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	<title>mercati &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
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		<title>Caffè Trucillo cresce ancora fuori dei confini nazionali</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La torrefazione salernitana, giunta alla terza generazione, consolida la propria vocazione internazionale con un nuovo coffee shop alle Maldive e il controllo diretto del mercato nordamericano. Cesare Trucillo (Head of Growth): «Cresciamo ascoltando i mercati e costruendo relazioni solide» Caffè Trucillo, torrefazione di Salerno proprietà dell’omonima famiglia da tre generazioni, nel primo semestre 2026 ha [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-13771" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru.jpg" alt="" width="415" height="277" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /><strong>La torrefazione salernitana, giunta alla terza generazione, consolida la propria vocazione internazionale con un nuovo coffee shop alle Maldive e il controllo diretto del mercato nordamericano. Cesare Trucillo (Head of Growth): «Cresciamo ascoltando i mercati e costruendo relazioni solide»</strong><span id="more-13770"></span></p>
<p>Caffè Trucillo, torrefazione di Salerno proprietà dell’omonima famiglia da tre generazioni, nel primo semestre 2026 ha rafforzato la propria presenza internazionale con due nuovi traguardi: l’apertura di un coffee shop a marchio nell’arcipelago delle Maldive e l’avvio operativo della sede Trucillo USA per la gestione diretta di importazione e distribuzione nel mercato nordamericano.</p>
<p>Due passi che confermano la vocazione cosmopolita dell’azienda campana, da sempre focalizzata sulla qualità del prodotto, sulla formazione e sulla diffusione della più autentica cultura del caffè, in Italia e nel mondo.</p>
<p><strong>Cesare Trucillo</strong>, Head of Growth e terza generazione della torrefazione di Salerno, commenta: “l<em>a nostra crescita internazionale nasce dall’ascolto diretto dei mercati e dalla capacità di costruire relazioni solide, basate sulla qualità del prodotto e sulla coerenza del nostro brand</em>. <em>Viaggio spesso e incontro partner e clienti in tutto il mondo: ovunque riscontro un interesse crescente verso un caffè italiano di alta qualità. L’apertura alle Maldive e la filiale negli Stati Uniti sono due passi che ci permettono di essere ancora più vicini ai mercati e di valorizzare il nostro know‑how in modo diretto</em>.”</p>
<p><strong>Un nuovo coffee shop Trucillo nel cuore delle Maldive</strong></p>
<p>Nell’arcipelago tropicale tra le principali destination turistiche mondiali, è stato inaugurato un nuovo coffee shop con insegna Trucillo. Il locale nasce dalla collaborazione storica con un partner locale altamente specializzato nella distribuzione di attrezzature e prodotti per il canale Horeca. Si consolida così una partnership grazie alla quale il caffè di Salerno è già presente in resort e villaggi dell’arcipelago. L’apertura del nuovo coffee shop a Malè, capitale delle Maldive e hub strategico per il turismo e il business internazionale, consolida la presenza e accresce la visibilità di Caffè Trucillo. La formazione del personale è stata curata direttamente dall’Accademia Trucillo, che ha realizzato sessioni dedicate in loco per garantire una profonda conoscenza delle miscele, la corretta estrazione dell’espresso e la gestione del servizio secondo i parametri qualitativi aziendali. La proposta delle preparazioni a menu è stata adattata alla cultura locale, preservando l’eccellenza del brand italiano. L’operazione si colloca come coerente prosecuzione della serie di coffee shop a marchio già inaugurati nel corso degli anni nel vicino Medio Oriente.</p>
<p><strong>La filiale in USA: un asset strategico per Nord America e Canada</strong></p>
<p>Parallelamente la società Caffe Trucillo USA Inc., registrata nel 2024, è entrata in una fase pienamente operativa, con la gestione diretta delle attività di importazione e distribuzione dei prodotti negli Stati Uniti e nel vicino Canada. Un passaggio cruciale per un mercato in cui il brand è già fortemente radicato da tempo: solo nell’area di New York, Caffè Trucillo è presente in oltre cento prestigiosi locali tra ristoranti, caffetterie e hotel, oltre alla distribuzione consolidata negli store Eataly e altri noti centri commerciali locali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-13772" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2.jpg" alt="" width="4283" height="4451" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2.jpg 4283w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2-289x300.jpg 289w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2-768x798.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2-985x1024.jpg 985w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/06/tru-2-600x624.jpg 600w" sizes="(max-width: 4283px) 100vw, 4283px" /></p>
<p>L’operazione si è inserita in un contesto globale complesso, segnato da aumento dei costi della materia prima, volatilità dei cambi, tensioni geopolitiche con ripercussioni commerciali, introduzione dazi. “<em>La presenza diretta</em> – <strong>spiega Francesco Giordano, General Manager</strong> –<em>ci</em> <em>ha consentito di essere già radicati sul mercato e più vicini agli operatori locali, offrendo stabilità in uno scenario di incertezza e semplificazione in un periodo di complessità. Abbiamo potuto ridurre le barriere operative, garantendo continuità distributiva e un presidio più efficace del mercato. Gestire una filiale in USA rappresenta sicuramente un ulteriore livello di complessità per l’azienda, ma in questa precisa fase storica si è rivelata una scelta vincente, permettendoci di consolidare ulteriormente le relazioni storiche con i nostri partner.</em>”</p>
<p>Per Caffè Trucillo, l’internazionalizzazione non è una scelta tattica né una strategia recente, ma un percorso costruito negli ultimi vent’anni attraverso un modello di crescita che mette al centro il caffè e la sua cultura più sincera. Una scelta che le ha permesso di essere presente oggi in 40 Paesi, dove esporta il 70% della sua produzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;UNIONE CHE NON UNISCE: diversi accessi ai mercati globali</title>
		<link>https://www.costozero.it/lunione-che-non-unisce-diversi-accessi-ai-mercati-globali/</link>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Petruzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[accordi libero scambio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Mercosur avrà un avvio temporaneo mentre l’intesa con l’India diventa il vero asse globale In uno scenario in cui la frammentazione del commercio globale e politiche protezionistiche tornano prepotentemente alla ribalta, l’Unione europea è chiamata a conciliare l’apertura dei mercati con la tutela degli interessi strategici e di sostenibilità. La risposta dell’Unione resta ancorata [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13667" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur.png" alt="" width="456" height="304" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/mercorsur-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" />Il Mercosur avrà un avvio temporaneo mentre l’intesa con l’India diventa il vero asse globale</strong><span id="more-13666"></span></p>
<p>In uno scenario in cui la frammentazione del commercio globale e politiche protezionistiche tornano prepotentemente alla ribalta, l’<strong>Unione europea</strong> è chiamata a conciliare l’apertura dei mercati con la tutela degli interessi strategici e di sostenibilità. La risposta dell’Unione resta ancorata a una visione multilaterale del commercio internazionale. Gli <strong>Accordi di Libero Scambio</strong> (ALS) sono ancora considerati strumenti essenziali per garantire accesso ai mercati, diversificazione delle catene del valore e prevedibilità normativa per le imprese. La nuova generazione di accordi commerciali riflette questa impostazione garantendo per tutti standard regolatori sui temi della sostenibilità, degli investimenti, e della tracciabilità di prodotto.</p>
<p>Un caso è <strong>l’accordo UE-India</strong>, concluso il 27 gennaio 2026 dopo anni di negoziati. Attualmente l’India applica dazi molto elevati sui prodotti di origine europea: fino al 110% sulle automobili, oltre 150% sui vini, e tariffe medie superiori al 16–22% su macchinari, chimica e prodotti industriali. Mediante tale accordo, verrebbero eliminati/ridotti progressivamente i dazi su circa il 96,6% del valore delle esportazioni UE verso l’India, con risparmi stimati in circa 4 miliardi di euro l’anno e con l’obiettivo dichiarato di raddoppiare le esportazioni entro il 2032.</p>
<p>Di segno opposto è la situazione dell’accordo <strong>UE-Mercosur &#8211; “Mercato Comune del Sud America</strong>”. In data 26 febbraio 2026 Argentina e Uruguay hanno ratificato per primi l’accordo commerciale tra l’Unione europea e i paesi aderenti al Mercosur. La ratifica dell’accordo da parte di un primo paese contraente consente alla Commissione europea di poter procedere rapidamente con l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale UE-Mercosur. La stessa presidente della Commissione EU &#8211; Ursula Von Der Layen &#8211; ha annunciato l’avvio dell’applicazione in via provvisoria dell’accordo, in attesa del voto finale del Parlamento europeo. In questo momento storico, il Mercosur rappresenta il vero partner strategico per l’Ue al fine di consentire una completa diversificazione delle proprie relazioni commerciali globali anche in considerazione dell’ampio mercato che si compone di oltre 700 milioni di (potenziali) consumatori. L’accordo intende infatti eliminare tariffe elevate (es. fino al 35% su automobili e bevande) e a considerare specifici contingenti tariffari per prodotti “sensibili” come carne bovina e pollame.</p>
<p>Per le imprese esportatrici dell’UE, questi sviluppi presentano impatti tangibili e sviluppi pratici. Il potenziale accordo con l’India aprirebbe, infatti, un (nuovo) mercato di circa 1,45 miliardi di consumatori, riducendo barriere tariffarie spesso proibitive.</p>
<p>L’Unione europea persegue la diversificazione commerciale attraverso gli accordi con India e Mercosur per mitigare l’instabilità geopolitica, ulteriormente accresciuta dal conflitto in Medio Oriente che minaccia le rotte di approvvigionamento tradizionali. In questo scenario, la sicurezza economica diventa prioritaria per Bruxelles, rendendo necessario il superamento delle resistenze interne per allineare la volontà politica alle esigenze di mercato sempre più pressanti.</p>
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		<title>ASSISTENTI AI E DATI: la necessità di una nuova governance digitale</title>
		<link>https://www.costozero.it/assistenti-ai-e-dati-la-necessita-di-una-nuova-governance-digitale/</link>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Boscaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Occorrono sempre più regole condivise per proteggere il patrimonio aziendale documentale Negli ultimi giorni di gennaio, Clawdbot, uno strumento di Intelligenza Artificiale in grado di eseguire compiti, non solo di rispondere a domande, ha ottenuto in poco tempo oltre 100mila stelle su GitHub riscuotendo una fiducia tale da indurre molte persone ad integrarlo senza sapere [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-13660" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot-.png" alt="" width="378" height="252" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot-.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot--300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot--768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot--600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot--360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/chatbot--272x182.png 272w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" />Occorrono sempre più regole condivise per proteggere il patrimonio aziendale documentale</strong><span id="more-13659"></span></p>
<p>Negli ultimi giorni di gennaio, <strong>Clawdbot</strong>, uno strumento di Intelligenza Artificiale in grado di eseguire compiti, non solo di rispondere a domande, ha ottenuto in poco tempo oltre 100mila stelle su GitHub riscuotendo una fiducia tale da indurre molte persone ad integrarlo senza sapere bene il suo funzionamento con e-mail, calendari, software aziendali: da questa avventatezza sono derivate fughe di informazioni, frodi di criptovalute, problemi di sicurezza. L’hype che l&#8217;Intelligenza Artificiale ha raccolto induce a servirsi di strumenti come Clawdbot con leggerezza: policy interne, formazione e supervisione IT sono dunque sempre più necessari. Anche i chatbot più diffusi e sicuri permettono, grazie ad appositi connettori, di collegarsi ai flussi di lavoro reali: e-mail, documenti in cloud, calendari condivisi, ambienti collaborativi. È qui che l’Intelligenza Artificiale smette di essere una app di elaborazione di testi e immagini e diventa una leva di produttività aziendale. Il primo ad integrarsi con applicativi come Excel, Word, Powerpoint, Outlook e soprattutto con le cartelle condivise di Onedrive è stato <strong>Copilot</strong>, il chatbot del mondo Microsoft. In seguito anche Google ha reso possibile collegare Gemini, anche in modalità gratuita, con <strong>Google Workspace</strong> e farlo interagire con Gmail, Drive, Calendar nel rispetto dei permessi di lettura o di modifica che è possibile conferire in modo puntuale.</p>
<p>Questa integrazione consente di analizzare più documenti in Drive per preparare una bozza di offerta o trasformare un calendario condiviso in una sintesi settimanale delle priorità del team. Allo stesso modo, è possibile collegare Claude, uno dei chatbot più innovativi con gli applicativi di Google Workspace, ma anche servirsi di un ambiente collaborativo, Cowork, in cui lavorare insieme su documenti e conversazioni condivisi: con Cowork un team può caricare materiali comuni, lavorare su uno stesso ragionamento assistito dall’AI, mantenere memoria delle decisioni prese. I Progetti di ChatGPT offrono infine la possibilità di collegare e-mail, Google Drive o altri servizi cloud tramite connettori, oppure passare link e documenti in modo puntuale.</p>
<p>Collegare “tutto Drive” è tecnicamente semplice, ma&nbsp;organizzativamente rischioso: significa trasformare il&nbsp;chatbot in assistente contestuale, ma sulla base di documenti che potrebbero non essere stati salvati nella loro versione finale o essere confidenziali e non appropriati per una loro consultazione ed elaborazione da parte degli altri colleghi. Un esempio di rischio è l&#8217;abitudine ormai crescente di registrare e trascrivere</p>
<p>le riunioni online: la trascrizione è utile per non perdere informazioni, ma diventa un documento reso in questo modo formale, ricercabile e riutilizzabile. Senza regole chiare può esporre pubblicamente informazioni confidenziali, cristallizzare ipotesi non definitive, far emergere impegni “detti a voce” come&nbsp;se fossero decisioni formali. La questione non è se usare o meno questi strumenti, ma come. Servono regole condivise: quali ambienti possono essere collegati, chi è responsabile dei contenuti e soprattutto come ci assicuriamo che vi sia trasparenza verso chi partecipa ai processi; sapere se una riunione viene trascritta e come quella trascrizione potrà essere usata&nbsp;è un impegno da chiedere e rispettare. Come in tutti i cambiamenti tecnologici, competenze e leadership sono necessari a tutelare il patrimonio documentale aziendale e a rendere possibile l’innovazione possibile con l’Intelligenza Artificiale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA NUOVA CLASSIFICAZIONE DOGANALE delle merci per l’anno 2026</title>
		<link>https://www.costozero.it/la-nuova-classificazione-doganale-delle-merci-per-lanno-2026/</link>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Petruzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[antonio petruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[classificazione doganale]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[merci]]></category>
		<category><![CDATA[scambi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La più aggiornata versione della Nomenclatura Combinata (NC) impone alle aziende coinvolte di aggiornare i codici doganali &#160; La pubblicazione del Regolamento (UE) 2025/1926 rappresenta un passaggio strategico nella disciplina della classificazione doganale all’interno dell’Unione Europea. La Nomenclatura Combinata (NC), strumento fondamentale per la determinazione delle tariffe daziarie e per la gestione dell’origine preferenziale, viene [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-5345" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/dogane1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" />La più aggiornata versione della Nomenclatura Combinata (NC) impone alle aziende coinvolte di aggiornare i codici doganali</strong></p>
<p><span id="more-13442"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pubblicazione del Regolamento (UE) 2025/1926 rappresenta un passaggio strategico nella disciplina della classificazione doganale all’interno dell’Unione Europea. La <strong>Nomenclatura Combinata</strong> (NC), strumento fondamentale per la determinazione delle tariffe daziarie e per la gestione dell’origine preferenziale, viene aggiornata annualmente entrando in vigore a partire sempre dal 1° gennaio dell’anno successivo.</p>
<p>Per le imprese attive nel commercio internazionale, comprendere e gestire correttamente queste modifiche diventa cruciale al fine di assicurare la compliance doganale e normativa oltre a ridurre i rischi di sanzioni. Il Regolamento (UE) 1926/2025 aggiorna la NC fino a otto cifre, armonizzandola con le regole internazionali del Sistema Armonizzato (SA) e modifica l’allegato I del Regolamento (CEE) 2658/87 relativa alla Nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune. Anche per l’anno 2026 l’aggiornamento di classificazione introduce modifiche significative per specifici prodotti. Tali variazioni impattano direttamente sull’aliquota doganale applicabile, sulle misure preferenziali, sulle restrizioni e sulle licenze legate alle categorie merceologiche. Per questo motivo, le Società sono tenute a rivedere e ad aggiornare la mappatura dei singoli codici doganali relativi alle merci movimentate oltre ad adeguare i sistemi informativi e le relative dichiarazioni doganali. A seguito di tali modifiche, si rende necessario per le Società coinvolte si rende necessario:</p>
<ul>
<li>Effettuare un audit interno delle merci e dei codici utilizzati (NC &#8211; 8 digit), verificando eventuali cambiamenti;</li>
<li>Aggiornare il personale coinvolto in operazioni di import/export, logistica e contabilità doganale;</li>
<li>Collaborare con esperti consulenti doganali per ottenere eventuali ITV &#8211; Informazioni Tariffarie Vincolanti &#8211; da parte dell’Autorità doganale;</li>
</ul>
<p>Si segnala che la Direzione Dogane dell’Agenzia delle Dogane, con proprio Avviso del 6 novembre 2025, ha comunicato le principali novità inerenti alla pubblicazione del Reg. (UE) 2025/1926 che si applica con decorrenza 1° gennaio 2026. All’interno del citato avviso sono riportati:</p>
<ul>
<li>L’elenco dei codici NC 2025 soppressi;</li>
<li>L’elenco dei nuovi codici NC istituiti a partire dal 2026;</li>
<li>Le tabelle di trasposizione tra i codici di nomenclatura la cui validità termina il 31 dicembre 2025 ed i codici di nomenclatura validi a partire dal 1° gennaio 2026 e viceversa, modificati a seguito dell’adozione del citato Regolamento unionale.</li>
</ul>
<p>In estrema sintesi, tra le principali novità riguardanti la NC 2026 si evidenziano l’introduzione di nuove sottovoci per merci specifiche ricomprese all’interno del capitolo 28 &#8211; “ossidi di litio nichel manganese e cobalto” e “litio-ferro-fosfato”, del capitolo 38 &#8211; “ grafite artificiale” e “wafer fotovoltaici”, del capitolo 73 &#8211; “ torri tubolari in acciaio per turbine eoliche e sezioni di torre”, del capitolo 84 &#8211; “rotori e statori per turbine idrauliche” e “pale di turbine eoliche”, del capitolo 85 &#8211; “convertitori con funzionalità per inseguimento del punto di massima potenza” e “separatori di pellicola di plastica” e “assemblaggi di celle galvaniche impilate”.&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>DAI MERCATI DI VENDITA AI MERCATI CHE ASSORBONO: un cambio di prospettiva necessario</title>
		<link>https://www.costozero.it/dai-mercati-di-vendita-ai-mercati-che-assorbono-un-cambio-di-prospettiva-necessario/</link>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 08:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Trimarchi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[commercio mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[daniele trimarchi]]></category>
		<category><![CDATA[economia globale]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[traffici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ripensare la crescita: dall’export alla domanda interna, la lezione di due economisti salernitani cresciuti negli anni della ricostruzione europea Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo di Pasquale Lucio Scandizzo, economista di lungo corso, dal titolo eloquente: “Ecco la trappola commerciale in cui è finita l’Italia, con l’Europa”. Quelle righe mi hanno spinto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/dai-mercati-di-vendita-ai-mercati-che-assorbono-un-cambio-di-prospettiva-necessario/">DAI MERCATI DI VENDITA AI MERCATI CHE ASSORBONO: un cambio di prospettiva necessario</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13427" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale.jpg" alt="" width="477" height="318" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/economia-globale-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" />Ripensare la crescita: dall’export alla domanda interna, la lezione di due economisti salernitani cresciuti negli anni della ricostruzione europea</strong><span id="more-13426"></span></p>
<p>Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo di Pasquale Lucio Scandizzo, economista di lungo corso, dal titolo eloquente: “Ecco la trappola commerciale in cui è finita l’Italia, con l’Europa”.</p>
<p>Quelle righe mi hanno spinto a confrontarmi con Lucio Valerio Spagnolo, mio docente di Economia all’Università di Salerno, con cui da tempo condivido, insieme a un piccolo gruppo di colleghi &#8211; quelli della Cena Erasmus &#8211; un dialogo costante sui temi di economia politica.</p>
<p>Scandizzo e Spagnolo condividono le stesse origini salernitane e un comune orizzonte culturale, ma incarnano due modi opposti di crescere nel campo dell’economia: uno accademicamente strutturato e globale (potremmo definirlo il Golia), l’altro segnato dall’esperienza, dall&#8217;ibridazione teorica e da un percorso meno lineare ma più ricco di influenze eterogenee (il Davide). Pur con percorsi differenti, entrambi condividono l’influenza di figure centrali dell’economia italiana, in particolare Manlio Rossi-Doria.</p>
<p>Con il professor Spagnolo, ho ripreso una frase di Scandizzo che mi aveva colpito per la sua forza ma anche per la sua ambiguità iniziale: «L’Italia è intrappolata in una stagnazione ricca, dove l’accumulo di risparmio e la prudenza fiscale non si traducono in crescita e innovazione». Un passaggio che descrive, con lucidità, il paradosso delle economie mature europee: solide nei conti, ma incapaci di generare sviluppo reale. C’era bisogno solo di tradurla, e qui entra in gioco Spagnolo&#8230;che in uno scritto di otto pagine intitolato “A portrait sans retouch des deux auteurs” mi risponde dando merito al suo pensiero originale, di cui riporto un paio di sue citazioni&#8230;«Non riesco a capire (I’m sorry, Sir) la definizione di stagnazione ricca. Se i salari (W=Wage) sono bassi, da dove dovrebbe provenire una ricca disponibilità finanziaria [disponibilità di Risparmio (S=Saving)]?.Salari (W) bassi non implicano forse profitti (P=Profit)) elevati? E se i Profitti sono elevati perché non si traducono in Investimenti (I=Investment)? Gli Investimenti non dipendono forse dai Profitti? Perché sono bassi sia i salari che i profitti, se lo sono? E dunque Che senso ha parlare di stagnazione ricca in presenza di salari e profitti bassi? Stagnazione ricca sta forse a significare che è necessario far ricorso a Investimenti Pubblici (G) [G sta per (Governo)]? Ma se W e P sono bassi, anche T (Tasse) è basso e dunque T non è forse minore di G?».</p>
<p>Cit. LV. Spagnolo*.</p>
<p>In sostanza, per decenni, il modello dominante è stato quello export-oriented, fondato sulla ricerca costante di nuovi mercati in cui collocare la produzione. La crescita era sinonima di espansione verso l’esterno, di competitività e di conquista commerciale. Oggi però quel paradigma mostra i suoi limiti. Le stesse aree da cui si è attinto lavoro e risorse chiedono ora una redistribuzione della ricchezza e una crescita della domanda interna. Non basta più trovare mercati dove vendere: servono mercati che assorbono, capaci cioè di sostenere la domanda grazie a un reale potere d’acquisto e a un tessuto economico dinamico.</p>
<p>Il punto è che non è soltanto l’economia italiana ad aver bisogno di un rilancio fondato su un modello demand-oriented: anche l’economia dell’Unione Europea si trova nella stessa condizione. E, ancor più, l’economia cinese richiede questo cambio di rotta con urgenza crescente. La causa è una crisi di sovrapproduzione in cui l’offerta globale (Ys) supera la domanda globale (Yd), una dinamica che &#8211; come è noto &#8211; tende a spingere verso il basso il livello dei prezzi. Concludendo, chi mi conosce sa che, tanto nel mio lavoro di accompagnamento delle imprese all’estero quanto nei corsi che tengo, da sempre promuovo un modello economico che superi la semplice logica dell’export. Un modello in grado di costruire una presenza internazionale stabile, equa e sostenibile, capace di ascoltare i bisogni locali, valorizzare le comunità e generare relazioni economiche durature.</p>
<p>Ritornare alle riflessioni di Scandizzo e Spagnolo rafforza la mia convinzione che siamo di fronte a una sfida culturale ancor prima che economica: ovvero smettere di inseguire unicamente l’efficienza produttiva e imparare a mettere al centro la domanda, i territori e le persone, orientando lo sviluppo verso un futuro più solido, inclusivo e responsabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Lucio Valerio Spagnolo</p>
<p>EU Jean Monnet Chairholder</p>
<p>Economia dell&#8217;Integrazione europea</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il rischio silenzioso del deskilling</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-rischio-silenzioso-del-deskilling/</link>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 14:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Boscaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il vero pericolo non è la sola cancellazione del lavoro ma la perdita di competenze Il dibattito pubblico sull’Intelligenza Artificiale si concentra &#8211; e non a torto &#8211; sulla paura di perdere il lavoro. Un rischio più sottile, ma non meno concreto, è però legato alla perdita delle competenze. È il fenomeno che gli economisti [&#8230;]</p>
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<p><span id="more-13424"></span></p>
<p>Il dibattito pubblico sull’<strong>Intelligenza Artificiale</strong> si concentra &#8211; e non a torto &#8211; sulla paura di perdere il lavoro. Un rischio più sottile, ma non meno concreto, è però legato alla perdita delle competenze. È il fenomeno che gli economisti chiamano <strong>Deskilling</strong>, l’atrofia delle competenze dovuta all&#8217;introduzione di tecnologie improntate all’automazione. Che sia incapacità di controllare o semplice pigrizia: sta di fatto che, di recente, il TAR di Milano ha rigettato il ricorso di un avvocato perché pieno di sentenze inesistenti, generate da un chatbot. Non si tratta di un episodio isolato, anzi i dati confermano quanto il fenomeno sia già in corso.</p>
<p>In uno studio condotto in Polonia, l’uso di un sistema di AI in colonscopia ha ridotto, in soli tre mesi, la capacità autonoma degli operatori di riconoscere adenomi dal 28% al 22%. Nel settore del software, un’analisi di Apiiro ha rilevato che gli assistenti di AI hanno quadruplicato la velocità di rilascio del codice, ma moltiplicato per dieci le vulnerabilità di sicurezza dei programmi. E nei call center, la produttività dei nuovi assunti è aumentata del 34%, ma al prezzo di un apprendimento più superficiale perché frutto di un confronto con i colleghi inferiore al passato, con meno esperienza accumulata.</p>
<p>Questi casi mostrano come l&#8217;analisi intorno all’AI non possa limitarsi all&#8217;impatto sui posti di lavoro, ma debba coinvolgere anche il modo in cui la usiamo. Ogni volta che accettiamo un suggerimento della macchina senza riflettere, stiamo addestrando noi stessi a non pensare esattamente come, nel passato, abbiamo ridotto l&#8217;abilità manuale quando la tecnologia l&#8217;ha sostituita con le tante forme di automazione industriale.</p>
<p>Per affrontare il rischio di deskilling, la formazione, ma ancor più l&#8217;innovazione dei processi interni deve promuoverne un&#8217;adozione non volta a fare prima, ma a fare meglio, affiancando le opportunità rappresentate dalla AI con le peculiarità espresse dall&#8217;apporto umano. Ancor più deve favorire ciò che in gergo si definisce &#8220;<strong>explainable AI</strong>&#8221; ovvero interrogazioni dei chatbot volti a ottenere trasparenza intorno alla metodologia adottata dalla macchina e a ottenerne le risposte solo a valle di un procedimento condiviso. L&#8217;automazione è infatti uno strumento formidabile per avere consigli, ma presenta limiti quando ce ne serviamo per ottenere decisioni perché non conosce il contesto e non comprende le sfumature.</p>
<p>Un ulteriore modo concreto per contrastare questo rischio passa inoltre attraverso il cross mentoring intergenerazionale, ovvero l&#8217;allestimento di iniziative di collaborazione tra generazioni diverse all’interno delle organizzazioni. I più giovani, abituati a utilizzare strumenti digitali e modelli di intelligenza artificiale, possono trasferire competenze tecniche e nuovi approcci di efficienza, i colleghi più esperti invece possono condividere la capacità di interpretare i contesti, valutare le conseguenze e riconoscere errori o ambiguità che la macchina non coglie. Insieme possono costruire un apprendimento reciproco che bilanci velocità e profondità, innovazione e senso critico. Promuovere laboratori misti, team di progetto o momenti di confronto tra generazioni non è solo una misura formativa, ma una strategia culturale: serve a mantenere viva la curiosità, a evitare l’atrofia del pensiero e a fare dell’AI un alleato per migliorare il lavoro umano, non per svuotarlo.</p>
<p>Il vero pericolo della AI quindi, non è che la macchina impari a pensare. È che noi smettiamo di farlo.</p>
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		<title>Mare Group e il polo tecnologico dell’ingegneria</title>
		<link>https://www.costozero.it/mare-group-e-il-polo-tecnologico-dellingegneria/</link>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[antonio maria zinno]]></category>
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		<category><![CDATA[giovanni caturano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Grazie alle acquisizioni di altre realtà complementari, negli ultimi anni il perimetro della società è cresciuto mantenendo però coerenza tecnologica e integrando software, elettronica e meccatronica in applicazioni mission-critical. L’asse strategico resta Aerospace &#38; Defense In un contesto geopolitico instabile, segnato da riallineamenti tra blocchi, restrizioni all’export e una rinnovata attenzione alla sicurezza delle infrastrutture, [&#8230;]</p>
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<p>In un contesto geopolitico instabile, segnato da riallineamenti tra blocchi, restrizioni all’export e una rinnovata attenzione alla sicurezza delle infrastrutture, l’Europa riporta l’autonomia tecnologica tra le priorità strategiche.</p>
<p>Per l’Italia questo implica filiere resilienti, competenze presidiate lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi e standard elevati su cybersecurity e continuità operativa. In questo quadro, <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.maregroup.it/" target="_blank" rel="noopener">Mare Group</a> </strong></span>opera come aggregatore per costruire un polo tecnologico dell’ingegneria, integrando software, elettronica e meccatronica in applicazioni mission-critical. L’asse strategico è l’Aerospace &amp; Defense. La domanda è in aumento, ma i prime contractor chiedono filiere meno frammentate, capacità scalabili e responsabilità di sistema chiare. L’aggregazione diventa una condizione di accesso ai programmi internazionali. In questa direzione si collocano acquisizioni come Powerflex e Rack Peruzzi, attive in test e validazione di sistemi meccatronici, progettazione di apparati ad alta affidabilità e integrazione in contesti regolati.</p>
<p>Alla base c’è un modello di acquisizione, ideato dal <strong>CEO Antonio Maria Zinno</strong>, che Mare Group applica in modo flessibile: l’operazione privilegia il concambio azionario con lock-up e coinvolgimento operativo degli imprenditori; in altri casi prevede strutture miste azioni+cash. L’obiettivo è allineare gli incentivi nel tempo, semplificare l’integrazione e preservare il know-how delle società che entrano nel perimetro.</p>
<p>Questo impianto è stato portato sul mercato dei capitali con La SIA, prima OPAS nella storia di Euronext Growth Milan, che ha reso evidente la praticabilità di corrispettivi in azioni anche su EGM. Nel 2025 il quadro regolamentare di EGM si è aggiornato per accogliere in modo esplicito modelli di aggregazione basati sul concambio, facilitando percorsi di consolidamento industriale senza drenare liquidità e favorendo l’ingresso degli imprenditori nel capitale.</p>
<p>Il perimetro di Mare Group cresce mantenendo coerenza tecnologica. Le piattaforme proprietarie abilitano riuso di componenti, cicli di validazione comuni, standard condivisi di sicurezza e catene di fornitura più corte e prevedibili. Non si tratta di un elenco di partecipazioni, ma di un’architettura industriale orientata a infrastrutture critiche, difesa, mobilità intelligente, energia e pubblica amministrazione digitale. L’autonomia tecnologica, come tema nazionale ed europeo, è una disciplina operativa. Richiede capitali pazienti, integrazione industriale e uso efficiente del mercato borsistico. In questo quadro Mare Group interpreta il ruolo di aggregatore: selezionare aziende chiave, allinearne gli incentivi sul lungo periodo e costruire un polo dell’ingegneria in grado di competere sui programmi che contano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mare Group è una società di ingegneria digitale quotata su Euronext Growth Milan impegnata su tecnologie innovative per applicazioni mission-critical in alcuni tra i più importanti settori di mercato. È attiva nel sistema confindustriale: il presidente del CdA Marco Bellucci guida il Raggruppamento Zonale ASI Pomigliano dell’Unione Industriali Napoli; a Salerno Federico Gilblas presiede il Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Trucillo, il caffè che unisce</title>
		<link>https://www.costozero.it/trucillo-il-caffe-che-unisce/</link>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 07:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[antonia trucillo]]></category>
		<category><![CDATA[caffè trucillo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tiblisi e Salerno più vicine&#160;grazie a un progetto di comunicazione realizzato dalla torrefazione della famiglia Trucillo con lo storico partner commerciale che, dal lontano 2012, ne distribuisce le miscele in numerosi locali in tutto il Paese caucasico, stazioni di servizio, negozi alimentari e le più note catene della ristorazione &#160; Oltre 4000 chilometri via terra, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13109" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia.jpg" alt="" width="427" height="285" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/09/trucillo_georgia-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" />Tiblisi e Salerno più vicine&nbsp;grazie a un progetto di comunicazione realizzato dalla torrefazione della famiglia Trucillo con lo storico partner commerciale che, dal lontano 2012, ne distribuisce le miscele in numerosi locali in tutto il Paese caucasico, stazioni di servizio, negozi alimentari e le più note catene della ristorazione</strong><span id="more-13108"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre 4000 chilometri via terra, o almeno 6 ore di volo, separano Salerno da Tblisi, la capitale della Georgia, in cui si concentra circa un terzo degli oltre tre milioni e mezzo di abitanti dell’intero Paese adagiato sulla riva orientale del Mar Nero.</p>
<p>Da oggi le due città saranno più vicine, grazie all’attività di comunicazione che nei giorni scorsi ha coinvolto alcuni influencers arrivati a Salerno dalla lontana Georgia, nell’ambito di un progetto realizzato da Caffè Trucillo con lo storico partner commerciale che dal lontano 2012 distribuisce le miscele della torrefazione salernitana in numerosi locali in tutto il Paese caucasico, stazioni di servizio, negozi alimentari e le più note catene della ristorazione.</p>
<p><strong>Ana Koshadze</strong>, ex modella e personaggio televisivo molto amato, appassionata di piatti stranieri e viaggi, seguita Youtuber con il canale Rehani. <strong>Salome Mosulishvili</strong>, content creator di moda e lifestyle con oltre 60mila followers su TikTok e 30mila su Instagram. <strong>Gvantsa Macharadze</strong>, creator digitale con oltre 86mila followers su Instagram e 54mila su TikTok. <strong>Giorgi Maisuradze</strong>, fondatore di Hammock Magazine, rivista online di cultura e stili di vita contemporanei.</p>
<p>Sono loro i content creators selezionati dal partner di Caffè Trucillo, uno dei più grandi gruppi imprenditoriali della Georgia, per partecipare al tour esperienziale alla scoperta della città che ha dato i natali al caffè di Salerno, tra i più distribuiti nel Paese. Obiettivo del tour è stato infatti far conoscere ai Georgiani, attraverso i contenuti creati dai 4 influencers, il territorio di origine di Caffè Trucillo, la città di Salerno in particolare e i meravigliosi dintorni. Insomma: dalla tazzina da cui molti Georgiani degustano il caffè Trucillo, un viaggio a ritroso fino alle origini.</p>
<p>I content creators, con fotografi e videomakers e una delegazione dell’azienda georgiana, sono stati accompagnati alla scoperta degli angoli più suggestivi della città.</p>
<p>Dal cuore pulsante del centro storico, con i suoi vicoli intrisi di storia, fino a Via dei Mercanti, antica arteria commerciale ricca di tradizione. Dal fascino senza tempo del centro storico al maestoso Duomo di San Matteo, fino al Giardino della Minerva e al Castello di Arechi, che domina il golfo con la sua vista spettacolare. Un viaggio attraverso la storia, l’identità e la bellezza di Salerno, che ha reso ancora più forte il legame tra le nostre culture.</p>
<p>A partire ovviamente da quel Lungomare Cristoforo Colombo dove ancora oggi è possibile vedere la casa in cui il fondatore della torrefazione, Cesare Trucillo, iniziò a tostare le sue prime miscele, che proprio da lì, spesso a bordo di piccole imbarcazioni, consegnava via mare ai primi prestigiosi clienti della Costiera, molti dei quali ancora indissolubilmente legati a questa marca locale di caffè.</p>
<p>Attraverso immagini, video, post, reel e stories, gli influencer hanno condiviso con le rispettive community la conoscenza dei luoghi che fanno da sfondo alla produzione delle miscele Trucillo e dello stile di vita caratteristico dei luoghi che si legano alla storia e all’identità di questa marca, ancora oggi gestita dai discendenti del fondatore, la seconda e la terza generazione.</p>
<p>Al termine della visita, la delegazione è stata ricevuta dal Sindaco e dalle istituzioni cittadine. <strong>Il sindaco Vincenzo Napoli</strong>, insieme all’<strong>Assessore Dario Loffredo</strong>, hanno dichiarato:<em> “Caffè Trucillo rappresenta un autentico orgoglio salernitano, espressione di un’imprenditoria con visione internazionale. Siamo onorati di accogliere a Salerno una delegazione proveniente dalla Georgia, che ha potuto apprezzare da vicino non solo l’eccellenza produttiva dell’azienda, ma anche la bellezza e l’identità del nostro territorio. La partnership tra Trucillo e questa importante realtà georgiana offrirà a Salerno una preziosa occasione di visibilità internazionale, contribuendo a promuovere la nostra città nel mondo attraverso le sue migliori eccellenze. È un esempio virtuoso di come l’impresa locale possa diventare ambasciatrice della cultura, dell’accoglienza e del saper fare salernitano oltre i confini nazionali.”</em></p>
<p>A margine dell’incontro, <strong>Antonia Trucillo</strong>, terza generazione e coffee sourcing manager, ha commentato: “<em>siamo profondamente grati di avere al nostro fianco un partner così professionale, capace di crescere con costanza e determinazione, posizionando il nostro brand nei migliori locali della Georgia. Un percorso di sviluppo costante, che testimonia non solo la qualità del prodotto, ma anche la solidità delle partnership costruite nel tempo, la fiducia crescente e la passione per l’Italia, in particolare per la città di Salerno, cuore pulsante del nostro caffè.&nbsp;</em><em>Proprio questo legame profondo con il territorio ha ispirato questa speciale iniziativa. Siamo orgogliosi che abbiano scelto di venire a Salerno con un team di circa 15 persone, per scoprire le nostre origini, il nostro territorio e la città in cui viviamo. È stato un onore aprire loro le porte della nostra casa e accompagnarli in un tour tra i clienti locali che servono Trucillo: un momento di autentica condivisione, una bellissima commistione di culture unite dallo stesso linguaggio universale – l’amore e l’attenzione per il caffè.”</em></p>
<p>Nel programma di visita, anche una tappa nella moderna sede della torrefazione, per scoprire il processo produttivo, i valori della filiera, il patrimonio di competenza condiviso attraverso l’opera dell’Accademia del caffè interna, ma anche i prodotti, come le più recenti collezioni di barattoli, con cui nel 75° anno dalla fondazione Trucillo continua a celebrare il forte e profondo legame con il territorio. Come la <strong>Heritage Collection COSTA D’AMALFI 1950</strong>, che celebra i colori e le geometrie caratteristici dei borghi della Costiera, con le tinte essenziali delle maioliche e i disegni armoniosi delle architetture.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mercato dei climatizzatori: numeri imponenti e nette prospettive di crescita</title>
		<link>https://www.costozero.it/mercato-dei-climatizzatori-numeri-imponenti-e-nette-prospettive-di-crescita/</link>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 07:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[condizionatori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quello dei climatizzatori è un mercato di assoluto interesse: le sue cifre odierne, come vedremo in quest’articolo, sono imponenti, ma il dato più indicativo è senz’altro quello relativo alle prospettive di crescita, le quali possono dirsi più che rosee.&#160; Prima di scoprire le statistiche, tuttavia, è interessante chiedersi quali sono i fattori che contribuiscono a [&#8230;]</p>
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<p><span id="more-13082"></span>Prima di scoprire le statistiche, tuttavia, è interessante chiedersi quali sono i fattori che contribuiscono a conferire tanto vigore a questo comparto, e con ogni probabilità i trend positivi sono dovuti ad una molteplicità di aspetti.</p>
<h4>I principali fattori che contribuiscono allo sviluppo di questo mercato</h4>
<p>Se ci si chiede come mai il business di questo mercato sia in costante crescita, non si può che partire dal dato più evidente e al contempo, purtroppo, anche allarmante: <strong>le temperature medie si stanno innalzando</strong>, di conseguenza disporre di tali articoli tecnologici diviene indispensabile per godere del dovuto comfort anche in quelle aree in cui, in un passato non lontano, era possibile farne a meno senza grossi sacrifici.</p>
<p>Va considerato anche che questo settore, come tipico del mondo &#8220;tech&#8221;, è oggetto di <strong>numerosi</strong> <strong>progressi</strong>: se si dovesse paragonare il condizionatore medio odierno con quello di alcuni anni addietro, le differenze in termini di performance e funzionalità sarebbero enormi.</p>
<p>Il continuo rinnovarsi dei prodotti, ovviamente, stimola i consumatori a sostituirli con una certa frequenza, e questo non è un mero &#8220;capriccio&#8221;, ma un comportamento del tutto razionale, dal momento che disporre di un condizionatore di ultima generazione assicura non solo un maggiore comfort, ma anche consumi energetici decisamente inferiori.</p>
<p>Basti pensare ai condizionatori dei brand più rinomati, come Daikin, le cui proposte possono essere visionate in e-commerce rivenditori ufficiali come <a href="https://www.emmebistore.com/climatizzatori-daikin-4654" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #993300;"><strong>www.emmebistore.com</strong></span></a>: anche i modelli dai costi più accessibili hanno caratteristiche di pregio e si collocano in classi energetiche molto alte.</p>
<p>I costi di questi dispositivi, infine, sono un ulteriore fattore che contribuisce alla crescita del settore: il progresso tecnologico, infatti, tende a <strong>livellare i prezzi verso il basso</strong>, perlomeno i per i modelli di fascia media, dunque sempre più persone possono permettersi questi acquisti.</p>
<p>Se si considera che, al contempo, vasti territori stanno <strong>uscendo da una condizione di povertà</strong> e stanno “esplodendo” dal punto di vista demografico, è ancor più evidente perché la crescita di questo settore sia un qualcosa che non deve affatto stupire.</p>
<p>Fatte queste utili premesse, andiamo a svelare i numeri più significativi.</p>
<h4>Nell&#8217;arco di pochi anni, il settore arriverà quasi a raddoppiare il proprio valore</h4>
<p>Se si vuol “indagare” la condizione di questo mercato, una fonte molto interessante è uno studio curato dalla società <em>Grand View Research</em> e pubblicato sul relativo sito Internet ufficiale.</p>
<p>Il report rivela che pochi anni addietro, ovvero nel <strong>2022</strong>, il valore complessivo di tale mercato ammontava a circa <strong>119,36 miliardi di dollari</strong> statunitensi; una cifra imponente che, tuttavia, sta continuando a crescere di anno in anno.</p>
<p>Nel lasso temporale compreso tra il 2023 e il 2030 infatti, secondo <em>Grand View Research</em>, il comparto si svilupperà (o meglio, si sta già sviluppando) con un <strong>CAGR</strong>, ovvero con un tasso di crescita annuo, del <strong>6,9%</strong>.</p>
<p>Sono decisamente pochi i mercati che possono vantare un CAGR così florido per gli anni a venire, e sulla base di tale proiezione, il valore complessivo globale del settore dovrebbe superare, <strong>nel</strong> <strong>2030</strong>, la soglia dei <strong>200 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>In riferimento ai dati del 2022 il principale mercato mondiale di condizionatori è risultato essere, secondo <em>Grand View Research</em>, quello della zona <strong>Asia Pacific</strong>, che non a caso è tra quelle che stanno registrando le crescite demografiche più importanti, unitamente a massicci movimenti urbanizzativi che implicano la costruzione di nuovi edifici in grandi quantità.</p>
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		<title>L&#8217;AI CAMBIA PASSO: fra ricerche approfondite e agenti intelligenti</title>
		<link>https://www.costozero.it/lai-cambia-passo-fra-ricerche-approfondite-e-agenti-intelligenti/</link>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 13:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Boscaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[agenti intelligenti]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[andrea boscaro]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di ragionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’emergere dei cosiddetti modelli di “ragionamento” ha sparigliato le carte: oggi il pericolo non è che i computer inizino a pensare come gli uomini, ma che gli uomini inizino a pensare come i computer, rinunciando a interpretare un ruolo distinto e strategico &#160; Negli ultimi mesi, a partire dal successo della app cinese DeepSeek con [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-11814" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy.jpg" alt="" width="336" height="224" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/ai-copy-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" />L’emergere dei cosiddetti modelli di “ragionamento” ha sparigliato le carte: oggi il pericolo non è che i computer inizino a pensare come gli uomini, ma che gli uomini inizino a pensare come i computer, rinunciando a interpretare un ruolo distinto e strategico</strong><span id="more-13023"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi mesi, a partire dal successo della app cinese <strong>DeepSeek</strong> con il conseguente effetto Sputnik generato nei confronti dei principali concorrenti, da <strong>OpenAI a Google, l’Intelligenza Artificiale Generativa</strong> ha impresso una forte accelerazione al rilascio di nuove funzionalità lasciando operatori di settore e aziende alla ricerca di una bussola che sappia guidarli in un mondo di cambiamenti continui, ricchi di opportunità, ma anche di cautele da adottare.</p>
<p>L’elemento che segna il vero salto di qualità è stato l’emergere dei cosiddetti modelli di “ragionamento” (R1 è il nome di quello di DeepSeek), progettati per affrontare problemi in modo strutturato, ovvero scomponendoli in passaggi logici esplicitati e ricorrendo a fonti affidabili per produrre non semplici risposte, ma analisi articolate e approfondite. Sui modelli di reasoning si fondano le funzionalità di Deep Search disponibili non solo su ChatGPT nella versione a pagamento, ma anche su <strong>Gemini e Perplexity.ai</strong> accelerando in tal modo attività come l’analisi di mercato, il confronto competitivo, l’approfondimento normativo e la simulazione di processi decisionali.</p>
<p>I modelli di ragionamento (o4 è il più recente fra quelli rilasciati da OpenAI) rappresentano un’evoluzione dei modelli linguistici: piattaforme come <strong>Manus.im</strong> scompongono una richiesta complessa e conducono autonomamente una sequenza di passaggi interagendo attivamente con contenuti aziendali, siti web, repository documentali per confezionare una risposta ancora più strutturata.</p>
<p>Gli agenti intelligenti che possono essere creati con <strong>Manus</strong> si servono del ragionamento per svolgere più attività contemporaneamente. Un esempio? Un agente AI può estrarre i punti critici da una documentazione tecnica, mentre un secondo li confronta con la normativa vigente di un mercato estero, e un terzo produce una sintesi pronta da essere inviata al team commerciale. Tutto questo, orchestrato all’interno della stessa piattaforma, e costantemente aggiornato. Questa logica “a più voci” amplia enormemente le possibilità dell’Intelligenza Artificiale, spostandola dal piano della produttività individuale a quello della collaborazione estesa con i processi aziendali. Si tratta di ambienti pensati per assistere i team nelle attività quotidiane. Fra tutte queste opportunità potenzialmente attivabili da parte delle imprese, si assiste però anche a comportamenti che cambiano in misura crescente. Un esempio evidente è rappresentato da ciò che sta accadendo su Google. L’introduzione da parte di quest’ultimo delle AI Overviews &#8211; risposte sintetiche generate dall’intelligenza artificiale posizionate sopra i risultati tradizionali &#8211; sta trasformando la dinamica di accesso all’informazione. Sempre più spesso, l’utente riceve una risposta elaborata dall’AI prima ancora di interagire con un sito web. Questo significa che la visibilità online si sta progressivamente spostando dal posizionamento organico alla capacità di essere “letti” e utilizzati dai modelli di AI.</p>
<p><strong>Per le imprese, il messaggio è chiaro: non basta più essere online, bisogna diventare fonti rilevanti per l’Intelligenza Artificiale</strong>. Questo comporta un cambiamento profondo nella progettazione dei contenuti, che devono rispondere in modo puntuale a domande reali, essere verificabili, aggiornati e semanticamente coerenti. L’impresa non comunica più solo con il cliente finale, ma “to-machine”, con l’intelligenza che filtra, interpreta e veicola quelle informazioni: anche per questo, il pericolo non è che i computer inizino a pensare come gli uomini, ma che gli uomini inizino a pensare come i computer, rinunciando a interpretare un ruolo distinto e strategico.</p>
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