Fonderie Pisano, pronti al confronto

L’amministratore delegato Ciro Pisano: «Siamo pronti a confrontarci con tutti i sindaci dell’area di Buccino e dell’intero comprensorio in relazione al nostro progetto per la realizzazione del nuovo stabilimento, in piena sintonia con le esigenze della cittadinanza e dei suoi rappresentanti istituzionali. È il momento di rendere operativo un progetto all’avanguardia e non inquinante»

Si è svolto ieri – nella sede di Confindustria Salerno – l’incontro di presentazione del progetto di realizzazione del nuovo stabilimento delle Fonderie Pisano nell’area industriale di Buccino (Sa) alle aziende presenti in detta area Asi, ricevendone suggerimenti tecnici e apprezzamenti. Nel corso della mattinata l’amministratore delegato delle Fonderie Pisano – ingegner Ciro Pisano – ha evidenziato che è intenzione dell’azienda organizzare una nuova presentazione dedicata agli amministratori locali di Buccino e dell’area circostante per illustrare nel dettaglio le caratteristiche del progetto inerente la realizzazione del nuovo stabilimento, illustrandone gli aspetti ecologici e le ricadute occupazionali.

«Devo dire – ha dichiarato Pisano – che già stamattina avrei voluto incontrare i primi cittadini di Buccino e delle altre località della zona a Sud di Salerno per entrare nel merito dell’illustrazione del progetto relativo al nostro nuovo stabilimento, ma la limitazione della sala dovuta ai problemi Covid non ci ha permesso di farlo. Si tratta di un’opera incentrata su due aspetti fondamentali: la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute; la capacità operativa e la competitività per fare crescere la produttività con tutto quello che ne consegue non solo dal punto di vista imprenditoriale, ma anche per proseguire nella nostra azione di tutela e valorizzazione delle nostre risorse in termini di addetti. In altre parole, i nostri dipendenti restano sempre al centro di ogni nostra iniziativa che, naturalmente, si pone anche gli obiettivi comuni a tutte le industrie. E, ovviamente, è prioritario provare ad investire primariamente nel nostro territorio, piuttosto che altrove».

«Oltre agli investimenti tipici del settore-fonderia, per potere utilizzare la massima quantità di energia verde/rinnovabile – ha evidenziato l’ingegner Pisano – sono state previste sulle coperture una serie di pannelli fotovoltaici in modo da assicurare la quasi totalità del fabbisogno energetico».

«Siamo certi – ha concluso Pisano – che avremo l’occasione di riuscire a illustrare nel merito il progetto che abbiamo realizzato, un progetto che potrà rappresentare un contributo molto importante per il nostro territorio e la nostra regione».

«Il nuovo stabilimento – ha sottolineato Antonello Coppolecchia, AFC TECH, Fiorano Modenese –  nascerà con l’idea e la voglia di realizzare uno dei siti produttivi di ghisa di seconda fusione, frutto dell’esperienza maturata in diverse decine di anni di lavoro dei maggiori esperti del settore di risanamento ambientale. Grazie ad un team di collaboratori, saranno condivise e accettate le migliori idee affinché si possano realizzare le soluzioni tecnologiche ad oggi più conosciute. La filosofia che si adotterà è quella di base dell’industria 4.0 e per il rispetto delle linee guida suggerite dalle BAT (BEST AVAIBLE TECHNOLOGY). Ogni operazione del ciclo produttivo, partendo dal ricevimento delle materie prime fino all’imballaggio del prodotto finito, sarà studiata per evitare emissioni verso l’ambiente interno ed esterno. Per mezzo di sistemi di controllo – quali l’alert system – saranno controllate costantemente le emissioni dai camini di espulsione in atmosfera e segnalate eventuali anomalie al responsabile dell’ambiente interno allo stabilimento, oltre ad essere registrato sul sito web consultabile da ogni cittadino. Tutte le polveri trattenute e recuperate dai filtri saranno automaticamente convogliate a dei silos di stoccaggio per poi essere inviate ad appositi siti di smaltimento».

Nel progetto di questa nuova realtà «si è pensato – ha, poi, aggiunto Coppolecchia – soprattutto al benessere del personale. In pratica si vuole creare un ambiente di lavoro il più confortevole possibile per gli operatori come suggerito e già adottato da importanti e famose realtà industriali italiane. Un ambiente sano e confortevole porta inevitabilmente a maggiore interesse nella produttività e nella ricerca di un prodotto sempre qualitativamente migliore».

All’incontro è intervenuto l’Ing. Frank Höhn, esperto mondiale di impianti di formatura a terra verde. «Il nostro obiettivo – ha spiegato – è la captazione diretta delle emissioni durante la colata, grazie ad opportune cappe di aspirazione. Ma anche la captazione diretta delle emissioni durante il trasporto orizzontale e verticale delle staffe all’entrata e all’uscita del sistema di cooling house. La captazione diretta delle emissioni durante il raffreddamento, per mezzo di una opportuna cabina di compartimentazione, è un altro punto di riferimento del lavoro che intendiamo svolgere. Come pure la captazione diretta delle emissioni durante il processo distaffatura dei getti. Il nostro punto di riferimento resta la compartimentazione di tutti reparti produttivi».

Va aggiunto che “le Fonderie Pisano hanno previsto la possibilità di recuperare il calore derivante dal processo di formatura/cooling-house e fusorio per produrre energia elettrica al fine di impiegarla nel proprio stabilimento. È possibile impiegare tale calore anche per altri utilizzi come la produzione di acqua calda che potrebbe essere sfruttata da uno stabilimento confinante o vicino. Bisogna, naturalmente, approfondire gli aspetti tecnici con uno studio di fattibilità».

«L’implementazione – in unico sito produttivo – delle migliori tecnologie esistenti dal punto di vista della formatura/colling house e della fuisione, permetterà di realizzare sul territorio uno stabilimento produttivo che garantisce le migliori performance ambientali e di sostenibilità attualmente disponibili sul mercato, con l´obiettivo di assicurare la massima qualità del lavoro negli anni a venire».

«È utile ricordare – ha concluso l’Ing. Frank Höhn – che in altre realtà fonderie ed industrie alimentari condividono lo stesso sito e in alcuni casi sono contigue. Inoltre, una fonderia si inserisce in maniera determinante in un discorso di riciclo e rispetto per l´ambiente, in quanto il fine vita di un bene di consumo invece di finire in discarica, viene dirottato nel sistema di riciclo e diviene materia prima per una fonderia che realizzerà un nuovo prodotto».

 

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