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	<title>Bluethroot &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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		<title>Bluethroot: il videogioco Generazione Z</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola Annachiara Guerra]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-11863" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue.jpg" alt="" width="441" height="294" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/04/blue-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" />Un&#8217;avventura narrativa che esplora le fragilità degli adolescenti, a firma di Fortuna Imperatore (aka Axel Fox), Daniele Sichetti, Daniele Piccolino, Andrea Fusti, Francesca Balestri e distribuito da “Argomedia”. Il progetto è anche vincitore del Bando Europeo 2020 dall&#8217; Associazione S. Benedetto di Foggia, nato per contrastare la povertà educativa nelle regioni del Mezzogiorno</strong><span id="more-11862"></span></p>
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<p>Il videogioco è un medium e, come tale, trasmette e comunica informazioni. Se a ciò si aggiungono le caratteristiche principali che lo rendono unico e lo differenziano dagli altri media, ovvero interattività e un’alta immedesimazione, i messaggi che vengono trasmessi possono avere un impatto molto forte. Ancora di più se il videogioco parla della Generazione Z e alla Generazione Z, trattando tematiche delicate e importanti. <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.bluethroot.it/" target="_blank" rel="noopener">Bluethroot</a></strong></span> è un videogioco Made in Italy, uscito l’8 gennaio 2024 e sviluppato da F<strong>ortuna Imperatore (aka Axel Fox), Daniele Sichetti, Daniele Piccolino, Andrea Fusti, Francesca Balestri e distribuito da “Argomedia” ed è il progetto vincitore del Bando Europeo 2020 dall&#8217; Associazione S. Benedetto di Foggia, nato per contrastare la povertà educativa nelle regioni del Mezzogiorno</strong>.</p>
<p>Fortuna è stata già protagonista della rubrica <strong>Mondi Persistenti</strong> con il suo precedente lavoro A Freud’s Bones, videogioco dedicato interamente al padre della psicanalisi. Dalla descrizione della piattaforma Steam si legge: «<em>Bluethroot è un&#8217;avventura narrativa che esplora le fragilità della Gen Z. Una misteriosa e distopica app spinge un gruppo di liceali a scavare dentro i propri disagi psicologici. Tra malinconie, iper-pensiero e paura del futuro, Bluethroot si ispira alla serie tv Tredici</em>».</p>
<p>La storia di Bluethroot, infatti, ruota intorno al sedicenne Andrea che, da poco trasferito nella città di Foggia, incarna tutte le peculiarità di chi si trova in una nuova realtà: è un individuo solitario, con le cuffie sempre alle orecchie, provato dall&#8217;ansia nell’iniziare un nuovo percorso scolastico, impacciato nelle interazioni con i suoi coetanei e immerso nei suoi pensieri. Tuttavia, le cuffie di Andrea iniziano a rilevare strani sussurri, lamenti e paure. Intraprenderà un viaggio nei corridoi e stanze oscure della sua scuola, ma soprattutto attraverso la sua identità e le sue fragilità.</p>
<p>L’obiettivo dell’autrice, Fortuna Imperatore, è di immergersi nel mondo della Generazione Z senza ricorrere ai filtri spesso utilizzati per rappresentarlo, scrutando a fondo nella loro psiche al fine di sensibilizzare il pubblico e mettere in luce le paure e le speranze dei giovani di oggi. Esplora una serie di tematiche delicate ma estremamente attuali, tra cui autolesionismo, bullismo, violenze domestiche, comportamenti sessuali inappropriati e isolamento sociale, soprattutto nel periodo post-pandemico. Questi argomenti sono affrontati attraverso un variegato cast di personaggi, ognuno caratterizzato da molteplici sfaccettature. Già il nome del videogioco racchiude tutto il significato del gioco. Prima di tutto, Bluethroot &#8211; con l’aggiunta di una h e una r &#8211; rimanda alla parola bluetooth, la connessione di rete senza fili. Nel videogioco si parla proprio di connessioni, sia letteralmente che non: da un lato, le cuffie, gli smartphone, le app, dall’altro le connessioni umane e sociali che possono essere delicate, non capite, ma anche ricostruite.</p>
<p>Si possono poi analizzare le due parole prese separatamente. Partendo dalla prima, blue, il blu è il colore spesso associato alla tristezza (si pensi al giorno più triste dell’anno, denominato Blue Monday, terzo lunedì del mese di gennaio). Il videogioco, infatti, è pregno di una palette grigio-blu che, tuttavia, si contrappone a momenti in cui compare un forte e aggressivo rosso, in netta contrapposizione con il passivo blu ed entrambi rappresentano degli stati d’animo molto specifici.</p>
<p>Throot, ricorda due parole inglesi: throat, gola, e through, attraverso. La prima potrebbe riferirsi al famoso nodo alla gola che si associa spesso a sensazioni di ansia o stati emotivi particolari. La seconda parola è da associare al colore blu e, azzardando una traduzione, potrebbe significare “attraverso il blu” che, come accennato prima, è il colore associato alla tristezza.</p>
<p>Questo videogioco però non è solo rivolto agli appartenenti della GenZ, è anche creato proprio da loro. In un’intervista per IGN Italia, Fortuna Imperatore sottolinea come la realizzazione di Bluethrooth coinvolga direttamente ragazzi e ragazze appartenenti alla Gen Z in quanto ha curato un corso di Game Design per l’Associazione San Benedetto di Foggia. L&#8217;associazione, impegnata nell&#8217;affrontare il problema della dispersione scolastica tra le sue molteplici attività, ha ottenuto nel 2020 un finanziamento europeo grazie a una proposta progettuale che prevedeva lo sviluppo di un&#8217;app mirata ad affrontare tematiche legate al disagio adolescenziale. Fortuna ha formato un gruppo di ragazzi e ragazze altamente promettenti e li ha coinvolti attivamente nella fase di concezione del videogioco.</p>
<p>Come già detto, Bluethroot è ispirato alla serie tv “Tredici” che tratta proprio di queste tematiche, ma Fortuna afferma di essersi ispirata anche al fenomeno della &#8220;Blue whale” data la presenza nel videogioco di questa app che si autoinstalla e obbliga il protagonista ad avvicinare giovani che sono vittime di diversi disagi, con l&#8217;intento di promuovere sentimenti di odio, stigmatizzazione e indifferenza.</p>
<p>Sempre nell’intervista, alla domanda su come Bluethroot possa aiutare le scuole in merito a questi argomenti, Fortuna risponde che: «<em>è uno strumento psicometrico, non diagnostico, capace di fornire un quadro, una fotografia dello stato mentale degli alunni. Nel gioco si compiono scelte di dialogo legate agli indicatori di disagio; ho studiato un sistema di gestione delle skill che richiama la nascita dell’anima di Platone, in cui ogni vertebra del protagonista contiene due ali, una dorata e una nera, rispettivamente simbolo di iper sensibilità ed empatia rispetto al disagio affrontato o indifferenza e mancanza di proiezione</em>».</p>
<p>Bluethroot è la dimostrazione (ancora una volta) di come il medium videoludico sia capace di accogliere concetti, idee, pensieri, tematiche di una certa rilevanza e attualità, ma è anche l’esempio di come tutto ciò debba essere gestito da professionisti. Il videogioco è al tempo stesso contenitore e strumento, soprattutto può essere la lente attraverso cui leggere i colori delle generazioni e provare a comprenderli.</p>
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