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	<title>arte &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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		<title>TEMPI MODERNI presenta Infiniti Mondi, l’eredità poetica di De André attraverso gli occhi di 24 artisti internazionali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13598" style="width: 504px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-13598" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab.png" alt="" width="504" height="336" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/03/fab-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /><figcaption class="wp-caption-text">Foto di GUIDO HARARI</figcaption></figure>
<p><strong>Oltre centosessanta opere a Salerno, dal 21 marzo al 2 giugno 2026, racconteranno l’attualità poetica&nbsp;dei&nbsp;temi del cantautore genovese in un dialogo inedito con lo spazio urbano</strong><span id="more-13597"></span></p>
<p>Un viaggio visivo <strong>nell’umanità fragile e potente cantata da Fabrizio De André</strong>. Si intitola <strong><em>Infiniti Mondi</em></strong><em>. <strong>Viaggio nella poetica di Fabrizio De André</strong></em> ed è la <strong>grande</strong> <strong>mostra, unica nel suo genere, ideata e curata dall’Associazione TEMPI MODERNI</strong> nel suo <strong>decimo anno di attività</strong>. Oltre centosessanta opere <strong>a Salerno, dal 21 marzo al 2 giugno 2026</strong>, racconteranno <strong>l’attualità poetica</strong> delle tematiche che il cantautore genovese ha regalato al secolo breve. Per farlo, Tempi Moderni, si è affidata alla stessa lente con cui, dal 2016, guarda il mondo: grandi narratori della fotografia d’autore, del disegno e della scultura.</p>
<p>Nel cuore antico della città, lo storico <strong>Palazzo Fruscione</strong> (dove sarà esposto il corpus principale della mostra), e in un percorso diffuso tra location suggestive del centro antico, le<strong> fotografie</strong> di Gianni Berengo Gardin, Valerio Bispuri, Lisetta Carmi, Mimmo Dabbrescia, Barbara Di Maio, Mario Dondero, Luciano Ferrara, Guido Giannini, Gianluca Greguoli Venini, Guido Harari, Mimmo Jodice, Silvia Lelli, Cesare Monti, Lina Pallotta, Paolo Pellegrin, Ivan Romano, Reihnold Kohl; un <strong>video d’autore</strong> di Gabriele Salvatores, le<strong> opere </strong>di Stephen Alcorn, Paolo Castaldi, Pablo Echaurren, Matilde Grossi, Sergio Staino e Maurizio Savini, <strong>dialogheranno con i temi custoditi nelle canzoni di Faber</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO</strong></p>
<p>La mostra, non è un album di ricordi, ma un dispositivo di ascolto. Ogni scatto è una soglia: restituisce a De André il suo tempo e, allo stesso modo, lo riscrive nel nostro. Un progetto, diventato realtà anche grazie al confronto, gentile e partecipativo, di <strong>Dori Ghezzi</strong> e della <strong>Fondazione De André Onlus</strong>, che presiede. Il percorso si apre con un viaggio nell’opera iconografica che, con<em> una goccia di splendore</em>, fotografi come <strong>Mimmo Dabbrescia</strong>, <strong>Guido Harari</strong>, <strong>Gianluca Greguoli Venini</strong>,<strong> Cesare Monti</strong>, <strong>Reihnold Kohl</strong>,<strong> Carlo Silvestri</strong> hanno dedicato nel corso degli anni a Fabrizio De André; <em>una goccia</em> <em>di splendore</em> che ci restituisce il suo passaggio nel tempo, con il corpo che invecchia, ma non il pensiero, che diventa eterno.</p>
<p>In questo percorso, la prima delle “canzoni traccia”, vestirà i colori delle opere -disegni, collage e un’opera tattile- alcune delle quali inedite, di <strong>Pablo Echaurren</strong>, &nbsp;artista di fama internazionale, che ci faranno tenere per mano sulle note di un malinconico <em>Girotondo</em>. Accanto, un <em>Gorilla</em> di chewing gum sarà l’omaggio di <strong>Maurizio Savini</strong> alla traduzione che De André fece del brano di Georges Brassens nel 1968. Gli scatti intimi e familiari di Pier Paolo Pasolini con la madre Susanna, immortalati da <strong>Mario Dondero</strong>, ci riportano alle note di <em>Una storia sbagliata</em>, grido di dolore che racconta la morte del poeta friulano. Con il ritratto di Laura Santi, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, scattato da <strong>Guido Harari</strong>, viene affrontato il delicatissimo tema del fine vita sulle note di quella <em>Preghiera in gennaio</em>, una supplica laica rivolta a Dio, che chiede misericordia per un uomo (Luigi Tenco) morto suicida.</p>
<p>Il racconto continua attraverso gli indimenticabili scatti di <strong>Paolo Pellegrin</strong>: gli occhi persi nel vuoto del piccolo Maram dopo un bombardamento israeliano a Beit Hanoun, in Palestina, e lo sguardo spaventato di un soldato ucraino appena arruolato nell’esercito, in un dialogo drammatico tra i conflitti cantati da Faber ne <em>La guerra di Piero</em> e <em>Sidún.</em></p>
<p>Prosegue con gli scatti della grande <strong>Lisetta Carmi</strong>, che con il suo obiettivo, ha raccontato la Genova portuale de <em>La città vecchia</em>, immortalando, ancor prima che De André la cantasse, la Morena di <em>Via del Campo</em> e, con lo spirito di anticonformismo e di avanguardia che l’ha sempre contraddistinta, i travestiti la cui sensibilità anima, nel nome di <em>Prinçesa</em>, anche lo spirito narrativo di un’altra grande protagonista della fotografia contemporanea, <strong>Lina Pallotta</strong>; in un rapporto di forte identità culturale, tra vicoli, mare e storia millenaria, il “sentire” genovese incontra quello napoletano, dove il travestito incontra il Femminiello nelle immagini di <strong>Luciano Ferrara</strong>, ritratto identitario di una Napoli inclusiva che cambia, ma che rimane ancorata al classico delle sue melodie eterne, di cui <em>La nova gelosia </em>è figlia legittima. Ed è sempre la potenza fotografica della Carmi, che racconta il chiaroscuro della Sardegna di <em>Hotel Supramonte, </em>a farci entrare nel contesto culturale e sociale in cui maturò il rapimento di Dori Ghezzi e Fabrizio De André.</p>
<p>L’esposizione continua con <em>Canzone del maggio</em>, ispirata ai moti studenteschi di Parigi del ‘68, incontrando le immagini storiche di <strong>Gianni Berengo Gardin</strong>, uno dei più grandi maestri della fotografia d’autore internazionale, in dialogo con le preziose e iconiche immagini del Festival del proletariato giovanile di Parco Lambro a Milano del 1976 di <strong>Silvia Lelli</strong>. Sempre gli scatti di Berengo Gardin raccontano il nomadismo di <em>Khorakhanè </em>con il suo lavoro dedicato agli Zingari di Firenze, Trieste e Palermo; così come i suoi scatti da “Morire di Classe” &#8211; uno dei libri di fotografia più importanti del ‘900 italiano – interpretazione del silenzio verbale del protagonista de <em>Un matto</em>, contribuirono, con la legge Basaglia, a mettere la parola fine sui manicomi.</p>
<p>Un doveroso omaggio al Maestro <strong>Mimmo Jodice</strong> ci porta sull’altalena di <em>Ho visto Nina volare </em>&#8211; un ricordo di De André sospeso tra l’infanzia e l’età adulta &#8211; dove il volo diventa metafora del desiderio umano di elevarsi a ponte collettivo tra tempo terreno e tempo trascendente. Il suo bianco e nero si fonde con il colore intenso delle foto di <strong>Ivan Romano</strong>, che danno un volto a quei migranti la cui vita troppo spesso si perde negli abissi del mare, a quell’umanità disperata e perduta cui De André dedica parte del suo ultimo brano, <em>Smisurata preghiera</em>. Le foto di <strong>Barbara Di Maio</strong>, dove i volti seri, stanchi ma forti, che si intravedono sotto veli neri, sono l’immagine che evoca le figure femminili cantate da Fabrizio De André in <em>Via della croce</em>.</p>
<p>E poi ancora, il tema delle carceri esplorato da <strong>Valerio Bispuri</strong>, i cui scatti, che hanno contribuito alla chiusura del padiglione 5 del carcere argentino di Mendoza e riportato l’attenzione sulle condizioni disumane in cui versano molti penitenziari italiani, sono in dialogo con il giovane impiegato cantato dal cantautore genovese nel brano <em>Nella mia ora di libertà</em>, un uomo ordinario che, in un giorno qualunque, pensa, nella scia emotiva dei movimenti del Sessantotto, di potersi ritagliare da solo il proprio spazio di salvezza. Il percorso a Palazzo Fruscione, infine, si chiude con il videoclip, del regista premio Oscar <strong>Gabriele Salvatores</strong>, <em>La domenica delle salme, </em>un’opera sintesi del pensiero del cantautore genov<em>ese.</em></p>
<p><strong>LA MOSTRA DIFFUSA</strong></p>
<p>L’esposizione sarà un’occasione per delineare un percorso emotivo nelle tematiche deandreiane anche attraverso la sezione della mostra diffusa, un cammino nel patrimonio storico e architettonico della città. Apre il percorso il <strong>Foyer del Teatro Verdi</strong> con un’altra fotografia di <strong>Guido Harari</strong> che ritrae De André in frac, durante un’esibizione dal vivo di <em>Ottocento</em>, a braccia aperte come ad accogliere tra le stesse l’intera città di Salerno. Ancora, nel rinnovato spazio del <strong>Giardino della Minerva</strong>, su <em>La</em> <em>collina, </em>un omaggio a S<em>poon River </em>attraverso un ritratto, ancora firmato da Harari, di Fernanda Pivano<strong>,</strong> che tradusse in Italia quel capolavoro della letteratura del ‘900 di cui De André nelle vesti del <em>Suonatore Jones</em>, realizzò una trasposizione in musica con il suo <em>Non al denaro, non all’amore né al cielo.</em> Nella dinamica vuoti-pieni dello <strong>Scalone di Palazzo Ruggi d’Aragona</strong>, e nell’atmosfera sospesa del <strong>Chiostro del Convento di San Nicola della Palma</strong>, abiteranno le xilografie di <strong>Stephen Alcorn</strong>, che, sotto forma di Tarocchi, racconteranno i passaggi di vita di De André al ritmo di <em>Volta la carta</em>. Nel<strong> Salone delle Esposizioni </strong>e nella<strong> Cappella di San Ludovico </strong>dell<strong>’Archivio di Stato</strong>, prenderanno vita i protagonisti di <em>Anime salve</em> nell’interpretazione della disegnatrice <strong>Matilde Grossi. </strong>Ancora, nell’<strong>Ipogeo in San Pietro a Corte </strong>e nell’acclusa<strong> Cappella di Sant’Anna</strong>, troverà spazio l’adattamento illustrato di <em>Ave Maria</em> e di <em>Tre Madri, </em>di <strong>Paolo Castaldi</strong><em>, </em>dove una deposizione di Cristo tra le braccia di Maria con alle spalle le macerie di una guerra dei nostri giorni, dialoga con uno scatto evocativo del Monte Sant’Elia in Calabria, di <strong>Guido Giannini</strong>, dove tre croci svettano sulla nebbia di una valle silenziosa. Il racconto prosegue nei giardini della <strong>Cittadella Giudiziaria</strong> con <strong>Valerio Bispuri</strong> e le sue<em> Anime salve</em>, gli orfani nel Pakistan. Infine, nel <strong>Chiostro della Pace</strong> &#8211; disegnato da Ettore Sotsass jr &#8211; in un ponte ideale con l’<strong>Università degli Studi di Salerno</strong>, troveremo la matita di <strong>Sergio Staino</strong> a raccontarci due grandi classici: <em>Il pescatore</em> e <em>Bocca di rosa.</em></p>
<p><strong>LA RASSEGNA</strong></p>
<p>Unitamente all’esposizione, tornano <strong><em>I</em> <em>racconti del contemporaneo</em></strong>, arrivati alla loro decima edizione. Una rassegna che quest’anno sarà intitolata “<strong>Navighiamo su fragili vascelli</strong>”, attualizzando un verso di quel <em>Recitativo </em>che chiude l’album di De André del 1968, <em>Tutti morirono a stento</em>. Un passaggio che rappresenta il senso di disagio e disorientamento che viviamo in questi giorni. Una rassegna che ancora una volta è un percorso corale che procede tra creatività e visioni, ma anche un importante spazio di riflessione sul processo culturale e sulla sua importanza nella storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Una decima edizione che coniuga ancora i suoni, le visioni, le parole, gli incontri per interrogarsi sul significato profondo dei temi proposti nella mostra e su che cosa sia davvero il mondo che ci circonda oggi. Per farlo <em>I racconti del contemporaneo </em>ricorreranno anche alle parole di un premio <strong>Nobel per la fisica</strong>, il professore <strong>Michel Devoret</strong>, che nel 2025 si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento per la scoperta dell&#8217;effetto tunnel quantistico macroscopico e della quantizzazione dell’energia in un circuito elettrico. Il fisico francese dialogherà con il professore <strong>Francesco Casetti</strong>, Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies della Yale University, e insieme uniranno i punti invisibili che legano la fisica e il cinema: due universi paralleli.</p>
<p>Dalle fotografie in mostra ai loro autori. I nostri <em>Racconti del contemporaneo</em> saranno anche l’occasione per conoscere da vicino alcuni dei prestigiosi nomi che firmano le immagini e le opere di <em>Infiniti Mondi</em>. Da <strong>Valerio Bispuri</strong> a <strong>Guido Harari</strong> passando per <strong>Lina Pallotta</strong> e <strong>Susanna Berengo Gardin, </strong>ma anche, per la sua storia,<strong> Franco Turcati</strong>, fino all’artista <strong>Pablo Echaurren</strong> ospite insieme al regista <strong>Antonello Matarazzo</strong> in occasione della proiezione del documentario “Pablo di Neanderthal”</p>
<p>Una rassegna che vuole essere anche l’occasione per festeggiare i dieci anni di attività con la partecipazione di quanti, in questa decade, hanno incrociato e arricchito il nostro raccontare. A iniziare dai cantautori, <strong>Elisa Ridolfi, Francesco Di Bella, Manù Squillante </strong>ma anche nuovi amici come <strong>Gnut </strong>e<strong> Alessandro d’Alessandro, Max Manfredi, Cristina Pucci, Claudio Covato </strong>e <strong>Giulia Mei</strong>: quest’ultima insieme al regista <strong>Andrea Walts </strong>racconterà della bellissima trascrizione in siciliano de <em>La buona novella</em>. Per la sezione “suoni” incontreremo ancora il fisarmonicista <strong>Salvatore Cauteruccio </strong>con il suo quartetto; la sassofonista<strong> Carla Marciano</strong>; i contrabbassisti<strong> Pierpaolo Martino</strong> e<strong> Aldo Vigorito</strong>. Dal palco di Palazzo Fruscione a quello del Teatro di Ateneo. A Fisciano il concerto <em>Creuza de mä 42 anni, un Mediterraneo,</em> una produzione originale del <strong>Festival De André</strong> <strong>di Brescia</strong>, con il live painting di <strong>Paolo Castaldi.</strong>&nbsp; E ancora <em>Canti e tanghi per Staino: il mondo musicale di Bobo</em> un omaggio al mai dimenticato <strong>Sergio Staino</strong>. Qui, la matita del papà di Bobo canta assieme ad <strong>Alessio Lega</strong>, che accompagnato dalla fisarmonica di <strong>Guido Baldoni</strong> e dal contrabbasso di <strong>Michele Staino</strong>, interpreta De André, Guccini, Conte, e grandi cantautori italiani.</p>
<p>Le “pagine” saranno affidate ai talk che ospiteranno <strong>Maria Procino</strong>, che ci racconterà del carteggio tra Eduardo e Luca De Filippo; il giornalista e critico musicale <strong>Gino Castaldo</strong>, lo scrittore <strong>Luca Trapanese</strong>, con la sua bellissima storia familiare. E, ancora, il giornalista e scrittore <strong>Alfredo Franchini</strong>; la scrittrice serba <strong>Djana Pavlovic</strong>; la psichiatra <strong>Gabriele Catania</strong> e “La terapia De André” sperimentata attraverso i suoi pazienti. E, ancora, il fotografo e scrittore <strong>Giuseppe Mastromatteo</strong> con lo scrittore <strong>Corrado de Rosa,</strong> mentre con <strong>Alessandra Mauro</strong>, direttrice editoriale di Contrasto, allungheremo lo sguardo su 15 fotografie memorabili. Racconteremo del <strong>centenario di Dario Fo</strong> e dei cinquant’anni dalla scomparsa di <strong>Alfonso Gatto</strong>. Tantissimi i docenti universitari che ci aiuteranno a declinare i temi della mostra, <strong>Annamaria Sapienza,</strong> <strong>Carmine Pinto</strong>, <strong>Giso Amendola</strong>, <strong>Federico Boni, Simone Giorgino, Ettore Giap Parini, Stefano di Tore, Massimo Cerulo, Giovanni Boccia Artieri</strong>, solo per citarne alcuni e i due attori, <strong>Pierluigi Gigante</strong> e <strong>Claudio di Palma</strong>.</p>
<p>Quest’anno poi, s’inaugura una nuova sezione: <strong>Passione fotografia</strong>. Il racconto di chi, pur non essendo un professionista della fotografia, ha inteso cimentarsi con quest’arte mosso appunto dalla passione. Scopriremo lo sguardo di <strong>Corradino Pellecchia, Lello Campanelli, Adriana Adinolfi, Carlo De Luca, Michele Mari, Ugo Villani</strong> e<strong> Paola Bruno</strong>. Completa la rassegna, il consueto appuntamento domenicale con il cinema, con titoli che espandono alla settima arte la poetica di Fabrizio de André, con presentazioni d’autore, con, tra gli altri, <strong>Corrado de Rosa</strong>, <strong>Piera Carlomagno</strong>, <strong>Eduardo Scotti</strong>.</p>
<p>Infine, un importante incontro di approfondimento&nbsp; su <strong>Welfare e Lavoro culturale</strong> con <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong> (presidente Santarcangelo dei Teatri), <strong>Virgilio D’Antonio</strong>, (magnifico rettore Università degli Studi di Salerno), <strong>Elisa Fulco</strong> (storica dell’arte), <strong>Andrea Lombardinilo</strong> (presidente di La Quadriennale di Roma), <strong>Roberta Paltrinieri</strong> (docente Alma Mater Studiorum, Università di Bologna) <strong>Andrea Prete</strong> (presidente di Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno) <strong>Antonio Sada </strong>(presidente Confindustria Salerno).</p>
<p>La mostra <strong><em>Infiniti Mondi.</em></strong><em> <strong>Viaggio nella poetica di Fabrizio De André</strong></em>, è organizzata e curata dall’<strong>Associazione Tempi Moderni</strong> in collaborazione con il Comune di Salerno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, l’Archivio di Stato di Salerno, la Fondazione Ebris, la Fondazione della Scuola Medica Salernitana, il Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, la Corte d’Appello e la Procura Generale di Salerno, l’Università degli Studi di Salerno. È <strong>promossa e sostenuta </strong>da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. La<strong> rassegna</strong> <strong><em>Navighiamo su fragili vascelli</em></strong> è ideata e organizzata dall’Associazione Tempi Moderni, <strong>promossa e sostenuta</strong> da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. Con<strong> il patrocinio </strong>di Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Camera di Commercio I.A.A di Salerno, Confindustria Salerno, Università degli Studi di Salerno, Fondazione Carisal, Ordine dei Giornalisti della Campania e, per la sezione <em>Suoni</em> della Rassegna, Assomusica.</p>
<p><strong>Con il contributo </strong>di: Allianz di Parrilli e Sanfilippo, Banca Campania Centro, Centrale del Latte Spa, Con-tra Spa, De Luca srl, Fondazione Carisal, Fondazione Ebris, Fondazione Saccone, Fondazione Tosi, Metoda Finance srl, Project Finance 4.0, Ritonnaro Spa, Sada Spa. <strong>Sponsor tecnici:</strong> Boccia Industria Grafica spa, Biancaffè, De Cesare Viaggi, Del Basso parquet, Guardian Srl, Marsia, Studio Pedone e Tomeo Architet’s Lab, Santoro Grafica srl. <strong>In collaborazione </strong>con: Agesci Gruppo Scout Salerno 10, Associazione culturale Lab 147, Cerzosimo studio e visual, Festival De André di Brescia, Festival libro aperto, Fondazione Saccone, Foto Diego, Feltrinelli Librerie, Ordine dei Giornalisti della Campania, Sony Music, Teatro “Giuseppe Verdi” Salerno, Università degli Studi di Salerno. <strong>Media partner</strong>: Campania Life, RCS, Zona RCS, Salerno News24.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Oltre i limiti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 11:50:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nell’Uomo Meccanico, l’installazione posta al centro della rotatoria di Via Wenner a Salerno che porta la firma di Biagio Crescenzo, l’innovativo ceo della CTIFoodtech, l’incontro tra umano e macchina non più opposti, ma parte di un dialogo infinito, in cui la tecnologia diventa una extended mind che supera i confini del limitato corpo umano e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-13436" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico.png" alt="" width="397" height="265" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" />Nell’Uomo Meccanico, l’installazione posta al centro della rotatoria di Via Wenner a Salerno che porta la firma di Biagio Crescenzo, l’innovativo ceo della CTIFoodtech, l’incontro tra umano e macchina non più opposti, ma parte di un dialogo infinito, in cui la tecnologia diventa una extended mind che supera i confini del limitato corpo umano e della mente che lo governa</strong><span id="more-13435"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rivalutare la condizione umana nella sua fragilità, pensando a come poterla oltrepassare. È sintetizzabile così la riflessione che fa da sfondo all’opera “<strong>Uomo Meccanico</strong>”, ideata e realizzata da un artista <em>sui generis</em>, <strong>Biagio Crescenzo</strong>.</p>
<p>Finora infatti Biagio è stato per tutti “solo” l’innovativo ingegnere fondatore della <strong>CTI Foodtech</strong>, pmi salernitana che, con un booster di 156 brevetti all’attivo, produce macchine per la lavorazione degli alimenti, specializzata in denocciolatrici di pesche e albicocche, e vende in tutto il mondo linee di produzione complete per la lavorazione delle pesche.</p>
<p>Da poche settimane, invece, la città di Salerno ospita una sua installazione, donata al Consorzio Asi, e collocata al centro della rotatoria di Via Wenner, proprio nei pressi dello stabilimento della CTI Foodtech, insieme ad altre due opere firmate da artisti del nostro territorio.</p>
<p>Biagio costitutivamente ama le domande; per vocazione coltiva il dubbio, senza la fretta di risposte definitive, perché sa che proprio ciò che ancora non sappiamo può farsi spazio creativo e fondamenta per evolvere.</p>
<p>A ispirare la creazione dell’Uomo Meccanico “la domanda aporetica” per definizione: cosa significa essere umani in un contesto in cui la tecnologia, seppur priva di emozioni e intenzioni ma capace di apprendere e decidere in autonomia, influenza ogni aspetto della nostra esistenza? Biagio immagina l’incontro tra umano e macchina non più opposti, ma parte di un dialogo infinito, in cui la tecnologia diventa una <em>extended mind</em>, un’intelligenza più pervicace che supera i confini del limitato corpo umano e della mente che lo governa.</p>
<p>L’opera &#8211; realizzata in acciaio corten &#8211; ha al centro un piccolo automa, interamente costruito con pezzi meccanici riciclati provenienti dalla CTI che guarda il monolito – che si ispira alla furente poetica di Kubrick in grado di far confluire presente, passato e futuro all’interno della stessa pellicola &#8211; su cui campeggiano il verso iniziale e quello finale di un componimento scritto dall’autore nel 1978, pubblicato e premiato nel 1980.</p>
<p>Il totem centrale richiama una intelligenza senziente cui l’uomo anela, come plasticamente rappresentato dall’androide che verso il monolito volge lo sguardo. A fare da contraltare, in qualche modo, due sagome di un uomo assorto nei suoi pensieri ma con il corpo cavo, come privato della sua intimità, del suo sentire.&nbsp;</p>
<p>«L’uomo è un nodo di contraddizioni: per sua natura cerca l’Infinito &#8211; spiega il creativo imprenditore &#8211; ma idolatra il finito di fronte al tempo e allo spazio che lo sommergono. Le ultime frontiere della tecnologia rappresentano una nuova opportunità di superare i nostri limiti, creando una prospettiva di progresso e di migliore convivenza con il pianeta terra per l’umanità.&nbsp;È necessario però concepirle all’origine con il senso sociale di base che dovrebbe governare tutto il nostro agire. È questo il significato degli androidi con lo sguardo rivolto verso il monolito.&nbsp;Il nostro involucro, il nostro corpo, è troppo debole per gli infiniti mondi che l’uomo vorrebbe concedersi.&nbsp;La tecnologia ci apre la possibilità, invece, di viaggiare nel tempo e nello spazio, trasferendo il nostro meglio, la nostra anima, in un sistema più protetto».</p>
<p>Nessun invito dunque a demandare la nostra sorte alla tecnologia, quanto a intraprendere questo cammino verso futuri che ancora stentiamo a immaginare con consapevolezza e ottimismo.<img class="alignleft size-full wp-image-13437" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-indice-01.png" alt="" width="533" height="800" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-indice-01.png 533w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/uomo-meccanico-indice-01-200x300.png 200w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></p>
<p>Del resto la tecnica, l’ambizione e il pensiero in Biagio Crescenzo da tempo diventano atti performativi: lo sono ad esempio tutti le invenzioni brevettate che permettono oggi alla CTI Foodtech di esportare in oltre 20 Paesi, con quasi la totalità del fatturato proviene dai mercati esteri. Anzi, a seguito della conversione della più grande fabbrica al mondo Pacific Coast Producers, a Lodi (California) e della chiusura dello stabilimento di Del Monte Foods a Modesto, oggi la CTI Foodtech, grazie al genio dal multiforme ingegno del suo patron e del suo team innovativo, è diventata il principale riferimento globale in termini di volume di prodotto processato con macchine che lavorano quasi 8 miliardi di frutti all’anno. Dopo essere diventati leader mondiali per volume di albicocche lavorate, lo stesso primato è stato raggiunto anche nel settore delle pesche.</p>
<p>Un imprenditore che non si è mai affidato alla staticità delle conoscenze, ma che ha sempre creduto nella fluidità della trasformazione, la stessa capace di mutare idee in progetti concreti, risultati tangibili, cambiamenti potenti.</p>
<p>Forse avrà cominciato per caso, ma per fato &#8211; brevetto dopo brevetto &#8211; lasciare traccia del suo pensiero in movimento è diventato il suo destino.</p>
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		<title>Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesco Sirano è il nuovo Direttore</title>
		<link>https://www.costozero.it/museo-archeologico-nazionale-di-napoli-francesco-sirano-e-il-nuovo-direttore/</link>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 09:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[francesco sirano]]></category>
		<category><![CDATA[mann]]></category>
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<figure id="attachment_13008" style="width: 414px" class="wp-caption alignleft"><img class=" wp-image-13008" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano.jpg" alt="" width="414" height="276" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/sirano-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" /><figcaption class="wp-caption-text">Francesco Sirano, nuovo Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli</figcaption></figure>
<p><strong><em>Ai vertici del MANN l&#8217;archeologo che, per otto anni, ha guidato il Parco Archeologico di Ercolano: «Sono determinato a&nbsp; contribuire a rendere il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ancora più dinamico, capace di parlare a tutte le generazioni e di guardare al futuro»</em></strong><span id="more-13007"></span></p>
<p><em>«Assumere la direzione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli è per me un onore profondo e una grande responsabilità. Ringrazio il Ministro Alessandro Giuli per la fiducia accordatami e mi impegnerò al massimo a servizio di uno dei più importanti Musei archeologici del mondo. Da qualche anno questo museo non è solo una delle istituzioni culturali più importanti d’Italia, ma un autentico punto di riferimento per la storia, l’arte e l’identità di Napoli e del Mediterraneo. Napoli è una città straordinaria, dove il passato e il presente si intrecciano con una straordinaria evidenza: il <strong>MANN</strong> è parte integrante di questo tessuto e, con la nuova configurazione che comprende anche la sede di Palazzo Fuga, si candida a fungere da catalizzatore delle energie e delle tante e positive iniziative culturali che caratterizzano Napoli negli ultimi anni. Ercolano, che ho diretto per otto intensissimi anni, è il luogo da cui ha avuto origine anche la vicenda museografica del futuro Museo archeologico nazionale di Napoli con l’Herculanense Museum nella Reggia di Portici. Il Parco archeologico di Ercolano è stata un&#8217;esperienza che mi ha insegnato quanto sia essenziale coniugare tutela, ricerca, lavoro di gruppo e partecipazione attiva delle comunità. Porto con me anche l’esperienza dell’eccezionale partenariato pubblico privato con il Packard Humanities Institute con il cui Presidente David Packard non abbiamo condiviso solo tanti progetti, ma il coraggio di avere una visione proiettata al futuro. Il MANN, con tutto il grande bagaglio di professionalità che vi opera ad ogni livello,&nbsp; è una casa della conoscenza e un luogo aperto al mondo: sono determinato a&nbsp; contribuire a renderlo ancora più dinamico,&nbsp; capace di parlare a tutte le generazioni e di guardare al futuro».</em></p>
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		<title>Albero di luce, il 21 novembre l’inaugurazione dell’opera di Paolo Bini e Motive in Grafica Metelliana</title>
		<link>https://www.costozero.it/albero-di-luce-il-21-novembre-linaugurazione-dellopera-di-paolo-bini-e-motive-in-grafica-metelliana/</link>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 16:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[albero di luce]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gerardo di agostino]]></category>
		<category><![CDATA[grafica metelliana]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[motivi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo bini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’happening alle 18 nell’azienda di Mercato San Severino da sempre sensibile all’arte contemporanea e alla cultura &#160; &#160; Un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea in Grafica Metelliana. Martedì 21 novembre saranno protagonisti l’artista Paolo Bini e Motive (Alessandro De Sio e Bruna Pallante): da questa collaborazione nasce “Albero di luce”, opera site specific (acrilico su [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/albero-di-luce-il-21-novembre-linaugurazione-dellopera-di-paolo-bini-e-motive-in-grafica-metelliana/">Albero di luce, il 21 novembre l’inaugurazione dell’opera di Paolo Bini e Motive in Grafica Metelliana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-11454" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce.jpg" alt="" width="293" height="195" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/11/albero-di-luce-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 293px) 100vw, 293px" />L’happening alle 18 nell’azienda di Mercato San Severino da sempre sensibile all’arte contemporanea e alla cultura</strong><span id="more-11453"></span></p>
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<p>Un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea in <a href="https://www.graficametelliana.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #800000;"><strong>Grafica Metelliana</strong></span></a>. Martedì 21 novembre saranno protagonisti l’artista <strong>Paolo Bini e Motive</strong> (Alessandro De Sio e Bruna Pallante): da questa collaborazione nasce “Albero di luce”, opera site specific (acrilico su plexiglass) per gli spazi dell’azienda tipografica, specializzata in packaging e allestimenti, con sede a Mercato San Severino.</p>
<p>Appuntamento alle ore 18.00 di martedì 21 novembre, nella giornata nazionale dell’albero, che prelude il Solstizio d’inverno (22 dicembre), il giorno dell’anno con meno ore di luce. Non a caso, scultura, luce, neon e suono diventano gli elementi fondanti dell’originario e originale avvento creativo a cui si potrà assistere durante l’happening in programma.</p>
<p>«Tutto è nato dall’incontro con Paolo Bini, artista nella Collezione Permanente della Fondazione Donna Regina &#8211; Museo MADRE di Napoli, Alessandro De Sio e Bruna Pallante, spinti dalla sensibilità nei confronti dell’arte che condivido con i miei collaboratori &#8211; commenta <em><strong>Gerardo Di Agostino, AD di Grafica Metelliana</strong></em> &#8211; Con questa iniziativa continuiamo ad aprire le porte della nostra azienda al territorio. Ospitiamo un nuovo evento d’arte nel nostro contesto di produzione, a sottolineare il fascino e il legame che questi due mondi hanno».</p>
<p>Contestualmente sarà presentato anche il catalogo d’arte “<strong>Nuova luce e terra d’Africa</strong>” di Paolo Bini per Areablu Edizioni. Il catalogo, che si inserisce nella COLLANADIPERLE, raccoglie una più ampia produzione di Bini, legata a una delle tematiche più care all’artista: il racconto del paesaggio.</p>
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		<title>AGS, un&#8217;emozione lunga trent&#8217;anni</title>
		<link>https://www.costozero.it/ags-unemozione-lunga-trentanni/</link>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 10:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ags comunica]]></category>
		<category><![CDATA[calendario 2023]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[silvio sabatino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’agenzia di comunicazione salernitana, guidata da Silvio Sabatino, festeggia l’importante traguardo con il Calendario 2023, dedicato proprio alle emozioni. Un progetto creativo, unico nel suo genere e sempre nuovo, che “si legge, si guarda e si ascolta” AGS, agenzia di comunicazione di Salerno, ha festeggiato il suo 30° compleanno in compagnia di amici, fornitori e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-10417" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags.jpg" alt="" width="293" height="195" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/ags-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 293px) 100vw, 293px" />L’agenzia di comunicazione salernitana, guidata da Silvio Sabatino, festeggia l’importante traguardo con il Calendario 2023, dedicato proprio alle emozioni. Un progetto creativo, unico nel suo genere e sempre nuovo, che “si legge, si guarda e si ascolta”</strong><span id="more-10416"></span></p>
<p><a href="http://www.agscomunica.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff00ff;"><strong>AGS</strong></span></a>, agenzia di comunicazione di Salerno, ha festeggiato il suo<strong> 30° compleanno</strong> in compagnia di amici, fornitori e partner. L’evento si è svolto <strong>nell’open space di AGS comunica</strong>, in <strong>diretta su facebook</strong> alle ore 18.30: un momento unico di partecipazione e condivisione di “emozioni”, rallegrato da sorrisi e abbracci, dagli sguardi soddisfatti di organizzatori e invitati, dalle risate della “nuova generazione di AGS”, che correva tra corridoi e scrivanie.</p>
<p>Una vera festa, condita dalle prelibatezze dell’immancabile catering della <em>Pasticceria Beatrice</em> e vivacizzata dal tintinnio dei calici nei quali, il PR<em> Lino Torsello</em>, assaggiatore e parte del direttivo ONAV Salerno, ha versato i vini di <em>Tenuta Macellaro</em>, <em>delle</em> <em>Aziende Agricole Aita e Cardosa di Marco Peduto e le bollicine di Rossella Cicalese Winery e Cantina Petrillo</em>, sulle note delle anteprime uniche dei brani musicali scritti per il calendario 2023.</p>
<p>L’armonia dell’evento è stata fotografata dagli scatti del maestro <em>Fabio Monetti</em> e scandita dalle parole del “maestro di sala”, il founder <strong>Silvio Sabatino</strong>, che ha accolto e ringraziato tutti gli invitati &#8211; in &amp; out &#8211; accompagnato dal CEO <em>Annalisa Capriglione </em>e dall’art director <em>Romano Monero</em>, cui ha ceduto la parola per la presentazione delle <strong>150 copie del <span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff;" href="https://www.agscomunica.it/emozioni-calendario-ags-2023/" target="_blank" rel="noopener">Calendario 2023 di AGS comunica</a></span></strong><span style="color: #ff00ff;">: <strong>EMOZIONI</strong></span>: «Allegria. Tristezza. Meraviglia. Vergogna. Speranza. Rabbia. Entusiasmo. Disgusto. Ispirazione. Paura. Fiducia. Amore. 12 emozioni per sviluppare la nostra intelligenza emotiva e le potenzialità creative, per parlare dell&#8217;uomo e della vita, di ciò che vogliamo essere e diventare. Il Calendario <strong>EMOZIONI 2023</strong> è un percorso soggettivo che lascia spazio solo alla propria predisposizione nell’interpretare, alla individuale capacità di interiorizzare, al singolare modo di metabolizzare.&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10419" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590.jpg" alt="" width="1181" height="591" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590.jpg 1181w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590-300x150.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590-768x384.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590-1024x512.jpg 1024w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/12/DSC_1590-600x300.jpg 600w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Le emozioni sono strane, diverse, bellissime e distruttive. Sono capaci di invadere tutto il nostro corpo, dalla mente alle ossa, dai pensieri ai nervi, e ognuna di loro risiede in un organo, o ama crogiolarsi in esso, o esplodere da lì. Proprio gli organi sono protagonisti degli artwork che caratterizzano il calendario AGS 2023: ogni anno il team dell’agenzia sperimenta un nuovo modo di comunicare &#8211; illustrazione, fotografia, composizioni artistiche &#8211; e per il calendario Emozioni 2023, la tecnica scelta è stata la <strong>modellazione 3D</strong><strong>»</strong>. L&#8217;artefice principale delle realizzazioni è stato proprio l’<em>art director Romano Monero</em> che conduce il team alla scoperta di nuovi universi creativi.&nbsp;</p>
<p>Come sempre, squadra vincente non si cambia: le parole di <em>Annalisa Capriglione</em>, la chitarra e la musica del compositore <em>Enrico Francese</em>, le intuizioni musicali e l’intensa interpretazione di <em>Romano Monero</em>, la voce toccante di <em>Martina Sabatino</em>, profonda e palpitante di <em>Mario Alabiso</em>, passionale e impetuosa di <em>Silvio Sabatino</em> sono sostanza viva che trasporta in diversi stati e strati emotivi.</p>
<p>Basta inquadrare il QR Code per ascoltare canzoni, commenti e accompagnamenti strumentali che fanno da sfondo a poesie e riflessioni, emozioni che devono solo essere scoperte.</p>
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		<title>ANTONIONI E VITTI: UNA STORIA D’AMORE E DI CINEMA”. IN MOSTRA A SALERNO LE FOTO DI ENRICO APPETITO</title>
		<link>https://www.costozero.it/antonioni-e-vitti-una-storia-damore-e-di-cinema-in-mostra-a-salerno-le-foto-di-enrico-appetito/</link>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 14:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso amendola]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo antonioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il vernissage con Alberto Barbera, direttore della mostra internazionale d’arte cinematografica della biennale di Venezia Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, taglia il nastro inaugurale della mostra “Antonioni e Vitti: una storia d’amore e di cinema” in programma dall’8 ottobre al 13 novembre 2022, negli spazi appena restaurati della&#160;Fondazione [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-10123" title="Foto di Enrico Appetito © Archivio Enrico Appetito" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni.jpg" alt="" width="323" height="215" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/10/vitti-antonioni-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" />Il vernissage con Alberto Barbera, direttore della mostra internazionale d’arte cinematografica della biennale di Venezia</strong><span id="more-10121"></span></p>
<p><strong>Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, taglia il nastro inaugurale della mostra “<span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="https://www.antonionivitti-salerno.com/" target="_blank" rel="noopener">Antonioni e Vitti: una storia d’amore e di cinema</a></span>” in programma dall’8 ottobre al 13 novembre 2022</strong>, negli spazi appena restaurati della&nbsp;Fondazione Carisal&nbsp;del Complesso San Michele (via San Michele 10) a Salerno. Un&#8217;altra importante esposizione realizzata dall’<strong>Associazione Tempi Moderni</strong>, presieduta da Marco Russo, in collaborazione con <strong>l&#8217;Associazione Enrico Appetito di Roma</strong>.</p>
<p>“Antonioni e Vitti: una storia un d’amore e di cinema” è l’omaggio a Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, attraverso gli scatti fotografici di&nbsp;<strong>Enrico Appetito</strong>, tra i più celebri e prolifici fotografi di scena del cinema italiano che ha vissuto tra le pieghe composite del grande cinema. Petri, Godard, Visconti, Fellini, il dialogo con gli “esordienti” Verdone, Ferrario, Monteleone, Zaccaro e senza dimenticare i volti di Alberto Sordi o Maria Callas o Laura Antonelli sono solo alcuni dei nomi strettamente legati ad Appetito.&nbsp; Le fotografie sono in dialogo con le opere dell’artista&nbsp;<strong>Clarissa Baldassarri</strong>. La curatela dell’esposizione delle opere di Clarissa Baldassari è a firma di <strong>Alessandro Demma. </strong>La direzione organizzativa è di<strong> Maria Paola Cioffi; </strong>la direzione scientifica è<strong> di Alfonso Amendola.</strong></p>
<p>La mostra racconta, con <strong>86 fotografie</strong>, scattate sui <strong>set de “<em>L’avventura</em></strong>” e “<strong><em>Il deserto Rosso”</em>,</strong> del regista ferrarese, il “dietro le quinte”, i backstage, i momenti di ripresa, gli scenari, le linee di fuga, le occasionalità e ancora i corpi, i volti, le intensità espressive degli attori (Lea Massari, Gabriele Ferzetti e soprattutto di Monica Vitti: straordinaria musa inquieta di questi 2 film che sono, anche, 2 straordinari ritratti di donna: Claudia e Giuliana). “<em>Appetito affronta il tessuto filmico delle 2 storie antonioniane con lo sguardo di chi sa che il vero statuto espressivo della fotografia non è soltanto “identità e memoria” ma è il continuo superamento della fissità, della staticità, del “congelamento” dell’attimo ritratto”,</em> scrive il direttore scientifico di <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.tempimodernidee.com/" target="_blank" rel="noopener">Tempi Moderni</a> </strong></span>Alfonso Amendola nel suo testo di presentazione alla mostra. Tempi Moderni, con la curatela di Alessandro Demma, ha scelto Clarissa Baldassarri per costruire un dialogo aperto in cui l’artista marchigiana ha saputo condensare i suoi lavori con la poetica, l’etica e l’estetica cinematografica del grande regista ferrarese, con l’autonomia narrativa delle fotografie di Appetito, confrontandosi, contestualmente, con l’affascinante spazio espositivo del Complesso San Michele.</p>
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<p><strong>RACCONTI DEL CONTEMPORANEO </strong>&#8211; La tetralogia di Michelangelo Antonioni</p>
<p>Talk, letture e conversazioni accompagneranno i visitatori in un continuo confronto sulle dimensioni del cinema e dei suoi intrecci. <strong>Domenica 9 ottobre</strong> alle 11 è in programma il talk “La nobile arte dell’incomunicabilità” di Corrado De Rosa (psichiatra e scrittore). Letture di Pasquale De Cristofaro.</p>
<p><strong>Giovedì 13 ottobre</strong>, alle ore 19.00, spazio a “Il cinema di Michelangelo Antonioni” con le letture di Pasquale De Cristofaro. Una riflessione sui temi nodali del cinema del regista di Ferrara: dall’incomunicabilità alla “malattia dei sentimenti”, dall’estetica del silenzio alla frattura esistenziale. A seguire proiezione de <em>L’avventura.</em></p>
<p><strong>Giovedì 20 ottobre</strong>, sempre alle ore 19.00, il talk “Fenomenologia di Monica Vitti”. Letture di Valeria Impagliazzo. Un omaggio a Monica Vitti (che nella quadrilogia diviene Claudia, Valentina, Vittoria, Giuliana). A seguire proiezione de <em>La notte</em>.</p>
<p><strong>Giovedì 3 novembre</strong> (19.00) il talk è su “L’immaginario musicale in Michelangelo Antonioni”. Letture di Antonetta Capriglione. Un viaggio insolito nell’immaginario di Antonioni, a partire dal suo “controverso” rapporto verso la musica, il seminario racconterà in una sorta di “invito all’ascolto” le tante trame musicali presenti nella quadrilogia. A seguire proiezione de <em>L’eclisse. </em></p>
<p>Ultimo appuntamento martedì 8 novembre con il talk “Michelangelo Antonioni e l’arte”. Conversazione con lo storico dell’arte Alessandro Demma. Una riflessione a due voci sulle stratificate “genealogie” visive (dalla metafisica di De Chirico allo spazialismo di Fontana e passando per Burri, Rotella, Vedova, Turcato) che, tra citazioni, omaggi e riflessioni assai puntuali, trovano respiro in queste 4 storie firmate Michelangelo Antonioni. A seguire proiezione de Il Deserto rosso.</p>
<p>La Mostra <em>“Antonioni Vitti: Una storia d’amore e di cinema</em>” è realizzata con il contributo di Regione Campania, del Comune di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Università Alma Mater Studiorium di Bologna. Partner tecnici sono Mef&nbsp; FineArt, Palazzo Innovazione, Smyb Business Logistics Viscontio Assicurazioni</p>
<p>Si ringrazia, per la Mostra <em>“Antonioni Vitti: Una storia d’amore e di cinema”</em> Tiziana Appetito, Presidente dell’Associazione Culturale Enrico Appetito e il Complesso San Michele.</p>
<p><strong>INFO UTILI</strong></p>
<p><strong>Mostra <em>“Antonioni Vitti: Una storia d’amore e di cinema”. </em>Opening ore 10.30 del 08.10.22 e fino al 13.11.22</strong></p>
<p>La mostra è visitabile al Complesso San Michele, via San Michele 10, Salerno, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 17.30 alle 19.30. Sabato e domenica, orario continuato dalle 10.30 alle 19.30.</p>
<p>Il costo del biglietto è di 8 euro (intero), 5 euro (ridotto) ragazzi, scuole, gruppi organizzati superiori a 25 persone. Gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni.</p>
<p>I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Complesso San Michele e on line su&nbsp; www.ticketsms.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nouvelle Vague 3, Tempi Moderni racconta la rivoluzione che ha cambiato il cinema</title>
		<link>https://www.costozero.it/nouvelle-vague-3-tempi-moderni-racconta-la-rivoluzione-che-ha-cambiato-il-cinema/</link>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 23 settembre al 13 novembre 2022, Palazzo Fruscione a Salerno ospiterà la mostra che espone, per la prima volta insieme, le opere fotografiche,&#160;molte delle quali inedite,&#160;di due tra i più grandi fotografi di scena della storia del cinema: Raymond Cauchetier e Douglas Kirkland. Talk, musica e cinema contribuiranno a rileggere la Nouvelle Vague nell’ambito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4><img class="alignleft wp-image-10056" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni.jpg" alt="" width="407" height="271" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/locandina-tempi-moderni-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" />Dal 23 settembre al 13 novembre 2022, <strong>Palazzo Fruscione a Salerno </strong><strong>ospiterà la mostra che espone, per la prima volta insieme, le opere fotografiche,&nbsp;molte delle quali inedite,&nbsp;di due tra i più grandi fotografi di scena della storia del cinema: Raymond Cauchetier e Douglas Kirkland. </strong>Talk, musica e cinema contribuiranno a rileggere la Nouvelle Vague nell’ambito della sesta edizione dei “<strong>Racconti del contemporaneo</strong>” . Opening ore 18.00</h4>
<p><span id="more-10054"></span></p>
<p><strong>Da venerdì 23 settembre 2022, alle ore 18, Palazzo Fruscione a Salerno </strong>(Vicolo Adelberga 24)<strong> ospiterà la mostra “<em>Nouvelle Vague<sup>3</sup></em><sup>”&nbsp;</sup>che espone, per la prima volta insieme, le opere fotografiche,&nbsp;molte delle quali inedite,&nbsp;di due tra i più grandi fotografi di scena della storia del cinema: Raymond Cauchetier e Douglas Kirkland. </strong>Talk, musica e cinema contribuiranno a rileggere la Nouvelle Vague nell’ambito della sesta edizione dei “<strong>Racconti del contemporaneo</strong>” per la quale quest’anno è stato scelto il titolo “<strong><em>Histoire d’une Revolutionnette</em>”.</strong></p>
<p>Se c’è un punto di vista della Nouvelle Vague che ancora stupisce e affascina è senza dubbio quello di chi l’ha vissuta dentro e fuori i set cinematografici osservandola attraverso la propria macchina fotografica. Ed è partendo da alcuni di quegli scatti che la città di <strong>Salerno con l’<span style="color: #99cc00;"><a style="color: #99cc00;" href="https://www.tempimodernidee.com/" target="_blank" rel="noopener">Associazione Tempi Moderni</a></span>, presieduta da Marco Russo, </strong>rende omaggio all’estetica e all’iconografia del movimento culturale cinematografico francese<strong>,</strong> con<strong> le opere di due grandi fotografi: Raymond Cauchetier e Douglas Kirkland. </strong>La direzione organizzativa è di<strong> Maria Paola Cioffi</strong>; la direzione scientifica è di<strong> Alfonso Amendola.</strong></p>
<p>Saranno <strong>113 le fotografie</strong> esposte&nbsp;(di cui <strong>36 stampe <em>rare vintage</em></strong> del 1961 di Raymond Cauchetier, <strong>mai esposte&nbsp;prima</strong>) che potranno essere ammirate <strong>dalle ore 18.00 del 23 settembre</strong> e fino al 13 novembre nelle suggestive sale di Palazzo Fruscione nella mostra collettiva “<em>Nouvelle Vague<sup>3</sup></em>”. Il percorso espositivo sarà reso ancor più completo dai <strong>documenti fotografici e i racconti video dell’Archivio Luce Cinecittà</strong> e dalle emozionanti illustrazioni di&nbsp;<strong>Victoria Semykina.</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>Cauchetier </strong>è stato fotografo di scena di registi come <strong>François Truffaut</strong>, per i film “<em>Tirez sur le Pianiste</em>” (1960), “<em>Jules et Jim</em>” (1961), “<em>Antoine et Colette</em>” (1962), “<em>la Peau Douce</em>” (1963) e “<em>Baisers Volés”</em> (1968), <strong>Jean-Luc Godard</strong>, per i film “<em>A’bout de souffle</em> (1959) e “<em>Une femme est une femme</em>” (1960), e ancora per molte altre pellicole di Jacques Demy, Jacques Rozier, Claude Chabrol, Agnes Varda, Bertrand Tavernier.<img class="alignright wp-image-10055" title="Fotodi_©Raymond Cauchetier" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/Fotodi_@RaymondCauchetier.jpg" alt="" width="393" height="251" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/Fotodi_@RaymondCauchetier.jpg 945w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/Fotodi_@RaymondCauchetier-300x192.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/Fotodi_@RaymondCauchetier-768x491.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/09/Fotodi_@RaymondCauchetier-600x383.jpg 600w" sizes="(max-width: 393px) 100vw, 393px" /></p>
<p>Di <strong>Douglas Kirkland</strong> sono memorabili gli scatti di Marilyn Monroe tra le bianche lenzuola. Kirkland ha immortalato con le sue foto più di 600 celebrità ed è stato fotografo di scena di oltre 150 film (tra i quali&nbsp;“<em>Tutti insieme appassionatamente</em>”&nbsp;(1964);&nbsp;“<em>2001: Odissea nello Spazio</em>” (1968);&nbsp;“<em>Butch Cassidy</em>” (1969);&nbsp;“<em>La mia Africa</em>” (1985); “<em>Titanic</em>” (1997);&nbsp;“<em>Moulin Rouge</em>” (2000); “<em>Il Grande Gatsby</em>”, (2011).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il corpus dell&#8217;esposizione sarà ospitato nelle stanze situate dal primo al terzo piano del palazzo del XIII secolo, costruito sui resti dell&#8217;antico edificio termale appartenente alla Salerno romana. In un percorso, con una guida cromatica in tre colori, al primo piano (blu), nel salone adiacente a quello dedicato al cinema, ai concerti e ai talk, ci saranno <strong>i disegni realizzati per l’occasione</strong>, da<strong> Victoria Semykina </strong>che raccontano, da un lato, i frames più evocativi del film “<em>Ascensore per il patibolo</em>” di Louis Malle e dall’altro l’histoire d’amour tra Juliette Grecò e Miles Davis. E, sempre al piano primo, le pareti dell’ala sinistra del palazzo saranno “rivestite” dai<strong> disegni dell’artista russa e dalle parole di Luca Tortolini tratte dello splendido, poetico racconto dell’infanzia parigina di François Truffaut</strong> (“<em>François Truffaut il bambino che amava il cinema</em>”) negli anni in cui si preparava a diventare il regista dei 400 Colpi, racconto di cui, Tempi Moderni, in collaborazione con Kite edizioni,&nbsp; ha realizzato un’inedita versione animata, che verrà proiettata a loop nella stanza adiacente.</p>
<p>A proseguire, nel secondo piano (rosa) e del terzo piano (giallo) del palazzo, saranno esposte le opere di Cauchetier, Kirkland e le fotografie e video documentari di Archivio Luce Cinecittà. I visitatori saranno accompagnati dai&nbsp;testi curati, magistralmente, in esclusiva, da <strong>Francesco Casetti,</strong> sterling professor of Humanities and Media and Film della Yale University.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 17.30 alle 20.30. Sabato e domenica orario continuato dalle 10.00 alle 20. Lunedì chiuso.</strong></span></p>
<p>Il costo del biglietto è di 8 euro (intero), 5 euro (ridotto per i ragazzi), scuole, gruppi organizzati superiori a 25 persone. Gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni. I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Palazzo Fruscione e on line su <a href="http://www.ticketsms.com/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #800080;"><strong>www.ticketsms.com</strong></span></a>. Il programma completo è consultabile sul sito <a href="https://www.nouvellevague3.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="color: #3366ff;">https://www.nouvellevague3.com/</span></strong></a></p>
<p>La mostra e la rassegna sono realizzati con il contributo della Regione Campania con il Comune di Salerno, la Camera di Commercio di Salerno, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, la Fondazione Tosi, Banca Campania Centro, Edil Pastore, Metoda Finance, Project Finance 4.0, Ritonnaro, Gruppo Sada e Virvelle.</p>
<p>Patrocini di: Università degli Studi Salerno, Università Alma Mater Studiorium di Bologna, Confindustria Salerno, Institut Français di Napoli Grenoble e Fondazione Ebris.</p>
<p>Partner tecnici: Del Basso, Marsia Ceramiche, Palazzo Innovazione, Pedone &amp; Tomeo Architets, Scermino Costruzioni, Smyb Business Logistics, The Guardian Vigilanza, Trotta&amp;Trotta srl, Caffè Trucillo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>È tutto liveness</title>
		<link>https://www.costozero.it/e-tutto-liveness/</link>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 15:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Amendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso amendola]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[finisterre]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La ridefinizione reciproca tra l’esecuzione dal vivo e quella &#8220;medializzata&#8221; &#160; In seguito alla pandemia si è molto riflettuto sul concetto di liveness e sugli effetti del Covid 19 sulle esperienze live che vivono sostanzialmente della prossimità fisica, mettendo in discussione il valore del qui e ora.&#160; E proprio lungo la lineare del “qui e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-9311" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro.jpg" alt="" width="425" height="283" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/02/teatro-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" />La ridefinizione reciproca tra l’esecuzione dal vivo e quella &#8220;medializzata&#8221;</strong><span id="more-9310"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito alla pandemia si è molto riflettuto sul concetto di <em>liveness</em> e sugli effetti del Covid 19 sulle esperienze live che vivono sostanzialmente della prossimità fisica, mettendo in discussione il valore del qui e ora.&nbsp;</p>
<p>E proprio lungo la lineare del “qui e ora” si sono sviluppate diverse produzioni. Un progetto di ricerca realizzato presso il Massachussetts Institute of Technology (MIT) ha trasformato il coronavirus in una melodia. Per farlo, un team di ricercatori ha utilizzato un’intelligenza artificiale e la tecnica che quest’ultima possiede di tradurre in musica il Covid-19.</p>
<p>L’intelligenza artificiale traspone in suoni e vibrazioni le sequenze di amminoacidi che compongono la catena proteica del virus. La melodia è di ben 109 minuti ed è possibile ascoltarla su <strong>Soundcloud</strong> del professore <strong>Markus Buehler</strong>.</p>
<p>Se da un lato la musica si fa portatrice di capacità scientifiche, come nel caso prima descritto, si verificano eventualità in cui la musica si pone al servizio della salvaguardia del benessere psicologico di un individuo o di un insieme di essi.</p>
<p>Divenuta la vera protagonista durante il lockdown, la musica ha conferito sollievo e profonda emozione, con scenari toccanti e inimmaginabili. Grazie all’utilizzo dei social network è stato possibile creare una rete di contatti che si dessero appuntamento ad una data ora per svolgere una vera e propria perfomance improvvisata.</p>
<p>I balconi e le finestre delle proprie abitazioni divenivano palcoscenici per rappresentazioni musicali e spettacoli arrangiati. Un sostanziale, radicale ripensamento del concetto di “liveness”.</p>
<p>Le prime riflessioni sulla liveness le dobbiamo a <strong>Philip Auslander</strong>, incentrate in modo particolare sulla performance, l’arte e la relazione con i media e la tecnologia, che si soffermano in maniera particolare sul teatro, la recitazione cinematografica, la performance art, il cabaret e la musica. Nel suo lavoro riguardante il rapporto tra l’esecuzione live e quella “medializzata” smonta l’idea di un’opposizione, stabilendo un processo di ridefinizione reciproca.</p>
<p>Questo approccio torna particolarmente utile alla luce dell’immersione online di questi ultimi mesi.</p>
<p>Partendo infatti dal principio che il live in sé non è uno stato incontaminato dai media ma, anzi, nasce insieme alla tecnologica, vediamo come la storia della performance dal vivo è legata indissolubilmente a quella dei supporti di registrazione e si estende per non più degli ultimi 100-150 anni.</p>
<p>«<strong>Lungi dall’essere invasa, contaminata o minacciata dalla mediazione, la performance dal vivo è sempre già inserita con le tracce della possibilità di mediazione tecnica che la definisce come dal vivo</strong>».&nbsp;In particolare Auslander, affrontando quella che è la performance musicale, assume una posizione abbastanza forte sulle distinzione tra la musica come essenza e l’essere fisico di chi la fa, in particolare attraverso i suoi studi sulle performance di David Bowie.</p>
<p>Egli in particolare afferma: «la musica non è un suono disgiunto dall’essere fisico di chi lo fa&#8230;i suoni che sento risultano direttamente da tutti gli aspetti dell’impegno fisico della persona e dell’atto di fare musica &#8211; tutti i suoni e i gesti che costituiscono la performance».</p>
<p>Tale affermazione rappresenta il risultato e la naturale evoluzione di un’indagine volta a mettere in discussione l’idea ancora diffusa che in una performance musicale sia utile o possibile ancora distinguere la musica dalla tecnica.</p>
<p>Auslander pone poi la questione sul pubblico e cioè tra quello che assiste allo show originale e quello che ne osserva la riproduzione, secondo cui l’autenticità deriverebbe dal percepire la performance riprodotta come facente parte del progetto estetico dell’artista.</p>
<p>Lo stesso concerto live, di cui conserviamo ingenuamente un’idea di purezza, che cos’è se non uno spettacolo in serie, mediato sempre e comunque dalla tecnologia e i software audio, i giochi di luce, i mega schermi e tutti gli effetti speciali, che fanno parte del grande evento medializzato, anche se il performer deve apparire vero e il concerto percepito come unico e irripetibile.</p>
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		<title>Hebanon Fratelli Basile 1830 incanta Arkeda 2021</title>
		<link>https://www.costozero.it/hebanon-fratelli-basile-1830-incanta-arkeda-2021/</link>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 08:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arkeda]]></category>
		<category><![CDATA[arredi]]></category>
		<category><![CDATA[daniele della porta]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze campane]]></category>
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		<category><![CDATA[hebanon fratelli basile 1830]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alla mostra-convegno dedicata all’architettura, edilizia, design e arredo la storica azienda &#8211; che da cinque generazioni si dedica all’ebanisteria &#8211; ha presentato le sue nuove collezioni che sanno di futuro e, al Fuorisalone, è stata premiata per Il Bosco interiore, installazione concepita insieme con l’architetto Daniele Della Porta &#160; Si è appena conclusa la IX [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Si è appena conclusa la IX edizione di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.arkeda.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ARKEDA</strong> </a></span>&#8211; salone dell’architettura, edilizia, design e arredo – alla Mostra d’oltremare a Napoli. Tra i principali protagonisti <span style="color: #666699;"><a style="color: #666699;" href="http://www.hebanon.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Hebanon Fratelli Basile – 1830</strong></a></span>, presente sia con una personale esposizione, sia come testimonial all’interno del laboratorio su Spazi pubblici Vs Spazi Privati.</p>
<p>Complice la pandemia, le abitudini di fruizione degli spazi domestici sono profondamente cambiate ed è per questo che Hebanon Studio ha colto la sfida ripensando alla funzionalità dei propri oggetti perché il vero lusso produce oggetti silenti e funzionali al di là della grandezza degli spazi in cui sono posizionati.</p>
<p>La filosofia di <em>slow design</em> ha guidato la storica azienda nell’ideazione, progettazione e realizzazione di arredi che mirano a ridare valore alla casa e a chi la abita.</p>
<p>Uomo e spazio ritrovano armonia in una nuova casa che esalta la qualità del tempo: un progetto dal design esclusivo e dalla funzionalità impeccabile in cui la bellezza dei legni esotici e del marmo naturale e la tecnologia, trasformano la funzione gli oggetti in base alle esigenze degli abitanti della casa.</p>
<p>Dinamica è la cucina con Isola e snack in legno integrato per il quotidiano e tavolo funzionale e autonomo per 12 persone o scrivania: lo snack di Dinamica ha un sistema brevettato che permette di sollevare il tavolo e staccarlo dall’isola, anche tramite app, e di posizionarlo in qualunque punto dello spazio, così da avere un tavolo fisso a tutti gli effetti senza la scomodità delle ruote.</p>
<p>Il <em>life style</em> proposto da Hebanon è diretto a quanti amano l’arte moderna e contemporanea, a quanti hanno carattere e personalità. L’attenzione, negli arredi firmati Hebanon, torna al reale valore delle cose.</p>
<p>Le nuove collezioni studiate da Hebanon Studio e dallo studio internazionale italofrancese <strong>Stefano Trapani</strong>, interpretano la natura: la storia che ci portiamo dentro e la bellezza del mondo sono gli elementi che ispirano le creazioni e che lasciano il segno sul legno.</p>
<p>Ma Hebanon lascia il segno anche al<strong> Fuorisalone di Arkeda 202</strong>1. Il 22 dicembre 2021, presso <strong>Nabi interior design</strong> a via Chiatamone, si è tenuta la serata di premiazione per la migliore installazione organizzata dall’agenzia <strong>The Sign di Loredana De Luca</strong>, la cui direzione artistica è stata affidata ad Antonella Venezia.</p>
<p>Vincitori ad ex equo “<strong>Il Bosco Interiore</strong>”, design di <a href="https://www.danieledellaporta.com/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #003300;"><strong>Daniele Della Porta</strong> </span></a>ed Hebanon Studio per Nabi Interior Design prodotto da Hebanon Fratelli Basile – 1830 e UnderWATER di Arch.tti Emilia Abate-Francesco Rotondale/ studio74ram per Arrichiello.</p>
<p><strong>Il Bosco interiore è stato premiato per l’originalità della comunicazione e della realizzazione dell’esposizione, per aver centrato un tema importante: la partecipazione diretta del fruitore con l’installazione.</strong></p>
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<p><strong>IL BOSCO INTERIORE</strong></p>
<p><img class="alignleft  wp-image-9215" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1.jpg" alt="" width="289" height="434" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1-200x300.jpg 200w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1-768x1152.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1-683x1024.jpg 683w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/BOSCO-1-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>L’installazione è stata realizzata in cirmolo grezzo, odoroso legno con cui venivano fatti gli intagli sin dall’antichità, in contrasto con i raffinati interni intarsiati realizzati in Betulla Grigia e Frassino nero.</p>
<p>Si tratta di un’opera polisensoriale in quanto coinvolge non solo la vista ma anche il tatto e l’olfatto. L’opera gioca sui contrasti: la rude struttura esterna esalta la raffinatezza interiore creando un’ambiente di elegante bellezza intimistica.</p>
<p>L’idea è quella di rovesciare l’iconografia classica dell’arredo che privilegia l’esterno all’interno, per trasmettere un messaggio chiaro: la bellezza va scoperta nei dettagli e la raffinatezza è un processo dell’anima. Il bosco è la parte affascinante del nostro io, selvaggia, e spesso sconosciuta.</p>
<p>La sua ombra stilizzata e dinamica scandisce il percorso del visitatore intorno a sé e dentro sé, lo accompagna e lo avvolge.</p>
<p>Il rigore degli intarsi studiati per immergere in un bosco ideale il visitatore, le <em>nuances</em> neutre che tendono ad esaltare i colori dei vestiti e la luce trasversale che tenta di imitare la luce tenue della luna che accarezza i corpi di coloro che sostano nel bosco, sono tutti gli elementi che compongono il bosco interiore.<img class="wp-image-9216 alignright" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1.jpg" alt="" width="185" height="278" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1.jpg 1520w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1-200x300.jpg 200w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1-768x1152.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1-683x1024.jpg 683w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_interiore_interno_specchio1-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 185px) 100vw, 185px" /></p>
<p>La spirale lignea, studiata per nascondere e allo stesso tempo accogliere allo stupore, diventa anche il luogo perfetto per una riflessione sul proprio vissuto: un viaggio raccontato dalle linee verticali che scandiscono il passaggio all’interno fino alla scoperta di sé in cui riflettersi, grazie allo specchio posto internamente sulla parte superiore della spirale. Ed è proprio quando si ha consapevolezza di sé che si dà il meglio con gli altri: e qui si manifesta il reale scopo dell’oggetto in cui la persona può fotografare il suo riflesso diventando così essa stessa elemento imprescindibile del Bosco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arte per buone cause, all’incanto opere di Riccardo Dalisi</title>
		<link>https://www.costozero.it/arte-per-buone-cause-allincanto-opere-di-riccardo-dalisi/</link>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 10:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[asta]]></category>
		<category><![CDATA[beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[enzo paravia]]></category>
		<category><![CDATA[museo diocesano di salerno]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo dalisi]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il ricavato della vendita delle opere del famoso artista sarà devoluto a differenti associazioni ed enti no profit del territorio salernitano&#160; &#160; Sabato 11 dicembre 2021 &#8211; ore 17,30 partecipa a un’asta imperdibile: saranno messe all’incanto alcune opere dell&#8217;artista e designer dalla fama internazionale Riccardo Dalisi, tratte dalla mostra “Il vuoto e il pieno” visitabile [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-9134" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2.jpg" alt="" width="384" height="256" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/12/asta_2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" />Il ricavato della vendita delle opere del famoso artista sarà devoluto a differenti associazioni ed enti no profit del territorio salernitano&nbsp;<span id="more-9133"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 11 dicembre 2021 &#8211; ore 17,30 partecipa a un’asta imperdibile: saranno messe all’incanto alcune opere dell&#8217;artista e designer dalla fama internazionale Riccardo Dalisi, tratte dalla mostra “Il vuoto e il pieno” visitabile fino al 12 gennaio presso la Pinacoteca provinciale di Salerno.</strong></p>
<p>A ideare la rassegna e la vendita all’asta la Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. a cura di don Gianni Citro e la Ack srl di Vincenzo Paravia, in collaborazione con lo studio Dalisi.</p>
<p>Il ricavato sarà interamente devoluto a diversi enti benefici attivi sul territorio salernitano, tra cui la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione Comunità Salernitana e altri ancora.</p>
<p>La registrazione dei partecipanti (come da regolamento) è consentita attraverso il sito <strong>www.multiplando.com</strong> dal giorno 7 dicembre 2021, oppure direttamente in presenza&nbsp;a partire dalle ore 16:30 del giorno 11 dicembre 2021.</p>
<p>L’asta sarà ripresa in diretta sul canale Instagram (<strong>@ack_solutions</strong>) e si terrà contemporaneamente sia in presenza sia online accreditandosi sul sito.</p>
<p><strong>Il primo lotto verrà messo in vendita alle ore 18:00.</strong></p>
<p><strong>Le opere in vendita sono attualmente esposte e visionabili presso il Museo Diocesano dalle&nbsp;</strong><strong>ore 9,00/13,00 – 15,00/19,00, eccetto il mercoledì.</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
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