Politiche, interventi e azioni per combattere l’obesità

Approvata la prima legge al mondo che considera l’obesità una malattia cronica, un passo fondamentale per lo sviluppo di un sistema di prevenzione e accesso alle cure più efficace

Finalmente una buona notizia! È stato infatti approvato in via definitiva da parte dell’Aula del Senato – nei giorni scorsi –  il disegno di legge sull’obesità. Punti fondamentali della legge sono il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante,  l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e l’inclusione nel Piano Nazionale della Cronicità.

Altro traguardo raggiunto è l’istituzione di un Fondo mirato per la cura e la prevenzione dell’obesità. Sebbene l’OMS abbia classificato l’obesità come malattia fin dal 1948, solo nel 2018 siamo riusciti a pubblicare il Manifesto dell’Italian Obesity Network per un futuro sostenibile e dopo cinque anni abbiamo prodotto una nuova edizione che ha identificato un percorso virtuoso finalizzato al raggiungimento dei principali obiettivi. È importante avere presenti tre nuovi concetti: sindemia, esposoma e planetary health. Il termine sindemia deriva dalla crasi delle parole sinergia, epidemia, pandemia ed endemia.

L’interazione di obesità, denutrizione e cambiamenti climatici è compresa nel termine Global Syndemic per la loro copresenza nello stesso periodo storico, le comuni determinanti sociali e la reciproca influenza. L’esposoma è l’insieme di fattori esterni in grado di incidere sulla nostra vita. Gli inquinanti chimici, comprese micro e nanoplastiche, influenzano il sistema endocrino, favorendo l’aumento di peso e l’obesità. Questi inquinanti vengono denominati interferenti endocrini. Senza una attenzione critica per l’ambiente anche comportamenti virtuosi possono diventare fonte di pericolo.

Lo sviluppo urbano da un lato ha reso la vita di tutti i giorni più comoda, dall’altro ha determinato un peggioramento delle condizioni di salute. La definizione salute del pianeta (Planetary Health) si riferisce alla salute interdipendente tra gli esseri umani e l’ambiente; la salute dell’uno è strettamente legata a quella dell’altro.

L’Urban Health Rome Declaration del 2017 ha definito gli aspetti strategici per migliorare la salute nelle città.

Gli interventi devono avvenire attraverso un approccio di tipo olistico, per quanto riguarda la persona e di tipo multisettoriale per quanto attiene alle politiche di promozione della salute nell’ambito del contesto urbano.

È necessario mettere in campo azioni collettive e impegno globale. La salute del pianeta dipende dalla salute urbana e rurale. Siamo in sintonia con quanti affermano che è necessario immaginare la città del domani come se fosse un organismo vivente e non come un contenitore in cui le persone si rifugiano solo per trascorrere la notte.

E da organismo vivente dev’essere capace di cambiare ed evolversi, così come mutano le esigenze delle persone.