L’innovazione antropocentrica

Federico Gilblas, presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici Confindustria Salerno: «A sfidarsi idee potenti che spingono un nuovo modello di crescita, duratura ed etica»

Presidente, cosa resta dell’edizione 18 del Premio Best Practices per l’Innovazione?

Quella di giugno ha segnato una fase adulta per l’evento nato nel 2006 in seno al Gruppo SIT di Confindustria Salerno, allo scopo di promuovere l’innovazione italiana, spingendo sulle sinergie moltiplicatrici tra startup, centri di ricerca, spin off e imprese per tradurre idee in applicazioni concrete.

A queste ultime, in particolare, ha parlato l’edizione 2025. Tenuto conto che alcune PMI mostrano ancora difficoltà nell’uso consapevole delle tecnologie digitali – spesso non disponendo del capitale umano adeguato ai tempi e, ancor di più, di quello finanziario necessario a innovare i propri prodotti, processi e modelli di business – il Premio si è posto quest’anno, tra gli altri, anche l’obiettivo di far attecchire, nelle aziende mature, logiche, modalità e prassi smart, tipiche del mondo delle startup.

Sullo sfondo, la ratio di sempre: dare vita ad alleanze sistemiche che durino e che conducano a mutui vantaggi per tutti gli attori coinvolti.

Abbiamo avuto l’opportunità così di conoscere idee davvero brillanti, che già migliorano il comparto cui fanno riferimento.

A Salerno ha sfilato il meglio dell’innovazione antropocentrica, quella in cui la dimensione sostenibile è preponderante perché è quella che consente uno sviluppo duraturo, equo e in linea con i nuovi bisogni dei cittadini.

Si sono sfidati numerosi progetti innovativi per le categorie AeroVision; AgriNext; SustainAble e Digital Transformation, individuate come i principali terreni di sfida per la competitività presente e futura dell’industria. Cosa è emerso dai progetti in gara?

Da tempo il nostro Paese necessita di un piano industriale chiaro, di ampio respiro e capace di metterci in condizioni di crescere dell’1,5/2%, puntando soprattutto su ciò che può accelerare la crescita del Paese, vale a dire su investimenti in innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e sostenibilità.

Per meglio indagare gli ambiti di studio scelti per questa edizione, come per lo scorso anno, abbiamo affidato a SRM – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo – il compito scientifico di elaborare 4 paper tematici in cui è indicato alle aziende dove e come al momento è più redditizio investire. Un lavoro di grande pregio che siamo certi servirà da bussola efficace per le imprese, potenziandone visione, reattività e dinamismo. Tra le idee venute alla ribalta, alcune semplicemente risolutive, come le piattaforme in grado di integrare le funzioni HR in un’unica soluzione digitale, oppure assistenti vocali con intelligenza artificiale integrati su dispositivi embedded, funzionanti offline, personalizzabili per industria ed education, o ancora soluzioni che propongono un autentico cambio di paradigma nell’ambito dell’accesso allo spazio o alla tutela del mare. Siamo certi che ciascuna di queste innovazioni farà la differenza nel mercato di riferimento.

Tra le novità più identitarie di questa edizione, l’hackathon organizzato con studenti speciali, quelli degli ITS Academy Te.La. – voluto e realizzato da Confindustria Salerno in collaborazione con partner qualificati per fornire alle aziende del territorio giovani specializzati per il comparto agroalimentare – e l’Its Academy NewtechSi, che forma invece profili professionali in Area Tecnologica dei servizi alle imprese. Soddisfatti del genio creativo dei più giovani?

Quella dell’hackathon è stata un’occasione di arricchimento per le nostre imprese, ma anche per i 50 giovani che si sono misurati mettendo in gioco conoscenze e competenze alla ricerca della soluzione più efficace alle sfide aziendali poste da La Doria Spa e da 12Venture. In un contesto in cui il talento, la passione e la creatività possono emergere in tutta la loro forza, dove le idee si trasformano in soluzioni e il confronto con esperti e mentor del settore diventa uno strumento per crescere e migliorare, sono emerse numerose e brillanti idee che disegnano un futuro diverso, più inclusivo e sostenibile, a misura delle ambizioni sane del nostro tessuto produttivo. Quello degli ITS può essere lo strumento giusto per trattenere quei talenti che troppo spesso sono costretti, per mancanza di opportunità di lavoro, a lasciare il nostro Paese. Una perdita di valore e di futuro che non possiamo più permetterci. Dobbiamo restare in partita. La sfida è aperta e affascinante e l’obiettivo lo stesso della prima ora: continuare, con la nostra iniziativa, a contribuire allo sviluppo economico dei territori, accelerando la crescita delle startup, ma anche delle aziende partner funzionando da cerniera tra il tessuto imprenditoriale e il mercato.