Legge di Stabilità, libero accesso per i professionisti ai fondi strutturali

ALESSANDRO SACRESTANO DIRETTORE 108x108Con il maxiemendamento anche il mondo delle professioni, al pari delle piccole imprese, potrà beneficiare dei fondi strutturali FSE e FESR previsti nella programmazione negoziata per il periodo 2014/2020

Semaforo verde per l’accesso ai fondi strutturali europei FSE, FESR, POR e PON da parte dei professionisti. Lo ha stabilito il maxiemendamento alla legge di Stabilità, col quale sono state recepite

nell’ordinamento nazionale le aperture in tal senso prospettate dall’ex commissario Ue all’Industria, Antonio Tajani. L’anno scorso si era a lungo dibattuto su questo tema, proprio su impulso dall’ex commissario, il quale aveva lavorato per coinvolgere il più possibile i professionisti nell’utilizzazione dei fondi strutturali europei, sui quali l’Italia ha un noto problema di incapacità di spesa. In realtà non ci sono impedimenti di carattere normativo a livello europeo, tanto è vero che in vari paesi i professionisti già da tempo accedono ai fondi strutturali europei.

In Italia però il problema esisteva, tanto che Ludovica Agrò – direttore dell’Agenzia per la Coesione – in una delle sue prime uscite pubbliche, aveva rivelato che sarebbero state approfondite le cause che avevano tenuto i professionisti italiani lontani dai fondi europei, individuando i problemi di carattere normativo interno o procedurale o di altro genere al fine di rimuoverli.

Ampliare la platea dei potenziali beneficiari dei fondi Ue significa aumentare la capacità del Paese di utilizzare queste risorse.
Il governo sembra aver risposto con l’emendamento in argomento. Tuttavia, l’ultima parola perché le disposizioni governative si traducano in un effettivo beneficio a favore dei professionisti, spetta alle Regioni, che dovranno adeguare i propri bandi allargando la base soggettiva anche al mondo professionale. 

 

A onor del vero, anche prima delle indicazioni della legge di Stabilità, alcune Regioni (Toscana e Lombardia) avevano già autonomamente disciplinato l’estensione delle provvidenze ai lavoratori autonomi.
Resta da vedere, quindi, in che modo le restanti Regioni armonizzeranno tale apertura con le proprie strategie, già ampiamente delineate nelle bozze relative ai programmi inviati a Bruxelles per il periodo 2014-2020.

 

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