Sole sì, macchie no

Per evitare i danni causati da una scorretta esposizione solare, occorre una giusta prevenzione fin dalla più tenera età, utilizzando le apposite creme protettive e quelle doposole, idratanti, già da bambini

antonio di pietro

 

I raggi solari sono amici della nostra salute per moltissime ragioni. Senza le opportune precauzioni in difesa della pelle, però, possono rivelarsi dannosi e, nel caso particolare, provocare le cheratosi. Si tratta di macchie che compaiono sulla pelle, di colore grigio o bruno, di forma irregolare e ruvide al tatto. Come suggerisce il nome, cheratosi, sono formate per lo più da una sostanza, la cheratina, che costituisce gran parte delle unghie e dei capelli.
La cheratina è normalmente presente anche sulla pelle per proteggerla come un sottile strato difensivo, ma in questo caso si verificano veri e propri accumuli. Come suggerisce l’aggettivo “solari”, queste lesioni compaiono a causa dell’azione di invecchiamento precoce provocata dai raggi del sole su una pelle non adeguatamente protetta.

Le cheratosi solari non sono dolorose, ma in alcuni casi possono causare prurito. In questo caso attenzione perché se si tenta in qualche modo di eliminarle con le unghie, magari in preda al prurito, possono sanguinare e provocare infezioni. Devono sempre essere tenute sotto controllo, quindi, perché con il tempo si potrebbero trasformare in un problema più serio. Una volta formatesi, vanno fatte esaminare annualmente dallo specialista per verificare se c’è stata una crescita o una trasformazione della cheratosi stessa.

Per evitare la loro comparsa non bisogna prendere l’abitudine di esporsi al sole senza una crema protettiva adeguata al tipo di pelle. Coloro che vengono colpiti da cheratosi solari hanno infatti spesso la pelle molto chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari. A mano a mano che la carnagione e il colorito scuriscono, anche la tendenza alla cheratosi diminuisce. In genere il problema è più frequente dopo i quarant’anni e sulle zone del corpo più esposte al sole, come le mani, il viso e il décolleté e sul cuoio capelluto nei soggetti che hanno perso i capelli.
Certo non basta una sola esposizione scorretta al sole per fare venire una cheratosi, ma è il frutto di anni di esposizioni scorrette. Quindi, proprio perché questo problema della pelle deriva dall’accumulo dei danni derivati dalle esposizioni al sole, una corretta prevenzione deve iniziare fin dalla più tenera età, utilizzando le apposite creme protettive e quelle doposole, idratanti, già da bambini.

Quando le lesioni sono ancora piccole e non sono posizionate su parti troppo delicate, una terapia con pomate a base di acido acetilsalicilico o diclofenac addizionato con acido ialuronico, può eliminarle. Si tratta comunque di terapie che richiedono tempi lunghi per risultare efficaci e, allo stesso tempo, è necessario che la parte di pelle sottoposta alle cure sia costantemente riparata dall’azione dei raggi solari. Più rapide, invece, sono le cure di tipo ambulatoriale, che si possono eseguire in uno studio dermatologico, con l’uso dell’azoto liquido, del laser e con speciali bisturi definiti “a radiofrequenza”.

La prima cura sfrutta le proprietà di una sostanza, l’azoto che a -147°, in minime quantità e direttamente sulla cheratosi, consente di disgregarla e di eliminarla rapidamente. Il laser, contrariamente all’azoto liquido, secca la parte e la sbriciola letteralmente. Anche in questo caso basta una sola seduta per lesione. Infine abbiamo la cura con bisturi a radiofrequenza che sfrutta fasci potentissimi di onde radio. Queste, a contatto con la cheratosi, fanno sì che le minuscole goccioline d’acqua contenute nelle singole cellule della cheratosi inizino ad agitarsi fino a distruggere dall’interno ogni cellula malata, che poi può essere rimossa con facilità.
Dopo queste cure si forma uno strato di pelle nuova, molto sensibile, che va adeguatamente protetto.

 

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