Il format della Borsa, cos’è e come funziona

Abbiamo chiesto a Tommaso Aiello, CEO della Fondazione Emblema, le ragioni del successo del progetto che, nato nel 2010, è diventato uno degli appuntamenti più importanti a livello nazionale per università e aziende interessate a confrontarsi sul tema del trasferimento tecnologico

Il 13 e 14 maggio scorsi si è tenuto a Bologna il Forum 2014 della Borsa della Ricerca. Alla manifestazione, organizzata dalla Fondazione Emblema, hanno partecipato oltre 300 delegati, in rappresentanza di 24 atenei e 65 imprese. Nata nel 2010, la Borsa della Ricerca si è affermata tra gli appuntamenti più importanti a livello nazionale per università e aziende interessate a confrontarsi sul tema del trasferimento tecnologico.

Abbiamo chiesto a Tommaso Aiello, CEO della Fondazione Emblema, le ragioni del successo della Borsa e perché questo progetto può rappresentare per le aziende un’opportunità di crescita.

 

Da dove nasce l’idea di creare una connessione immediata tra questi due mondi?
Quando abbiamo iniziato questo percorso ci siamo confrontati con due realtà che esprimevano la stessa necessità di un confronto diretto con la loro “controparte”. Le università cercavano un modo per trasferire la loro attività di ricerca alle imprese, mentre le aziende avevano bisogno di interlocutori nel mondo accademico cui raccontare le proprie necessità e i progetti di innovazione in cui intendevano investire. Le esigenze erano speculari, ma sembrava mancasse un linguaggio condiviso. La Fondazione Emblema nasce dalla convinzione che sia possibile creare un’impresa educativa che proponga un nuovo modello relazionale tra università e azienda, che superi qualsiasi concetto di intermediazione e punti tutto sul rapporto diretto: lo abbiamo iniziato a fare prima sul placement (ad ottobre si terrà l’VIII forum della Borsa del Placement, ndr) e poi sulla ricerca, ritenendo che siano questi i due temi chiave su cui ci si deve confrontare.

TOMMASO AIELLO

Tuttavia, è opinione comune che atenei e aziende siano mondi che comunicano ancora poco.
Le prospettive sono tuttora molto diverse. In troppi casi l’università sviluppa ricerche che non hanno alla base un effettivo raccordo col tessuto imprenditoriale, ma è pur vero che, tolte le grandi aziende, la possibilità di collaborare con il mondo della ricerca è sostanzialmente estranea alla prospettiva degli imprenditori. Esistono, però, due fattori che stanno cambiando velocemente il quadro di riferimento. Da una parte, la recente riorganizzazione dell’università ha reso urgente e necessaria la capacità di attrarre nuove risorse, anche da parte dei singoli dipartimenti. Parimenti, la crisi degli ultimi anni sta facendo capire a molti imprenditori che è necessario investire sull’innovazione per rimanere competitivi.

Come si inserisce Emblema in questo contesto?
Personalmente ho sempre trovato abbastanza stucchevole continuare a leggere autorevolissimi interventi in cui si pontifica su quello che si dovrebbe o potrebbe fare per attivare un canale di dialogo efficace. Con la Borsa della Ricerca puntiamo a dare un contributo pratico e concreto, incentrato su incontri one to one tra ricercatori e imprese: in 5 edizioni sono stati organizzati quasi 4.000 appuntamenti e, dopo ogni manifestazione, abbiamo monitorato circa 100 nuove collaborazioni. 

Parliamo di 800 incontri in un giorno solo. Come fate a organizzarli tutti?
Noi non vogliamo intermediare, solo aiutare a comunicare sviluppando strumenti semplici e pratici. Nelle settimane precedenti l’evento, tutti gli enti accreditati hanno modo di costruire una propria vetrina virtuale, in cui vengono presentati i progetti di ricerca con l’indicazione delle aree scientifiche interessate e dei possibili cluster applicativi. I delegati hanno, quindi, modo di visitare questa fiera virtuale, individuare le realtà che giudicano più interessanti e richiedere un appuntamento. Ognuno costruisce la sua agenda a piacimento; noi ci limitiamo a gestire le necessità di tutti e a garantire la riservatezza su tutte le idee progettuali che vengono presentate.

La Borsa della Ricerca non è solo il Forum.
Le nostre attività continuano tutto l’anno attraverso il portale, in particolare attraverso un fitto calendario di webinar, che danno continuità ai Forum, e tramite tanta attività di coaching sul territorio che supporta dottori e dottorandi interessati all’inserimento professionale in azienda. Un’ultima curiosità: da dove arriva il sostegno ai vostri progetti ?Tutti sono convinti che sia necessario il raccordo tra ricerca e impresa, ma ciascuna delle parti in causa è convinta che gli oneri per migliorare questo processo debbano essere a carico dell’altra! Anche in questo stiamo cercando di portare una piccola innovazione sociale: pagano poco, ma pagano tutti. I costi delle nostre iniziative sono sostenuti da tutte le realtà che aderiscono, siano esse pubbliche o private. Ognuno fa la sua parte, noi per primi.

 

 

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