CIGS THIN FILM MACHINE, il fotovoltaico classico è ormai un ricordo

cigsQuesta nuova tecnica di produzione – come evidenzia Aniello Russo, titolare di Metoda spa – potrà rilanciare il settore della produzione dei moduli fotovoltaici, ad oggi quasi scomparso a causa della competitività delle aziende asiatiche

 

Quando ha capito che era una buona idea la sua? Chi sono oggi i destinatari, quali le applicazioni e quali i mercati?

Costruire una macchina PED è stata un’intuizione frutto del lavoro di squadra, quella del Consorzio di Ricerca Hypatia, in cui noi abbiamo svolto un ruolo importante. La frequentazione e l’interazione dei nostri tecnici, primo fra tutti l’ingegner Libertini, con il presidente Lucibello e il direttore Zarcone, sono state fondamentali. I destinatari di questa innovazione non sono solo le imprese già produttrici di celle fotovoltaiche, ma anche tutti quei produttori che volessero sfruttare questa tecnologia per ammodernare la propria offerta. Per esempio un importante produttore di mattonelle per pavimenti sta pensando di aggiungere il fotovoltaico al suo prodotto, come pure un costruttore di tende da sole. Come si può intuire le applicazioni e i mercati possibili sono innumerevoli.

 

Quanto è durata la fase di progettazione e preparazione del piano di marketing?

La fase di progettazione, realizzazione, test e collaudi è durata 3 anni. Adesso siamo pronti per poter lanciare commercialmente il prodotto, per cui siamo alla ricerca di un partner internazionale che abbia già una sua struttura commerciale ramificata. Ovviamente la tecnologia dovrà essere adattata al prodotto da realizzare e per questo abbiamo una serie di contatti in corso. In questo momento il contatto più avanzato è con un’azienda di costruzioni edili tedesca.

L’idea vi è sembrata da subito spendibile sul mercato?

 

Personalmente mi sono da subito entusiasmato. Vedevo grandi sbocchi commerciali proprio sul fotovoltaico classico, ma poi i rallentamenti di mercato hanno raffreddato anche me. Una volta completato il progetto, però, sia il grande interesse suscitato, sia l’utilizzo diffuso che se ne potrebbe fare, mi hanno ridato nuova fiducia.

 

Perché un progetto vada in porto quanto conta l’idea e quanto gli investimenti?

Entrambi, e penso, in egual misura. In ogni caso sono inscindibili.

 

L’INNOVAZIONE CHE VIAGGIA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE

L’innovazione consiste nella realizzazione di una macchina per la deposizione di semiconduttori complessi a film sottili partendo da cristalli del semiconduttore stesso con una tecnica nuova: la Pulsed Electron Deposition (PED).

 

La PED è una tecnica relativamente recente in base alla quale un fascio elettronico pulsato di alcune decine di KeV, della durata di 100 ns, e di grande intensità (1000°), viene focalizzato su un target composto del materiale che si intende depositare. In prossimità del target si viene a trovare una densità di potenza elevata (circa 108W/cm²), che comporta un rapidissimo riscaldamento del target di diverse migliaia di gradi centigradi e la formazione di una piuma di plasma con elevata densità di carica diretta verso l’esterno del target a velocità supersonica (3-5 Km/s). Il film sottile viene cresciuto posizionando il substrato in prossimità (tra i 4 ed i 15 cm) della piuma del materiale ablato.

 

La macchina è stata progettata per la produzione di celle al disseleniuro di rame, indio, gallio – CIGS – della dimensione di 160×160 mm i cui costi sono inferiori allo 0,5 euro a Wp. Questa nuova tecnica di produzione potrà rilanciare il settore della produzione dei moduli fotovoltaici praticamente scomparso in conseguenza della competitività delle aziende asiatiche. L’ adozione di questa nuova tecnica di deposizione ha le seguenti motivazioni: tecnologia e processo completamente sviluppato in Italia; costi di processo contenuti rispetto alle tecnologie in uso; inferiore costo rispetto alle apparecchiature utilizzate e quindi del capex; eliminazione di processi tossici o dannosi per l’ambiente.

 

La macchina è stata realizzata da Metoda Spa, in collaborazione con il consorzio Hypatia (di cui Metoda è socio) e hanno collaborato alla ricerca importanti centri di Ricerca, tra cui il CNR IMEM, e i Laboratori di Frascati dell’INFN.

 

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