Export marittimo strategico per la Campania

focus trasp marittimoCirca il 56,5% dell’interscambio commerciale regionale viaggia via mare. Si tratta di 9,7 miliardi di euro che pesano per il 4,3% sul totale del commercio marittimo nazionale (pari a 225 miliardi)
e del 19,8% sul corrispondente totale delle regioni del Mezzogiorno (circa 49 miliardi)

SRM ha realizzato insieme all’Unione Industriali di Napoli una pubblicazione che ha l’obiettivo di mettere in evidenza il peso del settore dei trasporti marittimi e della logistica nell’economia della Campania, denominata “Maritime Indicators”. 

 

Il volume si concretizza in un report periodico, snello e di facile consultazione, di analisi dell’Economia del Mare, finalizzato a fornire uno strumento interpretativo sulle dinamiche e i principali fenomeni che stanno caratterizzando il settore marittimo italiano, in questo caso per verificare l’evoluzione per la Campania rispetto allo scorso anno. Uno strumento di rapida consultazione che attraverso infografiche, principali numeri e indicatori fornisce un quadro di insieme del settore marittimo campano. In questo articolo ci soffermeremo in particolare sui dati relativi all’importexport,
un indicatore che SRM predilige per dare valore all’aspetto riguardante l’internazionalizzazione delle imprese.

 

Nel corso del 2015 l’interscambio commerciale campano è stato pari a circa 21,8 miliardi di euro (ai fini del calcolo del peso delle modalità di trasporto sono state considerate solo quelle statisticamente rilevate. Non sono quindi comprese le voci “Non dichiarato” e “Altri mezzi di trasporto”, nda), in crescita del 6,6% rispetto al 2014. Nel dettaglio l’import, pari a circa 12,1 miliardi di euro, è aumentato del 9,9%, mentre l’export, con un valore di 9,7 miliardi di euro, è cresciuto del 2,8%. Dai dati si evince che circa il 56,5% dell’interscambio commerciale campano viaggia via mare. Si tratta di 9,7 miliardi di euro che pesano per il 4,3% sul totale del commercio marittimo nazionale (pari a 225 miliardi) e del 19,8% sul corrispondente totale delle regioni del Mezzogiorno (circa 49 miliardi).

 

L’interscambio marittimo della Campania, cresciuto del +5,8% nell’ultimo anno, ha sempre mostrato valori attorno ai 9 miliardi di euro l’anno. Nel 2015 il dato si è attestato a 9,7 miliardi, confermando il trend in rialzo a partire da 2013. Nel corso del 2015 a crescere sono state in particolare le importazioni (+8,8%) accompagnate da un dato positivo delle esportazioni (+1,4%). I paesi dell’Estremo oriente confermano il primato nello scambio import-export via mare della Campania con quasi il 23% del totale regionale pari a circa 2,2 miliardi di euro. Seguono i Paesi dell’Unione europea con il 17,3% e quelli del Nord America con il 13,2%. Spostando le analisi sulla composizione totale dell’interscambio marittimo regionale, tra il 2010 e il 2015 è in leggera crescita il rapporto relativo alla quota dell’interscambio con l’Asia orientale e con i Paesi dell’Unione (UE 28).

 

Si evidenzia infatti che l’interscambio commerciale marittimo della Campania con i Paesi UE28 ha recuperato 7,6 p.p. dal 2010 al 2015, mentre si è andato assottigliando negli anni il contributo degli scambi da/verso i paesi del Centro e Sud America e del Nord Africa. Se analizziamo le merci più frequentemente scambiate via mare, per la Campania, il settore dei metalli e prodotti metallici rappresenta il 21,6% del valore del traffico complessivo (per l’80% in import) seguito dall’agroalimentare e dal tabacco, che rappresenta il 19,7% dell’interscambio marittimo campano (di cui
79% in export) e dal settore dell’industria tessile (16,2% del valore totale di interscambio marittimo campano e per l’85% in import). In conclusione, i dati contenuti in questo blocco di parametri rilevano un aumento dell’interscambio campano del +6,6% nel 2015 e una crescita dell’interscambio via mare del +5,8%, grazie in particolare alla crescita trainata dall’import. La modalità marittima continua a rappresentare un’importante leva per il commercio regionale veicolando circa il 56% del totale, percentuale sostanzialmente stabile rispetto al passato. A scegliere la modalità marittima per
l’interscambio con Estremo Oriente, Unione europea e con il continente americano sono per lo più i segmenti dei metalli e del tessile, in import, e dell’agro-alimentare in export.

 

A confermare l’importanza del comparto è anche la programmazione nazionale 2014-2020 destinata alle infrastrutture di traporto per le Regioni in ritardo di Sviluppo (ex-Regioni Convergenza), a valere sui fondi strutturali europei, guarda all’insieme dei progetti ricadenti nelle aree logistiche vaste che possano integrare le differenti modalità di trasporto e garantire l’interoperabilità dei servizi connessi, individuando le cosiddette “Aree Logistiche Integrate”.

 

In particolare l’Area logistica Campana contempla l’integrazione dei “nodi”, ovvero porto di Napoli e Salerno, interporti di Nola e Marcianise e aeroporti di Napoli e Pontecagnano, con le infrastrutture di rete (anche i collegamenti di ultimo miglio ferroviario e stradale) al fine di completare la realizzazione del corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN che insiste sul territorio regionale. Il mare appare uno dei più importanti asset economici e produttivi dell’Italia e delle sue regioni. Obiettivo, attraverso i dati contenuti nell’Osservatorio, è offrire a quanti operano nel settore una visione d’insieme equilibrata e puntuale. Per la versione integrale del volume visitare il sito.

 

 

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