Italia e Tunisia: la comunicazione oltre gli stereotipi

L’edizione 2015 del Premio Euromediterraneo, svoltosi lo scorso 17 settembre presso la sede della Stampa Estera a Roma, promosso dall’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, ha acceso i riflettori su due video che, pur originati da situazioni diversissime, sono accomunati dalla stessa volontà di valorizzare l’identità nazionale anziché beni e ser vizi o luoghi

Le imprese italiane hanno finora costruito la propria strategia di internazionalizzazione e quella, correlata, di comunicazione, essenzialmente su prodotto e qualità, due elementi che si sono affermati come efficaci strumenti di competitività e di BrandItalia.

 

Se dunque il prodotto restava, anche in termini di comunicazione, il principale vettore del BrandItalia, il 2015, contrassegnato da una serie di eventi straordinari che stanno modificando gli assetti politico-economici dell’area mediterranea in particolare (dal raddoppio del Canale di Suez alla crisi della Grecia, dagli attentati in Tunisia all’IranDeal per citarne alcuni), sta cambiando anche la comunicazione istituzionale dei Sistemi-Paese, Italia inclusa, alla prese con situazioni ed eventi tali da far raffreddare gli investitori più audaci e flussi turistici che cambiano i Paesi di destinazione.

L’ultimo video in ordine cronologico che va in questa direzione è “New Egypt, Old Friends”, lanciato sul web ai primi di novembre dalle autorità egiziane, che devono fronteggiare le ricadute degli attentati che stanno indebolendo l’attrattività turistica e industriale del Paese. Un video istituzionale di ottima fattura, in cui un testo letto da una voce fuori campo fa da collante tra le interviste ai Ministri economici e dell’Industria e le riprese ai siti produttivi e a quelli turistici. Un video cioè a struttura “classica”, fondato su elementi oggettivi, molto piacevole ma assai distante, in termini di empatia, da una nuova comunicazione di “crisi” che ci viene da Tunisia e Italia e che invece pone le persone al centro del messaggio istituzionale.

L’edizione 2015 del Premio Euromediterraneo, svoltosi lo scorso 17 settembre presso la sede della Stampa Estera a Roma, promosso dall’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e da Confindustria Assafrica & Mediterraneo ha infatti acceso i riflettori su due video che, pur originati da situazioni diversissime (il sanguinoso attentato in due luoghi simbolo della cultura e della democrazia
tunisina in un caso e una perdurante crisi economica nell’altro) sono però accomunati dalla stessa volontà di valorizzare la propria identità nazionale anziché beni e servizi o luoghi.

Sono infatti operai, restauratori, insegnanti, musicisti, medici e altre categorie di lavoratori e professionisti ad esprimere, proprio dal Bardo, in prima persona e senza voci fuori campo, la loro idea di cultura della vita per contrastare la cultura della morte, trasformando a loro volta il Museo nel simbolo stesso della determinazione del paese nel proseguimento del percorso verso la democrazia. Il video nasce da un’idea di Ouided Bouchmaoui, Presidente dell’UTICA, la “Confindustria” della Tunisia, che insieme ai sindacati e ad altre due componenti della società civile ha costituito il Quartetto che il 10 dicembre riceverà il Nobel della Pace per aver portato un dialogo interno al Paese che ha evitato la guerra civile.

Una intuizione che ribadisce, anche attraverso la comunicazione, se mai ce ne fosse bisogno, la centralità dell’industria, “madre di democrazia e sviluppo nelle società nazionali” come amava ripetere il Sen. Pedini, primo presidente di Assafrica. ely

Gli stessi elementi ritornano anche nel bellissimo video del Ministero dello Sviluppo economico, “Italy Extraordinary Commonplace” che “smonta“ gli stereotipi e i luoghi comuni del nostro Paese, che troppo spesso appannano il BrandItalia, per valorizzare invece l’eccellenza dell’industria italiana e i suoi talentuosi innovatori. Un video e una campagna di comunicazione che compie anche un grande salto culturale a favore dell’internazionalizzazione delle imprese italiane che lavorano sui mercati esteri, dove l’italiano non è certo la lingua di lavoro: il video, privo di narratore, ma ricco di gradevoli giochi di parole ad alto impatto emozionale, è infatti interamente in inglese. Un salto culturalmente importantissimo, che supera la tradizionale comunicazione istituzionale, per accostarsi ad una visione in cui anche il nostro Paese promuove i suoi talenti. Così come fanno le Delegazioni che arrivano in Italia da Paesi le cui economie sono in via di trasformazione. E, in ultima analisi, quasi una implicita ammissione che il nostro Paese sta cercando la sua nuova identità sociale, economica e industriale. Buon 2016, Italia. #lavoltabuona

 

 

1)“La cultura della vita per vincere la cultura della morte”

 

2) “Italy Extraordinary  Commonplace”

 

3) Video Egitto – News Egypt, Old  Friends”

 

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