Nuova anagrafe tributaria

santolo cannavaleChi metterà le mani nella montagna di dati bancari trasmessi al fisco?

 

Parte la nuova anagrafe dei rapporti finanziari prevista dall’articolo 11, commi 2 e 3, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. “Salva Italia”), convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 “Modalità per la comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari”.

Banche, Poste e società di gestione del risparmio dovranno comunicare entro il prossimo 31 ottobre all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sui conti correnti, le movimentazioni degli stessi, gli investimenti, l’utilizzo delle carte di credito e delle cassette di sicurezza riferiti al 2011. In successiva progressione saranno inviati i dati 2012/2013.
Molti cittadini e professionisti giudicano con grande disappunto uno dei provvedimenti più inopportuni e subdoli “sfornati” dal Governo Monti, con accondiscendenza e voto palese di tutte le forze politiche della passata legislatura.

Fino ad oggi il Fisco aveva accesso solo ai dati identificativi del conto corrente e poteva chiedere maggiori informazioni solo dopo l’apertura di un accertamento formale a carico di un contribuente specifico. Ora, invece, conoscerà di ogni singolo rapporto finanziario esistente anche i saldi iniziali e finali dell’anno, gli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere, tutti gli accrediti e i bonifici e tutti i dati riferiti ai conti deposito titoli e obbligazioni, ai buoni fruttiferi, ai contratti delle gestioni risparmio e patrimoniali, il numero di accessi alle cassette di sicurezza, gli incrementi di valore o i riscatti relativi alle polizze assicurative, gli acquisti e le vendite di oro, ecc..

Sono in molti a ritenere che la trasmissione di tutti i dati bancari all’Agenzia delle Entrate sia in contrasto con le più elementari regole di privacy. Vi è da chiedersi: quante persone, quanti e quali enti metteranno le mani in questa invitante montagna di dati disponibile a partire da ottobre 2013?
Marino Longoni in un suo articolo su ItaliaOggi, nelle scorse settimane, ha scritto: <<Siamo tutti cresciuti con l’idea che una qualsiasi somma di denaro depositata in banca fosse al sicuro. Adesso non è più così. Anzi. Oggi mettere in banca un capitale è come mettere la testa dentro la bocca del leone. Si può solo sperare che la bestia non abbia appetito. La bestia è naturalmente l’amministrazione finanziaria>>.

L’Agenzia delle Entrate, allo stato attuale, ha mille modi per monitorare entrate e consumi dei cittadini, per valutare la capacità reddituale di tutti i contribuenti. Il rinvio della data di partenza da marzo ad ottobre 2013 potrà consentire al nuovo Parlamento, guidato da Laura Boldrini e Pietro Grasso, di cancellare definitivamente questo anomalo provvedimento. Destinatari dello stesso sarebbero i soliti cittadini e imprenditori di buona volontà, ancora fiduciosi nel rapporto franco e costruttivo con gli apparati dello Stato. Viene da chiedersi tra l’altro quanto pesi sulle casse dello Stato la nuova, complessa impalcatura informatica destinata a ricevere la stratosferica massa di informazioni dal sistema bancario e finanziario nazionale. Non sarebbe più opportuno e produttivo impiegare uomini e mezzi per individuare e monitorare i conti degli italiani operanti in Svizzera, Cipro, Malta, Irlanda, Lussemburgo, ecc. ecc.?

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