LEGGE SULL’OBESITÀ E MERENDINE: ANALISI CRITICA (II PARTE)

Sul banco degli imputati non solo il cibo: a pesare sulla bilancia è soprattutto lo stato socio-economico e le cattive abitudini

Il primo ottobre 2025 si è avuta in Senato l’approvazione della legge che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Nonostante ciò spesso si addossano tutte le colpe dell’obesità infantile al consumo di merendine. La merendina è un dolce da forno industriale, confezionato in formato monoporzione, che ha subito negli anni un’evoluzione costante.

Tanto per cominciare dobbiamo rispondere a due quesiti: il primo se le merendine sono tutte uguali e, il secondo, se in Italia c’è un rapporto preciso tra consumo e obesità dei giovani. La merendina italiana ha un peso di poco superiore ai 34 grammi e contiene 5,7 grammi di grassi, dei quali solo 2,1 saturi, 9 grammi di zuccheri e un contenuto calorico pari a 136 kcal. Il contenuto calorico per porzione rappresenta una percentuale tra il 5% e il 10% del fabbisogno calorico giornaliero della merenda dei bambini dai 7 ai 12 anni, in linea con le raccomandazioni fornite dalle principali Società scientifiche italiane. Negli ultimi 10-15 anni l’industria dolciaria italiana, ha ridotto il contenuto di zuccheri (-30%), grassi saturi (-20%) e calorico (-21%), eliminando completamente gli acidi grassi trans. Al contrario, le merendine inglesi pesano 66 grammi (+94%) con 12 grammi di grassi dei quali 5.2 saturi e 19 grammi di zuccheri e ben 251 kcal. Ancora più pesanti le merendine americane (81 grammi) con 16 grammi di grassi, dei quali quasi 6,6 saturi, circa 26 grammi di zuccheri e 344 kcal (2 volte e mezzo più delle nostre merendine).

I dati elaborati da OKkio alla Salute ci dicono che, in Italia, l’obesità infantile rappresenta un’emergenza di salute pubblica, con l’area mediterranea e in particolare le regioni del Sud Italia che costituiscono l’epicentro del fenomeno. Nel 2023, il 19% dei bambini era in sovrappeso e il 9,8% obeso (inclusa l’obesità grave al 2,6%), con una netta prevalenza maschile e un gradiente geografico che vede il Mezzogiorno più colpito del Nord. Dalla prima raccolta dati, avvenuta nel 2008/9 ad oggi, il sovrappeso mostra un andamento significativo in diminuzione mentre l’obesità, dopo un iniziale decremento, è risultata tendenzialmente stabile, con un leggero aumento nel 2023. Alcuni anni fa sono stati incrociati i dati sui consumi di prodotti da forno, con quelli di Okkio alla salute; nel nord Italia, dove il consumo era più alto che altrove (2,2 chili pro capite annui), si registrava un numero di obesi e ragazzini in sovrappeso inferiore (25% di quelli tra i 7 e i 10). Al Sud, invece, dove le merendine si mangiavano meno (1,6 chili pro capite annui) i ragazzini con questo tipo di problemi erano il 38% del totale.

I comportamenti in generale meritano una riflessione. Quasi 2 bambini su 5 non fanno una colazione adeguata al mattino, più della metà consuma una merenda abbondante a metà mattina, 1 su 4 beve quotidianamente bevande zuccherate/gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno. Il 37% mangia legumi meno di una volta a settimana e più della metà snack dolci più di 3 volte a settimana. Inoltre un bambino su 5 non fa abitualmente attività fisica, più del 70% non si reca a scuola a piedi o in bicicletta e quasi la metà trascorre più di 2 ore al giorno davanti alla TV, al tablet o al cellulare. Anche le condizioni socio economiche delle famiglie hanno un impatto negativo sull’eccesso ponderale e sullo stile di vita in generale.

Possiamo concludere affermando che a pesare più delle merendine sono soprattutto lo stile di vita, la mancanza di movimento e le scorrette abitudini a tavola.