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	<title>nucleare &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
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		<title>Il modello di ENEA per un’Italia a energia sicura e competitiva</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-modello-di-enea-per-unitalia-a-energia-sicura-e-competitiva/</link>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13609" style="width: 427px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-13609" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti.png" alt="" width="427" height="285" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/mariotti-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /><figcaption class="wp-caption-text">Francesca Mariotti, presidente ENEA</figcaption></figure>
<p><strong>Per la presidente Mariotti, il futuro si poggia su cinque pilastri: l&#8217;accelerazione di fotovoltaico ed eolico, la flessibilità del sistema (reti e accumuli), l&#8217;elettrificazione dell&#8217;industria, il nuovo programma nucleare e la stabilità dei prezzi a mercato, per slegare finalmente il costo dell&#8217;energia da quello del gas</strong><span id="more-13608"></span></p>
<p><strong>Presidente, ENEA è in prima linea nella definizione dei modelli energetici nazionali. Dal suo osservatorio tecnico, qual è la combinazione tecnologica realistica che può garantire alle imprese italiane &#8211; storicamente penalizzate dal costo dell&#8217;energia &#8211; non solo la sostenibilità, ma una reale stabilità dei prezzi nel medio periodo?</strong></p>
<p>Un modello energetico competitivo si deve fondare su una strategia integrata basata su cinque pilastri interdipendenti. Il primo è l’accelerazione delle fonti rinnovabili, in particolare di fotovoltaico ed eolico. Il secondo è la flessibilità del sistema, in quanto l’intermittenza delle rinnovabili richiede una gestione dinamica della produzione e dei consumi attraverso accumuli, pompaggi, reti intelligenti e digitalizzazione. Il terzo punto è l’elettrificazione efficiente dei consumi industriali. Il quarto è lo sviluppo di un nuovo programma nucleare italiano all’insegna dei più alti standard tecnici e di sicurezza. E in questo settore ENEA rappresenta un punto di riferimento scientifico in Italia, ma anche a livello internazionale. Il quinto riguarda invece il mercato: occorre dare stabilità ai prezzi dell’energia per le imprese. Tuttavia, il vantaggio competitivo delle rinnovabili non si trasferirà pienamente a famiglie e imprese, senza un adeguamento del mercato elettrico, cioè fin quando il prezzo dell’elettricità resterà legato a quello del gas.</p>
<p><strong>Il tessuto produttivo salernitano è composto in larga parte da PMI. Oltre agli strumenti di “Release” dei prezzi, ENEA promuove modelli come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e l&#8217;efficientamento dei processi. In che modo queste soluzioni possono proteggere concretamente la piccola manifattura dalla volatilità dei mercati energetici?</strong></p>
<p>Il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili richiede necessariamente di ripensare le modalità con cui l’energia viene prodotta e consumata, puntando su nuovi modelli, come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) basate su autoproduzione e condivisione di energia. Nel caso specifico di una PMI, l’adesione a una CER può garantire una serie di vantaggi strategici, economici e ambientali, grazie all’autoproduzione da fonti pulite.</p>
<p>Questo riduce la dipendenza dai fornitori esterni, rende l’azienda meno esposta alla volatilità dei prezzi, migliorando la sostenibilità aziendale.</p>
<p><strong>Per un territorio come quello di Salerno, leader nell&#8217;agroalimentare e nella logistica portuale, il biometano rappresenta una risorsa strategica. Quali sono le innovazioni tecnologiche su cui ENEA sta puntando per rendere questa filiera un’alternativa di costo realmente competitiva rispetto al gas d’importazione, trasformando gli scarti in un asset economico?</strong></p>
<p>Per l’Italia lo sviluppo di filiere sostenibili dei biocarburanti, tra cui anche il biometano, assume senza dubbio una valenza strategica in termini di sicurezza energetica, valorizzazione delle risorse territoriali e rafforzamento della bioeconomia nazionale, soprattutto in riferimento all’utilizzo circolare delle risorse. Le tecnologie oggi disponibili per la produzione di biometano si basano sulla purificazione del biogas, mediante separazione dell’anidride carbonica (upgrading), ottenuto da processi di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani, di sottoprodotti agricoli e agroindustriali, di effluenti zootecnici e di fanghi di depurazione. La ricerca e l’innovazione si pongono come obiettivo quello di innalzare il contenuto di metano, rendendolo del tutto equivalente al gas naturale di origine fossile, anche attraverso l’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile.</p>
<p><strong>Il Piano Mattei punta a fare del Mezzogiorno l’hub energetico del Mediterraneo. In che modo ENEA sta supportando la conversione dei grandi poli logistici e portuali, come quello di Salerno, in sistemi energetici intelligenti? Esistono tecnologie già mature per rendere i nostri porti autonomi e meno inquinanti attraverso l&#8217;integrazione di rinnovabili e idrogeno?</strong></p>
<p>ENEA sta supportando la trasformazione dei poli logistici e portuali in sistemi energetici intelligenti, attraverso un approccio strutturato che unisce pianificazione, analisi tecnica e innovazione tecnologica. Un esempio è rappresentato dal progetto europeo H2Ports, nell’ambito del quale ENEA, in collaborazione con ATENA e Grimaldi Group, ha contribuito allo sviluppo di un mezzo a idrogeno, successivamente testato in ambiente operativo presso il terminal portuale di Valencia, in Spagna.</p>
<p>Molte soluzioni tecnologiche, oltre all’idrogeno, sono già disponibili per ridurre le emissioni locali e aumentare l’autonomia e la resilienza energetica dei porti, tra queste la generazione da rinnovabili, le microreti smart e l’elettrificazione delle banchine. La combinazione tra rinnovabili, elettrificazione e idrogeno consente già oggi di rendere i porti meno inquinanti, più efficienti e autonomi. La sfida è l’integrazione delle diverse tecnologie con le infrastrutture esistenti, nel rispetto dei modelli operativi di ciascuna area portuale.</p>
<p><strong>Si parla molto di piccoli reattori nucleari come possibile soluzione per l&#8217;autonomia energetica industriale. ENEA è l&#8217;autorità tecnica di riferimento in Italia sul nucleare: sul tema siamo a buon punto o dobbiamo considerarli un obiettivo lontano nel tempo?</strong></p>
<p>ENEA, grazie a un patrimonio di competenze e infrastrutture sperimentali di eccellenza, partecipa attivamente allo sviluppo sia di reattori di III generazione, gli Small Modular Reactor (SMR), che di IV, gli Advanced Modular Reactor (AMR). In Occidente, il primo esemplare di SMR &#8211; un modello industriale innovativo che non richiede sostanziali avanzamenti tecnologici &#8211; è in costruzione in Canada, mentre alcuni impianti risultano già operativi in Russia e Cina.</p>
<p>Nel campo degli AMR, che impiegano prevalentemente refrigeranti a metalli liquidi e consentono di trasformare i rifiuti radioattivi (scorie) in risorse, ENEA svolge un ruolo di riferimento tecnico-scientifico a livello internazionale. La realizzazione degli AMR &#8211; che porterebbe a una significativa decarbonizzazione del settore energetico &#8211; è prevista entro il prossimo decennio.</p>
<p><strong>La tecnologia corre veloce e, al contempo, l’impianto normativo spesso cambia. In che modo ENEA può aiutare le nostre aziende a scegliere le soluzioni tecnologiche più “sicure” e a prova di futuro?</strong></p>
<p>Il sistema energetico del futuro sarà sempre più caratterizzato dalla crescita della generazione distribuita e questo rende necessario implementare tecnologie e soluzioni per una gestione integrata del sistema stesso, orientata alla flessibilità, alla protezione dell’ambiente e alla sicurezza negli approvvigionamenti. ENEA già ora supporta le aziende, e quindi lo sviluppo dell’intera filiera tecnologica, individuando le attività di ricerca e innovazione in grado di ridurre i costi delle tecnologie, l’utilizzo di materiali critici e l’impatto sull’ambiente. Per garantire la competitività occorre essere capaci di trasferire l’innovazione e migliorare la sinergia tra ricerca e industria e non ultimi i cittadini, che dovranno essere i principali beneficiari dell’innovazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>OLTRE L’EMERGENZA: UNA VISIONE STRATEGICA PER LA SOVRANITÀ ENERGETICA ITALIANA</title>
		<link>https://www.costozero.it/oltre-lemergenza-una-visione-strategica-per-la-sovranita-energetica-italiana/</link>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13595" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina-.png" alt="" width="339" height="226" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina-.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina--300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina--768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina--600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina--360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/regina--272x182.png 272w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" />Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l&#8217;Energia e la Transizione energetica, indica la rotta per la competitività: «Equilibrio tra rinnovabili, gas e nucleare di nuova generazione per proteggere le imprese dalla volatilità»</strong><span id="more-13594"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Presidente, l’industria italiana continua a pagare l’energia molto più dei competitor europei e americani. Lei sostiene da tempo la necessità di un mix energetico equilibrato: oggi, tra la spinta sulle rinnovabili e il ruolo del gas come vettore di transizione, qual è la combinazione realistica che può garantire alle nostre imprese prezzi stabili e forniture sicure nel medio periodo?</strong></p>
<p>Il mix energetico attuale deriva da alcune scelte del passato, alcune che sembravano corrette &#8211; come la decarbonizzazione degli impianti passando dal carbone e petrolio al gas quando questo era disponibile largamente e a buon mercato – e altre che sono da subito apparse critiche – come l’abbandono del nucleare con il referendum del 1987. Tutto questo oggi è la causa della nostra forte esposizione alla volatilità dei prezzi del gas e dello spread che ci penalizza fortemente rispetto a competitor europei che hanno fatto scelte diverse. Il mix energetico italiano deve puntare a un equilibrio tra rinnovabili competitive, gas come&nbsp;vettore di transizione e nuove tecnologie come il nucleare di nuova generazione.&nbsp;Oggi il gas rimane determinante per il prezzo dell’elettricità, ma con l’incremento delle rinnovabili&nbsp;più efficienti e l’introduzione di contratti a lungo termine si può stabilizzare il costo per le imprese. Questo approccio consente forniture sicure e prezzi più prevedibili, riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati globali e favorendo al contempo la decarbonizzazione senza compromettere la competitività industriale.</p>
<p><strong>Sull&#8217;Energy Release 2.0, Confindustria ha lavorato molto per ottenere volumi certi a prezzi calmierati specie per i grandi consumatori. Il tessuto produttivo salernitano però è fatto soprattutto di PMI. Questo strumento è sufficiente a proteggere l&#8217;intera manifattura dalla volatilità dei prezzi oppure sarebbe necessario e possibile un intervento più incisivo per separare finalmente il costo dell&#8217;elettricità da quello del gas?</strong></p>
<p>L’Energy Release 2.0 è un passo molto positivo di cui a breve vedremo i primi risultati stimati in complessivamente 3 miliardi di euro. Una misura che dà certezza di prezzo alle imprese energivore&nbsp;è alla base della competitività del nostro tessuto manifatturiero. Tuttavia, anche le altre imprese necessitano di strumenti aggiuntivi. La chiave è il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, attraverso PPA e garanzie pubbliche per l’accesso ai contratti a lungo termine. Solo così anche le piccole imprese possono avere stabilità di costo e pianificazione industriale. Il Decreto Energia interviene proprio su questo: lo spostamento dei costi ETS dal prezzo di borsa elettrica, l’eliminazione dello spread TTF-PSV, l’ampliamento dei PPA vanno nella direzione di accompagnare le grandi industrie e anche le PMI nella transizione, garantendo protezione dai picchi di mercato e favorendo l’elettrificazione dei processi produttivi.</p>
<p><strong>Il biometano è indicato come una risorsa chiave per decarbonizzare trasporti pesanti e industria senza stravolgere le infrastrutture esistenti. Per un territorio come Salerno, forte nell&#8217;agroalimentare e nella logistica grazie all’efficienza del porto, questa filiera può diventare un&#8217;opportunità di risparmio energetico reale? Cosa manca ancora per far decollare il mercato e renderlo competitivo rispetto al gas d’importazione?</strong></p>
<p>Promuovere l’autoconsumo di biometano da parte dei settori difficili da decarbonizzare è pienamente&nbsp;in linea con le proiezioni del Piano nazionale integrato energia e clima che al 2030 vuole destinare all’industria 4 Mld Smc di biometano, pari alla metà dei consumi di questi comparti. Il biometano può rappresentare un’opportunità concreta. Per ridurre il consumo di gas importato e far decollare il mercato serve maggiore disponibilità di materia prima, semplificazione del permitting, incentivi stabili e infrastrutture per l’autoconsumo industriale. Con una filiera ben organizzata, il biometano può tradursi in risparmi reali e in un rafforzamento della competitività locale.</p>
<p><strong>Il Piano Mattei punta a fare dell’Italia l’hub energetico del Mediterraneo, mettendo il Mezzogiorno al centro dei nuovi flussi verso l&#8217;Europa. In questa visione strategica, quale ruolo può giocare un polo logistico e portuale come Salerno e quali opportunità di sviluppo e stabilità energetica si aprono concretamente per le industrie del nostro territorio?</strong></p>
<p>A seguito della crisi Russo-Ucraina, l’Italia ha riconfigurato la sua geografia di approvvigionamento&nbsp;energetico spostando verso il Sud questo importante ruolo di hub energetico. Il Piano Mattei&nbsp;conferma il Mezzogiorno al centro dei flussi energetici europei, e un polo portuale e logistico&nbsp;come Salerno può svolgere sicuramente un ruolo strategico. Per spingere in questa direzione, che è strategica anche per i distretti manifatturieri locali, serve implementare infrastrutture efficienti di stoccaggio e distribuzione di gas e rinnovabili. Gli investimenti sul territorio devono essere integrati con le reti nazionali ed europee con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica, offrendo al territorio opportunità di sviluppo industriale sostenibile e competitività sul lungo periodo.</p>
<p><strong>Si parla molto di piccoli reattori nucleari (SMR). Per un imprenditore che deve pianificare gli investimenti oggi, si tratta di una soluzione concreta da valutare per l&#8217;autonomia energetica della propria azienda o è una prospettiva ancora troppo lontana nel tempo?</strong></p>
<p>Il nucleare è una tecnologia da affiancare il prima possibile alle misure che Confindustria considera indispensabili per fronteggiare l’emergenza energetica. I piccoli reattori di terza e quarta generazione&nbsp;sono già una realtà: il primo reattore di quarta generazione di Newcleo è previsto in funzione in Francia nel 2031, con l’obiettivo di realizzare il primo impianto commerciale nel 2032. I piccoli reattori rappresentano una prospettiva interessante per l’autonomia energetica e diversificare il portafoglio degli approvvigionamenti; tema cruciale per un Paese come il nostro povero di materie prime energetiche.</p>
<p>Per le imprese è cruciale monitorare l’evoluzione normativa e tecnologica, preparandosi a integrare&nbsp;questa fonte. In Italia esiste una filiera di eccellenza mondiale che continua a operare all’estero e che ci rende pronti a cogliere le opportunità. La legge delega del Governo sul nucleare è attualmente in discussione in Parlamento e auspichiamo possa essere approvata nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>La transizione richiede investimenti che si ripagano in dieci o quindici anni, ma le norme e gli incentivi cambiano spesso. Cosa chiede Confindustria al Governo per garantire agli imprenditori quella stabilità normativa necessaria a investire oggi senza timore di futuri passi indietro?</strong></p>
<p>La prevedibilità normativa è essenziale: solo un quadro stabile permette di pianificare investimenti&nbsp;in decarbonizzazione ed efficienza, evitando incertezze che rallentano lo sviluppo e rendendo la transizione un’opportunità, non un rischio di deindustrializzazione. Serve però un cambio di direzione a livello europeo per correggere le storture che si sono accumulate con la scorsa legislatura e dirigerci verso un sistema energetico più competitivo e coerente con le esigenze industriali del Paese. Abbiamo chiesto alla Commissione Europea che si affronti in modo strutturale il tema degli ETS, una vera e propria tassa ambientale che dovrebbe essere sospesa per superare questo periodo di alta volatilità dei prezzi dell’energia. Abbiamo bisogno di politiche energetiche di medio-lungo periodo, riguardanti gli approvvigionamenti, le infrastrutture energetiche, il cambio del mix di produzione e la riforma delle politiche climatiche in ottica di competitività nel dialogo con l’Europa e con gli altri Paesi. Solo adottando una visione strategica per il Paese l’energia da punto di debolezza per la nostra competitività potrà tornare a essere un fattore abilitante dello sviluppo industriale, come è stato negli anni del boom economico.</p>
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