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	<title>tempo libero &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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		<title>Orbit Orbit: quando l’intermedialità diventa metodo e destino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola e Giovanna Landi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Seguendo la nostra traiettoria fluttuante, ci addentriamo in uno spazio indefinito in cui i linguaggi si mescolano, i confini tra i media sfumano e l’arte si fa esperienza di attraversamento, mutazione, deriva. Qui, emerge l’opera che ci accingiamo a esplorare tra orbite intermediali e improvvisi cambi di rotta, mai in cerca di atterraggio &#160; C’è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13681" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit.png" alt="" width="373" height="249" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/orbit-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" />Seguendo la nostra traiettoria fluttuante, ci addentriamo in uno spazio indefinito in cui i linguaggi si mescolano, i confini tra i media sfumano e l’arte si fa esperienza di attraversamento, mutazione, deriva. Qui, emerge l’opera che ci accingiamo a esplorare tra orbite intermediali e improvvisi cambi di rotta, mai in cerca di atterraggio</strong><span id="more-13680"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è un modo pigro di far incontrare fumetto e musica: il libro ridotto a gadget, il disco usato come esca promozionale. Due oggetti che si strusciano, si annusano, poi tornano ognuno nel proprio recinto (intatti, innocui, intercambiabili). Orbit <strong>Orbit</strong>, il fumetto-disco firmato da <strong>Caparezza</strong> uscito nel finale del 2025, sceglie invece la strada più difficile (e per questo più rara). I due linguaggi li mette in attrito, li costringe a contaminarsi fino a cambiare forma. E l’intermedialità smette di essere un’etichetta di comodo per diventare una forza di gravità: ti aggancia, ti trascina, ti fa entrare in orbita (prima ancora che tu te ne accorga). La narrazione illustrata diventa forza generativa dell’intero album.<img class="alignleft  wp-image-13682" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/caparezza2-745x1024.jpg" alt="" width="543" height="746" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/caparezza2-745x1024.jpg 745w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/caparezza2-745x1024-218x300.jpg 218w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/caparezza2-745x1024-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /></p>
<p>E la musica, a sua volta rimette in circolo il fumetto, lo riscrive in frequenza, timbro, dinamica. È rimediazione nel senso più vivo del termine. La struttura intermediale di questo lavoro è chiara: due orbite che disegnano un’unica rotta.</p>
<p>Prima un volume sceneggiato da Caparezza e affidato a più mani per i disegni. Poi un disco che nasce da quella matrice. Due prodotti che divengono un circuito da attraversare. Lo sguardo scivola verso la cuffia, l’ascolto torna alla pagina e ogni transito lascia una traccia. Ciò che era immagine diventa suono.</p>
<p>Ciò che era suono rientra nella visione con un’altra densità.</p>
<p>Tutto parte da un’urgenza biografica di Caparezza. Acufene e ipoacusia impongono una riconfigurazione dell’ascolto e, con essa, dell’identità professionale: quando il canale principale si incrina, occorre ripensare il mestiere, l’accesso al mondo, perfino l’idea di “sentire”. In quella zona di attrito, l’incontro con Simone Bianchi apre una deviazione concreta. Una cover variant di Exuvia diventa la soglia per entrare davvero nel fumetto. Magnifico luogo di scrittura e di costruzione.</p>
<p>La sceneggiatura, allora, funziona insieme da ancora e da trampolino. Riattiva una passione d’infanzia, rimette in moto l’immaginazione proprio mentre la musica appare territorio compromesso.</p>
<p>E poi restituisce alla musica una via nuova. La rimediazione smette di essere categoria teorica e diventa gesto operativo. Caparezza converte la crisi in linguaggio, fino a trasformare una perdita in un altro modo di ascoltare il mondo. Dentro il fumetto la narrazione procede per slittamenti, corrispondenze, accensioni improvvise. Un bosco, un festival estivo, un backstage che si fa insieme rifugio e soglia.</p>
<p>Poi lo svenimento. E la storia apre una seconda stanza: il viaggio nello spazio fra pianeti e apparizioni, dove gli oggetti del dietro le quinte cambiano scala e natura. Una vibrazione diventa terremoto su un pianeta alieno, un flash assume la forma di supernova. La realtà viene riscritta nel sogno, il sogno rimbalza sulla realtà: la traduzione produce senso e lo produce proprio nel momento in cui altera la materia di partenza.</p>
<p>A rendere più forte questo effetto contribuisce la pluralità degli stili: una squadra di disegnatori legati all’orbita Sergio Bonelli Editore moltiplica registri e punti di vista. La storia resta riconoscibile, lo sguardo cambia continuamente pelle. La variazione grafica diventa montaggio, il montaggio diventa narrazione. Anche qui l’intermedialità lavora “dentro” la forma: un’identità si racconta attraverso metamorfosi di segno. L’album, pubblicato da BMG, raccoglie e rilancia questa architettura come un concept luminoso: fantascienza e confessione autobiografica, cultura nerd e filosofia dell’esistenza, immaginazione e realtà. Quattordici tracce seguono quattordici capitoli.</p>
<p>Ogni brano è un nodo di rete. Il viaggio è interiore e cosmico insieme, con una traiettoria che parte dal buio e apre gradualmente verso la luce. “Fluttuo, orbito” e “Il pianeta delle idee” aprono un viaggio in cui il fumetto si traduce in suono: simboli e personaggi (come l’ombra interiore di “Darktar”) diventano ritmo e timbro. Il centro è “A Comic Book Saved My Life”: immaginazione come cura, per necessità. Poi l’album cambia passo tra omaggi, spinte elettroniche e innesti di reale (“Curiosity” con Maurizio Cheli), fino a “Gli occhi della mente” che interroga il confine fragile tra immaginazione e realtà senza anestetizzarlo.</p>
<p>Sul piano musicale Orbit Orbit appare come il lavoro più compatto della carriera di Caparezza. Domina l’elettronica, tra space music e futuro anni Settanta. Continui rimandi a Kraftwerk, Rockets e Giorgio Moroder straordinari ponti costruttivi fra passato e futuro, artificio e umanità. Il rap resta, più essenziale: meno virtuosismo, più densità. L’intermedialità è metodo: sottrarre maschere, cambiare grana, riorganizzare il suono trasformando il limite in cornice creativa. Il vincolo diventa forma e racconto, nato da una traduzione. Nel finale, “Pathosfera” cerca empatia, “Cosmonaufrago” chiude il ritorno dell’astronauta, “Perlificat” esplode in un coro orchestrale: dal singolo al plurale, dalla crisi a una forma condivisa. Orbit Orbit di Caparezza pratica un’intermedialità popolare e consapevole. Un’opera che chiede ascolto lento, resiste al dominio da playlist e invita a perdersi. Doppia orbita ma verso un’unica rotta: il viaggio è traduzione e la traduzione diventa rinascita.</p>
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		<title>Rac Montoro e la disidentificazione come oggetto politico</title>
		<link>https://www.costozero.it/rac-montoro-e-la-disidentificazione-come-oggetto-politico/</link>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola e Giovanna Landi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nelle parole dell’artista, l’arte si fa attraversamento, ascolto queer, identità che si frantuma. Nascono nuove forme di presenza e relazione quando l’arte rinuncia al compito di rappresentare il mondo &#160; C’è un filo invisibile che si dipana, a partire dagli anni Sessanta fino alle pratiche artistiche contemporanee più radicali. È Fluxus, non un movimento ma [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13462" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro.png" alt="" width="447" height="298" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/rac_montoro-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" />Nelle parole dell’artista, l’arte si fa attraversamento, ascolto queer, identità che si frantuma. Nascono nuove forme di presenza e relazione quando l’arte rinuncia al compito di rappresentare il mondo</strong><span id="more-13460"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è un filo invisibile che si dipana, a partire dagli anni Sessanta fino alle pratiche artistiche contemporanee più radicali. È <em><strong>Fluxus</strong></em>, non un movimento ma un’onda lunga, che dissolve il confine tra arte e vita. Da questa soglia sfumata, in cui l’arte torna ad essere processo, relazione, esperienza interattiva e condivisa, desideriamo indagare il lavoro di<strong> Rac Montoro</strong>. Il giovane artista, che si muove tra Torino e Napoli, tesse suoni, algoritmi e astrologia in un’unica trama intermediale. Uno spazio liminale in cui i linguaggi si ibridano e si rigenerano. Montoro sembra agire esattamente lì, nelle fenditure, nelle crepe, dove si sciolgono categorie e gerarchie di senso e fioriscono nuove forme di presenza e relazione.</p>
<p>Una prospettiva che si rivela molto efficace, in una società liquida, dove le identità si dissolvono fino quasi a svanire. Montoro risponde a questa fuzziness non irrigidendosi in una forma, ma scegliendo la «disidentificazione come gesto politico», «il corpo come archivio in mutazione», «il rituale come strumento di indagine e dispositivo che rende possibile la mutazione», «lo spazio tecnologico come spazio di reincantamento».</p>
<p>Per non cadere nell’errore di incasellare l’opera dell’artista in schemi arbitrari e interpretazioni fallaci, abbiamo chiesto direttamente a lui di raccontarci qualcosa del suo lavoro artistico, così peculiare.</p>
<p>Di seguito l’intervista.</p>
<p><em><strong>La nostra rubrica si intitola Fluxus, un omaggio al movimento artistico degli anni Sessanta che rifiutava la forma chiusa e celebrativa dell’opera, privilegiando una visione dell’arte come processo, relazione e pratica quotidiana e dissolvendo i confini tra arte e vita. Cercando di leggere il suo lavoro attraverso questa lente, in che modo la sua pratica artistica (tra gesto, rituale e trasformazione continua) reinterpreta l’eredità fluida e anti-istituzionale di Fluxus nel contesto odierno della società post-digitale?</strong></em></p>
<p>Credo che la mia pratica non riprenda Fluxus nell’estetica, ma nel modo di spostare il baricentro: dal gesto minimo passo a un gesto che trasforma il corpo. Mi interessa pensare al corpo come un archivio vivente, che si modifica a ogni postura, scivolando, glitchando e sottraendosi alle forme rigide della soggettività.</p>
<p><em><strong>Abbiamo spesso indagato il lavoro di artiste/i performativi e multimediali che utilizzano il corpo, proprio o dei partecipanti, come interfaccia artistica, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie digitali. Nel suo lavoro, in che modo il corpo entra nel processo creativo? E come dialoga con gli strumenti tecnologici, le piattaforme e i media digitali che utilizza?</strong></em></p>
<p>Le tecnologie sono parte del processo creativo, alcuni dei miei lavori prevedono un allenamento dell’algoritmo come parte di un discorso profetico. Nella mia pratica è importante usare lo spazio tecnologico come spazio di reincantamento e quindi di trasformazione sensibile.</p>
<p><em><strong>Il suo lavoro mostra un interesse costante per i rituali e le pratiche cerimoniali, che spesso coinvolgono sia lei che i partecipanti. Cos’è per lei la dimensione rituale? E perché è così centrale nel suo lavoro artistico?</strong></em></p>
<p>Il rituale è uno strumento di indagine e diventa un dispositivo che rende possibile la mutazione, che permette a chi partecipa di attraversare un’esperienza. Nel mio lavoro il rituale è centrale perché mi permette di spostare il corpo fuori dai suoi ruoli abituali grazie al ruolo performativo del suono. L’ascolto diventa una pratica queer, perché redistribuisce il potere della parola e mette in discussione chi viene considerato degno di attenzione. Diventa queer quando destabilizza le gerarchie del senso e, invece di cercare ordine, accoglie rumore, fratture, silenzi e aperture come possibilità per forme diverse di relazione.</p>
<p><em><strong>Nei suoi lavori emergono alter ego e identità multiple, spesso intrecciate a pratiche esoteriche e astrologiche. In una società, che Bauman definirebbe “liquida”, dove le identità sono fluide e in continuo divenire, cos’è per lei la ricerca d’identità? Quanto influisce sul suo lavoro artistico? E, viceversa, quanto il suo lavoro artistico plasma la sua identità?</strong></em></p>
<p>Più che ragionare in termini di identificazione e identità, il mio pensiero rientra nel processo di disidentificazione. Mi chiedo spesso come si possa resistere dentro le logiche dominanti e cosa può fare la mia pratica, la risposta che mi sono dato è di non limitarmi a pensarmi come artista ma anche come attivista.</p>
<p><em><strong>Nei suoi progetti coinvolge spesso il pubblico, sia come partecipante attivo sia come testimone delle performance. In che modo la relazione con chi osserva o prende parte alle sue opere contribuisce a creare esperienza e significato?</strong></em></p>
<p>I miei processi rituali esistono grazie a chi decide di farne parte, immagino il lavoro a Fondazione Merz (“Sono un mostro che vi parla”), lì raccontavo la storia di un corpo senza genere e dei suoi incontri con gli arcani maggiori. Grazie al loro intervento (raccogliere la carta che emergeva dal gigantesco mostro) la storia andava avanti.</p>
<p><em><strong>Se dovesse indicare un’opera che ritiene maggiormente rappresentativa della sua poetica fino ad oggi, quale indicherebbe e perché? In una prospettiva futura, quali direzioni vorrebbe esplorare e come pensa che evolverà il suo lavoro artistico nei prossimi anni?</strong></em></p>
<p>Il radiodramma “For Identification Purposes” è un lavoro che rispecchia molto la mia pratica. Ho cominciato a scrivere questo lavoro lo scorso anno e non sapevo che sarebbe diventato un lavoro solo sonoro. Ho seguito le intuizioni e i tempi di gestazione e sono molto felice del risultato. Per i prossimi tre anni sarò impegnato in un lavoro di ricerca all’accademia albertina in cui creerò un archivio di voci trans+, quindi per il futuro spero di lavorare in questa direzione. Nelle parole di Montoro, dunque, l’arte si fa attraversamento, ascolto queer, identità che si frantuma. In un presente post-digitale che cerca di ricomporre il caos attraverso gli algoritmi, l’artista lascia che il caos esploda, che il glitch diventi grammatica e che le sue molteplici voci risuonino. E forse è proprio qui che ritroviamo il cuore della sua poetica, non nell’affermazione di un’identità, ma nel suo continuo scivolare nel gesto artistico che la mette in discussione.</p>
<p>Montoro ci suggerisce che, quando l’arte rinuncia al compito di rappresentare il mondo, può finalmente tornare a trasformarlo e a trasformarci, non offrendo una forma da abitare, ma un varco attraverso cui sfuggirle.</p>
<p>Nelle parole di Montoro, dunque, l’arte si fa attraversamento, ascolto queer, identità che si frantuma.</p>
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		<title>L’oltre-corpo di M. Donnarumma tra protesi IA, musica biofisica e nuove soglie percettive</title>
		<link>https://www.costozero.it/loltre-corpo-di-m-donnarumma-tra-protesi-ia-musica-biofisica-e-nuove-soglie-percettive/</link>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola e Giovanna Landi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L’arte come relazione per generare esperienze condivise. È questa la poetica dell’artista partenopeo, residente a Berlino, maestro della fusione tra corpo e tecnologia &#160; Proseguendo il nostro viaggio alla ricerca di tracce di permanenza dell’attitudine fluxista nell’arte contemporanea e post- digitale, incontriamo un artista internazionale che sfida ogni categorizzazione e si pone in una dimensione [&#8230;]</p>
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<p>Proseguendo il nostro viaggio alla ricerca di tracce di permanenza dell’attitudine fluxista nell’arte contemporanea e post- digitale, incontriamo un artista internazionale che sfida ogni categorizzazione e si pone in una dimensione intermediale, performativa e vitale dell’opera, oltrepassando il confine tra arte e scienza, tra poetiche del corpo, arte generativa e Intelligenza Artificiale (IA).</p>
<p>Nato a Napoli nel 1984, Marco Donnarumma vive a Berlino dal 2015. Ha conseguito un dottorato in Arti performative, computing e teoria del corpo presso il Goldsmiths College e continua la sua attività di ricerca presso l&#8217;Intelligent Instruments Lab di Reykjavik. È co-fondatore, insieme alla bioartista Margherita Pevere e al media artist Andrea Familari, del gruppo performativo Fronte Vacuo, ma anche compositore, produttore e musicista con Dadub e Leiche. È stato riconosciuto dalla rivista austriaca Der Standard come pioniere delle arti performative con tecnologie avanzate. Le sue opere sono state presentate in 36 paesi, in festival e biennali prestigiose, come Ars Electronica, Wiener Festwochen e CTM Festival. Nei primi anni 2000, realizza composizioni sonore, installazioni audio web-based e concerti partecipativi. Nel 2007 si avvicina alla performance, collaborando con la compagnia butoh (una forma d&#8217;arte performativa giapponese) I-Dejas. Nel 2010, sviluppa il suo progetto avveniristico XTH Sense, un biosensore indossabile, che permette di campionare i suoni interni del corpo e di trasformarli in musica biofisica.</p>
<p>Il corpo come strumento, la carne come partitura sono elementi distintivi della sua opera. La serie Body (2010-2014) comprende opere che creano esperienze sincretiche di suono e movimento, evidenziando il legame tra tecnologie, rituali e politiche del corpo. I brani solisti Music for Flesh II (2011), Hypo Chrysos (2012) e Ominous (2012) sono eseguiti da Donnarumma, mentre le installazioni performative Nigredo (2013) e 0-Infinity (2015) vedono come protagonisti i partecipanti, individualmente o in piccoli gruppi.</p>
<p>7 Configurations (2014-2019) è un ciclo di tre performance e due installazioni, tappa fondamentale per la ricerca artistica sull’innesto corpo-macchina attraverso il suono, il movimento e le protesi dotate di IA. Il ciclo inizia con Corpus Nil (2014-2016), in cui compare il corpo dell’artista che, attraverso movimenti coreografici, muta lentamente in varie figure; nel frattempo, un software di IA risponde alla sua attività muscolare e genera suoni e luci. Amygdala (2017-2018) è un’inquietante protesi dotata di IA, il cui unico scopo è apprendere un rituale di purificazione, lo skin-cutting; a tal fine, si allena senza sosta a tagliare la propria pelle. Eingeweide (2018), con Margherita Pevere, è la messa in scena di un rituale di coalescenza: 2 corpi umani si fondono violentemente con protesi, organi extracorporei, reliquie provenienti da server farm (conglomerati di server) e resti animali. In Alia Zu tai (2018), con Nunu Kong, 3 performer si cimentano in una crudele coreografia per impossessarsi di 2 spine dorsali robotiche, in un vortice di violenza, in cui la tecnologia sembra governare l&#8217;umano. In Calyx (2019), sono esposti come reliquie pezzi di pelle con cicatrici e tagli; sono i resti della performance Amygdala. The AI prostheses (2020) è una riflessione critica sui conflitti che circondano il corpo umano nell&#8217;era dell&#8217;IA; in mostra un set di protesi AI robotiche, progettate e costruite dall’artista. Per Donnarumma, il concetto di cyborg (da cybernetic organism, organismo cibernetico) e l’idea stessa di protesi sono la prova inconfutabile di quanto il corpo sia aperto a modifiche drastiche, all’interazione con altri corpi biologici e non biologici; in contrapposizione al principio secondo cui il corpo umano è un organismo self enclosed e indipendente, superiore a quello di tutti gli altri esseri viventi. Il corpo umano esiste solo nella relazione con l’altro, nell’interdipendenza. Qui si innesta la riflessione della filosofa statunitense Donna Haraway, che, nel suo celebre Manifesto Cyborg, descrive il cyborg come figura liminale, che annulla i confini tradizionali tra umano, animale, ambiente e macchina. L’arte di Donnarumma incarna, altresì, la prospettiva deweyana di arte come relazione; in quest’ottica i corpi, le protesi, i biosensori e persino l’IA, diventano strumenti di una rete relazionale che genera esperienze condivise.</p>
<p>Di straordinario interesse è Ex Silens, del 2024. Fa parte di I Am Your Body (2022-presente), un progetto che indaga come il potere normativo venga imposto attraverso la mediazione tecnologica dei sensi. Comprende una serie di opere, tra cui il cortometraggio ibrido Niranthea (2023) e Lestes MK1 (2025). Il progetto artistico nasce da una ricerca sul concetto di embodied knowledge, condotta in Germania e durata 5 mesi, con un gruppo di persone sorde &#8211; tra cui l’artista stesso, divenuto sordo in età adulta. Ex Silens è un processo di riconfigurazione sensoriale, un’esperienza di grande intensità per il pubblico, immerso in un sensorium radicalmente alternativo. Gli spettatori assistono all’incontro tra una creatura ultraterrena e un totem postumano, che entrano in simbiosi. Prende vita una composizione audiovisiva, che attraverso suoni immersivi, luci interattive e onde sismiche conduce chi partecipa alla trance. Una coreografia di tocchi, carezze e interazioni improvvisate unisce intimamente pubblico e performer. È un’esperienza rivolta a un pubblico di sordi e udenti, nella quale ogni individuo può partecipare in base alle proprie configurazioni sensoriali. Impianti cocleari basati su IA, trasformati in organi sonori con capacità proprie, rispondono al movimento della creatura ibrida. Lungi dall’essere usati nella loro tradizionale funzione di apparecchi ad uso individuale, diventano mezzi per condividere un’esperienza nuova. Si tratta di un reframing dell’idea di protesi, non più “normalizzanti” &#8211; secondo un’idea di normalità illusoria &#8211; ma modulabili e collettive. Esse permettono il passaggio di percezioni tra corpi diversi, mettendoli in connessione tra loro. Il principio alla base di questo visionario progetto è quello di combattere la paura del diverso avvicinandosi all’esperienza percettiva dell’altro. Una riflessione critica e insieme profondamente poetica su una società che rifiuta tutto ciò che è diverso da quel che è considerato &#8220;normale&#8221;, ma, come scriveva Alda Merini, «la normalità è un&#8217;invenzione di chi è privo di fantasia».</p>
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		<title>CultureXR: l’esperienza culturale si fa più semplice con Lenus Media</title>
		<link>https://www.costozero.it/culturexr-lesperienza-culturale-si-fa-piu-semplice-con-lenus-media/</link>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 08:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[lenus media]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma digitale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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<p><em><strong>Dalla creatività digitale della società cavese nasce la piattaforma che mette l’IA al servizio della cultura abbattendo barriere linguistiche, cognitive e sensoriali</strong></em></p>
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<p>“<em>Lenus Media è nata come una piccola officina creativa, con l’ambizione di unire comunicazione, tecnologia e valorizzazione dei territori. Negli anni siamo cresciuti, ma non abbiamo mai perso il desiderio di dare voce alla cultura in tutte le sue forme</em>”, racconta <strong>Annalisa Milione</strong>, co-founder di Lenus Media e responsabile per la comunicazione turistica e territoriale.</p>
<p>L’azienda, fondata a Cava de’ Tirreni da <strong>Emanuele Pisapia</strong> e <strong>Annalisa Milione</strong>, è oggi un punto di riferimento nell’innovazione culturale e digitale in Campania. Nel corso di oltre dieci anni di attività ha curato progetti di rilievo, tra cui la collaborazione con <strong>Zètema Progetto Cultura</strong> per la gestione dei portali <em>culture.roma.it</em> e <em>informagiovaniroma.it</em>, il progetto di narrazione territoriale per l’<strong>Unione dei Comuni dell’Anglona</strong> in Sardegna e quello per il <strong>Castello della Rabatana</strong> in Basilicata. Esperienze che hanno permesso a Lenus Media di acquisire un <em>know-how</em> unico nel raccontare e rendere accessibili patrimoni culturali, artistici e paesaggistici.</p>
<p>Oggi questa traiettoria trova una nuova espressione in <strong>CultureXR</strong>, la piattaforma digitale che unisce intelligenza artificiale e tecnologie immersive al servizio dei luoghi della cultura. Il progetto è stato presentato nell’ambito dell’<strong>Avviso pubblico “Sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative” della Regione Campania</strong>, con un investimento complessivo di <strong>160.000 euro</strong>, in parte co-finanziato dalla Regione.</p>
<p>CultureXR nasce con un obiettivo chiaro: rendere più semplice, ricca e inclusiva l’esperienza nei luoghi culturali. Attraverso la piattaforma SaaS in cloud, musei, fondazioni e istituzioni possono gestire in autonomia biglietteria e prenotazioni, costruire itinerari su misura per diverse fasce d’età e tipologie di pubblico, arricchire l’offerta con contenuti multimediali e interattivi, integrare esperienze immersive in realtà virtuale e in extended reality, fino a raccogliere dati e feedback utili a migliorare la qualità dei servizi. Il cuore tecnologico è <strong>AVARA – Adaptive Virtual Assistant for Real-time Adaptation</strong>, un assistente virtuale che grazie all’intelligenza artificiale modula linguaggio e profondità narrativa in base alle esigenze del visitatore: dal turista internazionale allo studente, fino all’appassionato che desidera un livello di approfondimento maggiore.</p>
<p>“<em>Con CultureXR la tecnologia diventa alleata della cultura, non un filtro che la allontana. Ogni visitatore ha la possibilità di vivere un’esperienza personalizzata, abbattendo barriere linguistiche, cognitive e sensoriali. È un modo per rendere la cultura più vicina, comprensibile e universale</em>”, sottolinea Milione.</p>
<p>Il progetto è sostenuto da una rete di partner istituzionali e culturali di primo piano. I <strong>Comuni di Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Vietri sul Mare</strong> hanno messo a disposizione i loro luoghi identitari, la <strong>Fondazione Teatro Trianon Viviani</strong> porta il proprio contributo di contenuti legati alla memoria musicale e popolare, il <strong>Centro per l’Artigianato Digitale – MEDAARCH</strong> garantisce sperimentazione tra design e nuove tecnologie, la <strong>Diocesi di Santa Maria del Rovo</strong> offre l’Eremo di San Martino come esempio di rinascita culturale, la <strong>Fabbrica Italiana dell’Innovazione</strong> favorisce il networking con altre realtà creative e l’<strong>Università Federico II di Napoli</strong> assicura il contributo scientifico e metodologico necessario a rafforzare la ricerca.</p>
<p>CultureXR è un ecosistema che nasce dalla collaborazione tra istituzioni, imprese e territori, pensato per restituire centralità ai luoghi della cultura e per permettere a chi li visita di sentirsi parte di un racconto condiviso.</p>
<p>“CultureXR è un ponte tra memoria e futuro”, conclude Milione. “Nasce dall’esperienza maturata nei territori e dal desiderio di dare nuova vita alla cultura attraverso strumenti moderni e inclusivi. Vogliamo che ogni luogo culturale, anche il più nascosto, possa raccontarsi con linguaggi universali e intercettare pubblici diversi, dai turisti internazionali agli studenti locali”.</p>
<p>La versione beta della piattaforma sarà rilasciata entro il 2025 e nella fase iniziale sarà messa a disposizione gratuitamente per gli enti culturali aderenti. Parallelamente verrà introdotto un sistema di abbonamento per realtà esterne e un marketplace di contenuti immersivi, pensato per incentivare la produzione e la diffusione di esperienze narrative in realtà aumentata e virtuale.</p>
<p>Con CultureXR, Lenus Media conferma la sua vocazione: unire la forza della creatività digitale con la capacità di immaginare soluzioni imprenditoriali che rendano la cultura più vicina, viva e accessibile, trasformandola in una leva di sviluppo economico e sociale per la Campania e per l’Italia.</p>
<p>Maggiori informazioni: <u><a href="mailto:info@lenus.it">info@lenus.it</a></u></p>
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		<title>I SENTIERI DEL SACRO. Gesti e rituali di fede nella fotografia contemporanea</title>
		<link>https://www.costozero.it/i-sentieri-del-sacro-gesti-e-rituali-di-fede-nella-fotografia-contemporanea/</link>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 07:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione comunita salernitana]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Tempi Moderni, in collaborazione con Fondazione della Comunità Salernitana,&#160;presenta la mostra a&#160;cura di Micol Forti e Alessandra Mauro che si terrà&#160;dal 13 Settembre al 12 Ottobre 2025 al&#160;Tempio di Pomona.&#160;Oltre 50 fotografie e un’opera video&#160;di alcuni grandi maestri italiani: da&#160;Gianni Berengo Gardin&#160;ad&#160;Antonio Biasiucci, da&#160;Giorgia Fiorio&#160;a&#160;Mimmo Jodice, da&#160;Mario Giacomelli&#160;a&#160;Ferdinando Scianna&#160;e&#160;alcuni internazionali&#160;come&#160;Sebastião Salgado,&#160;Markéta Luskačová&#160;e&#160;Harun Farocki &#160; [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13113" style="width: 435px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-13113" title="Mimmo Jodice - Madonna dell’Avvocata, Maiori, 1974" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro.jpg" alt="" width="435" height="290" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/sacro-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /><figcaption class="wp-caption-text">Mimmo Jodice &#8211; Madonna dell’Avvocata, Maiori, 1974</figcaption></figure>
<p><strong>L&#8217;Associazione Tempi Moderni, in collaborazione con Fondazione della Comunità Salernitana,&nbsp;</strong><strong>presenta la mostra a&nbsp;</strong><strong>cura di Micol Forti e Alessandra Mauro che si terrà&nbsp;dal 13 Settembre al 12 Ottobre 2025 al&nbsp;</strong><strong>Tempio di Pomona.&nbsp;Oltre 50 fotografie e un’opera video&nbsp;di alcuni grandi maestri italiani: da&nbsp;Gianni Berengo Gardin&nbsp;ad&nbsp;Antonio Biasiucci, da&nbsp;Giorgia Fiorio&nbsp;a&nbsp;Mimmo Jodice, da&nbsp;Mario Giacomelli&nbsp;a&nbsp;Ferdinando Scianna&nbsp;e&nbsp;alcuni internazionali&nbsp;come&nbsp;Sebastião Salgado,&nbsp;Markéta Luskačová&nbsp;e&nbsp;Harun Farocki</strong><span id="more-13112"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I SENTIERI DEL SACRO&nbsp;</strong>è la mostra che la grande fotografia contemporanea&nbsp;<strong>dedica al tema del cammino spirituale, con i suoi gesti e i suoi rituali di fede</strong>. L’evento, organizzato in partenariato con il Meeting di Rimini e la Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, dall’<strong>Associazione culturale Tempi Moderni</strong>, in collaborazione con la&nbsp;<strong>Fondazione della Comunità Salernitana Ets</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Salerno Opera</strong>, si terrà in&nbsp;<strong>Salerno, dal 13 settembre al 12 ottobre 2025.&nbsp;</strong>La mostra, curata da&nbsp;<strong>Micol Forti,</strong>&nbsp;Direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani e&nbsp;<strong>Alessandra Mauro</strong>, Direttrice Editoriale di Contrasto<strong>,</strong>&nbsp;dopo il successo dello scorso agosto al Meeting di Rimini arriva al<strong>&nbsp;Tempio di Pomona,&nbsp;</strong>accolta dalla<strong>&nbsp;Curia Arcivescovile di Salerno &#8211; Campagna -Acerno</strong>, nella persona di&nbsp;<strong>S.E. Arcivescovo Andrea Bellandi.</strong></p>
<p>Inserendosi nell’ambito degli eventi in onore di San Matteo Apostolo, Patrono della città di Salerno, la mostra fotografica, con&nbsp;<strong>oltre 50 fotografie e un’opera video</strong>, raccoglie il lavoro di alcuni grandi maestri italiani: da&nbsp;<strong>Gianni Berengo Gardin</strong>&nbsp;ad&nbsp;<strong>Antonio Biasiucci</strong>, da&nbsp;<strong>Giorgia Fiorio</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Mimmo Jodice</strong>, da<strong>&nbsp;Mario Giacomelli</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Ferdinando Scianna</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>alcuni internazionali</strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>Sebastião Salgado</strong>,&nbsp;<strong>Markéta Luskačová</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Harun Farocki</strong>. Narrare l’esperienza del sacro è una delle sfide più alte che i grandi fotografi, come i 9 artisti della mostra, non hanno mai rinunciato ad affrontare. Gesti e sguardi, oggetti e riti, danze e preghiere, processioni e incontri, racchiudono e custodiscono il senso quotidiano della spiritualità, la misteriosa concretezza della fede, colti nell’immagine fotografica in equilibrio tra presenza e assenza, tra ciò che è stato visto e ciò che non si vede.</p>
<p>La fotografia ha spesso osservato i tanti aspetti che accompagnano questi cammini fatti di spiritualità e devozione, del rapporto con la terra, con lo spazio che ci circonda, indagando il senso mistico racchiuso in un’esperienza fisica e religiosa, profonda e totale, arcaica e ancestrale, strettamente legata alle radici della storia e della memoria. Al tempo stesso lo sguardo dei fotografi è stato capace di cogliere, attraverso un approccio ora antropologico, ora visionario, ora poetico, l’emozione e la fatica, la speranza e il coraggio, del rapporto intimo e quotidiano con il sacro, i suoi luoghi, le sue testimonianze.</p>
<p>Il punto d’incontro tra l’Associazione culturale Tempi Moderni e la Fondazione della Comunità Salernitana Ets si fonda sulla condivisione di valori comuni. E ne sono prova i contenuti di questa mostra, lo spessore dei fotografi presenti, ma anche la forza del tema particolarmente significativo in questo tempo di smarrimento collettivo. Le immagini in mostra, di straordinaria intensità, guidano lo sguardo attraverso la luce verso una dimensione altra: spirituale, carica di speranza. Ed è proprio questo il compito di Fondazione di Comunità e Tempi Moderni sul territorio: nutrire riflessioni, accendere visioni, generare energie positive nella condivisione.</p>
<p>Unitamente all’esposizione, la rassegna&nbsp;<strong>Altri Tempi</strong>, realizzata da Tempi Moderni con Salerno Letteratura Fuori Festival,&nbsp;apre un nuovo spazio di riflessione e scoperta. Sviluppa un percorso condiviso al di fuori dei tracciati più battuti, ma che custodisce nel suo cuore la stessa tensione creativa e intellettuale che anima tanto i Racconti del Contemporaneo che il Festival di Salerno Letteratura fin dalla loro nascita. Di questa esperienza resta viva la matrice originaria: la passione per le trasversalità culturali, la volontà di mettere in dialogo linguaggi diversi – dalla parola scritta alla voce, dal pensiero alla visione – e l’impegno nel costruire incontri che siano vere e proprie lectio, frutto di uno sguardo appassionato ma sempre fondato su una solida ricerca, su un pensiero che scava, che approfondisce, che lascia traccia.&nbsp;<strong>Altri Tempi</strong>&nbsp;non è solo una rassegna, ma un gesto collettivo. Una chiamata alla partecipazione. Un laboratorio di senso. Un atto di resistenza culturale. <strong>Tra gli ospiti, S.E. Mons. Andrea Bellandi, Clementina Cantillo, Rossella De Martino, Giovanni Fiorentino, Alfonso Amendola, Gennaro Carillo</strong>.&nbsp;</p>
<p>La mostra al Tempio di Pomona,&nbsp;<strong>I SENTIERI DEL SACRO</strong>, a cura di Micol Forti e Alessandra Mauro, organizzata, in partenariato con il&nbsp;<strong>Meeting di Rimini</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Fondazione Teatro Garibaldi di Modica</strong>, dall’<strong>Associazione culturale Tempi Moderni</strong>, in collaborazione con la&nbsp;<strong>Fondazione della Comunità Salernitana Ets</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Salerno Opera&nbsp;</strong>è patrocinata da: Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Camera di Commercio di Salerno, Confindustria Salerno, Università degli Studi di Salerno e dalla Curia Arcivescovile di Salerno &#8211; Campagna &#8211; Acerno. Con il&nbsp;<strong>sostegno di</strong>: Banca Campania Centro, Genesis, Metoda Finance, Ritonnaro, Gruppo Sada.&nbsp;<strong>Sponsor tecnici</strong>: Boccia Industria Grafica, Guardian, Industria Grafica FG, Pedone e Tomeo Architets Lab. La rassegna&nbsp;<strong>Altri Tempi</strong>&nbsp;è ideata e organizzata dall’<strong>Associazione</strong>&nbsp;<strong>Tempi Moderni</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Salerno Letteratura Fuori Festival</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INFORMAZIONI MOSTRA</strong></p>
<p>Orari apertura al pubblico:</p>
<p>da martedì a domenica dalle 10.30 alle 13.30 – dalle 17.30 alle 20.30</p>
<p><strong>Ingresso gratuito. Lunedì chiusura</strong></p>
<p>*Il giorno 21.9.2025 (Festività del Santo Patrono) dalle 10.30 alle 13.30</p>
<p>**L’ingresso per persone portatrici di disabilità motoria è previsto tramite l’ingresso posteriore del Tempio di Pomona, da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 13.30 &#8211; dalle 17.30 alle 19.00</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marina d’Arechi, record di presenza per i superyacht</title>
		<link>https://www.costozero.it/marina-darechi-record-di-presenza-per-i-superyacht/</link>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[agostino gallozzi]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[costa d'amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[marina d'arechi]]></category>
		<category><![CDATA[porto turistico]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Anche per l&#8217;estate 2025, il porto turistico della città di Salerno scelto dalle icone della nautica internazionale &#160; Marina d’Arechi si conferma anche per l’estate 2025 come una delle destinazioni più attrattive nel Mediterraneo per il segmento dei superyacht, con una crescita ad oggi del 20%. In questo primo scorcio di stagione, già oltre 150 [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13088" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi.jpg" alt="" width="369" height="246" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/08/marinadarechi-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 369px) 100vw, 369px" />Anche per l&#8217;estate 2025, il porto turistico della città di Salerno scelto dalle icone della nautica internazionale</strong><span id="more-13087"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marina d’Arechi si conferma anche per l’estate 2025 come una delle destinazioni più attrattive nel Mediterraneo per il segmento dei superyacht, con una crescita ad oggi del 20%.</p>
<p>In questo primo scorcio di stagione, già <strong>oltre 150 imbarcazioni di prestigio, con lunghezze comprese tra i 30 e i 79 metri</strong>, hanno scelto il nuovo porto turistico della città di Salerno, riconoscendone il valore in termini di sicurezza, qualità dell’accoglienza e servizi dedicati.</p>
<p>Una stagione da record, segnata dalla presenza di vere e proprie icone della nautica internazionale: tra queste, il nuovissimo NYMPHEAS (79 m), uno dei superyacht più grandi consegnati nel 2025; il Motor Yacht WHEELS (75 m), simbolo di tecnologia e comfort; la celebre TITANIA (73 m), tornata per un doppio scalo; l’elegante KD (64 m); l’innovativo catamarano ARTEXPLORER (46,6 m), che unisce arte e navigazione; e molti altri.</p>
<p>Tra i dati più interessanti registrati in questi primi 7 mesi la lunghezza media delle imbarcazioni pari a 40 metri e le numerose presenze ripetute, a conferma dell’elevato gradimento da parte di armatori ed equipaggi.</p>
<p>“<em>La presenza costante e crescente dei grandi yacht a Marina d’Arechi </em>– dichiara il Presidente <strong>Agostino Gallozzi</strong> – <em>premia il lavoro che abbiamo svolto in questi anni per posizionare con successo Salerno nel segmento del turismo nautico di alta gamma. Non è un caso: investiamo costantemente per offrire standard internazionali in termini di qualità, di sicurezza, servizi tecnici, accoglienza e riservatezza. Standard che, trainati dal segmento dei mega yachts, vengono messi a disposizione di tutta la clientela della marina. Siamo molto soddisfatti di aver sviluppato a Salerno un mercato che prima di Marina d’Arechi non esisteva e che oggi porta grande valore aggiunto al territorio anche in termini di occupazione</em>”.</p>
<p>Tra i fattori più apprezzati dagli armatori: la qualità della infrastruttura, la sicurezza e privacy garantite, la disponibilità di servizi su misura per i grandi yacht, un supporto tecnico e logistico di alto profilo e la posizione strategica con accesso diretto alle Costiere Amalfitana e Cilentana.</p>
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		<item>
		<title>L’arte-esperienza di TeZ: tra flussi sinestesici, paesaggi sonori, vertigini e corpi risonanti</title>
		<link>https://www.costozero.it/larte-esperienza-di-tez-tra-flussi-sinestesici-paesaggi-sonori-vertigini-e-corpi-risonanti/</link>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 07:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola e Giovanna Landi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fluxus]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso amendola]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fluxus]]></category>
		<category><![CDATA[giovanna landi]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio martinucci]]></category>
		<category><![CDATA[multimediale]]></category>
		<category><![CDATA[tez]]></category>
		<category><![CDATA[vertigini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Viaggio nel multimediale cosmo dell’artista salernitano Maurizio Martinucci, classe 1968 «Siamo solo vortici in un fiume di acqua in continua evoluzione. Non cose che permangono, ma pattern che si perpetuano». Si tratta di una citazione del matematico e filosofo statunitense Norbert Wiener (1894 &#8211; 1964), considerato il padre della cibernetica e, pur non essendo riferita [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13068" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus.jpg" alt="" width="426" height="284" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/fluxus-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 426px) 100vw, 426px" />Viaggio nel multimediale cosmo dell’artista salernitano Maurizio Martinucci, classe 1968</strong><span id="more-13067"></span></p>
<p><em><strong>«Siamo solo vortici in un fiume di acqua in continua evoluzione. Non cose che permangono, ma pattern che si perpetuano»</strong></em>. Si tratta di una citazione del matematico e filosofo statunitense <strong>Norbert Wiener</strong> (1894 &#8211; 1964), considerato il padre della cibernetica e, pur non essendo riferita all’ambito artistico, in essa riecheggiano alcune delle caratteristiche di Fluxus: il carattere transitorio della sua estetica, la mutevolezza di un’esperienza in continuo divenire, la dimensione performativa, processuale e vitale dell’opera, tra ripetizione e variazione.</p>
<p>A inserirsi, in chiave contemporanea e post-digitale, nella poetica del flusso ed esemplificare l’affermazione di Wiener è il lavoro del salernitano <strong>Maurizio Martinucci aka TeZ</strong>, classe 1968, in particolare PLASM, opera da cui partiremo, per un viaggio nel multimediale cosmo dell’artista.</p>
<p>Trapiantato ad Amsterdam, dove da anni vive e lavora nel mondo della musica elettronica, vanta collaborazioni con artisti internazionali, come Adi Newton, Kim Cascone, Taylor Deupree, Scanner e molti altri. Ai primi anni Novanta, risalgono le sue prime uscite con M.S.B. e DOSERO, dal 2010 è membro della band britannica Clock DVA ed è l&#8217;ideatore della piattaforma Optofonica per l&#8217;arte-scienza sinestesica. Una delle sue ultime collaborazioni è il brano Condition, contenuto nell’EP retrofuturista e cyberpunk di SR60 (nome d’arte di Giuseppe Mascia), dal titolo Hel, pubblicato il 30 maggio da Macro Terra Records. Il brano, scritto e prodotto da SR60 e da TeZ, esprime la duplice anima «tra melodie e rumore», tra frantumazione e ricomposizione.</p>
<p><strong>PLASM (2014)</strong></p>
<p>Installazione immersiva e performance dal vivo che, attraverso immagini in movimento e un variegato paesaggio sonoro, catapulta i partecipanti in un ambiente in cui forme organiche, che ricordano cellule, tessuti e organi, sono in continua evoluzione. Ad ispirare l’opera, il lavoro di Alan Turing (1912 &#8211; 1954), pioniere nell’ambito dell’informatica, che si è occupato anche di morfogenesi. L’artista, attraverso l’arte generativa, fa rivivere la ricerca di Turing sul mondo naturale e, in una nota sul sito tez.it, afferma che la sua «composizione non ha inizio né fine» e che «come un processo vitale, è un flusso infinito di mutazioni, in continua e incessante evoluzione.</p>
<p>Pertanto, ogni momento è unico e non si ripeterà mai più […]». Sintetizza, ampliandolo in maniera efficace e poetica, il concetto espresso nella frase da cui siamo partiti: la vita, come l’arte, nasce dall’interazione con l’altro, in una dimensione di relazione, irripetibilità e perpetuo mutamento.</p>
<p><strong>ILINX (2014)</strong></p>
<p>Un’intensa esperienza corporea, un offuscamento dei sensi della vista, dell’udito e del tatto. Il termine ilinx, dal greco “vertigine”, è l&#8217;ebbrezza che si prova quando si è soggetti a forze estranee sulle quali non si possiede controllo, una sorta di disorientamento percettivo, di alterazione dei sensi, di cui parla Roger Caillois (1913 &#8211; 1978) in I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine (1958). Quattro visitatori indossano abiti (progettati ad hoc) dotati di dispositivi di rilevamento e attivazione, che consentono loro di interagire con lo spazio, in un flusso sinestesico continuo e in un processo di sostituzione sensoriale (la sostituzione di un input sensoriale con un altro), che estende e dilata i confini dei corpi.</p>
<p><strong>Haptic Field (2016)</strong></p>
<p>L&#8217;installazione multisensoriale fonde moda e tecnologie wearable. Annullata la capacità dei partecipanti di orientarsi visivamente, l&#8217;intero spazio si trasforma in un ambiente allucinatorio, in continuo mutamento. Ritmi e texture sonore modificano le dimensioni e la forma della stanza; luce, suoni e sensazioni tattili colpiscono i corpi, grazie agli abiti creati a tal scopo, in un immenso e dinamico campo sensoriale condiviso. Si sperimentano sensi di solito trascurati: il tatto, l&#8217;udito, la propriocezione, l&#8217;esperienza del tempo, la presenza invisibile degli altri.</p>
<p><strong>Other / Self (2017)</strong></p>
<p>L’installazione vede coinvolti due visitatori, cui vengono applicati sensori che rilevano il battito cardiaco; sono seduti uno accanto all&#8217;altro in direzione opposta e, improvvisamente, restano immersi nel buio. Ogni individuo inizia a percepire gradualmente il battito dell&#8217;altro, tradotto in pattern luminosi, acustici e tattili, a diversi livelli di intensità. In un inquietante climax, i battiti si sincronizzano e si completa, con un rapido e improvviso cambiamento di luce, suoni e vibrazioni, l’incontro sensoriale tra i due individui, tra il sé e l’altro.</p>
<p><strong>Dissense (2017)</strong></p>
<p>La performance dal vivo coinvolge l’artista e il pubblico. Dotato di una serie di sensori corporei (frequenza cardiaca, respirazione, EEG, EMG, conduttanza cutanea), l&#8217;artista svolge una serie di movimenti intensi, trasferendo la sua risposta fisiologica alla folla tramite dispositivi wearable. La stimolazione per il pubblico può avvenire simultaneamente o diffondersi come un&#8217;onda. Luci e suoni dispiegano atmosfere imprevedibili, da suoni tenui, a lampi e rumori saturi.</p>
<p>Siamo di fronte a un artista che, con il suo lavoro, seppur difficilmente classificabile, attraversa le correnti del Fluxus, da Nam June Paik (1932 &#8211; 2006), ai giapponesi Yasunao Tone (1935 &#8211; 2025) e Takehisa Kosugi (1938 &#8211; 2018) fino a solcare le onde della psicoacustica di Alvin Lucier (1931 &#8211; 2021). Condividendo la stessa tensione al dissolvimento dei confini percettivi con artisti contemporanei, come Ryoji Iheda o Daito Manabe, sviluppa software e hardware per compiere avanzate sperimentazioni estetiche, alla ricerca di nuove forme di arte e di intima relazione con il pubblico. Si concentra su composizioni generative e tecniche innovative di sonificazione, plasmando ambienti immersivi in cui immagini, luci e spazi danno vita a percezioni vertiginose. L’audiovisivo diventa organismo vivente, in un sistema reattivo e interattivo, in cui lo spettatore (o meglio, co-autore), viene coinvolto in esperienze stranianti e diventa nodo ricettivo e risonante. Traccia mappe sensoriali e percorsi esperienziali, alla ricerca di soglie d’interazione tra suono, luce e spazio, riattualizzando radicalmente il concetto caro al filosofo statunitense John Dewey (1859 &#8211; 1952) di Art as Experience (1934), arte intesa come esperienza viva, che coinvolge radicalmente il corpo dei partecipanti, attraverso un’intensa stimolazione sinestesica, in una dimensione di continuità fluida tra arte e vita, tra poesia e tecnologia.</p>
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		<title>5 lezioni dal futuro dalla Generazione Z</title>
		<link>https://www.costozero.it/5-lezioni-dal-futuro-dalla-generazione-z/</link>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 14:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[alex giordano]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso amendola]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[salerno letteratura festival 2025]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Nel carnet di appuntamenti di Salerno Letteratura, un vero e proprio esperimento di dialogo tra generazioni, linguaggi e mondi: i docenti Alfonso Amendola e Alex Giordano affrontano i grandi temi dell’identità digitale, dell’impegno sociale, della creatività partecipativa e della responsabilità intergenerazionale con un ospite eccezionale: la voce di un’Intelligenza Artificiale, che interpreterà il pensiero, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img class="alignleft  wp-image-12929" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1.jpg" alt="" width="484" height="323" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/06/jordan-e-amend-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" />Nel carnet di appuntamenti di Salerno Letteratura, un vero e proprio esperimento di dialogo tra generazioni, linguaggi e mondi: i docenti Alfonso Amendola e Alex Giordano affrontano i grandi temi dell’identità digitale, dell’impegno sociale, della creatività partecipativa e della responsabilità intergenerazionale con un ospite eccezionale: la voce di un’Intelligenza Artificiale, che interpreterà il pensiero, le parole, le emozioni e i sogni della Generazione Z</strong><span id="more-12927"></span></p>
<p><a href="https://www.salernoletteratura.com/evento/generazione-z/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Domenica 15 giugno alle ore 21:00</strong></a> nella Chiesa dell’Addolorata di Salerno si terrà un dialogo tra <strong>Alfonso Amendola e Alex Giordano</strong> con una voce inedita: quella dell’Intelligenza Artificiale.&nbsp;</p>
<p>Un dibattito intergenerazionale con una formula innovativa e provocatoria.&nbsp;<b>“5 lezioni dal futuro dalla Generazione Z”</b>&nbsp;non sarà solo una presentazione di un libro, ma un vero e proprio esperimento di dialogo tra generazioni, linguaggi e mondi.</p>
<p>Protagonisti della serata, che si svolge nell’ambito della nuova edizione del&nbsp;<b>Salerno Letteratura Festival</b>, saranno&nbsp;<b>Alfonso Amendola</b>, docente dell’Università di Salerno e autore del volume&nbsp;<i>“Z Gen. Teorie e modelli di un racconto generazionale”</i>&nbsp;(Rogas Edizioni), e&nbsp;<b>Alex Giordano</b>, docente dell’Università Giustino Fortunato e tra i pionieri italiani della trasformazione digitale. I due protagonisti saranno introdotti da&nbsp;<b>Martina Masullo</b>, giovane ricercatrice del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell&#8217;Università di Salerno. Accanto a loro, una&nbsp;<b>voce inattesa</b>&nbsp;si farà spazio: quella di un’<b>Intelligenza Artificiale</b>, che interpreterà il pensiero, le parole, le emozioni e i sogni della Generazione Z.</p>
<p>Sarà proprio l’AI – allenata sui linguaggi e sulle sensibilità dei più giovani – a dare corpo a riflessioni, moniti, richieste, in una performance che fonde tecnologia e letteratura, memoria e futuro. La voce dell’AI attraverserà il dialogo tra i due studiosi, restituendo al pubblico cinque lezioni essenziali.</p>
<p>Una serata intensa, immersiva, dove si affronteranno i grandi temi dell’identità digitale, dell’impegno sociale, della creatività partecipativa e della responsabilità intergenerazionale. Ma soprattutto, un evento che rompe i confini del tradizionale format letterario, portando sul palco&nbsp;<b>la prima collaborazione narrativa e critica tra umani e Intelligenza Artificiale</b>&nbsp;in un contesto festivaliero.</p>
<p>Evento:&nbsp;<i>5 lezioni dal futuro dalla Generazione Z</i><br />
Con:&nbsp;<b>Alfonso Amendola</b>&nbsp;e&nbsp;<b>Alex Giordano</b><br />
Contributo speciale:&nbsp;<b>Intervento vocale e testuale di un’Intelligenza Artificiale</b><br />
CHIESA DELL’ADDOLORATA in Piazza Abate Conforti &#8211; Salerno – ore 21:00 – 22:00]<br />
In occasione della presentazione del libro&nbsp;<i>“Z Gen. Teorie e modelli di un racconto generazionale”</i>&nbsp;(Rogas Edizioni) a Salerno Letteratura&nbsp;</p>
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		<title>Pavimento per la cucina in stile scandinavo? L&#8217;SPC può essere la soluzione giusta</title>
		<link>https://www.costozero.it/pavimento-per-la-cucina-in-stile-scandinavo-lspc-puo-essere-la-soluzione-giusta/</link>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 09:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[pavimento]]></category>
		<category><![CDATA[spc]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ci sono ambienti che sanno raccontare armonia ancora prima di essere arredati.&#160; È il caso delle cucine ispirate allo stile scandinavo, dove l’atmosfera si costruisce attraverso la luce naturale, la scelta dei materiali e una palette che rassicura. Non è solo questione di mobili o decorazioni: a fare la differenza è la struttura stessa dello [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-12883" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/pavimento-spc-iperceramica-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ci sono ambienti che sanno raccontare armonia ancora prima di essere arredati.&nbsp;</p>
<p><span id="more-12882"></span>È il caso delle <strong>cucine ispirate allo stile scandinavo</strong>, dove l’atmosfera si costruisce attraverso la luce naturale, la scelta dei materiali e una palette che rassicura. Non è solo questione di mobili o decorazioni: a fare la differenza è la struttura stessa dello spazio, a partire dal pavimento.</p>
<p>In un ambiente nordico, la superficie calpestabile diventa fondamento estetico ed emotivo, elemento silenzioso ma centrale nella narrazione dell’interior.</p>
<p>Qui il legno — autentico o reinterpretato — è spesso protagonista, scelto per il suo calore visivo e la capacità di durare nel tempo. In questo contesto, <strong>materiali innovativi come l’SPC</strong> si inseriscono con naturalezza, offrendo un perfetto equilibrio tra resa estetica e praticità. Una base solida e non molto dispendiosa — basti pensare ai <a href="https://www.iperceramica.it/it/ita/pavimenti-spc#facet:&amp;productBeginIndex:0&amp;facetLimit:&amp;orderBy:&amp;pageView:grid&amp;minPrice:&amp;maxPrice:&amp;pageSize:&amp;" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #993300;"><strong>pavimenti SPC in offerta</strong></span></a> presenti su <strong>Iperceramica</strong> — , letteralmente, per uno stile che celebra la bellezza semplice della quotidianità.</p>
<h4>Il pavimento: base estetica e funzionale dello stile nordico</h4>
<p>Normalmente, in ogni progetto d’arredo, è dal pavimento da cui prende forma l’identità dello spazio. Nello stile nordico, questo ruolo fondante è ancora più centrale, diventando <strong>connessione tra natura e interiorità</strong>. Non è un semplice supporto, ma un elemento che parla di radici, stagioni, luce. La scelta del pavimento incide sull’atmosfera quanto un arredo iconico o una palette ben calibrata.</p>
<p>Nei paesi scandinavi, dove il freddo e la penombra sono parte del quotidiano, il pavimento risponde con matericità calda, superfici chiare e texture accoglienti. È un invito alla stabilità visiva e sensoriale e per questo motivo, la selezione di materiali capaci di coniugare estetica e resistenza – come <strong>l’SPC effetto legno</strong> – si rivela strategica: un’interpretazione moderna della tradizione che preserva la coerenza stilistica e risponde alle esigenze contemporanee. In cucina, tutto parte da terra.</p>
<h4>Legno naturale ed effetto legno: l’anima calda dello stile</h4>
<p>Il legno, con le sue venature irregolari e il calore che trasmette, rappresenta da sempre l’elemento più evocativo dello stile scandinavo. È molto più di una scelta estetica: si tratta di riportare la natura dentro lo spazio domestico, renderla <strong>parte viva della quotidianità</strong>. In cucina, questa materia assume un ruolo duplice, visivo e sensoriale, capace di trasformare anche gli ambienti più essenziali in luoghi ospitali.</p>
<p>Tuttavia, oggi il legno non è più l’unico protagonista: l&#8217;SPC <strong>riesce a riprodurne l’aspetto con incredibile fedeltà</strong>, offrendo maggiore praticità e durabilità. I pavimenti effetto legno rappresentano l’evoluzione di questo linguaggio, mantenendo il fascino delle superfici naturali e superando i limiti imposti da umidità e usura. L’effetto finale è quello di un’eleganza informale e autentica, perfettamente in linea con lo spirito nordico contemporaneo.</p>
<h4>SPC effetto legno: estetica nordica, prestazioni contemporanee</h4>
<p>La ricerca di un pavimento per la cucina in stile scandinavo non può prescindere da un equilibrio tra bellezza e funzionalità. In questo contesto, l’SPC effetto legno si afferma come una soluzione capace di interpretare entrambi gli aspetti con coerenza e intelligenza. Nato per offrire <strong>elevate prestazioni tecniche</strong>, questo materiale composito si distingue per la sua struttura rigida, stabile e impermeabile, ideale per ambienti soggetti a umidità e variazioni termiche come la cucina.</p>
<p>Esteticamente, l’SPC riproduce con precisione il fascino del legno naturale, restituendone <strong>la texture</strong>, le sfumature e la profondità visiva. Le superfici, disponibili in <strong>finiture chiare e desaturate</strong>, si integrano perfettamente con l’identità nordica, fatta di luce diffusa, sobrietà materica e atmosfere rilassate. Allo stesso tempo, la facilità di posa, la resistenza agli urti e la manutenzione ridotta rendono questo pavimento una scelta pratica e affidabile.</p>
<p>L’SPC effetto legno non si limita a imitare: <strong>reinterpreta il materiale originario</strong> con uno sguardo rivolto al presente, offrendo una base solida per ambienti in cui estetica e quotidianità devono convivere senza compromessi. Una soluzione che coniuga rigore scandinavo e comfort moderno.</p>
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		<title>In alto i calici per la XIX edizione di VitignoItalia: in degustazione 2000 etichette e un programma di attività inedite</title>
		<link>https://www.costozero.it/in-alto-i-calici-per-la-xix-edizione-di-vitignoitalia-in-degustazione-2000-etichette-e-un-programma-di-attivita-inedite/</link>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 14:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[100 Best Italian Rosé]]></category>
		<category><![CDATA[chiara giorleo]]></category>
		<category><![CDATA[Coravin]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da domenica 11 a martedì 13 maggio alla Stazione Marittima di Napoli, Molo Angioino.&#160;Tre giorni di degustazioni top level, esperienze sensoriali tra vino e musica con Coravin e 100 Best Italian Rosé e percorsi virtuali con il VR Winestour.&#160;Spazio anche all’educational tour dedicato ai buyer internazionali nei territori dell’Irpinia-Sannio &#160; &#160; Parte il countdown per [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-12854" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia.jpg" alt="" width="388" height="259" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/05/VitignoitaliaMasterclass-copia-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" />Da domenica 11 a martedì 13 maggio alla Stazione Marittima di Napoli, Molo Angioino.&nbsp;</strong><strong>Tre giorni di degustazioni top level, esperienze sensoriali tra vino e musica con Coravin e 100 Best Italian Rosé e percorsi virtuali con il VR Winestour.&nbsp;</strong><strong>Spazio anche all’educational tour dedicato ai buyer internazionali nei territori dell’Irpinia-Sannio</strong><span id="more-12853"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parte il countdown per la nuova edizione di <span style="color: #800000;"><strong><a style="color: #800000;" href="https://www.vitignoitalia.it/" target="_blank" rel="noopener">VitignoItalia</a></strong></span>, il grande evento del vino italiano che, <em>a Napoli da domenica 11 a martedì 13 maggio</em>, animerà gli spazi della <strong>Stazione Marittima</strong>. Anche quest’anno produttori, stampa, professionisti del settore e amanti del vino si danno appuntamento nel capoluogo campano per celebrare le eccellenze e i terroir dell’Italia del vino. 200 le cantine presenti per un totale di oltre 2000 etichette che daranno vita a un percorso di degustazione alla scoperta delle storie dei produttori e dei loro territori.</p>
<p><em>“Quest’anno vogliamo davvero andare oltre</em> &#8211; sottolinea <strong>Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia &#8211; </strong><em>Ci stiamo avvicinando sempre di più al 20esimo anniversario della nostra manifestazione e, edizione dopo edizione, aumenta il desiderio di costruire un calendario sempre più trasversale, in grado di coinvolgere settori e professionisti diversi. Il tutto per dimostrare quanto il vino sia un prodotto duttile e complesso, capace di dialogare con le varie espressioni culturali, dalla musica alle nuove tecnologie. Un programma di incontri di altissimo livello reso possibile dal prezioso contributo dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e di partner storici come UniCredit, nonché grazie alla grande partecipazione delle cantine che, nel corso di questi anni, hanno creduto sempre di più nel nostro evento, non solo come vetrina di grandi eccellenze ma anche come spazio di dialogo e networking con buyer e operatori del settore”.</em></p>
<p>Il parterre di cantine di altissimo livello sarà completato dalla presenza di grandi Consorzi del territorio come il Consorzio Vita Salernum Vites e il Vesuvio Consorzio Tutela Vini, ma anche da importanti realtà del sud Italia, tra cui l’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell&#8217;agricoltura Calabrese e l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia, e del settentrione come il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e il Consorzio DOC Friuli.</p>
<p>VitignoItalia come ogni anno mette in scena un palinsesto di incontri per approfondire il dialogo tra il vino e diversi ambiti, partendo dalla musica con il percorso degustazione in collaborazione con <strong>Coravin</strong> e <strong>la guida ai migliori rosati d’Italia 100 Best Italian Rosé in programma per tutta la giornata di martedì 13</strong>. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di scegliere la composizione musicale in grado di esaltare al meglio le caratteristiche di ciascun vino, dando vita a una vera e propria <em>liaison</em> sensoriale che apre nuove prospettive in termini di abbinamento. Tra le novità più attese di questa edizione c’è anche il <strong>Winestour</strong>, il percorso immersivo che offrirà ai visitatori la possibilità di esplorare i luoghi del vino più interessanti d’Italia indossando il VR. Un’esperienza che, grazie alla magia della realtà virtuale, trasporterà all’interno delle cantine, darà la possibilità di camminare tra i vigneti e ammirare gli scorci più suggestivi di ogni territorio.</p>
<p><em>“In questa edizione abbiamo deciso di portare il nostro evento a un livello ancora più alto, non solo in termini di contenuti ma anche di qualità della degustazione &#8211; continua </em><strong>Maurizio Teti –</strong> <em>con l’introduzione dei calici Privé35 di Anima Cerve group.</em> <em>Un’ulteriore cura riservata ai nostri visitatori per valorizzare al meglio i vini in degustazione, sia ai banchi d’assaggio che durante le masterclass. Allo stesso tempo continuiamo a lavorare anche sul fronte business con l’organizzazione dell’educational tour dedicato ai buyer internazionali organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Irpinia-Sannio. Un’iniziativa che porta avanti la nostra collaborazione con ICE che ogni anno contribuisce ad alzare lo status della nostra manifestazione grazie a una selezione dei migliori professionisti del settore provenienti da tutti i continenti.”</em></p>
<p>Oltre agli appuntamenti inediti, in programma numerose masterclass dedicate alle realtà del vino più interessanti, da nord a sud del Paese: si parte <strong>domenica</strong> <strong>11 </strong>con protagonisti i vini siciliani, alle ore 15.00 con “Sicilia enologica: vini e territori” e, alle 16.30, con l&#8217;incontro “Le Bollicine di Sicilia”, che lascerà poi spazio, alle 18.00, alle bollicine venete con la masterclass “Conegliano Valdobbiadene Prosecco: le potenzialità del vitigno Glera”.</p>
<p>Ad aprire la giornata di <strong>lunedì 12</strong>, alle 10.30, la degustazione dedicata alle denominazioni della Calabria; ore 15.00 sarà il momento dei vini subacquei con l’incontro “Jamin &#8211; la tradizione terrestre incontra l’innovazione del mare: UnderWater Wines, la caratterizzazione positiva”. Si arriverà poi in Campania con i vini della Cantina del Taburno e la degustazione “Bue Apis, alle radici dell’Aglianico del Taburno” alle 16.30, e poi ancora in Sicilia per celebrare le nozze di smeraldo della cantina Tasca d’Almerita, 1985-2025 &#8220;Da quarant&#8217; anni con amore immenso&#8221;.</p>
<p><strong>Martedì 13</strong> alle 10.30 si inizia con la masterclass “Cosa bolle in Campania” incentrata sulle bollicine della regione, poi l’appuntamento vis à vis tra i vini campani e friulani con l’incontro “Refosco dal peduncolo rosso DOC Friuli e Piedirosso dei Campi Flegrei DOP: racconti autoctoni di antiche origini dal Friuli alla Campania”.</p>
<p>L’ultima giornata si conclude alle 17.30 con il talk “Il futuro del vino Campano: sostenibilità, climate change e sviluppo”, che vedrà inoltre la presentazione della guida edita dal Corriere del Mezzogiorno “50 vini di nicchia (ma non troppo)”.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Programma VitignoItalia 2025 </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 11 maggio</strong></p>
<p>15:00 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Sicilia enologica: VINI &amp; TERRITORI</strong></p>
<p>Saluti: Vito Bentivegna &#8211; Direttore Generale IRVO Istituto Regionale del Vino e dell&#8217;Olio della Sicilia</p>
<p>Conduce: Gianni Giardina – Enologo IRVO Istituto Regionale del Vino e dell&#8217;Olio della Sicilia</p>
<p>In degustazione: DOCG Cerasuolo di Vittoria &#8211; DOC Sicilia &#8211; DOC Etna &#8211; DOC Marsala,</p>
<p>Nero d&#8217;Avola &#8211; Frappato &#8211; Perricone &#8211; Grillo &#8211; Catarratto &#8211; Carricante &#8211; Nerello Mascalese</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>16:30 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Bollicine di Sicilia: una realtà consolidata</strong></p>
<p>Saluti:&nbsp; Vito Bentivegna &#8211; Direttore Generale IRVO Istituto Regionale del Vino e dell&#8217;Olio della Sicilia</p>
<p>Conduce: Gianni Giardina – Enologo IRVO Istituto Regionale del Vino e dell&#8217;Olio della Sicilia</p>
<p>In degustazione:&nbsp; Spumanti metodo Classico &#8211; Spumanti metodo Charmat &#8211; DOC Etna &#8211; DOC Sicilia &#8211; IGT Terre Siciliane</p>
<p>Catarratto &#8211; Grillo &#8211; Frappato &#8211; Nerello Mascalese</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>18:00 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Conegliano Valdobbiadene Prosecco: le potenzialità del vitigno Glera</strong></p>
<p>Conducono: Diego Tomasi – Direttore Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Francesco Continisio – Presidente Scuola Europea Sommelier, Luciano Pignataro &#8211; Giornalista</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In degustazione: Rebuli Angelo &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Fonso Rebuli Rive di San Pietro di Barbozza 2024, Masottina &#8211; Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Rive di Ogliano 2024, Masottina &#8211; Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Rive di Ogliano 2020, Le Volpere &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Còl Miliane Extra Brut Rive di Premaor 2022, Le Volpere &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Còl Miliane Extra Brut Rive di Premaor 2020, Borgo Col &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature 2023, Drusian &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature 2021, Ca&#8217; dei Berti &#8211; Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature Ippo 2021</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p><strong>Lunedì, 12 Maggio 2025</strong></p>
<p>10:30 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Calabria</strong></p>
<p>Conducono: Luciano Pignataro &#8211; Giornalista, Gennaro Convertini &#8211; Presidente Azienda Regionale per lo Sviluppo dell&#8217;Agricoltura Calabrese</p>
<p>In degustazione: A vita &#8211; ‘A vita rosato Cirò DOC, L&#8217;Arciglione di Cataldo Calabretta &#8211; IGP Calabria Rosato Alicante, Cantine Benvenuto &#8211; Celeste Calabria IGT, Cantine Viola &#8211; Rossoviola Calabria IGT, Antonella Lombardo &#8211; Ichò Calabria IGT, Librandi &#8211; Duca san Felice Cirò Rosso Superiore Riserva, Ippolito &#8211; Ripe del Falco Cirò Rosso, Terre di Balbia – Fervore Calabria IGP</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p>15:00 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Jamin, La tradizione terrestre incontra l’innovazione del mare: UnderWaterWines la caratterizzazione positiva</strong></p>
<p>Conducono: Emanuele Kottakhs &#8211; Cofounder Jamin Portofino UnderWaterWines, Tommaso Luongo &#8211; Presidente AIS Campania, Marco Starace &#8211; Presidente Jamin Ischia UWW, Luciano Pignataro &#8211; Giornalista</p>
<p>I produttori: Lucia Monticelli – Az. La Pietra di Tommasone, Luca Parenti – Az. Tenuta Campo al Signore</p>
<p>In degustazione: La Pietra di Tommasone &#8211; Ischia Bianco Metodo classico DOC Dedicato al fondatore e Aphrodite Ischia Bianco Spumante Metodo classico UWW, Tenuta Campo al Signore &#8211; Volante DOC Bolgheri 2020 e Volante DOC Bolgheri 2020 UWW, Tenuta del Paguro – Ostrea Rosato e Ostrea Rosato in fundo</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p>16:30 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Cantina del Taburno: Bue Apis, alle radici dell’Aglianico del Taburno</strong></p>
<p>Conducono: Luciano Pignataro &#8211; Giornalista, Raffaele Di Marco &#8211; Enologo Cantina del Taburno</p>
<p>In degustazione: BUE APIS DOCG AGLIANICO DEL TABURNO, Annate 2004 2008 2013 2015</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>18:00 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Tasca d’Almerita, Nozze d&#8217;oro 1985-2025 &#8220;Da quarant&#8217; anni con amore immenso&#8221;</strong></p>
<p>Conducono: Ivo Basile, Leonardo Vallone – Direttore commerciale Tasca d’Almerita, Luciano Pignataro &#8211; Giornalista</p>
<p>In degustazione: NOZZE D’ORO BIANCO DOC SICILIA, Annate 2023 2021 2017 2012 2008 2004</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p><strong>Martedì, 13 Maggio 2025</strong></p>
<p>10:30 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>“Cosa bolle in Campania”</strong></p>
<p>Conducono: Tommaso Luongo &#8211; Presidente AIS Campania, Luciano Pignataro &#8211; Giornalista</p>
<p>In degustazione: La Pietra di Tommasone &#8211; Ischia Bianco Spumante DOC, San Salvatore 19.88 &#8211; Gioì Spumante Brut Rosé Millesimato, Masseria Piccirillo – Prima gioia Vino spumante di qualità brut nature 2021 32 mesi sui lieviti, Il Verro – Metodo Classico Extra Brut Sheep 30 Mesi, Cantine Di Marzo – 1930 Spumante Metodo Classico di Greco di Tufo Millesimato Brut Nature, Fattoria la Rivolta &#8211; Ellenikos Spumante Rosato Brut</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p>15:00 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Refosco dal peduncolo rosso DOC Friuli e Piedirosso dei Campi Flegrei DOP. Racconti autoctoni di antiche origini dal Friuli alla Campania</strong></p>
<p>Conducono: Francesco Continisio – Presidente Scuola Europea Sommelier, Barbara Rosso – Consorzio DOC Friuli</p>
<p>Modera: Giulia Cannada Bartoli – Giornalista enogastronomica</p>
<p>In degustazione: Annalisa Zorzettig &#8211; Refosco dal peduncolo rosso 2023 DOC Friuli, Obiz &#8211; Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, Pitars &#8211; Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, Vendrame Vignis del Doge &#8211; Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, La Sibilla vini &#8211; Piedirosso Campi Flegrei DOC 2023, Vitivinicola Iovino &#8211; Vigna Solfatara Piedirosso Campi Flegrei DOP 2022, Cantine Astroni &#8211; Colle Rotondella Piedirosso Campi Flegrei DOP 2024, Contrada Salandra &#8211; Campi Flegrei Piedirosso DOP 2021</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>17:30 &#8211; Sala Calipso (Stazione Marittima)</p>
<p><strong>Il futuro del vino Campano. Sostenibilità, climate change e sviluppo</strong></p>
<p>Saluti introduttivi&nbsp; Maurizio Teti &#8211; Direttore VitignoItalia</p>
<p><strong>Le nuove frontiere della produzione fra sostenibilità ambientale e climate change</strong>. Panel dedicato all’economia del settore, ai temi che oggi impattano sulle scelte produttive sia in chiave ambientale che in chiave strategica</p>
<p>Ferdinando Natali &#8211; Regional Manager Sud di UniCredit, Stefano Carboni &#8211; Docente di Sociologia dei Consumi e dei Comportamenti Alimentari Università Tor Vergata-Roma Modera, Simona Brandolini &#8211; Giornalista del Corriere del Mezzogiorno</p>
<p><strong>Il territorio e le sue eccellenze: presentazione della guida 50 vini di nicchia (ma non troppo) a cura di Gimmo Cuomo. </strong>Presentazione della guida vini del Corriere del Mezzogiorno a cura di Gimmo Cuomo</p>
<p>Gimmo Cuomo &#8211; Giornalista e critico enogastronomico del Corriere del Mezzogiorno,Vincenzo Mercurio &#8211; Enologo, Franco Continisio &#8211; Presidente Scuola Europea Sommelier, Tommaso Luongo &#8211; Presidente AIS Campania</p>
<p>Modera: Simona Brandolini &#8211; Giornalista del Corriere del Mezzogiorno</p>
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