ENERGIA, IL CORAGGIO DI SCEGLIERE

Al Paese, così come al nostro territorio, occorre una strategia di lungo respiro fondata su un mix equilibrato: rinnovabili, accumuli e nucleare di nuova generazione sono gli strumenti necessari per garantire stabilità ai mercati e proteggere il valore del nostro “saper fare”

 

L’instabilità in Medio Oriente non è un “conflitto lontano”, tutt’altro: è una minaccia diretta che destabilizza le rotte commerciali e colpisce al cuore le nostre imprese. Questa nuova crisi bellica rischia di costare al sistema produttivo italiano circa 10 miliardi di euro solo nell’anno in corso. Il balzo record del PUN è il segnale d’allarme di una distorsione strutturale non più sostenibile: in Italia il costo dell’elettricità resta assurdamente agganciato a quello del gas, penalizzandoci rispetto ai partner europei nonostante il peso crescente delle nostre fonti rinnovabili. Per il manifatturiero salernitano – dalla meccanica all’agroindustria, fino al farmaceutico – questa emorragia di risorse sta bruciando i margini proprio nel momento più critico. Il Mezzogiorno è chiamato dal Piano Mattei a diventare il nuovo hub energetico del Mediterraneo, ma non possiamo limitarci a essere un corridoio di transito per l’Europa.

Salerno deve trasformare la sua posizione geografica in un vantaggio competitivo reale per le imprese, così da farle evolvere da semplici consumatrici a protagoniste attive della produzione. Serve una strategia di lungo respiro che si fondi su di un mix energetico equilibrato. Per le nostre imprese, questo significa energie rinnovabili, sistemi di accumulo intelligenti ma anche guardare con realismo al nucleare di nuova generazione per una prospettiva di stabilità che protegga il nostro “saper fare” dalle oscillazioni speculative dei mercati. Il DL Energia 2026, con l’Energy Release 2.0 e il potenziamento dei crediti d’imposta, è un passo avanti, ma rischia di restare “ostaggio della burocrazia” senza una drastica semplificazione del permitting. È inaccettabile attendere fino a cinque anni per autorizzare un investimento in autonomia energetica: senza tempi certi, le norme restano inchiostro su carta e la transizione rischia di trasformarsi in deindustrializzazione anziché in fattore abilitante dello sviluppo.

Tuttavia, la tecnologia da sola non basta se non colmiamo quel gap culturale che ancora frena troppe realtà. L’efficienza energetica deve smettere di essere percepita come un costo inevitabile per diventare una vera leva competitiva. Un audit energetico serio, ad esempio, è un ottimo strumento per individuare sprechi invisibili che pesano direttamente sui profitti. Solo unendo visione tecnologica, competenze umane e strumenti come i contratti a lungo termine per bloccare il prezzo dell’energia, garantiremo alle imprese la continuità necessaria per competere nel mondo. Salerno è pronta a fare la sua parte, ma il tempo delle attese è finito.