<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>decreto del fare &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
	<atom:link href="https://www.costozero.it/tag/decreto-del-fare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.costozero.it</link>
	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 11:09:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.9.26</generator>
	<item>
		<title>Fondo di Garanzia per le PMI: tutele e funzionamento</title>
		<link>https://www.costozero.it/fondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento/</link>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 08:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sacrestano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[fondo di garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/fondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento/</guid>
		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 10pt;">Sono agevolabili le imprese appartenenti a qualsiasi settore ad eccezione dell’agricoltura, della pesca, dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie. Per il comparto dei trasporti, sono ammissibili solo le imprese che esercitano l’attività di trasporto merci su strada </span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/fondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento/">Fondo di Garanzia per le PMI: tutele e funzionamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 10pt;">Sono agevolabili le imprese appartenenti a qualsiasi settore ad eccezione dell’agricoltura, della pesca, dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie. Per il comparto dei trasporti, sono ammissibili solo le imprese che esercitano l’attività di trasporto merci su strada </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Sempre più spesso le imprese ricorrono alla “garanzia pubblica” per accedere, con maggiore facilità e senza eccessivi e ulteriori oneri legati alla necessità di fornire fideiussioni o altre garanzie, ai finanziamenti bancari. È questa, in pratica, la finalità del Fondo di Garanzia per PMI, strumento istituito dall’art. 2, comma 100, lett. a), della legge n. 662/1996 e gestito da Mediocredito centrale spa. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Grazie all’intervento del Fondo, infatti, gli istituti finanziatori sono pienamente tutelati nell’eventualità di insolvenza dell’impresa finanziata, con conseguente riduzione del rischio derivante dall’operazione posta in essere. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Riconosciuto tale ruolo cruciale, il Fondo è stato oggetto, nel corso degli ultimi anni, di diverse riforme attuate con l’obiettivo di potenziarne l’ambito di intervento. Allo stesso tempo, il legislatore ha provveduto, di volta in volta, a stabilire specifici stanziamenti di risorse, in modo da assicurarne la continua operatività. Da ultimo, il recente decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 27 dicembre 2013 (GU n. 56 dell’8 marzo 2014) ha attuato le novità introdotte con il d.l. “Del Fare” (n. 69/2013), dirette all’innalzamento delle percentuali di copertura della garanzia, all’ampliamento del campo di azione (in particolare, estensione degli interventi ai professionisti) e alla revisione dei criteri di valutazione. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">I soggetti beneficiari finali del Fondo di garanzia sono le micro, piccole e medie imprese, anche in forma cooperativa, comprese le imprese artigiane, purché valutabili “economicamente e finanziariamente sane” (requisito che verrà accertato sulla base di alcuni indicatori della situazione patrimoniale e finanziaria). Sono agevolabili anche i consorzi e le società consortili di servizi alle PMI e quelle miste, sempre rientranti nella definizione di PMI. I professionisti possono accedere alle garanzie solo se iscritti agli ordini professionali o se aderenti alle associazioni professionali, registrate nell’elenco tenuto dal Ministero ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso della relativa attestazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Per quanto riguarda i settori di applicazione, sono agevolabili le imprese appartenenti a qualsiasi settore ad eccezione dell’agricoltura, della pesca, dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie. Per il comparto dei trasporti, sono ammissibili solo le imprese che esercitano l’attività di trasporto merci su strada. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Il Fondo interviene attraverso tre distinte modalità: <strong>garanzia diretta</strong> (a favore delle banche e degli intermediari finanziari che concedono i finanziamenti alle PMI), <strong>controgaranzia e cogaranzia</strong> (a favore di Confidi e Altri Fondi di garanzia).</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">La <strong>garanzia diretta</strong> può essere concessa fino alla misura massima dell’80% dell’ammontare delle operazioni finanziarie ammissibili. Nel limite di tale copertura, in caso di insolvenza, la garanzia coprirà fino all’80% dell’ammontare dell’esposizione del soggetto richiedente (banca o altro intermediario finanziario) nei confronti del beneficiario finale. La percentuale di copertura è determinata, in ogni caso, in relazione alla tipologia di operazione finanziaria per la quale si richiede l’intervento del Fondo. Ad esempio, l’intensità massima è riconosciuta a favore delle PMI con sede nelle Regioni del Mezzogiorno, imprese femminili, start up innovative e incubatori certificati. Le operazioni sul capitale di rischio possono essere garantite fino al 50%, mentre quelle per consolidamento delle passività, da parte di banche dello stesso gruppo, fino al 30%. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">La <strong>controgaranzia</strong> del Fondo è concedibile fino alla misura dell’80% dell’importo garantito dal Confidi o da Altro Fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80%. La disciplina vigente fissa l’importo massimo garantibile dal Fondo, per singola impresa beneficiaria, a 1,5 milioni di euro (soglia innalzata a 2,5 milioni di euro per specifiche operazioni). </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">L’impresa interessata non può fare richiesta direttamente al Fondo (ad eccezione dei casi in cui è possibile accedere alle riserve PON e POIN del Fondo o in presenza di imprese femminili). Sarà, infatti, la banca/intermediario o il confidi cui l’impresa si è rivolta per ottenere il finanziamento a presentare domanda al soggetto gestore (utilizzando la modulistica disponibile sul sito www.fondidigaranzia.it). L’iter istruttorio è abbastanza snello e veloce. Nel termine massimo di due mesi è deliberata l’ammissione all’aiuto pubblico. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Si segnala che il Fondo interviene anche attraverso diverse Sezioni speciali, dedicate a specifiche finalità e categorie di imprese. Tra queste, le Sezioni internazionalizzazione, cofinanziate dai contributi versati dalle Camere di commercio, la Sezione &#8211; Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento per le Pari Opportunità &#8211; dedicata esclusivamente all’imprenditoria femminile, nonché le Sezioni regionali, alimentate dai contributi degli enti territoriali che hanno provveduto ad attivarle (al momento Lazio, Campania e Sicilia).</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&amp;linkname=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&amp;linkname=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&amp;linkname=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&amp;linkname=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&amp;linkname=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Ffondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento%2F&#038;title=Fondo%20di%20Garanzia%20per%20le%20PMI%3A%20tutele%20e%20funzionamento" data-a2a-url="https://www.costozero.it/fondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento/" data-a2a-title="Fondo di Garanzia per le PMI: tutele e funzionamento"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/fondo-di-garanzia-per-le-pmi-tutele-e-funzionamento/">Fondo di Garanzia per le PMI: tutele e funzionamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Il concordato “in bianco” rivisto dal Decreto del fare: maggiori obblighi informativi per l’istante</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante/</link>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 11:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Piluso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[concordato in bianco]]></category>
		<category><![CDATA[concordato preventivo]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/il-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" src="images/ANTONIO_PILUSO.jpg" alt="ANTONIO PILUSO" width="180" height="180" />Novità per lo strumento, utili sia per prevenire un eventuale uso strumentale dell’istituto da parte di debitori desiderosi di “guadagnare tempo” nei confronti di possibili azioni esecutive dei creditori, sia per concretizzazione un numero consistente di istanze in piani fattibili e attendibili</p>
<p>&#160;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante/">Il concordato “in bianco” rivisto dal Decreto del fare: maggiori obblighi informativi per l’istante</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" src="images/ANTONIO_PILUSO.jpg" alt="ANTONIO PILUSO" width="180" height="180" />Novità per lo strumento, utili sia per prevenire un eventuale uso strumentale dell’istituto da parte di debitori desiderosi di “guadagnare tempo” nei confronti di possibili azioni esecutive dei creditori, sia per concretizzazione un numero consistente di istanze in piani fattibili e attendibili</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’articolo 82 del D.L. n. 69/2013, meglio conosciuto come “Decreto del fare”, convertito nella L. n. 69/2013 ha introdotto importanti novità in tema di <strong>concordato preventivo “in bianco”</strong>.<br />L’istituto, previsto dal D.L. n. 83/2012, cd. “Decreto Sviluppo”, ha fatto registrare un notevole utilizzo da parte delle imprese nel suo primo anno di operatività, stante la possibilità per il proponente di beneficiare degli effetti protettivi connessi al deposito della domanda di concordato, ma allo stesso tempo di impedire che i tempi di preparazione della proposta e del piano aggravino la situazione di crisi in cui versa l’impresa. Questa “opportunità”, tuttavia, è stata oggetto, in alcuni casi, di un utilizzo “distorto” da parte di proponenti animati dall’unico intento di paralizzare le iniziative dei creditori e procrastinare la sentenza dichiarativa di fallimento. Il Legislatore del 2013 è quindi corso ai ripari, richiedendo maggiori obblighi informativi ai richiedenti, onde far emergere immediatamente gran parte delle situazioni patologiche. Nel dettaglio, il “Decreto del fare” ha cercato di rendere maggiormente trasparente lo “stato di salute” dell’impresa istante. In primis è stato previsto l’obbligo di deposito, ai fini dell’accesso alla procedura, non solo dei bilanci degli ultimi tre esercizi, ma anche dell’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti, così da rendere immediatamente quantificabile la massa passiva a carico della futura ed eventuale procedura concorsuale.</p>
<p>Per quanto concerne i Tribunali, ad essi viene riconosciuta la facoltà di nominare il commissario giudiziale già nel decreto che fissa il termine entro il quale il debitore dovrà depositare la proposta e il piano concordatario, nonché l’onere di disporre gli obblighi informativi periodici che il debitore dovrà assolvere, con periodicità almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale, se nominato. La previsione in esame, pienamente rispondente alla ratio ispiratrice l’intervento riformatore, oltre a consentire un maggior monitoraggio da parte del Tribunale, sembrerebbe tutelare in maniera più incisiva i creditori, i quali avranno la possibilità di segnalare l’eventuale compimento di operazioni che avrebbero effetti pregiudizievoli sul patrimonio del debitore.</p>
<p>Infine, il Tribunale potrà interrompere anticipatamente la procedura nelle seguenti occasioni: se il debitore non adempie agli obblighi informativi, se il commissario giudiziale segnala condotte fraudolente del debitore o se l’attività del debitore è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano. In quest’ultimo caso il Tribunale potrà, anche d’ufficio, sentito il debitore e il commissario se nominato, abbreviare il termine concesso per il deposito di tale documentazione, verosimilmente sino a renderne immediata la scadenza.</p>
<p>La disciplina del concordato preventivo, così novellata, va sicuramente nella direzione di garantire un miglior soddisfacimento del ceto creditorio. Sicuramente tali novità, cercando di prevenire un eventuale uso strumentale dell’istituto da parte di debitori desiderosi di “guadagnare tempo” nei confronti di possibili azioni esecutive dei creditori, oltre a rappresentare un ulteriore sostegno per l’imprenditore “onesto ma sfortunato”, potrebbero consentire, differentemente da quanto accaduto finora, la concretizzazione di un numero consistente di istanze in piani fattibili e attendibili.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&amp;linkname=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&amp;linkname=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&amp;linkname=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&amp;linkname=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&amp;linkname=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante%2F&#038;title=Il%20concordato%20%E2%80%9Cin%20bianco%E2%80%9D%20rivisto%20dal%20Decreto%20del%20fare%3A%20maggiori%20obblighi%20informativi%20per%20l%E2%80%99istante" data-a2a-url="https://www.costozero.it/il-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante/" data-a2a-title="Il concordato “in bianco” rivisto dal Decreto del fare: maggiori obblighi informativi per l’istante"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-concordato-in-bianco-rivisto-dal-decreto-del-fare-maggiori-obblighi-informativi-per-l-istante/">Il concordato “in bianco” rivisto dal Decreto del fare: maggiori obblighi informativi per l’istante</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>La mediazione civile cambia ancora</title>
		<link>https://www.costozero.it/la-mediazione-civile-cambia-ancora/</link>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 13:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Liliana Ciccarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[l'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione]]></category>
		<category><![CDATA[obbligatorietà]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero avvocati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/la-mediazione-civile-cambia-ancora/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" src="images/Liliana_Ciccarelli_Web.jpg" alt="Liliana Ciccarelli Web" width="180" height="180" /><strong>Con alcuni emendamenti previsti dal Decreto del Fare, l’istituto entra in una fase sperimentale di 3 anni, al termine dei quali verranno esaminati risultati e possibilità di prosecuzione.</strong></p>
<p><strong>É una storia infinita quella della mediazione civile e commerciale che aiuta anche a capire perché secondo il rapporto Doing Business 2013 della Banca Mondiale, «’Italia è al 73° posto su 185 Paesi nella classifica riguardante la facilità di fare impresa. Tra i Paesi dell’Area Euro, solo Grecia e Malta occupano una posizione peggiore».</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/la-mediazione-civile-cambia-ancora/">La mediazione civile cambia ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" src="images/Liliana_Ciccarelli_Web.jpg" alt="Liliana Ciccarelli Web" width="180" height="180" /><strong>Con alcuni emendamenti previsti dal Decreto del Fare, l’istituto entra in una fase sperimentale di 3 anni, al termine dei quali verranno esaminati risultati e possibilità di prosecuzione.</strong></p>
<p><strong>É una storia infinita quella della mediazione civile e commerciale che aiuta anche a capire perché secondo il rapporto Doing Business 2013 della Banca Mondiale, «’Italia è al 73° posto su 185 Paesi nella classifica riguardante la facilità di fare impresa. Tra i Paesi dell’Area Euro, solo Grecia e Malta occupano una posizione peggiore».</strong></p>
<p>L’indicatore Easy of Doing Business è la sintesi di dieci variabili che insieme determinano la facilità di fare impresa in un sistema economico. Una delle dieci variabili è la gestione delle controversie commerciali che per l’Italia contribuisce in maniera significativa a far precipitare il Paese nei posti bassi della classifica.</p>
<p>Dal 2010 in Italia si sta cercando di introdurre in maniera organica un sistema di giustizia alternativa che ha le sue radici in oltre 20 anni di attività di risoluzione extragiudiziale delle controversie di consumo da parte di diversi attori (associazioni di consumatori, camere di commercio) ma non c’è niente da fare! Non riusciamo proprio ad immaginare una giustizia civile efficiente, come se il fatto che all’improvviso i tribunali civili inizino a funzionare ci facesse sentire persi. Sembra quasi una specie di Made in Italy al quale proprio non riusciamo a rinunciare.</p>
<p>Eppure si può. Peraltro lo richiede con insistenza l’Europa con una martellante iniziativa legislativa in particolare in tema di controversie di consumo. Entro il 2015 dovremo recepire una nuova direttiva europea in materia di ADR di consumo, sarà di nuovo battaglia?</p>
<p>La mediazione, allo stato attuale e dopo la protesta/sciopero degli avvocati, diventa nei fatti una sperimentazione essendo stata prevista l’obbligatorietà per quattro anni, che potrebbero anche essere di meno in caso di monitoraggio negativo dell’istituto svolto dal Ministero della Giustizia.</p>
<p>Un altro dei “risultati” ottenuti dalle ultime modifiche apportate è l’obbligatorietà della presenza dell’avvocato in mediazione nei casi di prevista obbligatorietà della stessa.</p>
<p>La previsione dell’obbligatorietà dell’assistenza tecnica degli avvocati in sedi stragiudiziali era stata segnalata con preoccupazione dall’Antitrust al Governo già nel settembre 2009, in ragione “dell’incidenza significativa sui costi delle procedure amministrative, conciliative e stragiudiziali, con ripercussioni negative sui cittadini e sulle imprese”.</p>
<p>Nel mondo reale, quello dove vivono i consumatori, alcuni problemi si risolvono brillantemente anche senza l’assistenza di un avvocato. Basti pensare alle conciliazioni paritetiche, all’Arbitro Bancario e Finanziario, al sistema di conciliazione delle Camere di Commercio, al tentativo obbligatorio di conciliazione presso i Corecom nel settore delle telecomunicazioni o al ricorso al Servizio di conciliazione nel settore dell’energia dell’Autorità dell’energia elettrica e del gas.</p>
<p>Impossibile ad oggi non trarre da questa vicenda l’amara constatazione di un Paese che, investito da una crisi economica pazzesca, riesce a partorire mezze soluzioni e compromessi anacronistici. La politica del rinvio (vedi Imu e IVA) e delle ritirate strategiche (vedi mediazione) è davvero l’emblema dell’incertezza e del tergiversare che danneggiano l’economia e la certezza dei diritti più di ogni altra cosa.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&amp;linkname=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&amp;linkname=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&amp;linkname=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&amp;linkname=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&amp;linkname=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fla-mediazione-civile-cambia-ancora%2F&#038;title=La%20mediazione%20civile%20cambia%20ancora" data-a2a-url="https://www.costozero.it/la-mediazione-civile-cambia-ancora/" data-a2a-title="La mediazione civile cambia ancora"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/la-mediazione-civile-cambia-ancora/">La mediazione civile cambia ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Riscossione, i chiarimenti di Equitalia in un decreto attuativo</title>
		<link>https://www.costozero.it/riscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo/</link>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 07:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sacrestano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[decreto attuativo]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[espropriazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[ipoteca]]></category>
		<category><![CDATA[pignoramento]]></category>
		<category><![CDATA[rateazione]]></category>
		<category><![CDATA[riscossione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/riscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1249" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_A_Sacrestano_web.jpg" alt="A Sacrestano web" width="180" height="180" /><strong>I criteri per ottenere l’allungamento della rateazione fino a 120 rate saranno spiegati in un apposito provvedimento previsto entro trenta giorni dalla conversione del decreto “del Fare”</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/riscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo/">Riscossione, i chiarimenti di Equitalia in un decreto attuativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1249" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_A_Sacrestano_web.jpg" alt="A Sacrestano web" width="180" height="180" /><strong>I criteri per ottenere l’allungamento della rateazione fino a 120 rate saranno spiegati in un apposito provvedimento previsto entro trenta giorni dalla conversione del decreto “del Fare”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Equitalia</strong> detta le indicazioni per fruire delle agevolazioni sulla riscossione previste nel decreto “del Fare” (D.L. 69/2013).<br />Con apposita nota del 1° luglio scorso, l’Agente per la riscossione ha spiegato che i criteri per ottenere l’allungamento della rateazione fino a 120 rate saranno spiegati in un apposito decreto attuativo previsto entro trenta giorni dalla conversione del suddetto decreto.</p>
<p>É, invece, già operativa la decadenza dalla rateazione solo dopo il mancato pagamento di otto rate complessive.</p>
<p>Sul tema del pignoramento della casa di abitazione, Equitalia ha chiarito che il divieto di pignoramento si estende anche alle sue pertinenze. Ovviamente, ribadisce il Concessionario, ciò non incide sulle ipoteche, che possono essere ancora iscritte, anche sull’abitazione principale, alla sola condizione che il debito a ruolo superi i 20.000 euro.</p>
<p>L’espropriazione è ammessa, per gli immobili diversi, se l’ importo a ruolo è di almeno 120.000 euro quando sono decorsi sei mesi dall&#8217;iscrizione di ipoteca.</p>
<p>Quanto al pignoramento dei beni indispensabili all’impresa o alla professione, la nota ha ribadito l’espropriazione è consentita nei limiti del quinto del loro valore ed è possibile solo se gli altri beni non sono sufficienti a coprire l’esposizione debitoria.</p>
<p>Per rispettare lo spirito della norma e comunque in attesa di chiarimenti ufficiali, Equitalia si è impegnata ad astenersi dal proseguire le attività di recupero coattivo qualora siano rispettate le attuali condizioni di legge, anche in presenza di pignoramenti già eseguiti, senza che sia stata ancora effettuata la vendita all’incanto.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo%2F&#038;title=Riscossione%2C%20i%20chiarimenti%20di%20Equitalia%20in%20un%20decreto%20attuativo" data-a2a-url="https://www.costozero.it/riscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo/" data-a2a-title="Riscossione, i chiarimenti di Equitalia in un decreto attuativo"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/riscossione-i-chiarimenti-di-equitalia-in-un-decreto-attuativo/">Riscossione, i chiarimenti di Equitalia in un decreto attuativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Il Decreto del Fare e l’Energia</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-l-energia/</link>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 08:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Pellecchia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/il-decreto-del-fare-e-l-energia/</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Nei prossimi mesi, occorrerà operare sulla efficienza della rete di distribuzione, e cercare, il più possibile, di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e dai combustibili fossili in genere, puntando decisamente sull’efficienza energetica, e alle Rinnovabili che finora sono rimaste al palo come il Biogas, il geotermico, la cogenerazione e il solare termico</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-l-energia/">Il Decreto del Fare e l’Energia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nei prossimi mesi, occorrerà operare sulla efficienza della rete di distribuzione, e cercare, il più possibile, di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e dai combustibili fossili in genere, puntando decisamente sull’efficienza energetica, e alle Rinnovabili che finora sono rimaste al palo come il Biogas, il geotermico, la cogenerazione e il solare termico</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013, il cosiddetto Decreto del Fare, approvato in CdM sabato 15 giugno. <br />Sono 86 articoli dedicati a misure per la crescita e per la semplificazione che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero aiutare a far ripartire la nostra Nazione; il Decreto Legge è in vigore dal giorno successivo la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: cioè, è in vigore dal 22 giugno 2013.</p>
<p>Esso prevede Il taglio di 550 milioni di euro, che si tradurrà per una famiglia-tipo, che consuma circa 2700 kWh, in una riduzione di circa 1 o 2 centesimi di euro a kWh, che su base annuale vuol dire solo circa 5 euro di risparmi a famiglia su una spesa media di 550 euro annuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per le imprese, e in particolare per quelle “energivore” che consumano molto, si tratta di un risparmio più consistente, che a seconda dei consumi può essere anche di 10mila euro: ben poco se si pensa agli aumenti registrati negli ultimi anni. Insomma è un buon punto di partenza per le aziende: bisogna nei prossimi mesi realizzare una armonizzazione del comparto degli incentivi alle Fonti di energia rinnovabili, agire quindi sulle basi della politica energetica nazionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bisogna operare sulla efficienza della rete di distribuzione, e cercare, il più possibile, di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e dai combustibili fossili in genere, puntando decisamente sull’efficienza energetica, ed alle Rinnovabili che finora sono rimaste al palo come il Biogas, il geotermico, la cogenerazione ed il solare termico.</p>
<p>Ci sono due novità importanti per quel che riguarda l&#8217;energia: la previsione della Robin Tax che colpirà anche piccole e medie aziende che operano nelle rinnovabili, mentre spuntano delle agevolazioni per gli inceneritori costruiti negli ultimi 8 anni. La Robin Tax opera anche nei confronti di aziende “rinnovabili” con “volume di ricavi superiore a 3 milioni (prima10 milioni di euro) e un reddito imponibile superiore a 300.000 (prima 1 milione di euro).</p>
<p>Negativi i commenti da parte degli operatori del settore: <strong>per il presidente di Assosolare Giovanni Simoni</strong> l’abbassare le soglie di applicazione della Robin Tax, significa trasformarla in una sorta di &#8220;Solar Tax&#8221; perché, sotto quel tetto rientrano gran parte degli impianti fotovoltaici a partire dai 300 kW di potenza circa. <br />Altro commento dello stesso segno si riceve da <strong>Simone Togni, presidente di ANEV</strong>, l&#8217;associazione dell&#8217;eolico italiano: «Il Governo Letta ha recentemente dichiarato che le rinnovabili sono una priorità del programma e ha confermato gli obiettivi della SEN che prevedono al 2020 una crescita significativa delle stesse. Oggi invece di spingere su questo settore con politiche di semplificazione, è stata estesa la Robin Tax anche agli impianti eolici di piccole e medie dimensioni. Questo provvedimento rischia di creare gravi ripercussioni sui modelli finanziari di questi impianti con danno occupazionale ed industriale. Ricordo che gli imprenditori dell&#8217;eolico si sono visti escludere dalla possibilità di effettuare investimenti privati per 850 milioni di euro nell&#8217;asta appena conclusa per una limitazione del contingente, che non ha senso, vista la necessità di sviluppo che oggi il nostro Paese cerca disperatamente. La ulteriore tassa decisa in questi giorni rischia seriamente di far saltare le iniziative in corso e di affossare definitivamente un comparto industriale nazionale come l&#8217;eolico che oggi da lavoro a 37.000 occupati in Italia».</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&amp;linkname=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&amp;linkname=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&amp;linkname=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&amp;linkname=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&amp;linkname=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-l-energia%2F&#038;title=Il%20Decreto%20del%20Fare%20e%20l%E2%80%99Energia" data-a2a-url="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-l-energia/" data-a2a-title="Il Decreto del Fare e l’Energia"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-l-energia/">Il Decreto del Fare e l’Energia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Il rilancio degli investimenti previsto dal Decreto del Fare</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare/</link>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 10:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Piluso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto e impresa]]></category>
		<category><![CDATA[cassa depositi e prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/il-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img style="margin: 6px; float: left;" src="images/ANTONIO_PILUSO.jpg" alt="ANTONIO PILUSO" width="240" height="240" /></p>
<p><strong>Sabato 15 giugno, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto del “Fare”, un lungo documento che contiene più di 80 interventi di semplificazione e stimolo per l’economia. Tali misure, secondo il Governo, dovrebbero restituire fiducia all’economia creando le condizioni per riportare il Paese su un sentiero di crescita.</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare/">Il rilancio degli investimenti previsto dal Decreto del Fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 6px; float: left;" src="images/ANTONIO_PILUSO.jpg" alt="ANTONIO PILUSO" width="240" height="240" /></p>
<p><strong>Sabato 15 giugno, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto del “Fare”, un lungo documento che contiene più di 80 interventi di semplificazione e stimolo per l’economia. Tali misure, secondo il Governo, dovrebbero restituire fiducia all’economia creando le condizioni per riportare il Paese su un sentiero di crescita.</strong></p>
<p>Sul fronte imprese, il principale obiettivo perseguito dal provvedimento in esame è quello di rilanciare gli investimenti. D’altronde, il primo step da implementare per migliorare la competitività del nostro sistema imprenditoriale è senza dubbio quello di creare le condizioni favorevoli perché le imprese, soprattutto le PMI di cui il panorama industriale italiano è costellato, tornino ad investire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce delle considerazioni appena esposte, il Decreto prevede lo stanziamento di un plafond di 5 miliardi di euro (2 miliardi quest’anno, 1,5 miliardi nel 2014 e un ulteriore miliardo e mezzo del 2015) che la Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione delle banche convenzionate per l’erogazione, a favore delle PMI, entro il 31 dicembre 2016, di finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo. <br />I prestiti avranno una durata massima di 5 anni e non potranno eccedere il valore di 2 milioni di euro per ciascuna impresa, anche frazionato in diversi acquisti, senza un limite minimo di spesa.</p>
<p>Sempre con l’intento di dare nuova linfa agli investimenti, il Decreto prevede la riattivazione del circuito del credito attraverso il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia. Tale potenziamento si sostanzia in una revisione dei criteri di accesso per il rilascio della garanzia, volta a consentire l’accesso a una platea molto più ampia di PMI, in vista di un successivo provvedimento governativo che dovrebbe alzare anche il livello massimo di copertura del Fondo fino all’80% dell’operazione nel caso di anticipazioni verso imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione e nel caso di prestiti a medio e lungo termine. Con la Legge di stabilità, invece, dovrebbe essere disposto il rifinanziamento del Fondo (3 miliardi in tre anni) che dovrebbe creare un effetto leva di 50 miliardi sui finanziamenti.</p>
<p>Infine, è stata prevista l’estensione dei Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia anche alle regioni del Centro–Nord, con l’obiettivo di avviare in tempi rapidi almeno 20 grandi progetti di investimento ed è stato anche istituito un “Fondo di garanzia per i grandi progetti” con una dotazione di 50 milioni per il 2013 e altrettanti per il 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante i “nobili” intenti, il provvedimento non è esente da critiche: nessuna delle decisioni ha un impatto particolarmente significativo rispetto ai temi più dibattuti nelle ultime settimane (non si accenna all’IMU e all’IVA che a luglio aumenterà dal 21 al 22 per cento).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare%2F&#038;title=Il%20rilancio%20degli%20investimenti%20previsto%20dal%20Decreto%20del%20Fare" data-a2a-url="https://www.costozero.it/il-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare/" data-a2a-title="Il rilancio degli investimenti previsto dal Decreto del Fare"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-rilancio-degli-investimenti-previsto-dal-decreto-del-fare/">Il rilancio degli investimenti previsto dal Decreto del Fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Decreto del fare, le novità in materia di appalto pubblico</title>
		<link>https://www.costozero.it/decreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico/</link>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 07:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi D'Angiolella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto e impresa]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[project financing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/decreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1275" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/06/images_foto_autori_luigi_dangiolella.jpg" alt="luigi dangiolella" width="120" height="120" />L’appaltatore non risponderà più con il subappaltatore del versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e sull’Iva per le prestazioni collegate ai lavori</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/decreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico/">Decreto del fare, le novità in materia di appalto pubblico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1275" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/06/images_foto_autori_luigi_dangiolella.jpg" alt="luigi dangiolella" width="120" height="120" />L’appaltatore non risponderà più con il subappaltatore del versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e sull’Iva per le prestazioni collegate ai lavori</p>
<p>Il complesso articolato in cui è composto il Decreto Legge del 15.6.2013, poi lievemente riaggiornato nella seduta del Consiglio dei Ministri di due giorni dopo e meglio conosciuto come Decreto &#8220;del fare&#8221;, introduce alcune disposizioni anche in materia di appalti pubblici.</p>
<p>Visto lo spazio concesso in questa rubrica, <strong>si segnalano solo alcune delle novità per gli operatori, sia in ordine alla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in tema di obblighi previdenziali, che è stata attenuata, sia in ordine alla concessione e al project financing.</strong></p>
<p>Con il decreto del fare sono stati soppressi i commi da 28 a 28- ter dell’articolo 35 del D.L. n. 223/2006. Ora l’appaltatore non risponderà più con il subappaltatore del versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e sull’Iva per le prestazioni collegate ai lavori.<br />La precedente normativa aveva dato luogo a molte polemiche e anche ad interventi interpretativi della Amministrazione finanziaria, ora risolti con un taglio netto.<br />In ordine alle novità sulla concessione e project financing si sofferma l&#8217;art. 17.</p>
<p>Vengono modificati in particolare gli artt. 143 e 144 del T.U. in materia di Appalti in ordine a particolari impegni che assume il soggetto concedente e cioè la P.A., nelle dichiarazioni circa la disponibilità di ogni autorizzazione, licenza, abilitazione o permesso utile a realizzare l&#8217;opera secondo la finanza del progetto.<br />Inoltre, si stabilisce che la convenzione con il concessionario prevede anche i presupposti di condizioni per poter variare il piano finanziario e dunque l&#8217;equilibrio economico finanziario del rapporto concessorio.</p>
<p>Si tratta, a mio avviso, di norme molto importanti , frutto evidentemente di una sana attività di lobbying, perché assai sentite dagli operatori che individuavano la precedente normativa come troppo rigida.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&amp;linkname=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&amp;linkname=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&amp;linkname=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&amp;linkname=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&amp;linkname=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdecreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico%2F&#038;title=Decreto%20del%20fare%2C%20le%20novit%C3%A0%20in%20materia%20di%20appalto%20pubblico" data-a2a-url="https://www.costozero.it/decreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico/" data-a2a-title="Decreto del fare, le novità in materia di appalto pubblico"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/decreto-del-fare-le-novita-in-materia-di-appalto-pubblico/">Decreto del fare, le novità in materia di appalto pubblico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Il decreto “del fare” e le norme per una giustizia civile efficiente</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente/</link>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marco Marinaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto e impresa]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[giudice]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/il-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1214" style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" title="Marco Marinaro" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_M_Marinaro_Web.jpg" alt="M Marinaro Web" width="180" height="180" /><strong>Approvate dal Governo nuove misure straordinarie per accelerare i processi e smaltire l’arretrato accumulato. </strong></p>
<p><strong>Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio dei Ministri che il 15 giugno 2013 ha approvato il decreto-legge “del fare”, il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha chiarito che la grave situazione nella quale versa la giustizia civile italiana in relazione alla lentezza dei processi e all’arretrato accumulato costituisce la ragione dell’urgenza con la quale si è inteso intervenire con una “terapia d’urto”.</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente/">Il decreto “del fare” e le norme per una giustizia civile efficiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1214" style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" title="Marco Marinaro" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_M_Marinaro_Web.jpg" alt="M Marinaro Web" width="180" height="180" /><strong>Approvate dal Governo nuove misure straordinarie per accelerare i processi e smaltire l’arretrato accumulato. </strong></p>
<p><strong>Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio dei Ministri che il 15 giugno 2013 ha approvato il decreto-legge “del fare”, il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha chiarito che la grave situazione nella quale versa la giustizia civile italiana in relazione alla lentezza dei processi e all’arretrato accumulato costituisce la ragione dell’urgenza con la quale si è inteso intervenire con una “terapia d’urto”.</strong></p>
<p><strong>La terapia d’urto.</strong></p>
<p>La terapia adottata dal Governo &#8211; che peraltro è intervenuta anche a sorpresa su alcuni istituti, come ad esempio la mediazione &#8211; si muove principalmente lungo quattro direttrici.</p>
<p>La prima riguarda l’azzeramento dell’arretrato dei processi civili concentrato presso le Corti di Appello (c.d. output); la seconda attiene all’adozione di un filtro preliminare ai processi che dovrebbe consentire il deflazionamento dovendo incidere sulla riduzione dei futuri e potenziali processi (c.d. input); la terza introduce modifiche al sistema processuale finalizzate a rendere più rapido ed efficiente il giudizio civile; la quarta, infine, mira a creare un habitat d’impresa più accogliente per gli investitori nazionali e internazionali fondato sulla certezza del credito.</p>
<p>L’intero pacchetto mira nel quinquennio 2013-2017 ad una complessiva riduzione delle pendenze complessive di almeno un milione di processi civili oltre che ad un progressivo e fisiologico riequilibrio del rapporto tra domanda e offerta di giustizia.</p>
<p><strong>1. Le misure per la riduzione dell’arretrato.</strong><br />In relazione allo sfoltimento del notevole arretrato accumulato dei processi civili – inclusi quelli in materia di lavoro e previdenza – la misura adottata dal Governo prevede la nomina di 400 giudici ausiliari (non togati) che con un mandato quinquennale (rinnovabile per un altro quinquennio) saranno chiamati a comporre i collegi delle Corti di Appello e a contribuire alla definizione più rapida del contenzioso. I giudici onorari saranno selezionati tra magistrati a riposo, professori universitari e ricercatori in materie giuridiche, avvocati e notai anche a riposo.</p>
<p>Accanto a questo provvedimento e sempre nella logica di smaltire il contenzioso pregresso, ma anche per rendere più efficiente tour court il processo, viene costituito una sorta di “ufficio del giudice” mediante l’attivazione di stage formativi di giovani laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari. La norma prevede una serie di requisiti di merito, di onorabilità, di età, per poter accedere ad uno stage della durata di diciotto mesi. Ogni magistrato potrà essere affiancato da un massimo di due stagisti per assisterlo e coadiuvarlo nel compimento delle attività ordinarie. Lo stage è gratuito anche se l’esito positivo dello stesso comporta per lo stagista una serie di opportunità (ad es. costituisce titolo per l’accesso al concorso per magistrato ordinario, ed è valutato per il periodo di un anno quale periodo sostitutivo del tirocinio per la professione forense o notarile ed anche per la frequenza della scuola di specializzazione per le professioni legali, etc.).<br />Un ulteriore supporto per lo smaltimento dell’arretrato viene introdotto anche per la Corte di Cassazione ove è prevista la nomina di magistrati assistenti di studio mediante il temporaneo inserimento di trenta magistrati ordinari nella pianta organica della Suprema Corte.</p>
<p><strong>2. Il filtro della mediazione stragiudiziale.</strong><br />Con riguardo al deflazionamento in fase di accesso al sistema della giustizia ordinaria, il decreto “del fare” ripropone la mediazione finalizzata alla conciliazione delle liti civili e commerciali quale condizione di procedibilità delle azioni giudiziali.</p>
<p>È noto che alcuni mesi or sono &#8211; con la sentenza n. 272/2012 &#8211; la Corte costituzionale aveva decretato la illegittimità costituzionale della mediazione obbligatoria a causa di un eccesso di delega legislativa (era stata introdotta con un decreto legislativo privo della necessaria copertura parlamentare in quanto la legge delega non l’aveva prevista in maniera espressa), ma con una chiara raccomandazione del 29 maggio 2013 il Consiglio dell’Unione Europea aveva poi precisato che “per migliorare il contesto in cui operano le imprese occorre completare la riforma della giustizia civile dando rapidamente attuazione alla riorganizzazione dei tribunali, abbreviando la durata eccessiva dei procedimenti e riducendo il volume dell’arretrato e il livello di contenzioso. A seguito della sentenza della Corte costituzionale dell’ottobre 2012 sulla mediazione, è necessario intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie”.</p>
<p>Per tale ragione l’Italia è chiamata a dare seguito alla raccomandazione in base alla quale siano adottati provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di: “abbreviare la durata dei procedimenti civili e ridurre l’alto livello di contenzioso civile, anche promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali di risoluzione delle controversie”.</p>
<p>In questa direzione si muove il nuovo provvedimento normativo che ripristina la mediazione obbligatoria (escludendo dalle materia già originariamente previste soltanto le controversie relative alla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti) e introduce una serie di correttivi e innovazioni di peculiare rilievo. Si segnalano in particolare la riduzione della durata massima del procedimento di mediazione (che da 4 mesi passa a 3 mesi) e la previsione – per i processi civili già in corso o per quelli che saranno instaurati – in capo al giudice del potere di disporre l’esperimento del tentativo di mediazione quale condizione di procedibilità nel corso del processo (in precedenza il giudice poteva soltanto limitarsi ad invitare le parti a tentare la mediazione in sede stragiudiziale, ma occorreva sempre la disponibilità delle stesse per l’espletamento del procedimento).</p>
<p><strong>3. La semplificazione delle norme processuali.</strong><br />Lungo la terza direttrice, si segnalano alcune norme particolarmente interessanti che incidono sul codice di procedura civile. <br />La prima è quella che disciplina la “divisione a domanda congiunta” (introducendo l’art. 791-bis c.p.c.). Si tratta di un procedimento semplificato (e quindi più rapido) che può essere attivato qualora vi sia una divisione da effettuare e non sussista controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali.&nbsp;</p>
<p>La domanda può essere proposta non solo dai comproprietari, ma anche dagli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione. Il giudice, con decreto, nomina il notaio eventualmente indicato dalle parti e, su richiesta di quest’ultimo, nomina un esperto estimatore.</p>
<p>Altre importanti modifiche sono quelle che prevedono la semplificazione della motivazione della sentenza civile (che è finalizzata a rendere più snella l’attività decisionale dei magistrati e quindi a velocizzare il deposito delle sentenze) e la previsione (con l’inserimento dell’art. 185-bis c.p.c.) che dispone che il giudice, alla prima udienza, ovvero sino a quando è esaurita l’istruzione, è chiamato a formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Si introduce per la prima volta nell’ordinamento una norma che obbliga il giudice non a tentare la conciliazione, ma a formulare una vera e propria proposta che consenta la composizione della controversia. Peraltro, il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, è destinato ad avere conseguenze negative nell’esito del giudizio in quanto costituisce comportamento valutabile a tal fine.</p>
<p><strong>4. La tutela dei crediti delle imprese.</strong><br />In relazione alla quarta linea di intervento, il Governo ha introdotto modifiche indirizzate a rendere maggiormente accogliente l’habitat giudiziario per le imprese che intendono investire in Italia.</p>
<p>Viene così istituito un foro speciale per le società con sede all’estero. Infatti, tutte le cause civili nelle quali è parte, una società con sede all’estero e priva nel territorio italiano di sedi secondarie con rappresentanza stabile, dovranno essere trattate presso gli uffici giudiziari di Milano, Roma e Napoli (con distribuzione territoriale corrispondente al nord, centro e sud). L’obiettivo è chiaramente quello di garantire una maggiore prevedibilità delle decisioni e ridotti costi logicistici.<br />Vengono poi apportate modifiche nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, prevedendo che il giudice quando vi è opposizione debba fissare la prima udienza non oltre trenta giorni, decidendo in quella sede sulla provvisoria esecuzione.</p>
<p>E infine, il decreto incide anche sul cosiddetto concordato in bianco. L’istituto era stato introdotto nel 2012 per consentire alle imprese in crisi di evitare il fallimento salvando il patrimonio dalle azioni dei creditori. Al fine di evitare condotte abusive registrate nella prassi (mediante la presentazione di domande strumentali e cioè finalizzate solo a dilazionare il fallimento ormai inevitabile), si è stabilito che l’impresa non potrà più limitarsi a presentare in tribunale una semplice domanda in bianco, ma dovrà depositare l’elenco dei suoi creditori. Il tribunale potrà poi nominare un commissario giudiziale, che controllerà se l’impresa in crisi si è davvero attivata per predisporre una seria proposta di pagamento ai creditori. Eventuali atti in frode ai creditori comporteranno la chiusura della procedura.</p>
<p><strong>Le reazioni.</strong><br />Di segno opposto sono state le reazioni a caldo dei vari operatori e utenti del sistema giustizia in ordine alle nuove norme che tuttavia entreranno in vigore soltanto decorsi trenta giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto.</p>
<p>I tempi previsti per la conversione dovrebbero essere brevi al fine di adempiere ad uno specifico obbligo posto dall’UE, ma non possono escludersi modifiche alcune delle quali appaiono opportune per migliorare la chiarezza del dettato normativo allo scopo di evitare quanto meno complesse problematiche interpretative che rischiano di creare autonome ragioni di contenzioso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&amp;linkname=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&amp;linkname=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&amp;linkname=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&amp;linkname=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&amp;linkname=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fil-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente%2F&#038;title=Il%20decreto%20%E2%80%9Cdel%20fare%E2%80%9D%20e%20le%20norme%20per%20una%20giustizia%20civile%20efficiente" data-a2a-url="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente/" data-a2a-title="Il decreto “del fare” e le norme per una giustizia civile efficiente"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/il-decreto-del-fare-e-le-norme-per-una-giustizia-civile-efficiente/">Il decreto “del fare” e le norme per una giustizia civile efficiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Daveri: «La crescita non si fa certo per decreto»</title>
		<link>https://www.costozero.it/daveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto/</link>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[governo letta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/daveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto/</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1268" style="margin: 6px; float: left;" title="Francesco Daveri, Economista lavoce.info" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/06/images_foto_autori_FRANCESCO_DAVERI_WEB.jpg" alt="FRANCESCO DAVERI WEB" width="220" height="220" /><strong>Professor Daveri, dopo quasi due mesi dal suo insediamento, il Governo Letta ha licenziato il Decreto del fare. Ci sono scelte coraggiose o si poteva fare di più?</strong></p>
<p>Come noto, la crescita e l'occupazione non si fanno certo per decreto. In realtà, il decreto per il fare è un milleproroghe, che non contempla alcuna misura per il lavoro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/daveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto/">Daveri: «La crescita non si fa certo per decreto»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-1268" style="margin: 6px; float: left;" title="Francesco Daveri, Economista lavoce.info" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/06/images_foto_autori_FRANCESCO_DAVERI_WEB.jpg" alt="FRANCESCO DAVERI WEB" width="220" height="220" /><strong>Professor Daveri, dopo quasi due mesi dal suo insediamento, il Governo Letta ha licenziato il Decreto del fare. Ci sono scelte coraggiose o si poteva fare di più?</strong></p>
<p>Come noto, la crescita e l&#8217;occupazione non si fanno certo per decreto. In realtà, il decreto per il fare è un milleproroghe, che non contempla alcuna misura per il lavoro.</p>
<p>Un decreto milleproroghe è una fotografia piuttosto precisa di questo Governo: al di là delle chiacchiere, le risorse sono zero ma – a dirla tutta &#8211; anche zero le priorità. Si raccoglie quel che c&#8217;è, sia a livello di consenso politico che di fondi disponibili. C’è da dire però che “il poco che si può fare” non è da disprezzare data la gravissima crisi del Paese.</p>
<p><strong>Partiamo dagli aspetti positivi allora…</strong><br />La prima cosa positiva è una cosa che non c&#8217;è: non ci sono più &#8220;i 100 miliardi in infrastrutture&#8221; che poi erano 100 milioni se andava bene, la tipica promessa dei vari decreti Cresci Italia o Sviluppo dell&#8217;anno scorso.&nbsp;</p>
<p>Ci sono poi risorse per l&#8217;università e per la scuola. Se scuole e atenei fanno sul serio con la valutazione e cercano di promuovere concorsi più trasparenti e meritocratici, è giusto accompagnare il processo di riforma con risorse aggiuntive, sia per l&#8217;edilizia scolastica che per fare nuove assunzioni secondo criteri migliori di quelli clientelari del passato.</p>
<p>Anche la riduzione della bolletta energetica è una cosa utile. Si tratta del 15% del paniere di consumo delle famiglie ed è una voce di costo non indifferente nei conti delle aziende manifatturiere. Il finanziamento proviene credo da un allargamento della base imponibile della Tobin tax alle rinnovabili che negli ultimi anni hanno beneficiato di generosi sussidi. L&#8217;effetto netto sui prezzi dell&#8217;energia mira ad essere positivo per gli utenti. In passato non è mai stato così. Se con le liberalizzazioni non si riesce a scalfire i monopoli, bisogna quanto meno provare a regolamentarli perchè ridiano indietro una parte dei loro profitti.</p>
<p>Nel decreto del fare ci sono anche 5 miliardi per favorire investimenti in macchinari in forma di prestiti agevolati. Di questi tempi sono tanti soldi. Si tratta di aiuti, però, gli stessi che bisognava abolire per ridurre le tasse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, 2-3 miliardi in piccole, medie e grandi opere che però a ben vedere sono “aiutini” per le piccole e medie imprese locali alla canna del gas. Stesso discorso: se poi i soldi non ci sono mai per tagliare le tasse è perchè ogni aumento di spesa trova sempre almeno un papà (e una mamma e altri parenti).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&amp;linkname=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&amp;linkname=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&amp;linkname=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&amp;linkname=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&amp;linkname=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fdaveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto%2F&#038;title=Daveri%3A%20%C2%ABLa%20crescita%20non%20si%20fa%20certo%20per%20decreto%C2%BB" data-a2a-url="https://www.costozero.it/daveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto/" data-a2a-title="Daveri: «La crescita non si fa certo per decreto»"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/daveri-la-crescita-non-si-fa-certo-per-decreto/">Daveri: «La crescita non si fa certo per decreto»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Riscossione, cosa cambia con il Decreto del Fare</title>
		<link>https://www.costozero.it/riscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare/</link>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sacrestano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[decreto del fare]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[riscossione]]></category>
		<category><![CDATA[tributi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.costozero.it/csz/riscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare/</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong><img class=" alignleft size-full wp-image-1249" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_A_Sacrestano_web.jpg" alt="A Sacrestano web" width="170" height="170" />A conti fatti, le misure che sembrano più incisive sono quelle che, più che restringerlo, razionalizzano l’ambito operativo di Equitalia</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Quello varato dal Governo lo scorso sabato è un provvedimento sintomatico della volontà “del fare”; tuttavia appare evidente come le buone intenzioni dell’Esecutivo siano azzoppate da una scarsità di risorse che limita fortemente l’impatto dei provvedimenti proposti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/riscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare/">Riscossione, cosa cambia con il Decreto del Fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class=" alignleft size-full wp-image-1249" style="margin: 6px; float: left;" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2013/05/images_foto_autori_A_Sacrestano_web.jpg" alt="A Sacrestano web" width="170" height="170" />A conti fatti, le misure che sembrano più incisive sono quelle che, più che restringerlo, razionalizzano l’ambito operativo di Equitalia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello varato dal Governo lo scorso sabato è un provvedimento sintomatico della volontà “del fare”; tuttavia appare evidente come le buone intenzioni dell’Esecutivo siano azzoppate da una scarsità di risorse che limita fortemente l’impatto dei provvedimenti proposti.</p>
<p>A conti fatti, le misure che sembrano più incisive sono quelle che, più che restringerlo, razionalizzano l’ambito operativo di Equitalia.</p>
<p>Sottrarre alle pretese del fisco l’unica casa di abitazione è una misura di equilibrio civile che servirà a rendere più “umano” l’intervento del Concessionario, così come l’ampliamento temporale dei piani di rateizzo che, in sostanza, consente ai contribuenti di spalmare su di un periodo più ampio il debito iscritto a ruolo.</p>
<p>Anche in questo caso, però, manca un intervento più sistematico che, ad esempio, individui non solo nella prima casa di abitazione ma in uno specifico paniere di beni, da definirsi essenziale, l’ambito oggettivo “inattaccabile” dal Concessionario.</p>
<p>Parimenti iniqua appare la discriminazione operata a sfavore delle imprese; non è, forse, altrettanto iniquo privare le imprese di mezzi essenziali alla produzione, tanto da giustificare l’esclusione dall’ipoteca per gli impianti strettamente propedeutici all’attività d’impresa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-21&amp;atto.codiceRedazionale=13G00116&amp;elenco30giorni=true">http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-21&amp;atto.codiceRedazionale=13G00116&amp;elenco30giorni=true</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&amp;linkname=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Friscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare%2F&#038;title=Riscossione%2C%20cosa%20cambia%20con%20il%20Decreto%20del%20Fare" data-a2a-url="https://www.costozero.it/riscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare/" data-a2a-title="Riscossione, cosa cambia con il Decreto del Fare"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/riscossione-cosa-cambia-con-il-decreto-del-fare/">Riscossione, cosa cambia con il Decreto del Fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
	</channel>
</rss>
