L’incentivo nella versione attuale rimarca la necessità, per l’imprenditore, di avere disponibili risorse proprie per la conclusione dell’investimento, prevedendo anche una premialità in sede di valutazione. Un elemento di indubbia criticità se si tiene conto della giovane età dei beneficiari comunque in stato di disoccupazione
L’incentivo Resto al Sud 2.0 è diretto a quanti intendono avviare un’attività di lavoro autonomo, attività d’impresa e libero professionali con sede operativa nei territori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I destinatari sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti che, all’atto dell’invio della richiesta degli incentivi, siano disoccupati, inoccupati, inattivi oppure siano disoccupati GOL. Sono inoltre inclusi coloro che si trovano in condizioni di marginalità e vulnerabilità sociale o discriminazione come previsto dal PN GDL. La dotazione complessiva è pari ad euro 356.400.000,00.
Sono ammissibili le iniziative di avvio di attività di lavoro autonomo, mediante apertura di partita iva; impresa individuale tramite iscrizione al registro delle imprese; impresa in forma societaria, nelle forme di snc, srl, sas e società cooperativa, regolarmente iscritte al registro delle imprese.
La presentazione delle domande di agevolazione avviene esclusivamente tramite procedura informatica. La valutazione è a sportello e in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e nel limite delle risorse disponibili. Invitalia procede quindi alla verifica della completezza delle informazioni e dei dati, alla valutazione del piano d’impresa secondo i parametri indicati nel decreto direttoriale 08/10/2025, al calcolo dei punteggi minimi di ammissibilità, a un colloquio da remoto centrato sulle competenze necessarie alla realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale, riservandosi la richiesta di integrazioni utili al fine di completare l’iter di valutazione.
Sono finanziabili le nuove iniziative imprenditoriali in tutti i settori economici a eccezione di quelli rientranti nel settore agricolo, pesca e acquacoltura.
Sono oggetto di incentivo le opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria entro il limite del 50% del piano degli investimenti. Sono inoltre finanziabili beni strumentali nuovi di fabbrica quali attrezzature, macchinari, arredi, nonché programmi informativi e servizi per tecnologie, licenze d’uso software, immobilizzazioni immateriali, consulenze tecniche specialistiche, certificate da ETS, e fino al 30% dell’ammontare del programma di investimento. Non sono ammissibili, invece, investimenti diretti all’acquisto di fabbricati, terreni, interessi passivi e imposte, spese relative al capitale circolante, acquisto materie prime e semilavorati, utenze, canoni di locazione nonché consulenze legali, fiscali, tributarie e per la predisposizione della domanda di finanziamento. Gli investimenti vanno realizzati entro 16 mesi dalla data del provvedimento di concessione. È ammissibile la richiesta di proroga fino ad un massimo di 4 mesi.
L’incentivo Resto al Sud 2.0 può avere una duplice gestione, comunque alternativa. Per piano di investimento fino ad euro 120.000,00 il contributo a fondo perduto può essere concesso fino al 75%, ridotto al 70% nel caso di investimenti compresi tra 120.000,00 e il massimale di 200.000,00 euro.
Altresì le iniziative economiche possono richiedere una diversa tipologia di contributo, sotto forma di voucher e pari al 100% a fondo perduto del piano degli investimenti entro il limite di euro 40.000,00 elevato a 50.000,00 in caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali nonché di beni diretti ad assicurare sostenibilità ambientale o risparmio energetico. A differenza del contributo per i programmi di investimento, il voucher non prevede l’inserimento delle opere edili tra le spese finanziabili.
I contributi sono erogabili da parte di Invitalia in 2 SAL di cui il primo valido solo a fronte di un investimento realizzato, ancorché non quietanzato, tra il 30% e il 70% della spesa e il secondo a saldo, una volta ultimato e quietanzato l’intero investimento.
La misura agevolativa rappresenta sicuramente una ghiotta opportunità per i giovani che vogliano avviare una attività d’impresa con un incentivo elevato a fondo perduto, quasi a rappresentare un elemento di rottura rispetto alle misure finora adottate da Invitalia in merito all’autoimpiego in cui la prerogativa era quella di finanziare l’intero investimento con un contributo misto tra fondo perduto e finanziamento agevolato. Con il Resto al Sud 2.0 si pone l’accento invece, oltre che sulle competenze del proponente, anche sulla disponibilità di mezzi propri necessari per la conclusione dell’investimento prevedendo anche una premialità in sede di valutazione.
La riflessione è profonda poiché da un lato è sicuramente necessario avere una dotazione di mezzi propri al fine di avviare una attività d’impresa, non potendo essere né necessaria né sufficiente la solo presenza del contributo a spingere per l’avvio di una iniziativa imprenditoriale, dall’altro la suindicata disponibilità sicuramente rappresenta un elemento di difficoltà vista la platea di beneficiari di età giovane e comunque in stato di disoccupazione.