Il rumore nei luoghi di lavoro: gli aspetti da considerare

Si sente parlare sempre più spesso del rischio rumore negli ambienti di lavoro. Ma quali sono gli aspetti da considerare e cosa è possibile fare per ridurre le possibili conseguenze, in particolar modo negli ambienti industriali?

Di sovente i dipendenti si proteggono usando i dispositivi di protezione individuale (DPI), ma ci sono anche altri punti di riferimento che possono tornare utili, come per esempio i box insonorizzati di Pulse Dynamics. Approfondiamo l’argomento.

Rischio rumore, perché è importante non sottovalutarlo

Allo stato attuale delle cose, è il datore di lavoro a dover analizzare, mediante il DVR e secondo il decreto legislativo 81/2008, il rischio rumore negli ambienti di lavoro. Questa criticità non può essere in alcun modo sottovalutata, in quanto l’ipoacusia è tra le malattie professionali più diffuse.

Quando ci si sottopone a lungo al rumore sul luogo di lavoro possono infatti sorgere alcuni danni, tra cui appunto l’ipoacusia da rumore, che è la progressiva perdita dell’udito, e la sordità (perdita totale dell’udito).

Tutto ciò dipende dal grado di esposizione, che può essere un rumore forte, definito anche come rumore di picco, o in alternativa un rumore costante oltre 80 dB.

In tutti questi casi bisogna valutare la situazione e analizzare il livello di esposizione al rumore dei dipendenti. Possono essere presi dei provvedimenti per ridurlo, come l’uso di dispositivi di protezione individuale o, in alternativa, investire in determinate apparecchiature avanzate che servono per attutire il rumore dei macchinari.

Vedremo in seguito ambedue le soluzioni, per comprendere cosa offrono e come funzionano.

Il caso dei box insonorizzati su misura

Abbiamo anticipato che questa problematica è largamente diffusa negli ambienti industriali. Ad oggi la tecnologia ha fatto dei passi in avanti per permetterci di realizzare dei prodotti ad hoc per la riduzione e il contenimento del rumore.

In questo caso stiamo parlando del box insonorizzato, che è una struttura costruita intorno al macchinario per ridurre l’emissione sonora nell’ambiente. I casi sono due: smorza o annulla del tutto il rumore del macchinario. Questi box sono spesso progettati su misura, proprio in base alle esigenze dell’impresa, e servono in molteplici ambiti.

La personalizzazione è il punto chiave di queste apparecchiature, che fondamentalmente servono a schermare il rumore. L’isolamento acustico dei macchinari rumorosi non è un aspetto che si può sottovalutare, considerando i rischi di cui abbiamo parlato e le possibili conseguenze per i dipendenti.

Insonorizzazione di macchinari industriali

Il rumore dei macchinari è uno dei fattori che più incidono sulla qualità dell’ambiente di lavoro in fabbrica. Ridurlo significa tutelare la salute dei dipendenti e rispettare le normative, ma anche creare spazi dove sia più semplice concentrarsi e lavorare senza affaticamento.

I box insonorizzati rappresentano una soluzione sempre più diffusa: vengono progettati su misura, come abbiamo visto, per avvolgere le attrezzature e contenere le emissioni sonore, adattandosi alle diverse linee produttive. La cartografia acustica e le analisi preliminari aiutano a definire spessori, materiali e aperture di ventilazione, così da ridurre il rumore senza bloccare il normale funzionamento dei macchinari.

Un’adeguata insonorizzazione, oltre a essere una misura di sicurezza, incide anche sull’efficienza dell’azienda. Un ambiente meno rumoroso riduce lo stress, limita i rischi di ipoacusia e migliora le condizioni operative, con ricadute positive sulla produttività e sulla riduzione delle assenze legate ai problemi di salute.

Integrare soluzioni acustiche sin dalla progettazione degli spazi industriali rende più semplice contenere i livelli sonori e mantenere le attività conformi ai limiti previsti dalla legge, senza dover intervenire con correzioni costose in un secondo momento.

Quando vige l’obbligo dei dispositivi di protezione individuale

Nello specifico, i dipendenti devono munirsi dei DPI, ovvero i dispositivi di protezione individuale, quando il livello di esposizione supera gli 85 dB. Questo è quanto stabilito dalla legge. In questo caso parliamo dei cosiddetti otoprotettori, ovvero le cuffie, o in alternativa gli inserti che conosciamo con il nome di tappi per le orecchie.

Per fare un esempio e comprendere il livello di rumore, una conversazione con una persona si mantiene di solito su un livello di 65 dB; quando una persona invece grida si raggiungono gli 80 dB. Immaginiamo di essere esposti costantemente all’urlo di una persona per diverso tempo sul luogo di lavoro: ecco perché è importante dotarsi della giusta protezione e prendere i provvedimenti adeguati.