Social, mai sottovalutare le conseguenze della popolarità

Tutto ha un prezzo. Anche l’eccessiva condivisione online

 

Doveva essere il riscatto della gente normale. Il self broadcast, quello che avrebbe dato la possibilità a tutti di avere un pubblico. Anche a quelli che hanno sempre sostenuto che per stare in tv o sui giornali servono appoggi. Di gente normale, a dire il vero, sui social, ne ho incrociata assai poca. O, meglio, potrò sembrare antidemocratico, ma certe cose prima di aprirle a tutti bisognerebbe regolamentarle, senza attendere che a generare le regole siano i guai che la loro mancanza comporta, i morti che ci scappano, le truffe che si beccano.

Mi è stato insegnato che un progetto che nasce da un pensiero attivo è certamente più sano di uno che nasce da un pensiero reattivo e credo che la stessa cosa valga anche per le regole.

Solo oggi a 20 anni e passa dal diffondersi dei social network ci accorgiamo che le “marchette” sono pubblicità non dichiarate che esistono da sempre, che quelli che dovrebbero essere contenuti interessanti sono in realtà contenuti interessati, che dietro le famiglie perfette coi bambini perfetti, con le case perfette c’è qualche “forse sono imperfetta ma posso stare a testa alta”, che nell’arco di una settimana passa dal post di San Valentino al divorzio con outfit Valentino e così via, stratificando espressioni come “ma la meraviglia” sovrapposte a “mood of the day” a “office for today” sotto una palma dove l’unico messaggio che si riesce a dedurre è “nel bene o nel male purché non si paghi”.

In mezzo a questi pensieri, un saldo e stralcio di un’intervista a Valeria Marini che racconta gli sfottò incassati quando nel giro si diceva che non sapesse né cantare, né ballare, né recitare, pur di fatto facendo la showgirl a tutto tondo. Valeriona, che un tempo era unità di misura del poco senso della misura, a paragone di certi fenomeni a cui i social hanno concesso tutto, mi pare Einstein. Perché forse sì, i social sono il riscatto della gente normale.

Ma non esiste riscatto senza un prezzo da pagare.