FOAMFLEX, UN’INNOVAZIONE SENZA EGUALI

A vincere la diciottesima edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione di Confindustria Salerno è  stata T1Solutions per la categoria imprese con la sua schiuma poliuretanica brevettata, oleofila e idrofobica, capace di assorbire fino a 30 volte il proprio peso, riutilizzabile fino a 200 volte e selettiva sull’olio. Luca Ottelli, account executive della società: «Non solo risparmio economico, dunque, ma un atto di tutela verso le generazioni future»

La “sua” innovazione come nasce, a quale bisogno concreto risponde e a chi è rivolta?

FoamFlex nasce da un’esigenza concreta: rendere la gestione degli sversamenti di oli e idrocarburi più efficace, sostenibile e sicura. Oggi, la maggior parte degli assorbenti – come il polipropilene – è monouso, produce enormi quantità di rifiuti speciali e non consente di recuperare l’olio assorbito. FoamFlex, invece, è una schiuma poliuretanica brevettata, oleofila e idrofobica, capace di assorbire fino a 30 volte il proprio peso, riutilizzabile fino a 200 volte e selettiva sull’olio (meno del 5% di acqua). È rivolta a settori strategici: oil & gas, porti e marine, industria, shipping e utility, ma anche a piccole e medie imprese che ogni giorno affrontano micro-sversamenti.

C’è stato un momento di “svolta” nel percorso dall’idea al prodotto?

Sì. La svolta è arrivata quando, grazie a LCA-GHG certificata dal RINA, è emersa la maggiore performance di FoamFlex di ridurre del 99,8% le emissioni di CO₂ rispetto al benchmark di mercato, mantenendo costanza di performance dopo centinaia di utilizzi. Quel dato scientifico ha sancito che non avevamo soltanto un buon prodotto, ma una vera tecnologia di discontinuità capace di trasformare un problema ambientale e industriale in una risorsa.

Negli ultimi anni il comparto ampio del green è, finalmente, esploso. Rispetto ad applicativi concorrenti in cosa la vostra soluzione è più avanti?

FoamFlex unisce tre vantaggi unici:

  • Ambientale: riduce quasi a zero i rifiuti speciali, azzerando l’impatto su flora e fauna, e promuove il recupero integrale dell’olio.
  • Economico: consente risparmi fino al 93% sui costi di bonifica e smaltimento.
  • Tecnologico: mentre gli assorbenti tradizionali recuperano una minima frazione dell’olio disperso, FoamFlex consente un recupero completo. Non è un “competitor migliorato”, è una categoria a sé.

Convincere l’ecosistema a investire sulla sua visione è stato complicato? Quanto tempo ha richiesto e quante energie ha raccolto intorno a sé?

Convincere non è mai semplice perché significa cambiare abitudini consolidate. Tuttavia, i dati hanno parlato per noi. Pubblicazioni scientifiche, interventi sul campo, università e centri di ricerca internazionali hanno validato e comunicato i risultati, e player principali di diversi settori di riferimento hanno integrato la nostra visione negli obiettivi di sostenibilità. Oggi la nostra energia è moltiplicata da un ecosistema che va dalle istituzioni ai grandi operatori industriali, fino al retail, come dimostra la collaborazione con Leroy Merlin. La collaborazione con Leroy Merlin nasce dalla volontà di portare la nostra tecnologia anche nel mondo B2C, avvicinando il pubblico a soluzioni innovative e sostenibili per la gestione degli oli e degli idrocarburi.

L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini e le famiglie sull’importanza di adottare pratiche di tutela ambientale anche nella vita quotidiana, offrendo strumenti concreti, semplici da utilizzare e adatti anche a piccole esigenze domestiche o professionali.

In questo modo, accanto alle grandi partnership industriali e istituzionali, costruiamo un ponte con la società civile, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità che parte dal basso e si riflette in un cambiamento collettivo.

Di quali talenti “intorno” avrebbe bisogno per fare ancora meglio?

Il nostro è un progetto multidisciplinare. Per crescere ancora abbiamo bisogno di talenti in data analysis ambientale, per misurare in tempo reale l’impatto; di ingegneri di processo, per scalare la produzione; e di comunicatori esperti in sostenibilità, capaci di tradurre la complessità tecnica in valore percepito da aziende e cittadini.

C’è più tecnologia o più “umanità” nella sua innovazione?

La tecnologia è lo strumento, ma l’umanità è la direzione. FoamFlex è nato per rispondere a un bisogno sociale: proteggere mari, coste e comunità dai danni degli sversamenti. Ogni litro di olio recuperato non è solo un risparmio economico, ma un atto di tutela verso le generazioni future.

Due vizi e due virtù dell’ecosistema dell’innovazione italiano.

Tra i vizi, cito la lentezza burocratica che spesso rallenta la sperimentazione e la scarsità di investimenti pazienti. Le virtù, però, sono straordinarie: la capacità di fare squadra tra pubblico e privato e la creatività tecnica che ci permette di competere nel mondo anche partendo da risorse limitate.

Qual è la sua idea di “mondo migliore”?

Un mondo in cui tecnologia ed etica camminano insieme. In cui l’innovazione non è fine a sé stessa, ma riduce le disuguaglianze e protegge l’ambiente. Nel nostro piccolo, immaginiamo un futuro in cui incidenti ambientali restino soltanto pagine di storia: non perché non accadranno mai più, ma perché saremo pronti a trasformare ogni emergenza in un’occasione di rigenerazione.