Il Mercosur avrà un avvio temporaneo mentre l’intesa con l’India diventa il vero asse globale
In uno scenario in cui la frammentazione del commercio globale e politiche protezionistiche tornano prepotentemente alla ribalta, l’Unione europea è chiamata a conciliare l’apertura dei mercati con la tutela degli interessi strategici e di sostenibilità. La risposta dell’Unione resta ancorata a una visione multilaterale del commercio internazionale. Gli Accordi di Libero Scambio (ALS) sono ancora considerati strumenti essenziali per garantire accesso ai mercati, diversificazione delle catene del valore e prevedibilità normativa per le imprese. La nuova generazione di accordi commerciali riflette questa impostazione garantendo per tutti standard regolatori sui temi della sostenibilità, degli investimenti, e della tracciabilità di prodotto.
Un caso è l’accordo UE-India, concluso il 27 gennaio 2026 dopo anni di negoziati. Attualmente l’India applica dazi molto elevati sui prodotti di origine europea: fino al 110% sulle automobili, oltre 150% sui vini, e tariffe medie superiori al 16–22% su macchinari, chimica e prodotti industriali. Mediante tale accordo, verrebbero eliminati/ridotti progressivamente i dazi su circa il 96,6% del valore delle esportazioni UE verso l’India, con risparmi stimati in circa 4 miliardi di euro l’anno e con l’obiettivo dichiarato di raddoppiare le esportazioni entro il 2032.
Di segno opposto è la situazione dell’accordo UE-Mercosur – “Mercato Comune del Sud America”. In data 26 febbraio 2026 Argentina e Uruguay hanno ratificato per primi l’accordo commerciale tra l’Unione europea e i paesi aderenti al Mercosur. La ratifica dell’accordo da parte di un primo paese contraente consente alla Commissione europea di poter procedere rapidamente con l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale UE-Mercosur. La stessa presidente della Commissione EU – Ursula Von Der Layen – ha annunciato l’avvio dell’applicazione in via provvisoria dell’accordo, in attesa del voto finale del Parlamento europeo. In questo momento storico, il Mercosur rappresenta il vero partner strategico per l’Ue al fine di consentire una completa diversificazione delle proprie relazioni commerciali globali anche in considerazione dell’ampio mercato che si compone di oltre 700 milioni di (potenziali) consumatori. L’accordo intende infatti eliminare tariffe elevate (es. fino al 35% su automobili e bevande) e a considerare specifici contingenti tariffari per prodotti “sensibili” come carne bovina e pollame.
Per le imprese esportatrici dell’UE, questi sviluppi presentano impatti tangibili e sviluppi pratici. Il potenziale accordo con l’India aprirebbe, infatti, un (nuovo) mercato di circa 1,45 miliardi di consumatori, riducendo barriere tariffarie spesso proibitive.
L’Unione europea persegue la diversificazione commerciale attraverso gli accordi con India e Mercosur per mitigare l’instabilità geopolitica, ulteriormente accresciuta dal conflitto in Medio Oriente che minaccia le rotte di approvvigionamento tradizionali. In questo scenario, la sicurezza economica diventa prioritaria per Bruxelles, rendendo necessario il superamento delle resistenze interne per allineare la volontà politica alle esigenze di mercato sempre più pressanti.