
Per la presidente Mariotti, il futuro si poggia su cinque pilastri: l’accelerazione di fotovoltaico ed eolico, la flessibilità del sistema (reti e accumuli), l’elettrificazione dell’industria, il nuovo programma nucleare e la stabilità dei prezzi a mercato, per slegare finalmente il costo dell’energia da quello del gas
Presidente, ENEA è in prima linea nella definizione dei modelli energetici nazionali. Dal suo osservatorio tecnico, qual è la combinazione tecnologica realistica che può garantire alle imprese italiane – storicamente penalizzate dal costo dell’energia – non solo la sostenibilità, ma una reale stabilità dei prezzi nel medio periodo?
Un modello energetico competitivo si deve fondare su una strategia integrata basata su cinque pilastri interdipendenti. Il primo è l’accelerazione delle fonti rinnovabili, in particolare di fotovoltaico ed eolico. Il secondo è la flessibilità del sistema, in quanto l’intermittenza delle rinnovabili richiede una gestione dinamica della produzione e dei consumi attraverso accumuli, pompaggi, reti intelligenti e digitalizzazione. Il terzo punto è l’elettrificazione efficiente dei consumi industriali. Il quarto è lo sviluppo di un nuovo programma nucleare italiano all’insegna dei più alti standard tecnici e di sicurezza. E in questo settore ENEA rappresenta un punto di riferimento scientifico in Italia, ma anche a livello internazionale. Il quinto riguarda invece il mercato: occorre dare stabilità ai prezzi dell’energia per le imprese. Tuttavia, il vantaggio competitivo delle rinnovabili non si trasferirà pienamente a famiglie e imprese, senza un adeguamento del mercato elettrico, cioè fin quando il prezzo dell’elettricità resterà legato a quello del gas.
Il tessuto produttivo salernitano è composto in larga parte da PMI. Oltre agli strumenti di “Release” dei prezzi, ENEA promuove modelli come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e l’efficientamento dei processi. In che modo queste soluzioni possono proteggere concretamente la piccola manifattura dalla volatilità dei mercati energetici?
Il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili richiede necessariamente di ripensare le modalità con cui l’energia viene prodotta e consumata, puntando su nuovi modelli, come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) basate su autoproduzione e condivisione di energia. Nel caso specifico di una PMI, l’adesione a una CER può garantire una serie di vantaggi strategici, economici e ambientali, grazie all’autoproduzione da fonti pulite.
Questo riduce la dipendenza dai fornitori esterni, rende l’azienda meno esposta alla volatilità dei prezzi, migliorando la sostenibilità aziendale.
Per un territorio come quello di Salerno, leader nell’agroalimentare e nella logistica portuale, il biometano rappresenta una risorsa strategica. Quali sono le innovazioni tecnologiche su cui ENEA sta puntando per rendere questa filiera un’alternativa di costo realmente competitiva rispetto al gas d’importazione, trasformando gli scarti in un asset economico?
Per l’Italia lo sviluppo di filiere sostenibili dei biocarburanti, tra cui anche il biometano, assume senza dubbio una valenza strategica in termini di sicurezza energetica, valorizzazione delle risorse territoriali e rafforzamento della bioeconomia nazionale, soprattutto in riferimento all’utilizzo circolare delle risorse. Le tecnologie oggi disponibili per la produzione di biometano si basano sulla purificazione del biogas, mediante separazione dell’anidride carbonica (upgrading), ottenuto da processi di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani, di sottoprodotti agricoli e agroindustriali, di effluenti zootecnici e di fanghi di depurazione. La ricerca e l’innovazione si pongono come obiettivo quello di innalzare il contenuto di metano, rendendolo del tutto equivalente al gas naturale di origine fossile, anche attraverso l’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile.
Il Piano Mattei punta a fare del Mezzogiorno l’hub energetico del Mediterraneo. In che modo ENEA sta supportando la conversione dei grandi poli logistici e portuali, come quello di Salerno, in sistemi energetici intelligenti? Esistono tecnologie già mature per rendere i nostri porti autonomi e meno inquinanti attraverso l’integrazione di rinnovabili e idrogeno?
ENEA sta supportando la trasformazione dei poli logistici e portuali in sistemi energetici intelligenti, attraverso un approccio strutturato che unisce pianificazione, analisi tecnica e innovazione tecnologica. Un esempio è rappresentato dal progetto europeo H2Ports, nell’ambito del quale ENEA, in collaborazione con ATENA e Grimaldi Group, ha contribuito allo sviluppo di un mezzo a idrogeno, successivamente testato in ambiente operativo presso il terminal portuale di Valencia, in Spagna.
Molte soluzioni tecnologiche, oltre all’idrogeno, sono già disponibili per ridurre le emissioni locali e aumentare l’autonomia e la resilienza energetica dei porti, tra queste la generazione da rinnovabili, le microreti smart e l’elettrificazione delle banchine. La combinazione tra rinnovabili, elettrificazione e idrogeno consente già oggi di rendere i porti meno inquinanti, più efficienti e autonomi. La sfida è l’integrazione delle diverse tecnologie con le infrastrutture esistenti, nel rispetto dei modelli operativi di ciascuna area portuale.
Si parla molto di piccoli reattori nucleari come possibile soluzione per l’autonomia energetica industriale. ENEA è l’autorità tecnica di riferimento in Italia sul nucleare: sul tema siamo a buon punto o dobbiamo considerarli un obiettivo lontano nel tempo?
ENEA, grazie a un patrimonio di competenze e infrastrutture sperimentali di eccellenza, partecipa attivamente allo sviluppo sia di reattori di III generazione, gli Small Modular Reactor (SMR), che di IV, gli Advanced Modular Reactor (AMR). In Occidente, il primo esemplare di SMR – un modello industriale innovativo che non richiede sostanziali avanzamenti tecnologici – è in costruzione in Canada, mentre alcuni impianti risultano già operativi in Russia e Cina.
Nel campo degli AMR, che impiegano prevalentemente refrigeranti a metalli liquidi e consentono di trasformare i rifiuti radioattivi (scorie) in risorse, ENEA svolge un ruolo di riferimento tecnico-scientifico a livello internazionale. La realizzazione degli AMR – che porterebbe a una significativa decarbonizzazione del settore energetico – è prevista entro il prossimo decennio.
La tecnologia corre veloce e, al contempo, l’impianto normativo spesso cambia. In che modo ENEA può aiutare le nostre aziende a scegliere le soluzioni tecnologiche più “sicure” e a prova di futuro?
Il sistema energetico del futuro sarà sempre più caratterizzato dalla crescita della generazione distribuita e questo rende necessario implementare tecnologie e soluzioni per una gestione integrata del sistema stesso, orientata alla flessibilità, alla protezione dell’ambiente e alla sicurezza negli approvvigionamenti. ENEA già ora supporta le aziende, e quindi lo sviluppo dell’intera filiera tecnologica, individuando le attività di ricerca e innovazione in grado di ridurre i costi delle tecnologie, l’utilizzo di materiali critici e l’impatto sull’ambiente. Per garantire la competitività occorre essere capaci di trasferire l’innovazione e migliorare la sinergia tra ricerca e industria e non ultimi i cittadini, che dovranno essere i principali beneficiari dell’innovazione.