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	<title>leve &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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		<title>TURISMO 5.0, OTTO LEVE PER ABITARE IL CAMBIAMENTO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 13:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alex Giordano]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-14070" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve.jpg" alt="" width="452" height="301" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/10/8leve-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /><strong>L’Intelligenza Artificiale può aiutare il turismo a crescere. La direzione, però, la scelgono i territori</strong><span id="more-14069"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’intelligenza artificiale può prevedere la domanda, rispondere agli ospiti e aiutare un albergo a organizzare il lavoro. Non può, da sola, decidere quale <strong>turismo</strong> desideriamo. Se vende meglio gli stessi luoghi negli stessi giorni, può aggravare congestione, rincaro delle case, lavoro povero e dipendenza dalle piattaforme. Prima di scegliere gli strumenti, dovremmo chiederci chi trae valore dalla crescita turistica, dove resta quel valore e quale vita rende possibile nei territori.</p>
<p>A <strong>Salerno</strong> questa domanda non è teorica. Nel 2024 la provincia ha registrato oltre 1,4 milioni di arrivi e più di 5,1 milioni di presenze. I voli commerciali <strong>all’aeroporto Costa d’Amalfi e del Cilento</strong> hanno aperto nuovi accessi. Nello stesso tempo la costa, la città, il Cilento e le aree interne vivono condizioni molto diverse. Bisogna distinguere dove la domanda crea opportunità e dove consuma le condizioni stesse dell’ospitalità. Anche queste riflessioni sono maturate nel lavoro di <strong>PIDMed</strong>, Punto Impresa Digitale Mediterraneo della Camera di Commercio di Salerno, in partnership con l’Università Federico II.</p>
<p>Con i colleghi <strong>Stefania Escobar, Gabriele Granato e Mara Normando e lo staff</strong>, abbiamo accompagnato circa 60 imprese del territorio attraverso il progetto.</p>
<p>Il voucher i4.0 dedicato al turismo nel 2025 ha coinvolto 61 imprese beneficiarie, più di 20 comuni e oltre 670mila euro di risorse. Abbiamo incontrato bisogni concreti di tempo, conoscenza dei clienti e autonomia dagli intermediari, ma anche la difficoltà di governare gli strumenti acquistati. <strong>Ne abbiamo tratto otto leve del Turismo 5.0.</strong></p>
<p>Sono riflessioni nate dal confronto con chi affronta ogni giorno problemi organizzativi, mercati mutevoli e vincoli molto concreti. Le abbiamo raccolte in un instantbook che i lettori potranno scaricare tramite il link ebook-turismo.pidmed.</p>
<p><strong>La prima è la centralità delle persone e delle comunità. In un territorio turistico contano anche chi ci vive, chi ci lavora e chi tiene aperta un’impresa tutto l’anno.</strong></p>
<p>Accessibilità, orari meno affollati e più tempo umano per l’accoglienza sono risultati per cui vale la pena innovare. Lo sono finché migliorano l’esperienza senza peggiorare la vita di chi abita il luogo.</p>
<p><strong>La seconda leva è l’innovazione radicata nel territorio</strong>. Le piattaforme tendono a uniformare fotografie, punteggi e promesse di destinazioni diverse. Salerno, la Costiera, il Cilento e i paesi dell’interno non sono varianti dello stesso catalogo. Una tecnologia appropriata può collegare un cammino a un produttore agricolo, un museo a un laboratorio artigiano, una visita al paesaggio che l’ha resa possibile. Il racconto digitale dovrebbe aiutare a riconoscere le differenze, comprese quelle meno facili da mettere in vetrina.</p>
<p><strong>La terza è il rafforzamento delle micro, piccole e medie imprese.</strong> Alberghi, B&amp;B, ristoranti, guide, aziende agricole e operatori culturali danno sostanza alla reputazione di una destinazione. Spesso prenotazioni dirette, contatti ordinati e lettura delle recensioni valgono più di soluzioni sofisticate che nessuno sa usare. Le piattaforme restano canali importanti, ma l’impresa deve conservare la conoscenza dei propri ospiti e la possibilità di scegliere come relazionarsi con loro. Anche questa è competitività.</p>
<p><strong>La quarta leva riguarda i dati come bene condiviso e la sovranità digitale territoriale</strong>. Prenotazioni e spostamenti producono informazioni che spesso si concentrano lontano dai luoghi che accolgono i visitatori. Servono osservatori e regole chiare per condividere dati aggregati tra imprese e istituzioni, rispettando le persone. Sapere quando un centro storico si avvicina alla saturazione o quali esperienze funzionano fuori stagione permette di decidere meglio. Il punto è chi può leggere quelle informazioni e farne una scelta pubblica e imprenditoriale.</p>
<p><strong>La quinta è la sostenibilità intesa come rigenerazione</strong>. Ridurre consumi e rifiuti è indispensabile, ma contano anche lavoro, botteghe, servizi, agricoltura e artigianato. Prenotazioni distribuite nella settimana, meno sprechi e accordi con produttori locali possono trattenere più valore nell’economia del luogo. Chiamerei sostenibile un’attività che contribuisce alla tenuta del territorio anche quando l’ospite riparte.</p>
<p><strong>La sesta leva è il governo dei flussi e della pressione turistica</strong>. I numeri complessivi nascondono concentrazioni molto precise nello spazio e nel tempo. Se gli algoritmi premiano solo ciò che è già popolare, la visibilità accumula altra visibilità e la pressione cresce proprio dove è più difficile assorbirla. Accessi monitorati, mobilità integrata e proposte per altri periodi o itinerari possono aiutare. Le decisioni su abitazioni, servizi e spazi pubblici spettano però alle amministrazioni, non alle dashboard.</p>
<p><strong>La settima è il passaggio dal turista consumatore al viaggiatore partecipante</strong>. Penso a un’ospitalità che renda visibili le persone e le filiere dietro ciò che si mangia, si visita e si fotografa, e che inviti a rispettarne tempi e limiti. Un laboratorio con un artigiano, un’esperienza agricola, un cammino accompagnato da chi conosce il territorio aprono una relazione diversa. Il digitale può preparare quell’incontro prima della partenza e mantenerlo vivo dopo il ritorno; non può sostituirlo.</p>
<p><strong>L’ottava leva è una governance collaborativa</strong>. Nessuna piccola impresa può, da sola, riequilibrare i flussi o costruire un osservatorio. Camere di Commercio, Comuni, Regione, università, imprese e comunità devono lavorare su problemi riconoscibili, dati affidabili e risultati verificabili. PIDMed può svolgere una funzione di raccordo, ascoltando i fabbisogni delle imprese e trasformandoli in formazione e strumenti utili.</p>
<p><strong>Le DMO che prendono forma in Campania dovrebbero assumere la responsabilità di coordinare conoscenza, offerta e vivibilità. Queste otto leve sono una proposta maturata nel lavoro con le imprese del territorio. Raccolgono problemi che abbiamo incontrato, soluzioni che abbiamo discusso e domande sulle quali vale la pena continuare a confrontarsi. Le offriamo come punto di partenza per un dibattito che coinvolga anche istituzioni, lavoratori e comunità locali, perché gli effetti del turismo riguardano tutti loro.</strong></p>
<p>Mi auguro che l’intelligenza artificiale ci aiuti a comprendere meglio i luoghi e a prendere decisioni più consapevoli, senza diventare soltanto uno strumento per attirare altri visitatori. Il turismo che vorremmo costruire sa accogliere e produrre reddito, ma si prende anche cura delle condizioni che rendono possibile la vita nei territori e restituisce loro una parte del valore che genera.</p>
<p>&nbsp;</p>
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