Il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Salerno diventa un vero e proprio visit center in cui le imprese avranno la possibilità di testare le principali tecnologie 4.0 prima di acquisirle
La transizione digitale conquista le imprese del Sud Italia che programmano (il 35% di esse), nei prossimi tre anni, investimenti in tecnologie 4.0 superiori alla media dell’intero Paese (32,8%). Il dato, emerso da una recente indagine (settembre 2025) di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, testimonia l’importanza che l’automazione dei processi riveste, nell’aumentare l’efficienza interna e ridurre i costi. L’ottimizzazione è, infatti, il principale obiettivo che spinge le aziende a investire in questa direzione.
A sostenere questo trend e a indirizzarlo verso obiettivi concreti e sostenibili è l’azione del Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Salerno, il PIDMed che ha da poco concluso “Fare Digitale”, corso gratuito di formazione digitale realizzato in collaborazione con l’associazione Fare Digitale APS e l’Hub Rete Salerno, progetto sostenuto dal Ministero per lo Sport e i Giovani e attuato da Invitalia. Sono state circa 100 le imprese salernitane che hanno preso parte, con più di 150 rappresentanti, a sei incontri durante i quali i partecipanti hanno potuto valutare il proprio grado di maturità digitale, studiare nuovi modelli di business e di marketing, definire strategie per la trasformazione digitale, anche attraverso l’introduzione e la conoscenza dell’intelligenza artificiale e dell’automazione, imparare a fare dei dati aziendali un valido supporto al processo decisionale.
Un percorso che ha coinvolto imprese provenienti da tutti i territori della provincia di Salerno, molte delle quali a guida femminile, e operanti in diversi settori merceologici: artigianato, agricoltura, servizi, edilizia e turismo, i più rappresentati, permettendo di formarsi sulle tematiche di pertinenza, ma anche di conoscersi, sviluppare collaborazioni e contaminazioni.
«Quest’esperienza – ha dichiarato il presidente di Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno, Andrea Prete – ha rafforzato il ruolo del nostro Punto Impresa Digitale, convogliando presso la Camera di Commercio una serie di professionalità di assoluto valore, anch’esse provenienti dal salernitano».
Dallo studio Tagliacarne emergono anche alcune criticità. Tra queste, la carenza di competenze interne aziendali che costituisce il principale ostacolo a introdurre tecnologie 4.0.
«Stiamo investendo molto affinché il livello di digitalizzazione delle nostre imprese, soprattutto delle micro e piccole cresca – ha aggiunto Prete – e non solo in termini di diffusione, ma anche in qualità e grado d’innovazione. Affinché la nostra opera sia completa – ha concluso Prete – siamo parallelamente al lavoro per sostenere occasioni di formazione anche per i giovani e favorire il reperimento delle risorse umane necessarie alle imprese che vogliono crescere e modernizzarsi».
Il corso, realizzato in collaborazione con l’associazione Fare Digitale APS, ha accompagnato le imprese, da febbraio a giugno, in un percorso di conoscenza che gli ha permesso di: esaminare l’adozione di nuove tecnologie; ripensare i processi; aggiornare la comunicazione e le strategie aziendali.
«Il successo dell’iniziativa – ha commentato Martina Nicolino, presidente dell’Associazione salernitana Fare Digitale APS – è il frutto di un’organizzazione impeccabile e di contenuti di altissimo livello, portati dai docenti, tutti soci di Fare Digitale. È, soprattutto, la dimostrazione della determinazione e della voglia di riscatto di chi lavora e investe nel Sud».
A tenere le lezioni sei grandi esperti di trasformazione digitale e intelligenza artificiale, le eccellenze salernitane Gabriele Granato, Giuseppe Noschese, Michele Aponte, Dario Russo, Mara Normando e Luigi Ferrara. Con loro anche sei imprese salernitane che, sempre supportate dalle attività di PIDMed, hanno già completato con successo un percorso di digitalizzazione. Tra le tante imprese che si sono avvalse della consulenza e dell’orientamento del PIDMed c’è la Cooperativa Nuovo Cilento, realtà storica dell’entroterra salernitano, che ha introdotto nella propria produzione tecnologie abilitanti 4.0 e modelli cooperativi tradizionali.
Il progetto ha previsto l’integrazione di sensori IoT per il monitoraggio delle coltivazioni, l’utilizzo di sistemi predittivi e soluzioni avanzate in frantoio per migliorare la qualità e la tracciabilità dell’olio extravergine, riducendo allo stesso tempo sprechi energetici e ambientali. Per questa iniziativa la Cooperativa Nuovo Cilento è tra i finalisti del Premio nazionale “Top of the PID 2025”, promosso da Unioncamere in collaborazione con i Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio. La selezione tra i finalisti rappresenta un riconoscimento all’impegno dell’impresa verso una transizione digitale sostenibile, in linea con gli obiettivi di innovazione promossi dal sistema camerale. Un importante riconoscimento per la Cooperativa ma anche per il PIDMed che ha sostenuto la realizzazione del progetto promuovendo un modello di Trasformazione Digitale a impatto positivo su economie, società e ambiente in grado di valorizzare anche l’identità storica del Sud e della Campania. Da qualche settimana il PIDMed, il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Salerno nato in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” è entrato a far parte di PIDLab, il nuovo servizio attivato dai Punti Impresa Digitale per offrire alle imprese uno spazio dove ‘toccare con mano’ le tecnologie, sperimentarle, simulare applicazioni operative prima di fare investimenti consistenti. PIDMed, dunque, apre le sue porte divenendo un vero e proprio visit center dove le imprese avranno la possibilità di testare le principali tecnologie 4.0 (blockchain, manifattura additiva, intelligenza artificiale, navigazione immersiva interattiva, internet delle cose e delle macchine, stampa 3D, realtà virtuale,) prima di acquisirle.
«Siamo orgogliosi del cammino svolto sin qui – dichiara Alex Giordano direttore scientifico di PIDMed – adesso la nuova sfida, accogliere le imprese nel nostro Lab passando da una formazione teorica a una esperienziale in ottica test before invest».
C’è poi il nodo delle risorse. Le micro e piccole imprese, le imprese giovani e quelle a guida femminile, sempre secondo il rapporto Tagliacarne, sono quelle che hanno più difficoltà a recuperare terreno sulla digitalizzazione e a investire in queste tecnologie entro il 2027.
Per questo motivo nell’ambito del corso Fare Digitale, PIDMed si è avvalsa anche della collaborazione dell’Hub Rete Salerno, progetto sostenuto dal Ministero per lo Sport e i Giovani e attuato da Invitalia che promuove l’autoimprenditorialità e l’accesso agli incentivi per giovani e start up. «Abbiamo collaborato alla riuscita del progetto PIDMed – ha detto Antonio Santoro, manager Hub Rete Salerno – presentando i servizi erogati presso l’Hub e soprattutto il servizio di accompagnamento agli incentivi di Invitalia che permette a tanti giovani e aspiranti imprenditori di poter avviare un percorso per sviluppare la loro idea d’impresa, trasformarla in un progetto e portarlo al finanziamento».