Bacino idrografico del Sarno, meno oneri per le imprese

Con D.D. n. 796 del 09/06/2014, la Regione Campania ha approvato le Linee Guida per l’esecuzione di indagini preliminari, predisposte da ARPAC su richiesta della Regione stessa e obbligatoria per tutti i siti ricadenti negli ex SIN non ancora sottoposti ad indagini o caratterizzazione

 

Lo scorso 2 luglio, presso la sede di Confindustria Salerno, si è tenuto un incontro di aggiornamento, indirizzato alle aziende, in merito agli adempimenti da realizzare nell’area ex SIN Bacino idrografico del Sarno, a seguito della pubblicazione del Decreto ministeriale 11/01/2013, avente ad oggetto “Approvazione dell’elenco dei siti che non soddisfano i requisiti di cui ai commi 2 e 2-bis dell’art. 252 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale” e del decreto dirigenziale della Regione Campania, di approvazione delle linee guida, redatte da ARPAC, per l’esecuzione delle indagini preliminari, previste dall’art. 242 del D.Lgs. n. 152/06”.

Nel corso dell’iniziativa è stato illustrato il quadro normativo di riferimento, chiarendo le criticità applicative della norma che, sino ad oggi, non hanno permesso di avere la certezza dell’adempimento e di approfondire i contenuti dei richiamati provvedimenti. Come noto il bacino idrografico del Sarno è attenzionato dalle istituzioni in ragione della presenza di corsi d’acqua inquinati, che hanno pregiudicato la vivibilità del territorio, richiedendo il ripristino ambientale e la bonifica dei siti contaminati.

 

Le imprese del territorio, da sempre chiamate a prestare il loro contributo, sono state obbligate a specifici adempimenti a seguito della pubblicazione del D.M. 11/08/2006, che approvava il perimetro provvisorio del SIN, coincidente con il territorio di 39 Comuni, ricadenti nelle province di Avellino, Napoli e Salerno. 950 sono stati i siti censiti, sui quali ricadeva l’obbligo di realizzare il piano di caratterizzazione. Successivamente, l’art. 36 bis della L. 134/2012 ha stabilito che, con decreto del Ministero dell’Ambiente, fosse effettuata la ricognizione dei siti attualmente classificati di interesse nazionale che non presentavano i requisiti di cui all’art. 252, comma 2, del D.Lgs. 152/06.

In attuazione della richiamata norma il Ministero ha emanato il DM 7 dell’11 gennaio 2013 recante l’elenco dei siti che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale in attuazione dell’articolo 36-bis della Legge 134/2012”, tra cui quello del Bacino Idrografico del fiume Sarno, ridisegnando lo scenario normativo, unitamente agli adempimenti delle imprese.

La competenza per le necessarie operazioni di verifica ed eventuale bonifica all’interno dei siti di cui all’elenco dell’allegato 1 al DM 7/2013 viene trasferita alle Regioni territorialmente interessate, che subentrano nella titolarità dei relativi procedimenti. Difatti, con D.D. n. 796 del 09/06/2014, la Regione Campania ha approvato le Linee Guida per l’esecuzione di indagini preliminari, predisposte da ARPAC su richiesta della Regione stessa.

Il Decreto stabilisce che l’esecuzione delle indagini preliminari è obbligatoria per tutti i siti ricadenti negli ex SIN non ancora sottoposti ad indagini o caratterizzazione.
La finalità delle indagini preliminari è di accertare l’inquinamento delle matrici ambientali a seguito di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito o per la rilevazione di una situazione storica di inquinamento. Questo provvedimento ha semplificato gli oneri ricadenti sulle imprese, assicurando la possibilità di monitorare un territorio che chiede ancora attenzione e cura da parte di tutti.

 

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