<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
	<atom:link href="https://www.costozero.it/author/lorena-di-fiore-e-gennaro-nunziato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.costozero.it</link>
	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2026 11:22:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.9.26</generator>
	<item>
		<title>PASSAGGIO GENERAZIONALE E GOVERNANCE: I NUOVI CONFINI TRA AGEVOLAZIONI E ABUSO</title>
		<link>https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso/</link>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 11:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[abuso]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia entrate]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro nunziato]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[impresa familiare]]></category>
		<category><![CDATA[lorena di fiore]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio generazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=14099</guid>
		<description><![CDATA[<p>Trasferimento d’impresa a rischio se il fondatore mantiene l’ultima parola: le nuove risposte dell’Agenzia delle Entrate negano l’esenzione a chi usa veti statutari che bloccano l’autonomia dei figli Il passaggio generazionale dell’impresa familiare rappresenta un momento di fondamentale rilevanza strategica per la continuità del business e la salvaguardia del patrimonio aziendale. La recente risposta a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso/">PASSAGGIO GENERAZIONALE E GOVERNANCE: I NUOVI CONFINI TRA AGEVOLAZIONI E ABUSO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-5406" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale.jpg" alt="" width="305" height="203" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/02/passaggio_generazionale-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" />Trasferimento d’impresa a rischio se il fondatore mantiene l’ultima parola: le nuove risposte dell’Agenzia delle Entrate negano l’esenzione a chi usa veti statutari che bloccano l’autonomia dei figli</strong><span id="more-14099"></span></p>
<p>Il <strong>passaggio generazionale dell’impresa familiare</strong> rappresenta un momento di fondamentale rilevanza strategica per la continuità del business e la salvaguardia del patrimonio aziendale. La recente risposta a interpello n. 115 del 4 giugno 2026 dell’Agenzia delle Entrate &#8211; il cui orientamento è stato puntualmente ribadito dalla successiva risposta n. 143 del 13 luglio 2026 &#8211; segna uno snodo interpretativo di primario interesse per professionisti e imprese. Interviene sia sulla nozione di controllo rilevante ai fini dell’esenzione dall’imposta di successione e donazione ex art. 3, comma 4-ter, TUSD, sia sui profili di potenziale abuso del diritto (art. 10-bis della Legge n. 212/2000).</p>
<p>La fattispecie esaminata dall’Amministrazione riguarda una pianificazione articolata in due momenti negoziali: dapprima, il conferimento delle partecipazioni della società capogruppo in una NewCo-holding, avvalendosi del regime di realizzo controllato ex art. 177, comma 2, TUIR; successivamente, il trasferimento ai discendenti delle quote della holding mediante patto di famiglia.</p>
<p>L’architettura statutaria della <strong>NewCo</strong> attribuiva ai figli la maggioranza dei voti nell’assemblea ordinaria, riservando tuttavia al disponente una categoria speciale di azioni dotata di incisivi poteri di veto su decisioni strategiche dell’organo amministrativo e assembleare. In merito al primo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha negato la spettanza della neutralità fiscale, adottando un approccio eminentemente sostanzialista.</p>
<p>Secondo il Fisco, la verifica del requisito del controllo ai sensi dell&#8217;art. 3, comma 4-ter, TUSD non può arrestarsi alla mera titolarità formale della maggioranza dei voti di cui all’art. 2359, comma 1, n. 1), c.c., ma deve accertare l’effettiva attribuzione del potere di governo. La permanenza in capo al fondatore di diritti di veto idonei a condizionare le scelte gestionali impedisce di ritenere compiuto il passaggio generazionale, privando i beneficiari dell’autonomia decisionale. Questa impostazione solleva tuttavia rilevanti dubbi di coerenza sistematica, in quanto finisce per affiancare al dato letterale codicistico una valutazione discrezionale sull’assetto di governance non espressamente richiesta dalla norma agevolativa. Sul fronte dell’abuso del diritto, l’Agenzia ha evidenziato che la creazione di una holding intermedia propedeutica alla donazione rischia di essere considerata abusiva laddove sia priva di autonome ed effettive ragioni extrafiscali.</p>
<p>La riorganizzazione deve rispondere a concrete esigenze organizzative, gestionali o industriali, e non risolversi in un artificioso schema negoziale preordinato al solo conseguimento di un risparmio d&#8217;imposta.</p>
<p>Per la governance delle imprese del territorio si impone, quindi, una nuova e più attenta strategia: nella redazione degli statuti e dei patti di famiglia occorre bilanciare con estrema cautela i diritti di tutela del disponente con la reale autonomia dei successori, precostituendo un rigoroso quadro motivazionale delle scelte riorganizzative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&amp;linkname=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&amp;linkname=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&amp;linkname=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&amp;linkname=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&amp;linkname=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso%2F&#038;title=PASSAGGIO%20GENERAZIONALE%20E%20GOVERNANCE%3A%20I%20NUOVI%20CONFINI%20TRA%20AGEVOLAZIONI%20E%20ABUSO" data-a2a-url="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso/" data-a2a-title="PASSAGGIO GENERAZIONALE E GOVERNANCE: I NUOVI CONFINI TRA AGEVOLAZIONI E ABUSO"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-e-governance-i-nuovi-confini-tra-agevolazioni-e-abuso/">PASSAGGIO GENERAZIONALE E GOVERNANCE: I NUOVI CONFINI TRA AGEVOLAZIONI E ABUSO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Passaggio generazionale: la stretta del Fisco sulle quote in comunione ereditaria</title>
		<link>https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria/</link>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 12:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[eredità]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio generazionale]]></category>
		<category><![CDATA[studio di fiore nunziato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=13846</guid>
		<description><![CDATA[<p>Con la risposta n. 109/2026, l’Agenzia delle Entrate nega il cumulo delle partecipazioni per l’esenzione d’imposta: le soluzioni operative tra patti di famiglia e pianificazione testamentaria &#160; Il momento del passaggio generazionale rappresenta una delle fasi più delicate della vita di un&#8217;impresa familiare. Sotto il profilo tributario, l&#8217;istituto cardine per agevolare questa transizione è rappresentato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria/">Passaggio generazionale: la stretta del Fisco sulle quote in comunione ereditaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13847" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta.jpg" alt="" width="378" height="252" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/07/staffetta-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" />Con la risposta n. 109/2026, l’Agenzia delle Entrate nega il cumulo delle partecipazioni per l’esenzione d’imposta: le soluzioni operative tra patti di famiglia e pianificazione testamentaria</strong><span id="more-13846"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il momento del passaggio generazionale rappresenta una delle fasi più delicate della vita di un&#8217;impresa familiare. Sotto il profilo tributario, l&#8217;istituto cardine per agevolare questa transizione è rappresentato dall&#8217;esenzione dall&#8217;imposta sulle successioni e donazioni. Si tratta di un&#8217;agevolazione di fondamentale importanza, la cui applicazione pratica è subordinata a requisiti rigorosi e a un&#8217;interpretazione normativa che non lascia spazio a scorciatoie applicative o a letture estensive. A tracciare un confine netto e a richiamare gli operatori economici alla prudenza è intervenuta l&#8217;Agenzia delle Entrate con la recente risposta a interpello n. 109 del 26 maggio 2026. Il documento di prassi affronta un tema cruciale: la rilevanza delle quote/azioni ricevute in regime di comunione legale dai coeredi ai fini del computo delle partecipazioni necessarie a integrare il controllo societario. Le conclusioni del Fisco delineano un quadro di cui le aziende e i loro consulenti devono necessariamente tenere conto nella pianificazione degli assetti proprietari futuri.</p>
<p><strong>Il quadro normativo: il controllo di diritto come pilastro del beneficio</strong></p>
<p>Il fulcro della disciplina risiede nell&#8217;articolo 3, comma 4-ter, del Testo Unico delle Imposte sulle Successioni e Donazioni (TUSD). Questa disposizione è stata oggetto di riscrittura a opera del Decreto Legislativo 18 settembre 2024, n. 139. La norma stabilisce che i trasferimenti di aziende, rami d&#8217;azienda, quote sociali o azioni a favore dei discendenti e del coniuge non sono soggetti all&#8217;imposta sul passaggio generazionale. Questa esenzione si applica anche laddove il trasferimento avvenga tramite i patti di famiglia. Quando l&#8217;oggetto del trasferimento è costituito da quote o azioni di società di capitali, il legislatore fissa un paletto invalicabile. Il beneficio fiscale spetta esclusivamente se il trasferimento consente al beneficiario di acquisire il controllo di diritto della società o di integrare un controllo già esistente. Si ha controllo di diritto quando un soggetto dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell&#8217;assemblea ordinaria, vale a dire quando detiene una partecipazione superiore al 50 per cento del capitale sociale con diritto di voto.</p>
<p>La legge subordina il consolidamento del beneficio a una condizione temporale e comportamentale ben precisa: gli aventi causa devono mantenere il controllo societario per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento. A tal fine, al momento della presentazione della dichiarazione di successione, dell&#8217;atto di donazione o della stipula del patto di famiglia, i beneficiari devono rendere un&#8217;apposita dichiarazione d&#8217;impegno formale. In essa si vincolano alla prosecuzione dell&#8217;attività d&#8217;impresa o alla detenzione del controllo. La violazione di questo vincolo quinquennale determina la decadenza dall&#8217;agevolazione, con il conseguente recupero delle imposte ordinarie, oltre a sanzioni e interessi.</p>
<p><strong>Il nodo interpretativo: la comunione ereditaria non fa cumulo</strong></p>
<p>La risposta n. 109/2026 dell&#8217;Agenzia interviene proprio sui meccanismi di calcolo di questa percentuale di controllo. Il caso esaminato riguarda la possibilità di computare unitariamente le quote ricevute in regime di comunione ereditaria da più coeredi insieme a quelle che i medesimi soggetti già detengono a titolo individuale e in via esclusiva. Secondo il Fisco, ai fini del monitoraggio del requisito del controllo di diritto, le partecipazioni che cadono in una comunione ereditaria mantengono una natura giuridica distinta e separata e non possono essere sommate in modo indistinto alle quote di cui i singoli coeredi sono già titolari esclusivi. Lo spirito dell&#8217;esenzione fiscale è quello di favorire la stabilità e la continuità gestionale dell&#8217;impresa, premiando i passaggi proprietari che immettono nel motore aziendale un soggetto (o un gruppo coeso) in grado di governare stabilmente la società. La comunione ereditaria, per sua stessa natura giuridica, configura una situazione di contitolarità e di potenziale frammentazione decisionale, in cui i diritti di voto vengono esercitati da un rappresentante comune e non direttamente e liberamente dal singolo coerede per la propria quota ideale. Di conseguenza, per non incorrere nella decadenza dal regime di favore, il trasferimento deve consentire al singolo beneficiario, o al nucleo che acquisisce il controllo in via esclusiva, di esprimere autonomamente la maggioranza assoluta dei voti in assemblea ordinaria. Non è possibile utilizzare lo &#8220;schermo&#8221; della comunione per raggiungere fittiziamente la soglia del 50 per cento più uno dei voti sommandola a posizioni personali preesistenti.</p>
<p><strong>Indicazioni operative per le imprese e la governance</strong></p>
<p>Per le imprese familiari che intendono tutelare la continuità aziendale senza subire un pesante drenaggio di liquidità a causa del Fisco, le strade da percorrere sono due. La prima soluzione è l&#8221;utilizzo preventivo del patto di famiglia. Questo strumento contrattuale consente all&#8217;imprenditore di gestire in vita il trasferimento dell&#8217;azienda o delle partecipazioni societarie a uno o più discendenti, liquidando gli altri legittimari. Il patto di famiglia, richiamato espressamente dalla norma tributaria, permette di calibrare l&#8217;attribuzione delle quote in modo che il beneficiario designato acquisisca direttamente un controllo di diritto &#8220;pulito&#8221; e inequivocabile, beneficiando in totale sicurezza dell&#8217;esenzione fiscale. La seconda soluzione è una pianificazione testamentaria analitica. Qualora si preferisca lo strumento testamentario, è essenziale evitare la formazione di comunioni indivise sulle partecipazioni di controllo. Il testatore dovrebbe procedere a divisioni regolate o a legati specifici, attribuendo la maggioranza azionaria o delle quote a un unico soggetto o a una combinazione di soggetti tale da soddisfare individualmente, o tramite precisi vincoli sindacati se consentiti, il requisito del controllo assembleare fin dal momento dell&#8217;apertura della successione. La pianificazione del passaggio generazionale non può essere lasciata al caso o a soluzioni postume: la governance del futuro si progetta oggi, con un occhio attento ai patti parasociali, agli statuti e, soprattutto, alle regole formali che governano i benefici fiscali.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&amp;linkname=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&amp;linkname=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&amp;linkname=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&amp;linkname=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&amp;linkname=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fpassaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria%2F&#038;title=Passaggio%20generazionale%3A%20la%20stretta%20del%20Fisco%20sulle%20quote%20in%20comunione%20ereditaria" data-a2a-url="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria/" data-a2a-title="Passaggio generazionale: la stretta del Fisco sulle quote in comunione ereditaria"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/passaggio-generazionale-la-stretta-del-fisco-sulle-quote-in-comunione-ereditaria/">Passaggio generazionale: la stretta del Fisco sulle quote in comunione ereditaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>ADEMPIMENTO COLLABORATIVO E TCF OPZIONALE: una nuova sfida per le imprese di medie dimensioni</title>
		<link>https://www.costozero.it/adempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni/</link>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[adempimento collaborativo]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[compliance]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[studio di fiore nunziato]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Control Framework]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=13654</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dotarsi di un sistema strutturato di gestione del rischio tributario significa investire nella stabilità e nella competitività dell’azienda &#160; L’adempimento collaborativo con l’Agenzia delle Entrate è istituto sempre più diffuso e applicato dalle imprese. L’incremento delle adesioni registrato negli ultimi mesi conferma il progressivo consolidamento dell’istituto nel sistema tributario. L’abbassamento graduale delle soglie dimensionali, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/adempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni/">ADEMPIMENTO COLLABORATIVO E TCF OPZIONALE: una nuova sfida per le imprese di medie dimensioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-13655" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa.png" alt="" width="360" height="240" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/04/tassa-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" />Dotarsi di un sistema strutturato di gestione del rischio tributario significa investire nella stabilità e nella competitività dell’azienda</strong><span id="more-13654"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’adempimento collaborativo con l’Agenzia delle Entrate è istituto sempre più diffuso e applicato dalle imprese. L’incremento delle adesioni registrato negli ultimi mesi conferma il progressivo consolidamento dell’istituto nel sistema tributario. L’abbassamento graduale delle soglie dimensionali, che porterà dal 2028 a includere le imprese con ricavi non inferiori a 100 milioni di euro, amplia sensibilmente la platea potenziale dei contribuenti interessati. A ciò si aggiunge il completamento del quadro attuativo del regime opzionale per le imprese che non raggiungono le soglie ordinarie con l’adozione del modello e delle regole operative per l’esercizio dell’opzione. Il fulcro del sistema è il <strong>Tax Control Framework (TFC)</strong>, inteso come insieme strutturato di presìdi organizzativi e procedure idonei a identificare, misurare, gestire e monitorare il rischio fiscale. Non si tratta di un adempimento formale, ma di un vero e proprio modello di governance che consente un dialogo preventivo e trasparente con l’Amministrazione finanziaria, con effetti rilevanti in termini di certezza del diritto e riduzione del rischio sanzionatorio. La possibilità di adottare un TCF su base volontaria anche prima del raggiungimento delle soglie dimensionali rappresenta un passaggio strategico, perché consente alle imprese di strutturare progressivamente il proprio sistema di controllo fiscale.</p>
<p>Il regime opzionale per i soggetti minori richiede la trasmissione telematica di un modello specifico all’unità organizzativa competente presso la Direzione centrale Grandi contribuenti e internazionale, corredato da un articolato set documentale che comprende, tra l’altro, la strategia fiscale approvata dagli organi societari, la mappa dei processi aziendali, la mappa dei rischi fiscali e la certificazione del TCF, rilasciata da professionisti abilitati, annoverabili nelle categorie dei commercialisti e degli avvocati, per quest’ultimi prevalentemente quelli specializzati in diritto tributario.</p>
<p>L’Agenzia verifica la sussistenza dei requisiti entro 120 giorni dalla ricezione, con possibilità di richiedere integrazioni documentali. Un elemento di particolare rilievo operativo riguarda la gestione degli interpelli, che nel regime opzionale sono presentati agli uffici territoriali competenti, con la conseguente necessità di un attento coordinamento interno.</p>
<p>Per le imprese di medie dimensioni la questione centrale è la sostenibilità organizzativa del percorso. L’implementazione di un TCF comporta un investimento significativo in termini di revisione dei processi amministrativi, formalizzazione delle procedure fiscali, formazione delle risorse interne e certificazione da parte di professionisti indipendenti, qualificati e abilitati a tanto (avvocati tributaristi e commercialisti). In assenza di un adeguato approccio proporzionato alla dimensione aziendale, il rischio è che l’istituto venga percepito come eccessivamente oneroso.</p>
<p>In questa prospettiva, appare auspicabile un modello di progressiva implementazione del TCF, calibrato sulla complessità e sulla struttura dell’impresa, che consenta di integrare gradualmente i presìdi fiscali nei sistemi di controllo interno già esistenti. L’adempimento collaborativo non dovrebbe essere interpretato come un traguardo riservato ai grandi gruppi, ma come un’opportunità di rafforzamento organizzativo e reputazionale per una platea più ampia di imprese. In un contesto in cui la trasparenza fiscale assume rilievo crescente anche nei rapporti con istituti finanziari, investitori e partner commerciali, dotarsi di un sistema strutturato di gestione del rischio tributario significa investire nella stabilità e nella competitività dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&amp;linkname=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&amp;linkname=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&amp;linkname=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&amp;linkname=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&amp;linkname=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fadempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni%2F&#038;title=ADEMPIMENTO%20COLLABORATIVO%20E%20TCF%20OPZIONALE%3A%20una%20nuova%20sfida%20per%20le%20imprese%20di%20medie%20dimensioni" data-a2a-url="https://www.costozero.it/adempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni/" data-a2a-title="ADEMPIMENTO COLLABORATIVO E TCF OPZIONALE: una nuova sfida per le imprese di medie dimensioni"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/adempimento-collaborativo-e-tcf-opzionale-una-nuova-sfida-per-le-imprese-di-medie-dimensioni/">ADEMPIMENTO COLLABORATIVO E TCF OPZIONALE: una nuova sfida per le imprese di medie dimensioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Cooperative compliance: un nuovo patto di fiducia tra Fisco e impresa</title>
		<link>https://www.costozero.it/cooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa/</link>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 11:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[compliance]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative compliance]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[riforma del fisco]]></category>
		<category><![CDATA[studio di fiore nunziato]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Control Framework]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=13452</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il nuovo modello rappresentato dal Tax Control Framework (TCF) è un passo concreto verso una fiscalità collaborativa, capace di unire rigore e dialogo, nell’interesse comune della crescita e della sostenibilità economica &#160; Negli ultimi anni il rapporto tra Fisco e contribuente sta vivendo una profonda trasformazione. La riforma fiscale e i successivi decreti correttivi hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/cooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa/">Cooperative compliance: un nuovo patto di fiducia tra Fisco e impresa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13453" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance.jpg" alt="" width="346" height="231" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/compliance-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" />Il nuovo modello rappresentato dal Tax Control Framework (TCF) è un passo concreto verso una fiscalità collaborativa, capace di unire rigore e dialogo, nell’interesse comune della crescita e della sostenibilità economica</strong><span id="more-13452"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni il rapporto tra <strong>Fisco</strong> e <strong>contribuente</strong> sta vivendo una profonda trasformazione. La riforma fiscale e i successivi decreti correttivi hanno ridisegnato l’istituto della cooperative compliance &#8211; o adempimento collaborativo &#8211; trasformandolo da strumento riservato alle grandi imprese in un modello di trasparenza e fiducia esteso anche a realtà di dimensioni più contenute.</p>
<p>L’obiettivo del legislatore è chiaro: superare la logica del sospetto che per decenni ha caratterizzato la relazione tra amministrazione e contribuente, per favorire una fiscalità del confronto basata sul dialogo, sulla chiarezza e sulla corresponsabilità. Il cuore operativo di questo nuovo sistema è rappresentato dal <strong>Tax Control Framework</strong> (TCF), il meccanismo di controllo interno che consente alle imprese di individuare, misurare e gestire in modo strutturato i propri rischi fiscali. Il TCF, certificato da professionisti indipendenti dotati di requisiti di onorabilità e competenza, diventa non solo un presidio tecnico ma anche un indicatore di affidabilità e sostenibilità. La certificazione, infatti, rafforza la reputazione aziendale e contribuisce a costruire un clima di fiducia reciproca: l’impresa dimostra trasparenza e correttezza, mentre l’Amministrazione finanziaria calibra la propria azione di controllo in modo proporzionato e preventivo.</p>
<p>Le nuove norme prevedono una disciplina dettagliata per la certificazione, sanzioni in caso di attestazioni infedeli e, al tempo stesso, riconoscono benefici concreti per i contribuenti virtuosi: riduzione dei termini di accertamento, minore intensità dei controlli, esonero da garanzie per i rimborsi IVA e, nei casi previsti, esclusione della rilevanza penale dei fatti di reato connessi a rischi comunicati in via preventiva. Si tratta di un cambiamento di prospettiva significativo: dalla fiscalità del controllo si passa alla fiscalità della fiducia, in cui l’errore non è più punito ma prevenuto attraverso un dialogo costruttivo. L’evoluzione del regime non si limita alle grandi imprese. La riforma prevede, infatti, la possibilità di accesso per gruppi d’impresa anche quando solo una società possiede i requisiti dimensionali richiesti e introduce un regime opzionale per chi, pur non aderendo formalmente, sceglie di adottare un TCF certificato, potendo così beneficiare di tutele sanzionatorie attenuate. In questa prospettiva, la cooperative compliance si configura come un percorso di responsabilità condivisa e di crescita culturale del sistema economico.</p>
<p>Proprio di recente, il Consiglio Nazionale Forense e l’Ordine dei dottori commercialisti &#8211; in rappresentanza delle due sole categoria professionali che possono rilasciare la certificazione &#8211; di concerto con l’Agenzia delle Entrate hanno dato avvio ai primi corsi formativi e abilitativi per la certificazione del TCF, rivolti ai professionisti che intendono assumere un ruolo qualificato nell’ambito della cooperative compliance. Il corso e l’esame finale rappresentano un’opportunità per acquisire competenze tecniche e metodologiche di alto profilo, contribuendo alla diffusione di una cultura fiscale fondata su responsabilità, affidabilità e buona governance.</p>
<p>In conclusione, la <strong>cooperative compliance</strong> non è più un esperimento riservato a pochi, ma un nuovo patto di fiducia tra Stato e impresa. Essa riconosce valore alla trasparenza, riduce l’incertezza interpretativa e rafforza la certezza del diritto, ponendo le basi per un sistema tributario moderno, prevedibile e competitivo. In un Paese in cui la stabilità fiscale è spesso percepita come un miraggio, il nuovo modello rappresenta un passo concreto verso una fiscalità collaborativa, capace di unire rigore e dialogo, controllo e fiducia, nell’interesse comune della crescita e della sostenibilità economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&amp;linkname=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&amp;linkname=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&amp;linkname=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&amp;linkname=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&amp;linkname=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa%2F&#038;title=Cooperative%20compliance%3A%20un%20nuovo%20patto%20di%20fiducia%20tra%20Fisco%20e%20impresa" data-a2a-url="https://www.costozero.it/cooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa/" data-a2a-title="Cooperative compliance: un nuovo patto di fiducia tra Fisco e impresa"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/cooperative-compliance-un-nuovo-patto-di-fiducia-tra-fisco-e-impresa/">Cooperative compliance: un nuovo patto di fiducia tra Fisco e impresa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>RECUPERO AIUTI DI STATO: la nuova stretta fiscale</title>
		<link>https://www.costozero.it/recupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale/</link>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 07:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[adempimenti]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[AIUTI DI STATO]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro nunziato]]></category>
		<category><![CDATA[lorena di fiore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=13247</guid>
		<description><![CDATA[<p>La modifica sostanziale riguarda i tempi di controllo dell’Agenzia delle Entrate, che si dilatano fino a otto anni con adempimenti di rimando più onerosi per le imprese &#160; L’articolo 23 del Decreto legislativo 81/2025 ha introdotto una modifica significativa alle tempistiche di controllo dell’Amministrazione finanziaria: il termine per il recupero degli aiuti di Stato indebitamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/recupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale/">RECUPERO AIUTI DI STATO: la nuova stretta fiscale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13248" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta.jpg" alt="" width="334" height="223" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/10/credito_imposta-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" />La modifica sostanziale riguarda i tempi di controllo dell’Agenzia delle Entrate, che si dilatano fino a otto anni con adempimenti di rimando più onerosi per le imprese</strong><span id="more-13247"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’articolo 23 del Decreto legislativo 81/2025 ha introdotto una modifica significativa alle tempistiche di controllo dell’Amministrazione finanziaria: <strong>il termine per il recupero degli aiuti di Stato indebitamente fruiti è ora pari a otto anni</strong>. Una novità che comporta effetti concreti e onerosi in termini di gestione e conservazione documentale per le imprese. I contribuenti dovranno affrontare un aggravio sostanziale di attività: adempimenti più numerosi, necessità di conservare per un periodo più lungo la documentazione a supporto delle agevolazioni ricevute e maggiore esposizione a contestazioni e controlli di lungo periodo.</p>
<p>In particolare, sarà necessario realizzare una <em><strong>due diligence interna</strong></em> volta a verificare la correttezza dell’utilizzo degli aiuti ricevuti, il rispetto delle soglie e delle condizioni previste dalle norme agevolative.</p>
<p>La riforma distingue due differenti tipologie di atti che l’Agenzia delle Entrate può utilizzare per procedere al recupero: l’atto di recupero e l’avviso di accertamento. Nel primo caso &#8211; che riguarda gli aiuti fruiti tramite crediti d’imposta &#8211; ai sensi dell’art.38-bis, comma 1 del DPR 600/1973, come modificato, il termine di decadenza è fissato al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello della fruizione o della violazione.</p>
<p>Ad esempio, per un credito d’imposta fruito nel 2021, l’atto potrà essere notificato fino al 31 dicembre 2029, ben tre anni oltre la scadenza ordinaria prevista per i crediti di imposta non spettanti. Nel secondo caso &#8211; ossia per gli aiuti di Stato inseriti nella dichiarazione &#8211; ai sensi dell’art.43, comma 2-bis, del DPR 600/1973, come modificato, l’avviso di accertamento dovrà essere notificato entro l’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Pertanto, per un aiuto inserito nella dichiarazione 2022 e riferito all’anno 2021, la scadenza si sposterà al 31 dicembre 2030, rispetto al termine ordinario che sarebbe stato il 31 dicembre 2027.</p>
<p>Le imprese sono chiamate a un’azione preventiva. Occorre avviare un’attenta ricognizione di tutti gli aiuti fiscali ricevuti e di tutti gli aiuti de minimis. La verifica dovrà includere l’analisi puntuale delle condizioni previste da ciascuna norma agevolativa, la corretta determinazione dei massimali di aiuto &#8211; tenendo conto delle regole sull’impresa unica &#8211; e la disponibilità della documentazione necessaria a supportare la legittimità dell’agevolazione.</p>
<p>Ogni documento presentato per accedere a un incentivo dovrà essere conservato sino alla fine dell’ottavo anno successivo alla fruizione, senza eccezioni. Questo significa rafforzare i sistemi di archiviazione digitale e cartacea, integrare le procedure di audit interno e sensibilizzare la struttura amministrativa e fiscale aziendale.</p>
<p>L’estensione dei termini di controllo, se da un lato mira a rafforzare l’efficacia dell’azione pubblica contro abusi e irregolarità, dall’altro impone agli operatori economici di alzare il livello di attenzione e conformità. Prevenire, oggi più che mai, è l’unica strategia sostenibile.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&amp;linkname=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&amp;linkname=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&amp;linkname=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&amp;linkname=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&amp;linkname=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Frecupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale%2F&#038;title=RECUPERO%20AIUTI%20DI%20STATO%3A%20la%20nuova%20stretta%20fiscale" data-a2a-url="https://www.costozero.it/recupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale/" data-a2a-title="RECUPERO AIUTI DI STATO: la nuova stretta fiscale"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/recupero-aiuti-di-stato-la-nuova-stretta-fiscale/">RECUPERO AIUTI DI STATO: la nuova stretta fiscale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>CRIPTOVALUTE E IMPRESE: la valutazione delle operazioni ai fini fiscali</title>
		<link>https://www.costozero.it/criptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali/</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 07:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Di Fiore e Gennaro Nunziato]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro nunziato]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[lorena di fiore]]></category>
		<category><![CDATA[principio di certezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.costozero.it/?p=13051</guid>
		<description><![CDATA[<p>L’interpretazione offerta dall’Agenzia introduce un principio di certezza in cui ricavi e costi sono solo quelli effettivamente realizzati. Le valutazioni di fine anno restano escluse &#160; Le criptovalute sono strumenti digitali che permettono di effettuare pagamenti o realizzare investimenti senza l’intermediazione di un’autorità centrale. Nascono e circolano su reti decentralizzate, spesso basate sulla tecnologia blockchain. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/criptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali/">CRIPTOVALUTE E IMPRESE: la valutazione delle operazioni ai fini fiscali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13053" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia.jpg" alt="" width="496" height="331" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/cryptocurrency-1-copia-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" />L’interpretazione offerta dall’Agenzia introduce un principio di certezza in cui ricavi e costi sono solo quelli effettivamente realizzati. Le valutazioni di fine anno restano escluse</strong><span id="more-13051"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le criptovalute sono strumenti digitali che permettono di effettuare pagamenti o realizzare investimenti senza l’intermediazione di un’autorità centrale. Nascono e circolano su reti decentralizzate, spesso basate sulla tecnologia blockchain.</p>
<p>Non hanno forma fisica, ma esistono solo in formato elettronico. I soggetti che le possiedono possono trasferirle e utilizzarle in tempo reale tramite dispositivi digitali. Alcuni esempi sono Bitcoin ed Ethereum.</p>
<p>Oggi, le criptovalute si utilizzano sia per scambi commerciali, sia come asset speculativi. Le imprese iniziano a considerarle strumenti utili per le loro operazioni finanziarie e di tesoreria. Negli ultimi anni, molte imprese hanno iniziato a detenere criptovalute o a svolgere attività di trading. In questo contesto, diventa rilevante conoscere come queste attività incidano sulla formazione del reddito d’impresa. Con la legge di bilancio 2023 è stato introdotto l’articolo 110, comma 3-bis del TUIR. La norma stabilisce che le variazioni di valore delle cripto-attività alla data di chiusura dell’esercizio non devono essere considerate nella determinazione del reddito imponibile. In questo modo, gli effetti delle oscillazioni di mercato che caratterizzano questi strumenti sono neutralizzati.</p>
<p>Con la risposta ad un recente interpello &#8211; n. 78/2025 &#8211; l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’interpretazione estensiva del nuovo comma 3-bis. Il caso esaminato riguarda una società che ha avviato un’attività di compravendita di criptovalute. A livello contabile, le criptovalute sono trattate come beni immateriali e valutate al fair value. La società adotta però, nella gestione interna, un metodo diverso. Utilizza un magazzino contabile basato sul costo medio ponderato. Ogni acquisto aggiorna il valore medio e ogni vendita scarica il relativo costo. A fine anno, il valore del magazzino viene adeguato al fair value per esigenze di bilancio.</p>
<p>Questo sistema genera due valori diversi. Il primo è quello fiscale, basato sul costo medio ponderato. Il secondo è quello civilistico, fondato sul fair value. L’impresa ha chiesto se questa differenza produca effetti fiscali. L’Agenzia ha chiarito che tutte le variazioni derivanti da valutazioni delle criptovalute &#8211; siano esse contabili o di bilancio &#8211; non rilevano ai fini fiscali. La norma opera in deroga alla disciplina ordinaria sulle rimanenze prevista dall’articolo 92 del TUIR. L’effetto è rilevante. Le imprese non devono più considerare nel calcolo del reddito le variazioni di valore delle criptovalute possedute a fine esercizio. Non conta se il valore aumenti o diminuisca. Rileva solo il momento in cui l’impresa realizza un guadagno o una perdita effettiva. Vale a dire, quando vende le criptovalute o le scambia con altri beni. A quel punto, la differenza tra il prezzo di vendita e il valore fiscale determina un componente positivo o negativo che concorre alla formazione del reddito di impresa.</p>
<p>Dal punto di vista operativo, l’impresa dovrà comunque registrare in bilancio i valori secondo i principi contabili applicabili. Nella dichiarazione dei redditi, però, dovrà apportare le opportune variazioni extracontabili. Questo passaggio serve a neutralizzare gli effetti valutativi e a riportare il reddito alla sua corretta dimensione fiscale. Per le imprese, l’interpretazione offerta dall’Agenzia introduce un principio di certezza. I ricavi e i costi da considerare sono solo quelli effettivamente realizzati. Le valutazioni di fine anno restano escluse. Questo approccio semplifica la gestione fiscale delle criptovalute. Riduce il rischio di contestazioni e rende più prevedibile il carico fiscale. Allo stesso tempo, impone una corretta separazione tra contabilità civilistica e fiscale. In un mercato in rapida evoluzione, la conformità fiscale diventa un elemento strategico. Comprendere le regole diventa parte integrante delle scelte di investime</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&amp;linkname=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&amp;linkname=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&amp;linkname=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&amp;linkname=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_printfriendly" href="https://www.addtoany.com/add_to/printfriendly?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&amp;linkname=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" title="PrintFriendly" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.costozero.it%2Fcriptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali%2F&#038;title=CRIPTOVALUTE%20E%20IMPRESE%3A%20la%20valutazione%20delle%20operazioni%20ai%20fini%20fiscali" data-a2a-url="https://www.costozero.it/criptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali/" data-a2a-title="CRIPTOVALUTE E IMPRESE: la valutazione delle operazioni ai fini fiscali"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/criptovalute-e-imprese-la-valutazione-delle-operazioni-ai-fini-fiscali/">CRIPTOVALUTE E IMPRESE: la valutazione delle operazioni ai fini fiscali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
	</channel>
</rss>
