Non credo che si potrà mai parlare in assoluto di intelligenza artificiale al potere se non altro perché risulta molto difficile simulare l’intelligenza emotiva: concetti di “bello” o “brutto”, sentimenti e quant’altro rientrano in quel contesto difficilmente potranno essere ricreati artificialmente.

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