Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, un’esperienza lunga 19 anni

ugo picarelliL’edizione di quest’anno, che si terrà dal 27 al 30 ottobre prossimi, sarà come sempre ricca di contenuti. A garantirlo, Ugo Picarelli, direttore della BMTA 

 

Direttore, tra la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico da lei ideata e il sito di Paestum esiste, ed è forte, una sorta di interdipendenza funzionale. Ma è stato così fin dagli inizi?

La Borsa, evento unico nel suo genere, è nata nel 1998 come azione concreta e articolata di marketing territoriale capace di incidere sul territorio di Paestum attraverso una ricaduta economica per gli operatori turistici. Oggi come allora la Borsa conserva intatto il suo scopo principale: promuovere il territorio di Paestum come destinazione turistico-culturale e non solo, all’interno di un più ampio progetto ben più ampio, combinando insieme cultura, innovazione e ospitalità nel segno di un patrimonio straordinario, tra i più importanti al mondo. Dopo il boom vissuto dalla città e dal suo litorale intorno agli anni ’60, quando forte era la domanda tedesca non solo relativa all’interesse per l’archeologia ma anche per il turismo en plein air, Paestum ha conosciuto un lungo periodo di crisi. La Borsa voleva, pertanto, sull’onda lunga positiva del riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’umanità avvenuto proprio nel ‘98, invertire questo trend rilanciando il territorio nella sua interezza per quattro giorni, per lo più in un mese – novembre – in cui la domanda turistica era ancora tradizionalmente più bassa del solito. Per diciotto anni – il prossimo sarà il diciannovesimo – la Borsa ha messo quindi la competenza e la professionalità dei suoi protagonisti al servizio del territorio, integrando e, a volte, sostituendosi all’azione di alcune realtà locali. Senza tema di smentita, attualmente la BMTA è il punto di contatto tra la valorizzazione del patrimonio del territorio e la crescita del sistema locale di offerta turistica.

In più, intesa esclusivamente come evento, la manifestazione è riconosciuta come una vera best practice…
Negli anni il grande contenitore della Borsa ha avuto il privilegio e il merito di aver ospitato tante personalità in ambito culturale, alcune delle quali divenute veri e propri ambasciatori dell’evento. Penso ad esempio a Taleb Rifai Segretario Generale dell’Unwto, a Mounir Bouchenaki, già Direttore Generale alla Cultura dell’Unesco, a Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo. La Borsa si è confermata, inoltre, un’importante occasione di business con gli incontri B2B svoltisi all’interno del Museo Archeologico, così come ha fatto da apripista a nuovi scenari come ArcheoVirtual, la mostra dedicata all’archeologia virtuale realizzata in collaborazione con Itabc Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR. Una delle novità più riuscite della Borsa è stato l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio intitolato al Direttore del sito archeologico di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. La prossima edizione, dal 27 al 30 ottobre, non mancherà di sorprendere ancora.

Lei più volte ha incentivato gli imprenditori del luogo ad attivarsi, a organizzarsi meglio e di più…
Realizzare una strategia di promozione integrata tra Comune, istituzioni ma anche tra albergatori e aziende è la strada maestra per rendere reale il rilancio del territorio. Tradotta in cifre questa direzione equivarrebbe a nuovi e più consistenti flussi turistici. Non possiamo aspettare che l’aeroporto salernitano decolli, perché rischiamo poi di essere in ritardo domani. Dobbiamo da subito offrire ai turisti anche tutti i servizi accessori, dalla disponibilità di una guida in albergo, all’autonoleggio, a itinerari esperienziali delle tradizioni locali enogastronomiche e artigianali.

 

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