Nuove regole e opportunità per una filiera più sostenibile

Necessaria una regolamentazione che stabilisca chiaramente quali capi possano essere rimessi sul mercato e con quali requisiti

 

Il Consorzio ECOEM Tessile è il nuovo protagonista dell’innovazione sostenibile in Italia. Nato come emanazione del Consorzio ECOEM si propone oggi come interlocutore di riferimento per il settore tessile, abbigliamento e casa, in vista dell’imminente entrata in vigore della normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).

Lo scenario è chiaro: a breve è attesa l’emanazione del decreto attuativo che disciplinerà la gestione dei RITEM (Rifiuti Tessili e Moda). Le imprese avranno un arco temporale di circa 12-18 mesi per adeguarsi.

Un cambiamento profondo che tocca l’intero comparto produttivo e distributivo.

Il nostro obiettivo è offrire alle imprese un sistema già rodato e funzionale, evitando loro il peso di dover creare da zero un sistema individuale di gestione, costoso e complesso.

Associarsi ad ECOEM Tessile significa non solo adempiere agli obblighi normativi, ma anche beneficiare di un pacchetto completo di servizi: iscrizione al Registro Nazionale produttori tessili, tenuta dei registri, dichiarazioni annuali, tracciabilità e certificazioni. Diamo garanzie e strumenti anche ai più piccoli produttori, che altrimenti si troverebbero schiacciati da un’insostenibile burocrazia. L’intento del legislatore è quello di introdurre un sistema virtuoso per rispettare i nuovi regolamenti UE che impongono una raccolta domestica per paese di 30 Kg pro-capite.

Le nuove regole e imposte non sono semplici complicazioni per le aziende, ma lo strumento per ordinare un settore ancora informale. Il tessile, pur essendo avanti nel riutilizzo rispetto ad altri comparti, non è infatti ancora normato.Oggi nessuno sa davvero quanti capi vengono riutilizzati, quanti trattati, quanti diventano rifiuto. Eppure, ogni giorno si vedono indumenti usati che passano dalla raccolta comunale ai mercatini senza controllo.

Il nuovo decreto andrà a colmare questo vuoto, distinguendo con chiarezza tra pre-consumo e post-consumo, tracciando il percorso del capo e regolando l’accesso al riutilizzo. Il cambio di paradigma rappresenta un’enorme opportunità, non solo ambientale ma anche industriale e sociale. Questa nuova filiera genererà occupazione, micro-logistica territoriale, nuovi impianti specializzati, innescando valore condiviso e sostenibilità a lungo termine.

É necessaria oramai una regolamentazione che stabilisca chiaramente quali capi possano essere rimessi sul mercato e con quali requisiti.

Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativo all’introduzione dell’EPR (Extended Producer Responsibility), interesserà le imprese della filiera, con particolare riferimento a chi produce, importa o distribuisce abbigliamento, calzature prodotti tessili per la casa ed industriali, introducendo nuovi adempimenti legati alla gestione del fine vita degli stessi. Il tessile sta per entrare in una nuova era di trasparenza, tracciabilità e responsabilità ambientale. In questo scenario, il Consorzio ECOEM Tessile rappresenta un’infrastruttura già pronta, esperta e affidabile, capace di supportare le imprese nel cambiamento e di generare, allo stesso tempo, valore ambientale, economico e sociale. Un partner strategico per chi vuole trasformare l’obbligo normativo in un’occasione di crescita e innovazione.