Arzano: «Le imprese sono in seria difficoltà»

G Arzano WebIntervista con Guido Arzano, Presidente CCIAA di Salerno

 

Si registra un calo strutturale delle piccole e piccolissime imprese, per lo più le ditte individuali, in termini sia di aumento delle cessazioni, sia di minore natalità. Questi numeri se incrociati con gli indicatori relativi al tasso di disoccupazione, alla crescita delle ore di cassa integrazione e agli indicatori macroeconomici, rendono comprensibile che, al di là delle cifre e delle dinamiche di tipo generale, c’è un tessuto imprenditoriale in sofferenza.

Presidente, poche settimane fa sono state rese note le performance dell’economia salernitana nel primo trimestre 2013. Quali scenari delineano i numeri rilevati?
I dati relativi alla dinamica imprenditoriale del primo trimestre mostrano una decrescita perfettamente identica a quanto rilevato dodici mesi fa, pertanto siamo indotti a considerare la frenata “fisiologica”, considerato che nei primi mesi di ogni anno si procede ad aggiornare il registro delle imprese con le richieste di cessazione presentate entro il 31 dicembre, storicamente sempre più numerose rispetto ad altri periodi.
Andando poi ad approfondire l’analisi circa i settori, rileviamo che i comparti del commercio, dell’agricoltura e del turismo presentano la concentrazione più alta sia in termini di cancellazioni che di nuove iscrizioni. Quello del commercio è un dato da leggere con grande attenzione perché, essendo il settore con minori barriere all’ingresso, storicamente presenta una maggiore dinamicità che, in prima battuta, può indurci ad un cauto ottimismo circa una possibile ripresa. Tuttavia, se riflettiamo sulle ragioni, non possiamo nascondere il timore, se non il sospetto, che, in qualche caso, questa briosità possa celare operazioni finanziarie con immissione di capitali di provenienza sospetta. Registriamo altresì un calo strutturale delle piccole e piccolissime imprese, per lo più le ditte individuali, sia in termini di aumento delle cessazioni, sia in termini di minore natalità. Questi numeri se incrociati con gli indicatori relativi al tasso di disoccupazione, alla crescita delle ore di cassa integrazione e agli indicatori macroeconomici, rendono comprensibile che, al di là delle cifre e delle dinamiche di tipo generale, c’è un tessuto imprenditoriale in sofferenza e  in molti casi in seria difficoltà.  

Per quali settori il vento comincia a tornare favorevole e per quali altri invece la ripresa è ancora lontana?
L’agricoltura – e più in generale la filiera dell’agroalimentare – pur tra mille difficoltà, continua ad essere il settore su cui si sorregge buona parte dell’economia  provinciale, cui si aggiunge il turismo che fortunatamente gode di un vantaggio competitivo di base rappresentato dall’attrattività delle nostre bellezze storiche, ambientali e paesaggistiche ma per il quale occorre senz’altro effettuare ulteriori investimenti in termini di dotazione infrastrutturale, di riqualificazione dell’offerta e di destagionalizzazione se vogliamo che questo diventi il settore su cui possa basarsi buona parte del Prodotto Interno Lordo provinciale.
Di converso, il manifatturiero e l’edilizia purtroppo continuano a segnare il passo nonostante gli sforzi che la Camera di Commercio di Salerno insieme ad altri attori istituzionali del territorio mettono in campo con iniziative di marketing territoriale, ovvero progetti di innovazione e trasferimento tecnologico. 

La bilancia commerciale fa registrare dati incoraggianti per la nostra provincia? L’export resta positivo?
Il 2012 ha fatto segnare, tra i pochi indicatori positivi, performance interessati per quanto concerne l’export provinciale soprattutto per i prodotti ortofrutticoli freschi e, più in generale, per l’agroalimentare con numeri sensibilmente superiori alla media nazionale e regionale.  Riteniamo che buoni indicatori non si registrino per caso, specie in un periodo di congiuntura sfavorevole come quello in atto da qualche anno. In tal senso, va riconosciuto alla classe imprenditoriale il coraggio con cui, spesso con scarsi mezzi, affronta quotidianamente e lodevolmente le sfide che la globalizzazione impone. Qualche merito per tali performance credo sia dovuto anche agli investimenti che da alcuni anni vengono effettuati nel campo dell’internazionalizzazione, come ad esempio attraverso la qualificata partecipazione alle più importanti manifestazioni espositive, oppure grazie alla rete estera del Sistema camerale che vede Intertrade recitare il ruolo di casello d’ingresso verso numerosi circuiti nazionali e internazionali e usufruire dei molteplici servizi disponibili per tutte le imprese che intendono affacciarsi per la prima volta o consolidare le performance oltre frontiera.

Banca-Impresa: qual è ad oggi il rapporto con il mondo del credito per le imprese salernitane?
Quello del difficile accesso al credito cui si accompagna l’alto costo del denaro costituisce uno dei più pesanti elementi di diseconomia che le imprese della provincia di Salerno scontano rispetto alle aziende che insistono in altre realtà.
La Camera di Commercio di Salerno in questo momento congiunturalmente difficile, caratterizzato dal perdurare della debolezza dell’economia reale indotta dalla turbolenza dei mercati finanziari, ha posto in essere un complesso di interventi di immediata e diretta applicazione a favore delle imprese realizzati prioritariamente attraverso il sistema dei Confidi, per investimenti di medio lungo periodo e per l’abbattimento del costo del denaro.  
Altra linea di intervento mira a ricostruire il deteriorato rapporto banca-impresa su basi di rispetto reciproco, al fine di sostenere le aziende con maggiori potenzialità a fare il salto di qualità, favorendo i processi di ristrutturazione aziendale, la crescita dimensionale, l’innovazione di prodotto e processo, con un conseguente arricchimento per l’intero tessuto imprenditoriale locale. Infine, l’Ente camerale, insieme ad altre 19 consorelle ha aderito al Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza che, in virtù di un accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso possibile attivare alcune sezioni speciali del Fondo centrale di garanzia per l’internazionalizzazione delle pmi. 

Per quanto concerne le opportunità di creazione d’impresa offerte dalla Camera di Commercio ritiene che queste siano sufficientemente conosciute dai cittadini? E quanto vengono sfruttate concretamente?
Per fornire risposte alla mancanza di opportunità di lavoro e alla precarietà che storicamente caratterizza il nostro territorio, l’attuale consiliatura, con il rilancio delle attività di Polaris, si è posta l’obiettivo di sostenere la cultura d’impresa e di diffonderla tra imprenditori e aspiranti tali. Con il progetto “Salerno Attiva”, in particolare, s’intende realizzare un centro per la promozione delle imprese, a disposizione degli imprenditori locali e di quanti desiderano avviare una propria attività sul territorio. Tra le attività principali ricordiamo la formazione, il coaching, come fare un piano finanziario e, successivamente, cercare finanziamenti oppure sviluppare le competenze di cui l’imprenditore o l’aspirante imprenditore ha bisogno.

 

L’imprenditoria femminile in provincia di Salerno: monitoraggio e dinamiche evolutive delle ditte individuali

 

Il Comitato Imprenditoria Femminile (Cif) della Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con il Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali dell’Università degli Studi di Salerno ha condotto un’indagine presso un campione di ditte individuali “femminili” della provincia, al fine di completare il quadro conoscitivo della realtà imprenditoriale femminile con quanto già rilevato nel 2011 per le società.

 

Dall’analisi si evince che al III trimestre del 2012 le imprese individuali femminili attive in provincia di Salerno risultano essere 19.721 su un totale di 72.367 imprese della medesima natura giuridica, con un incidenza pari al 27,2%. Il dato è in linea con la numerosità rilevata a livello regionale (28,9%) e nazionale (25,7%).

Relativamente alla consistenza numerica, dal raffronto tra 2009 e 2012 emerge una variazione negativa delle sole ditte individuali mentre le altre forme giuridiche presentano tutte saldi positivi. E’ ipotizzabile che, fermo restando un effetto congiunturale legato alla crisi economica che fagocita soprattutto le piccolissime strutture, l’orientamento dell’imprenditoria salernitana è sempre più spostato verso forme giuridiche maggiormente strutturate e stabili.

 

L’universo delle ditte individuali femminili in provincia di Salerno comprende per la maggior parte imprese di micro dimensioni, come confermato dai dati relativi al numero di addetti impiegati che, in Campania nel 99,6% dei casi risultano inferiori a 10 per ditta. La provincia di Salerno con 19.659 unità è seconda solo a quella di Napoli (30.822 unità) in termini di numerosità di ditte rosa con meno di 10 addetti.

Dalla distribuzione dei 158 comuni del salernitano in cinque aree territoriali, si osserva che il maggior numero di imprese individuali di donne si concentra nel Vallo di Diano-Cilento (5.620 unità), di cui il 7% nel comune di Agropoli. Segue a ruota la Piana del Sele (4.567 unità), ove spicca il comune di Battipaglia (17,8%).

 

Dall’analisi della distribuzione delle imprese femminili salernitane per natura giuridica e settore di attività, si osserva che le ditte individuali operano in massima parte nel commercio (7.656 unità) e nell’agricoltura (5.915 unità). Parimenti, il commercio rappresenta il settore con la più alta presenza femminile anche in riferimento alle società di persone (1.190 unità) e di capitale (752 unità). La sanità e l’assistenza sociale, invece, accolgono il maggior numero di ditte rosa appartenenti alla categoria delle forme giuridiche residuali (100 unità).

 

Nel periodo che va dal III trimestre 2011 al III trimestre 2012, si osserva che la più consistente diminuzione del numero di ditte attive ha interessato il settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca: -7,1%). Segue il settore secondario (-1,4%) con un calo di presenze nelle attività manifatturiere per il -2,4%. Si nota, tuttavia, un aumento delle imprese individuali femminili operanti nelle costruzioni (3,1%), attività a prevalenza maschile. Un settore in controtendenza è quello terziario (2,5%) con il 50% in più di ditte femminili attive nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata.
 
Concentrando l’attenzione sulle imprese individuali attive dell’artigianato campano, al III trimestre 2012 quelle a conduzione femminile risultano pari al 16,4% delle ditte artigiane complessive.

Questo in sintesi quanto si evince dall’analisi condotta presso le imprese individuali femminili della provincia di Salerno, presentata dal presidente del Cif Bianca Lettieri e dalla prof.ssa Vittoria Marino dell’Università degli Studi di Salerno.

 

 

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