L’auto elettrica conviene, anche usata

Quella che stiamo vivendo è un’era del tutto rivoluzionaria per quanto riguarda diversi ambiti. Il comparto motori è, in assoluto, uno dei più interessati da questa rivoluzione tecnologica e culturale, tanto che stiamo assistendo giorno dopo giorno ad un’invasione di notizie che riguardano le auto elettriche. Questa nuova tecnologia sembra essere destinata a segnare un’epoca, quella futura, che deve per forza di cose volgere lo sguardo alla questione ambientale.
L’auto elettrica è affascinante, a sostenerlo sono soprattutto gli abitanti delle grandi città, intossicati dalle polveri sottili e colpite dai periodici blocchi del traffico. In Italia, però, questo segmento fa fatica ad emergere: le vetture a batteria, infatti, sono un insignificante 0,1 per cento delle vendite: nel 2017 sono state 1.945, a fronte di quasi 2 milioni di immatricolazioni.

Probabilmente ci vorrà ancora qualche anno per vedere il numero di immatricolazioni di auto elettriche aumentare sensibilmente e togliere dalla circolazione le auto a benzina e diesel che inquinano. I modi per disfarsene sono tanti, dalla rottamazione alla vendita immediata utilizzando canali come i compro auto usate.

 

Ma perché conviene l’auto elettrica?
Innanzitutto perché il mercato comincia ad avere una sua consistenza anche in questa nicchia. Questo perché i grandi marchi hanno deciso di investire non poco nel settore dell’elettrico. Basta fare un giro sui siti delle vendite di seconda mano per constatare che è possibile mettersi nel box un’elettrica «collaudata» al prezzo di una utilitaria (nuova) a gasolio. A questo punto il calcolo della convenienza non è più tanto sballato: in molte città le elettriche non pagano il ticket Ztl, possono viaggiare nelle corsie preferenziali, parcheggiano gratis anche sulle strisce blu.

Anche usata, quindi, l’auto elettrica è molto più conveniente rispetto alle auto tradizionali a diesel o benzina. E per l’auto elettrica vale la stessa regola da tenere a mente quando si compra un’auto normale, ovvero considerare i diversi fattori quali lo stato della vettura, il chilometraggio, lo stato dei pneumatici, la carrozzeria e la documentazione burocratica. il motore deve funzionare correttamente, senza rumori anomali.

Le batterie sono il cuore dell’auto elettrica, quindi devono essere controllate con molta attenzione. Bisogna verificare che tengano la carica e che si ricarichino completamente. Per alcune vetture è possibile fare la diagnosi elettronica delle batterie.

L’auto elettrica, poi, conviene soprattutto per la questione legata alla ricarica delle batterie. Il modo più semplice è connettere l’auto alla rete domestica. In questo caso serve un cavo con control box che mantiene la ricarica a circa 2,3 kW per non surriscaldare la presa e le relative connessioni a muro. Si viaggia a corrente alternata monofase a 230 volt.

In alternativa, a casa, si può fare installare una Wallbox, che modula la ricarica e in condizioni ottimali usa fino a 3,3 kW. Poi ci sono le colonnine pubbliche standard: qui serve il cavo connettore a sette poli che permette di far ingerire fino a 43 kW alla vettura. E questo conviene soprattutto per i costi: oggi una ricarica di circa 20 kWh alla colonnina costa circa 5 euro: con questa ricarica si possono percorrere circa 200 km. Un costo davvero basso se proporzionato a quello che bisogna pagare per muoversi con la benzina o il gasolio.

 

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