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	<title>ricerca &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
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		<title>RenAIssance: tutto pronto per il progetto europeo che integra l’AI nella formazione delle Industrie Culturali e Creative</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-13490" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr.png" alt="" width="425" height="283" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/renaissance_corr-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" />Con una durata complessiva di&nbsp;48 mesi&nbsp;e un budget di circa&nbsp;4 milioni di euro,&nbsp;RenAIssance&nbsp;si inserisce tra le principali iniziative europee dedicate allo sviluppo delle competenze nei settori strategici dell’economia creativa. Il&nbsp;progetto&nbsp;è il risultato di una collaborazione strutturata e consolidata tra&nbsp;Medaarch, centro di riferimento per la fabbricazione digitale, la formazione avanzata e l’innovazione nel design e nell’artigianato, e&nbsp;Iniziativa, boutique italiana di consulenza per lo sviluppo specializzata nella progettazione e nel coordinamento di iniziative europee complesse</strong><span id="more-13489"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ha preso ufficialmente avvio&nbsp;<strong>RenAIssance&nbsp;– Revolutionizing Education and Nurturing Artificial Intelligence Skills for Sustainable AdvaNCEment in cultural and creative industries</strong>, un&nbsp;progetto&nbsp;europeo di larga scala finanziato dal programma&nbsp;<strong>Erasmus+</strong>, nell’ambito dell’azione&nbsp;<strong>Alliances for Sectoral Cooperation on Skills – Blueprint</strong>, dedicata allo sviluppo delle competenze nei settori strategici dell’economia europea.</p>
<p>Con una durata complessiva di&nbsp;<strong>48 mesi</strong>&nbsp;e un budget di circa&nbsp;<strong>4 milioni di euro</strong>,&nbsp;RenAIssance&nbsp;si inserisce tra le principali iniziative europee dedicate allo sviluppo delle competenze nei settori strategici dell’economia creativa. Il&nbsp;progetto&nbsp;è il risultato di una collaborazione strutturata e consolidata tra&nbsp;<strong>Medaarch</strong>, centro di riferimento per la fabbricazione digitale, la formazione avanzata e l’innovazione nel design e nell’artigianato, e&nbsp;<strong>Iniziativa</strong>, boutique italiana di consulenza per lo sviluppo specializzata nella progettazione e nel coordinamento di iniziative europee complesse. Nel tempo, questa partnership ha dato vita a progetti ad alto impatto per l’innovazione tecnologica, in particolar modo nell’ambito delle Industrie Culturali e Creative.</p>
<p>Il&nbsp;progetto&nbsp;affronta una delle sfide più rilevanti per il futuro delle Industrie Culturali e Creative (CCI): l’integrazione strutturata dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi di formazione del design, dell’architettura, dell’artigianato e della moda, con l’obiettivo di colmare i gap di competenze, aggiornare qualifiche e curricula europei e sostenere la transizione digitale e verde del settore.</p>
<p><strong>Il contributo di Medaarch nel&nbsp;progetto</strong></p>
<p>All’interno di questo quadro, Medaarch contribuisce al&nbsp;progetto&nbsp;mettendo a disposizione un’esperienza maturata negli anni nella fabbricazione digitale, nella formazione avanzata e nell’innovazione applicata al design e all’artigianato. A partire da questa esperienza e da un’analisi condivisa dei fabbisogni emergenti nel settore, Medaarch ha svolto un ruolo decisivo nella fase di concezione del&nbsp;progetto, guidando la definizione dell’impostazione strategica e collaborando alla costruzione del partenariato europeo.</p>
<p>Nel corso del&nbsp;progetto, Medaarch avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo della strategia settoriale sulle competenze AI per le discipline del design e delle Industrie Culturali e Creative, nella progettazione dei contenuti e nell’implementazione di percorsi di apprendimento innovativi che mettono in relazione creatività, materiali, produzione digitale e tecnologie emergenti.</p>
<figure id="attachment_13491" style="width: 207px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-13491" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto.jpeg" alt="" width="207" height="326" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto.jpeg 889w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto-191x300.jpeg 191w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto-768x1209.jpeg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto-650x1024.jpeg 650w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2026/01/amleto-600x945.jpeg 600w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /><figcaption class="wp-caption-text">Amleto Picerno Ceraso, CEO e Co-founder Medaarch</figcaption></figure>
<p><em>“RenAIssance&nbsp;consolida un percorso che Medaarch porta avanti da anni: trasferire innovazione nei processi formativi e produttivi del design e delle industrie creative. L’Intelligenza Artificiale rappresenta una sfida e un’opportunità strategica per il settore, e questo&nbsp;progetto&nbsp;ci consente di contribuire alla definizione di un modello europeo che integra competenze digitali, creatività e sostenibilità.”</em><br />
—&nbsp;<strong>Amleto Picerno Ceraso</strong>, CEO e Co-founder Medaarch</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un partenariato europeo ampio e integrato</strong></p>
<p>Il&nbsp;progetto&nbsp;RenAIssance&nbsp;riunisce un partenariato europeo composto da&nbsp;<strong>12 organizzazioni provenienti da 8 Paesi</strong>, rappresentative dell’ecosistema delle Industrie Culturali e Creative.</p>
<p>Accanto a Medaarch, partecipa come capofila il DIETI – Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Iniziativa, confermando la centralità dell’ecosistema campano dell’innovazione.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>DIETI&nbsp;</strong>attraverso le strutture del&nbsp;<strong>CeSMA</strong>, garantisce la guida scientifica e istituzionale dell’iniziativa, valorizzando competenze accademiche, infrastrutture di ricerca e capacità di raccordo con le politiche europee su competenze, innovazione e formazione.</p>
<p>A livello internazionale, il consorzio include università e istituti di ricerca e formazione avanzata come la&nbsp;<strong>University of Turku</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>LAB University of Applied Sciences</strong>&nbsp;(Finlandia), la scuola universitaria di design&nbsp;<strong>Elisava</strong>&nbsp;e il laboratorio creativo&nbsp;<strong>TMDC</strong>&nbsp;(Spagna), il centro di ricerca e supporto all’innovazione&nbsp;<strong>Corallia</strong>&nbsp;(Grecia) e la rete europea di centri di formazione professionale&nbsp;<strong>EfVET</strong>&nbsp;(Belgio).</p>
<p>Completano il partenariato&nbsp;<strong>Waag</strong>&nbsp;(Paesi Bassi), tra i principali fablab europei, la&nbsp;<strong>North-East Regional Development Agency – NERDA</strong>&nbsp;(Romania) e l’ente di formazione professionale&nbsp;<strong>Arvore</strong>&nbsp;(Portogallo). Insieme, questi partner combinano competenze accademiche, creative, tecnologiche e territoriali per costruire un ecosistema formativo europeo capace di integrare l’Intelligenza Artificiale nel design e nelle Industrie Culturali e Creative.</p>
<p><strong>Output attesi e impatto del&nbsp;progetto</strong></p>
<p>Nel corso dei quattro anni di attività,&nbsp;RenAIssance&nbsp;produrrà risultati concreti a livello europeo, tra cui lo sviluppo di una&nbsp;<strong>strategia settoriale condivisa sulle competenze AI per le Industrie Culturali e Creative</strong>, l’aggiornamento di&nbsp;<strong>curricula e qualifiche europee</strong>&nbsp;nei livelli EQF 3–8, la progettazione e validazione di&nbsp;<strong>micro-credential e nuovi profili professionali</strong>&nbsp;legati all’Intelligenza Artificiale nel design, nonché la produzione di&nbsp;<strong>linee guida e raccomandazioni di policy</strong>&nbsp;a supporto delle istituzioni europee e nazionali. Il&nbsp;progetto&nbsp;contribuirà inoltre alla costruzione di un&nbsp;<strong>ecosistema europeo stabile di competenze</strong>, rafforzando la cooperazione tra università, centri VET, imprese e attori dell’innovazione nel settore CCI.</p>
<p><strong>Valore territoriale ed ecosistemico</strong></p>
<p>RenAIssance&nbsp;valorizza in modo concreto l’ecosistema dell’innovazione campano, portandolo al centro di una rete europea di eccellenza. La collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e attori dell’innovazione dimostra come il territorio possa agire non solo come contesto locale di sperimentazione, ma come nodo strategico capace di contribuire alla definizione delle politiche europee sulle competenze per le Industrie Culturali e Creative.</p>
<p><strong>In questo scenario, Medaarch&nbsp;</strong>consolida un’esperienza costruita nel tempo all’intersezione tra design, fabbricazione digitale e innovazione tecnologica applicata mettendo in evidenza la sua capacità di trasformare strumenti avanzati – come l’Intelligenza Artificiale – in pratiche operative per il settore creativo, lavorando sul rapporto tra&nbsp;progetto, materiali, processi produttivi e competenze. In questo modo,&nbsp;RenAIssance&nbsp;diventa per Medaarch uno spazio concreto di sperimentazione e trasferimento, in cui le nuove tecnologiche vengono rese accessibili e rilevanti per le Industrie Culturali e Creative nel contesto europeo.</p>
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		<title>METAVERSIADI, IL 30 OTTOBRE IN CAMPANIA LA SFIDA PIÙ INCLUSIVA DELL’EDUVERSO</title>
		<link>https://www.costozero.it/metaversiadi-il-30-ottobre-in-campania-la-sfida-piu-inclusiva-delleduverso/</link>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 16:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[campania]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Domani alcuni studenti si sfideranno in scienze naturali, fisica e inglese in un format basato su gamification e realtà virtuale&#160; Studenti in gioco per sperimentare un nuovo modello formativo. Il 30 ottobre 2024 è la data che segna l&#8217;inizio della prima edizione delle Metaversiadi, il nuovo e sfidante format che applica la gamification ad un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it/metaversiadi-il-30-ottobre-in-campania-la-sfida-piu-inclusiva-delleduverso/">METAVERSIADI, IL 30 OTTOBRE IN CAMPANIA LA SFIDA PIÙ INCLUSIVA DELL’EDUVERSO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.costozero.it">Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12352" style="width: 437px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-12352" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca.png" alt="" width="437" height="291" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/10/imma_itaca-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 437px) 100vw, 437px" /><figcaption class="wp-caption-text">Imma Stizzo, CEO di Itaca</figcaption></figure>
<p><strong>Domani alcuni studenti si sfideranno in scienze naturali, fisica e inglese in un format basato su gamification e realtà virtuale&nbsp;</strong><span id="more-12351"></span></p>
<p>Studenti in gioco per sperimentare un nuovo modello formativo. Il 30 ottobre 2024 è la data che segna l&#8217;inizio della prima edizione delle <strong>Metaversiadi</strong>, il nuovo e sfidante format che applica la gamification ad un contesto educativo e formativo per fare dell’innovazione il suo plus. L’iniziativa ideata e organizzata da <a href="https://www.itacaeducation.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Itaca</strong>,</a> start-up del network <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.fmtsgroup.it/" target="_blank" rel="noopener">FMTS Group</a> </strong></span>leader nello sviluppo di sfidanti contenuti didattici in VR/AR e Mixed Reality, ha avuto il patrocinio della <strong>Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Comune di Pontecagnano, dell’Università degli Studi del Sannio, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, di Anquap (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche) e di Edtec</strong>h. I giochi si svolgeranno domani presso la sede di FMTS Group (Pontecagnano Faiano, via Leonardo da Vinci).</p>
<p>Le Metaversiadi non sono solo una gara tra studenti delle scuole superiori italiane, chiamati a confrontarsi su scienze naturali, fisica e inglese ma anche un&#8217;occasione di incontro, di orientamento al lavoro, e di approfondimento sui temi dell’innovazione. L&#8217;obiettivo principale è di co-creare, insieme a docenti, studenti e stakeholder del mondo della formazione, un modello educativo al passo con le esigenze del futuro. La tavola rotonda, dal titolo “Il metaverso? L’altra metà dell’education”, in programma il pomeriggio e accreditata per i docenti sulla piattaforma S.O.F.I.A., fornirà gli approcci e le metodologie utili a supportare il miglioramento della progettazione e dell’offerta educativa e formativa.</p>
<p>Dopo i saluti di <strong>Giuseppe Melara</strong>, presidente di FMTS Group, e di Imma Stizzo, CEO di Itaca, interverranno: <strong>Gerardo Canfora</strong>, rettore dell’Università del Sannio; <strong>Genoveffa Tortora,</strong> direttrice CAOT Università degli Studi di Salerno; <strong>Fabio De Felice</strong>, docente in Operation Management Università degli Studi “Parthenope” &#8211; componente task force Digitalization del b20; <strong>Elisabetta Mughini</strong>, dirigente di Ricerca sull&#8217;Innovazione di Indire; <strong>Stefano Di Tore</strong>, componente del Comitato Scientifico di ResearcHu Istitute, e <strong>Amarildo Arzuffi</strong>, dirigente Area Formazione Fondimpresa. Le conclusioni saranno affidate a <strong>Natale Forlani</strong>, presidente INAPP &#8211; Istituto Nazionale per l&#8217;Analisi delle Politiche Pubbliche.</p>
<p>Le prove delle Metaversiadi sono strutturate per testare le competenze in tre materie fondamentali: scienze naturali, fisica e inglese. Gli studenti affronteranno test teorici e pratici in un ambiente virtuale altamente immersivo ed inclusivo. Ogni prova durerà 5 minuti, durante i quali i partecipanti dovranno dimostrare le loro capacità e le loro conoscenze.</p>
<p>Metaversiadi e orientamento al lavoro: oltre alle competizioni, le Metaversiadi proporranno percorsi di orientamento al lavoro. Durante la giornata del 30 ottobre, ci saranno workshop finalizzati ad aiutare gli studenti a esplorare le opportunità formative per il loro futuro professionale. Parallelamente, ai docenti sarà riservato un momento di confronto mirato a collegare le esigenze del mondo della scuola con quelle delle imprese e del mercato del lavoro.</p>
<p>Partner delle Metaversiadi sono Canva, Didacta Italia, Giffoni Hub e Luiss Enlab. Questi i partner tecnici: Kommit, Immensive, Mare Group, Wiplab, InCibum, Eduwork, Santoro Grafica, Incisivo Stampa, Sport House.</p>
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		<title>GLOBAL FAMILY BUSINESS SUMMIT, COME SOSTENERE L&#8217;EREDITÀ DELL&#8217;IMPRESA FAMILIARE</title>
		<link>https://www.costozero.it/global-family-business-summit-come-sostenere-leredita-dellimpresa-familiare/</link>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Presenti a Salerno più di 180 imprese familiari e 100 università. Prossima destinazione: Monterrey, Messico. Abbiamo approfondito differenti aspetti del variegato sistema di imprese familiari italiano insieme con la professoressa Carmen Gallucci, Chair of the 2024 SPGC Global FB Summit e direttrice dell&#8217;Osservatorio delle Imprese e Laboratorio Virtuale sul Family Business del Dipartimento di Scienze [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-12147" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global.png" alt="" width="404" height="269" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global-300x200.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global-768x512.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global-600x400.png 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global-360x240.png 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/intro-global-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" />Presenti a Salerno più di 180 imprese familiari e 100 università. Prossima destinazione: Monterrey, Messico. Abbiamo approfondito differenti aspetti del variegato sistema di imprese familiari italiano insieme con la professoressa Carmen Gallucci, Chair of the 2024 SPGC Global FB Summit e direttrice dell&#8217;Osservatorio delle Imprese e Laboratorio Virtuale sul Family Business del Dipartimento di Scienze Aziendali (Management &amp; Innovation Systems) – Università di Salerno; Stefania Rinaldi, vicepresidente Confindustria Salerno delegata al passaggio generazionale e Rosalia Santulli, ricercatrice in Finanza Aziendale Università di Genova. Spazio anche alla Next/Now Gen Academy organizzata da Virvelle&nbsp;</strong><span id="more-12146"></span></p>
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<p>Grande riscontro per l’edizione 2024 del <strong>Global Family Business Summit</strong>, organizzato da STEP Project Global Consortium &#8211; SPGC insieme con l’Università degli Studi di Salerno e Confindustria Salerno nelle vesti di supporting partner. Per tre giorni, Salerno è stata il centro nevralgico di questo evento di formazione internazionale che ha coinvolto università e imprese familiari di tutto il mondo, impegnate nelle sfide poste dalla successione aziendale, sul tema: &#8220;LA VIA PER IL BENE – Sostenere l’eredità dell’impresa familiare per il benessere”. Ad aprire la manifestazione Carmen Gallucci, Chair of the 2024 SPGC Global FB Summit; Ornella Malandrino, Direttrice Dipartimento di Scienze Aziendali &#8211; Management &amp; Innovation Systems, Università di Salerno; Andrea Prete, Presidente Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno; Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno e Stefania Rinaldi, Vice Presidente Confindustria Salerno delegata al passaggio generazionale. Il successo di questa corale iniziativa, i cui pilastri organizzativi sono stati Andrea Calabrò, direttore di STEP Project Global Consortium e Rosalia Santulli, ricercatrice in Finanza Aziendale Università di Genova, è ben sintetizzato dai numeri: circa 400 partecipanti per 4 giorni, più di 50 paesi rappresentati, 1 Next/Now Gen Academy, 14 sessioni del gruppo di esperti, 30 sessioni accademiche, più di 180 imprese familiari e oltre 100 università rappresentate. Cifre che restituiscono il valore dell’evento formativo che il prossimo anno si terrà a maggio a Monterrey, Messico. La parola ora alle protagoniste del Global Family Business Summit Carmen Gallucci, Stefania Rinaldi e Rosalia Santulli.</p>
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<p><strong><img class="alignleft wp-image-12148" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/carmen_gallucci-copy.jpg" alt="" width="262" height="394" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/carmen_gallucci-copy.jpg 500w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/carmen_gallucci-copy-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 262px) 100vw, 262px" />Professoressa Gallucci, come sono cambiate le imprese familiari nel tempo, quali hanno meglio resistito ai cambiamenti dei mercati e meglio difeso la propria reputazione? </strong></p>
<p>Le imprese familiari, indiscusse protagoniste dello sviluppo economico-sociale nel mondo, raccolgono un universo variegato e complesso di realtà quanto a stadio di sviluppo, dimensioni, settori di appartenenza. Il tessuto imprenditoriale italiano, in particolare, si caratterizza per la prevalente presenza di organizzazioni familiari che tendono a persistere nel tempo, ovvero che superano gli stadi iniziali del processo di crescita e si adattano alle trasformazioni verificatesi nel contesto di riferimento. Le imprese familiari sembrano riuscire molto spesso, infatti, a sopravvivere alle sfide competitive meglio di altre forme imprenditoriali in virtù dello stretto legame che le vincola alla famiglia proprietaria, da cui derivano rapidità e flessibilità decisionale del vertice, una politica finanziaria spesso basata sull’autofinanziamento, e quindi svincolata dalle logiche di contesto, e una tensione verso la continuità dell’impresa, molto spesso unica forma di reddito per i suoi titolari. Rappresentano, dunque, una “istituzione fondamentale del sistema capitalistico italiano” nel quale trovano spazio &#8211; oltre al numeroso mondo delle piccole e medie imprese, componente rilevante del panorama industriale italiano &#8211; anche quelle imprese che da sole concorrono alla formazione di buona parte del prodotto nazionale, facenti capo ad alcune note famiglie italiane. Elemento in comune a tutte, e che le rende degne di autonomo rilievo, é l’influenza che la famiglia, istituto sociale guidato da logiche prevalentemente emozionali, esercita sull’impresa governata altresì da logiche prevalentemente razionali.</p>
<p>L’interazione tra famiglia e impresa può costituire una mutua, e talvolta economicamente vitale, dipendenza tra i due istituti, creando reciprocità tra logiche familiari e logiche tipiche dell’impresa. Tale sovrapposizione tra sistema famiglia e sistema impresa determina dunque delle distintività intrinseche delle family business che possono rappresentare, al tempo stesso, fonte di benefici o di svantaggi e che possono trasformarsi, se non adeguatamente governati, in aree di criticità molto spesso difficilmente sanabili. Le imprese familiari che sono state in grado di resistere e governare i cambiamenti del mercato, difendendo nel contempo la loro reputazione, sono dunque quelle che hanno saputo individuare e implementare strutture di governance coerenti con le dimensioni assunte nei processi di crescita, privilegiando le professionalità attraverso la creazione di un ambiente organizzativo attraente anche per manager con ambizioni di carriera. Si tratta cioè di quelle imprese che riconoscono alla famiglia il potere della proprietà ma non necessariamente anche il possesso delle capacità direzionali necessarie per condurre l’impresa. L’implementazione di meccanismi di governance capaci di superare i limiti di un’organizzazione confusa (informalità della struttura organizzativa, una non chiara divisione dei compiti, confusione di comportamenti legati alla sovrapposizione di ruolo di membro della famiglia imprenditoriale e dipendente dell’impresa), la prevalenza di logiche di nepotismo e regole paternalistiche, molto spesso rendono queste imprese resistenti al cambiamento.</p>
<p>A ciò si aggiunge anche la difficoltà spesso riscontrata in queste realtà di aprire il capitale a soggetti estranei alla famiglia riducendo le possibilità di drenare risorse finanziarie necessarie per sostenere la crescita dell’impresa di famiglia. La famiglia, dunque, svolge un ruolo cruciale in quanto risorsa fondamentale del capitale sociale capace di condizionare fortemente il comportamento e la mentalità dei suoi membri. La gestione dell’impresa familiare appare dunque profondamente radicata nella legacy e nella fitta rete di relazioni sociali che vengono a crearsi all’interno della famiglia.</p>
<p>Il tema della legacy è stato – insieme a Family, Well-being e Sustainability – uno dei 4 pillar del Global Family Business Summit (GFBS) 2024, tenutosi per la prima volta in Italia presso il L’loyd Baia Hotel nel mese di maggio e in occasione del quale è stata presentata la ricerca globale dal titolo “Unlocking legacy – The path to superior growth in family businesses”. Il GFBS, organizzato da STEP Project Global Consortium, è un’iniziativa culturale con un format distintivo in quanto occasione unica per accade &#8211; mici, imprenditori familiari e professionisti del settore di condividere conoscenze, esperienze e innovazioni. L’edizione di quest’anno è stata promossa dall’Osservatorio delle Imprese e Laboratorio Virtuale sul Family Business del Dipartimento di Scienze Aziendali (Management &amp; Innovation Systems) – Università di Salerno, la cui mission principale è soddisfare i fabbisogni formativi e consulenziali delle imprese familiari, con un&#8217;at &#8211; tenzione particolare verso la promozione di una cultura finanziaria aziendale capace di conservare il valore gene &#8211; rato dalle generazioni prece &#8211; denti e di proiettarlo verso il futuro in modo responsabile e sostenibile. Mission che si concretizza principalmente con attività di ricerca, di formazione, di supporto e divulgazione delle best practices incentrate non solo sulla conservazione del patrimonio di valori e tradizioni delle imprese di famiglia ma anche di tensione verso l&#8217;innovazione, l’unica in grado di sostenere davvero uno sviluppo dura &#8211; turo e sostenibile.</p>
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<p><strong>Trasferire da una generazione all’altra know-how, conoscenze e competenze manageriali, maturate in anni di esperienza, rappresenta oggi uno dei passaggi critici del sistema produttivo italiano. Oltre alla gestione delle variabili economico-finanziarie, quali capacità occorre mettere in campo per preservare l’esistenza e la continuità di un’azienda familiare?<img class=" wp-image-12149 alignright" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Foto-Stefania-copy.png" alt="" width="350" height="287" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Foto-Stefania-copy.png 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Foto-Stefania-copy-300x246.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Foto-Stefania-copy-768x629.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Foto-Stefania-copy-600x491.png 600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /> </strong></p>
<p>La sfida generazionale è senz’altro una delle più complesse da affrontare per un’impresa familiare. È un processo che va pianificato al meglio, perché nulla sia lasciato all’improvvisazione se davvero si vuole garantire continuità di visione e di vita alla propria azienda. Un valore più di ogni altro credo debba essere tutelato e trasmesso: mi riferisco alla fiducia che si manifesta soprattutto nella coesione e condivisione degli obiettivi tra chi, a vario titolo, l’impresa la fa, dalla proprietà ai collaboratori. Metto al primo posto la fiducia perché credo che l’attività economica abbia bisogno di virtù civili, di tendere al bene comune più che alla ricerca di soddisfazioni individuali per resistere al tempo. Se protetta e interpretata con correttezza, la fiducia può trasformarsi dapprima in motivazione, in slancio, poi in un autentico vantaggio strategico. Se manca la reciproca fiducia in una famiglia, così come in un’azienda, attecchisce al suo posto un disvalore vero e proprio: il sospetto, limite alla serenità, facilitatore di errori, di ansia da controllo e di individualismo. L’esatto contrario dell’istituzione famiglia: il luogo dove l’io esiste solo se parte del noi, il posto dove ci si prende cura dell’altro, specie della sua crescita. In azienda, la Rinaldi Group, stiamo vivendo una fase di revisione del modello di business, per cui ci stiamo guardando “dentro” &#8211; area per area, divisione per divisione &#8211; alla ricerca dei nostri punti di forza ma anche delle debolezze da sanare. Questa evoluzione che stiamo costruendo con accuratezza muove i passi proprio dalla fiducia che abbiamo tra di noi componenti della famiglia Rinaldi e verso i nostri collaboratori. Da questa siamo certi dipenda il senso di responsabilità ed etica di ciascuno, che domani si tradurrà in una rinnovata autonomia lavorativa. Senza questi valori, non c’è competenza tecnica, seppur determinante, che tenga.</p>
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<p><strong><img class="alignleft wp-image-12150" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Photo_Rosalia-Santulli-copy.jpg" alt="" width="319" height="319" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Photo_Rosalia-Santulli-copy.jpg 700w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Photo_Rosalia-Santulli-copy-150x150.jpg 150w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Photo_Rosalia-Santulli-copy-300x300.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/Photo_Rosalia-Santulli-copy-600x600.jpg 600w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" />Il futuro del Family Business è la Next Generation. Proprio a questa, nel corso del Summit, sono state dedicate sessioni formative ad hoc. Quali temi sono stati trattati e quale finalità prioritaria si è posta l’Academy? </strong></p>
<p>Tra le novità dell’edizione 2024 dello SPGC Global Family Business SUMMIT, la Next/Now Gen Academy, una due giorni di attività formative dedicate alle nuove generazioni delle famiglie imprenditoriali con l’obiettivo di costruire maggiore consapevolezza sul loro ruolo all’interno dell’impresa di fa &#8211; miglia e sulla legacy personale, familiare e d’impresa. L’Academy è stata anche occasione di networking e scambio di esperienze multiculturali. Tra i partecipanti, italiani, indiani, finlandesi, emiratini. Tra i docenti dell’Academy, Rodrigo Basco dell’American University of Sharjah che ha affrontato il tema del rapporto con la proprietà per accrescere la legacy familiare; Creagh Sudding di KPMG Private Enterprise che ha discusso con i partecipanti un caso studio sulla crescita delle nuove generazione e il rafforzamento dello spirito imprenditoriale preservando la legacy; James (Jim) Davis della Utah State University che, forte della sua esperienza pluridecennale, ha parlato ai discenti di fiducia nelle imprese familiari; Sofia Vollmer di Trusted Family che ha spostato l’accento sull’innovazione e le nuove tecnologie a supporto delle next gen nelle imprese di famiglia; e Valerio Boni, trainer e coach Virvelle che ha accompagnato i ragazzi in un percorso di apprendimento esperienziale attraverso attività indoor e outdoor. Le attività dell’Academy sono state sponsorizzate da KPMG Private Enterprise, Trusted Family e Virvelle Srl, quest’ultima società del territorio leader nella formazione esperienziale, che ha anche ospitato le attività della prima giornata nel centro storico presso il Complesso San Michele, offrendo così ai partecipanti la possibilità di cimentarsi in un’attività di orienteering nel cuore della città di Salerno. Al fine di favorire un’ulteriore conoscenza del territorio che ha ospitato la prima edizione della Next/Now Gen Academy, nel pomeriggio della seconda giornata, i partecipanti hanno avuto occasione di visitare la sede di Pontecagnano del Gruppo Sada. La consegna dei certificati di partecipazione è, infine, avvenuta presso il Museo Diocesano di San Matteo. In quella sede, i partecipanti hanno condiviso l’entusiasmo provato durante le attività formative, affermando di sentirsi arricchiti dall’esperienza e pronti a ritornare nell’impresa di famiglia con nuove consapevolezze. Ad Maiora!</p>
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<p><strong>NEXT/NOW GEN ACADEMY, IMMERSI NEL FUTURO&nbsp;<img class="alignleft wp-image-12151" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/virvelle.jpg" alt="" width="345" height="460" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/virvelle.jpg 1500w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/virvelle-225x300.jpg 225w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/virvelle-768x1024.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2024/08/virvelle-600x800.jpg 600w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></strong></p>
<p><strong>A Virvelle, società di consulenza e formazione, il compito di organizzare un percorso formativo ad hoc per le nuove generazioni in azienda, pensato sia per mantenere livelli di performance adeguati a mercati sempre più concitati e veloci, sia per trasformare il potenziale scontro culturale tra i componenti di età diversa in una sinergia fertile per la crescita del proprio business</strong></p>
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<p>Araccontarci del percorso formativo manageriale pensato per chi sta “studiando” per entrare in un’azienda familiare o per chi vi ha già fatto ingresso, è Mario Vitolo, ceo di Virvelle: «La Next/Now Gen Academy – progettata in collaborazione con Andrea Calabrò e la professoressa Santulli e riservata a figli di imprenditori o comunque giovani che stanno entrando nelle aziende di famiglia e a cui i genitori devono lasciare il testimone &#8211; ha visto coinvolti quindici partecipanti di cui dieci italiani (7 campani, 2 laziali, 1 partecipante di KPMG) e 5 stranieri, provenienti nello specifico 1 dagli Emirati, 1 dall’India e 3 Finlandia. Al centro del percorso abbiamo messo proprio il tema del passaggio di consegne in azienda, la gestione dell&#8217;eredità, se la vogliamo definire tale, e di rimando quali competenze manageriali siano necessarie affinché questa fase per natura delicata possa essere gestita e agita con successo. La formazione, divisa in due giornate, ha avuto un taglio interattivo e dinamico; poco cattedratica anche nella sessione frontale. Il pomeriggio del primo giorno i partecipanti sono stati coinvolti in un’esperienza molto immersiva, un outdoor nel centro storico di Salerno. Hanno infatti partecipato a una caccia al tesoro, perfetta metafora di come si impara ad orientarsi, a muoversi verso l’obiettivo nonostante le incognite. Positivo il feedback dei partecipanti che oltre a inorgoglirci, ci stimola a replicare il modello anche in altri contesti. Lavorare in ambienti internazionali, significa dover gestire alti livelli di diversità culturale e complessità aziendale. Una sfida nella sfida che siamo pronti a cogliere».</p>
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		<title>CRISI ED “EVENTI DIROMPENTI”: PRESENTATO IL MODELLO MANAGERIALE D-SKILLS</title>
		<link>https://www.costozero.it/crisi-ed-eventi-dirompenti-presentato-il-modello-manageriale-d-skills/</link>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 08:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft wp-image-11384" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima.jpg" alt="" width="360" height="240" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskill_prima-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" />Si è conclusa ieri&nbsp;l’iniziativa strategica di Fondirigenti, promossa da Confindustria Salerno, unitamente a Federmanager Salerno e realizzato da Assoservice Salerno con la collaborazione di Federmanager Academy con la presentazione delle 10 competenze manageriali rivelatesi prioritarie nella gestione di eventi “avversi”. Disponibile per la cassetta degli attrezzi di manager e leader di imprese un tool autovalutativo che restituisce il proprio profilo con in evidenza le competenze trasversali già agite con successo e le aree di comportamento, invece, in cui ci sono margini di miglioramento in termini formativi</em></strong><span id="more-11326"></span></p>
<p><em>Disruption</em> digitale, cambiamenti repentini di mercato, ma anche nuove sensibilità di consumatori e investitori, possono scardinare equilibri aziendali consolidati che vanno ricomposti. Chi è chiamato a gestire eventi imprevisti come questi, oggi diventati paradossalmente più che frequenti nella vita di un’azienda, deve – oltre alle conoscenze tecniche – mettere in campo il meglio di sé perché le nuove sfide per i manager, se ben gestite, possono da un lato rafforzarne la leadership, dall’altro addirittura migliorare il clima e le performances aziendali.</p>
<figure id="attachment_11328" style="width: 407px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-11328" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2.jpeg" alt="" width="407" height="279" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2.jpeg 1600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2-300x205.jpeg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2-768x526.jpeg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2-1024x701.jpeg 1024w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/dskills-2-600x411.jpeg 600w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /><figcaption class="wp-caption-text">Da sinistra Alfredo Valerio, Dirigente Plastica Alto Sele Spa Marco Sprocati, coordinatore del progetto D-Skills; Federico Mioni, Direttore Federmanager Accademy; Beatrice Stanganelli, progettista e Bice Della Piana, Docente di Cross Cultural Competence e Cross Cultural Management, Università degli Studi di Salerno</figcaption></figure>
<p>Sapere con quanta efficacia ci si comporta sul luogo di lavoro diventa quindi non solo utile, ma indispensabile. Proprio in risposta a questi emergenti bisogni è stato progettata e implementata -, l’iniziativa strategica di <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.fondirigenti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondirigenti</strong></a></span>, promossa da <strong>Confindustria Salerno</strong>, unitamente a <strong>Federmanager Salerno</strong> e realizzato da <strong>Assoservice Salerno</strong> con la collaborazione di <strong>Federmanager Academy</strong>.</p>
<p>Questo articolato progetto, partito lo scorso febbraio con la fase di somministrazione on line di un questionario e proseguito con focus group, ha visto il coinvolgimento di 15 dirigenti salernitani protagonisti di un percorso conclusosi ieri in Confindustria Salerno con la presentazione del “<strong>Modello delle 10 disruptive skills</strong>”, ovvero le 10 competenze manageriali rivelatesi prioritarie nella gestione di eventi “avversi”, sistematizzate da uno psicologo del lavoro e suddivise in 5 aree (cognitiva, gestionale, relazionale, realizzativa, personale).</p>
<p>Il Modello ha poi generato un altro risultato: disponibile per la cassetta degli attrezzi di manager e leader di imprese un tool autovalutativo che – previo compilazione on line di una batteria di domande – restituisce il proprio profilo con in evidenza le competenze trasversali già agite con successo e le aree di comportamento, invece, in cui ci sono margini di miglioramento in termini formativi.</p>
<p>Oltre a irrobustire il mindset giusto per non perdere la rotta di fronte a eventi dirompenti, i risultati di D-Skills saranno anche un’utile cartina di tornasole per Fondirigenti nella costruzione, con aggiornata precisione, di piani formativi futuri, anche grazie ad innovativi strumenti di autodiagnosi delle competenze così come quello adottato in questa iniziativa.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali di <strong>Antonio Ferraioli</strong>, Presidente Confindustria Salerno e <strong>Armando Indennimeo</strong>, Presidente Federmanager Salerno e l’intervento introduttivo di <strong>Marco Bodini</strong>, Presidente Fondirigenti, sono intervenuti <strong>Bice Della Piana</strong>, Docente di Cross Cultural Competence e Cross Cultural Management, Università degli Studi di Salerno, <strong>Beatrice Stanganelli e Marco Sprocati</strong>, rispettivamente Progettista e Coordinatore del progetto D-Skills. <strong>Alfredo Valerio</strong>, Dirigente Plastica Alto Sele Spa, ha raccontato invece la propria esperienza da partecipante all’iniziativa. A <strong>Federico Mioni</strong>, Direttore Federmanager Accademy, il compito in chiusura di presentare i risultati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11388" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1.jpg 2000w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-900x600.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/10/pubblico-dskills-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>«Gli eventi degli ultimi anni, tra pandemia, crisi energetica e guerre, hanno richiesto agli imprenditori e ai dirigenti d’azienda la capacità di progettare e implementare nuovi modelli di business e di comportamento»&nbsp;<em>ha sottolineato Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno</em>. «La nostra Associazione ha, pertanto, ritenuto particolarmente importante aderire a questo progetto i cui risultati rappresenteranno senz’altro un utile strumento per manager e dirigenti al fine di allineare competenze e professionalità con l’offerta globale, in modo da essere sempre pronti ad affrontare le continue sfide del mercato».</p>
<p>«Fondirigenti è al fianco di imprese e manager per affrontare, con le giuste competenze, le sfide di un contesto sempre più incerto e caratterizzato da eventi inattesi»,&nbsp;<strong><em>ha dichiarato Marco Bodini, Presidente Fondirigenti</em></strong>. Per questo ha promosso il progetto DSKILLS nell’ambito delle proprie iniziative strategiche, dedicate ad individuare – d’intesa con i soci Confindustria e Federmanager &#8211; le aree di fabbisogno e i modelli manageriali più idonei per affrontare il futuro. La sperimentazione effettuata nella provincia di Salerno ha consentito di ricavare preziosi elementi per individuare il giusto mix di competenze che permettono a dirigenti e imprese di affrontare l’incertezza e costruire i futuri piani formativi, anche grazie ad innovativi strumenti di autovalutazione delle competenze che consentono di sfruttare fino in fondo questa opportunità».</p>
<p>«Come Federmanager Salerno è con piacere che, da sempre, ci facciamo promotori delle iniziative di formazione dei colleghi dirigenti attraverso gli <em>avvisi</em> di Fondirigenti. Sin dalla nascita dell’ente nel 2004, infatti, sono state molte le aziende iscritte alla nostra Federazione che hanno partecipato attivamente alla formazione dirigenziale», ha affermato <strong><em>Armando Indennimeo, Presidente Federmanager Salerno</em></strong>. «In questo contesto specifico, ritengo il progetto Disruptive Skills un’iniziativa strategica, che si è articolata in diverse fasi &#8211; tutte molto importanti &#8211; e che vede nella giornata conclusiva la presentazione del modello delle 10 competenze disruptive e del D-Skills Tool, che ritengo siano un patrimonio importante di Fondirigenti da condividere e utilizzare per organizzare specifici corsi di formazione».</p>
<p><strong>Le 10 competenze individuate</strong></p>
<ol>
<li>risolvere problematiche imprevedibili; 2. avere visione strategica; 3. creatività dalle lezioni apprese (risorse interne afferenti all’area cognitiva); 4. prendere decisioni strategiche; 5. Leadership (per l’area gestionale); 6. collaborazione; 7. cultura trasversale della diversità (area relazionale); 8. avere “senso dello scopo”; 9. Pianificare (area realizzativa); 10. gestione dello stress (area personale).</li>
</ol>
<p><strong>A questo <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.beesmart.cloud/dskills" target="_blank" rel="noopener">link</a></span> il tool del progetto.</strong><u></u></p>
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		<title>Beyond sleeping vince il Premio Marketing per l&#8217;Università sul caso Rinaldi</title>
		<link>https://www.costozero.it/beyond-sleeping-vince-il-premio-marketing-per-luniversita-sul-caso-rinaldi/</link>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 09:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tre studentesse della Sapienza di Roma si aggiudicano la finale della 35 edizione. Nei prossimi mesi avranno l&#8217;opportunità di collaborare direttamente con la wellness tech company leader nella progettazione e realizzazione di materassi di alta qualità &#160; Sono stati proclamati ieri i vincitori della 35^ edizione del Premio Marketing per l’Università. L’evento di premiazione si [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-11212" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti.jpg" alt="" width="428" height="285" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/rinaldi_premio-finalisti-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" />Tre studentesse della Sapienza di Roma si aggiudicano la finale della 35 edizione. Nei prossimi mesi avranno l&#8217;opportunità di collaborare direttamente con la wellness tech company leader nella progettazione e realizzazione di materassi di alta qualità</strong><span id="more-11211"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono stati proclamati ieri i vincitori della 35^ edizione del <strong>Premio Marketing per l’Università</strong>. L’evento di premiazione si è tenuto a Roma presso l’Università LUMSA di fronte ad una platea di studenti e docenti della disciplina, e ai manager della <strong>Rinaldi Group</strong>, sponsor di questa edizione.</p>
<p>I vincitori dell’edizione 2023 del Premio, patrocinata da Rinaldi Group spa Società Benefit, sono <strong>Filomena Celeste Russo, Giada Cunto e Antonella Panaino</strong> della <strong>Sapienza Università di Roma</strong> con il progetto “Beyond sleeping”<strong>.</strong></p>
<p>Il secondo e terzo posto sono stati assegnati rispettivamente a Maria Teresa Mastropietro dell’<strong>Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, </strong>e a <strong>Giovanni Sgorbissa </strong>e<strong> Elisa Pistillo</strong> della<strong> Sapienza Università di Roma.</strong></p>
<p>Il Premio per il miglior progetto innovativo “Premio Rinaldi” e per il “Miglior Team Interuniversitario” sono stati assegnati entrambi alla squadra composta da <strong>Gaia Veronica Girelli, Nicole Fleba </strong>dell<strong>’Università degli Studi di Pavia </strong>e<strong> Edoardo Tancredi Montagna </strong>dell<strong>’Università di Bergamo</strong>.</p>
<p>La Rinaldi Group ha voluto premiare anche chi si è maggiormente interfacciato con la APP ideata per la competizione. La squadra vincitrice del “Premio APP” è composta da <strong>Martina Bocchini, Maria Pia Petti</strong> dell’<strong>Università del Sannio </strong>e <strong>Francesca Cennamo</strong> dell’Università di Firenze.</p>
<p>La competizione dei <strong>Master</strong>, che negli ultimi anni affianca quella principale “under graduate”, è stata vinta dal <strong>Master Universitario in Economia e Management della Comunicazione e dei Media </strong>dell’<strong>Università di Tor Vergata di Rom</strong>a con la squadra composta da <strong>Claudia Baronio</strong>, <strong>Alessio Simone</strong> e <strong>Martina Soro</strong>.</p>
<p>I vincitori del Premio Marketing Rinaldi Group avranno l&#8217;opportunità di effettuare uno stage presso la sede della Rinaldi Group.</p>
<p>Con <strong>poco meno di 500 elaborati</strong>, questa 35^ edizione ha registrato una bellissima partecipazione. Complessivamente, <strong>gli studenti</strong> che hanno partecipato all’edizione 2023, proponendo soluzioni innovative del caso di studio legato al mondo di Rinaldi Group sono stati più di <strong>1400 </strong>e provenienti da <strong>30 università</strong> italiane.<img class="wp-image-11213 alignright" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8.png" alt="" width="545" height="545" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8.png 1080w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8-150x150.png 150w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8-300x300.png 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8-768x768.png 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8-1024x1024.png 1024w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/09/Foto_8-600x600.png 600w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></p>
<p>La sfida di quest’anno si basava sull’individuazione di strategie di valorizzazione del brand Rinaldi Group come brand corporate e di sensibilizzazione dei consumatori finali verso una maggiore consapevolezza che il benessere passa anche attraverso la cultura del buon dormire.</p>
<p>I progetti sono stati valutati da un Comitato Scientifico e da una giuria composta da Angelo<strong> Di Gregorio</strong>, Presidente di Società Italiana Marketing e docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Gennaro<strong> Iasevoli</strong>, Presidente del Premio Marketing e docente dell’Università LUMSA di Roma, Enrico <strong>Bonetti</strong>, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Vittoria <strong>Marino</strong> Coordinatrice scientifica dell’edizione e docente dell’Università degli Studi del Sannio, Letizia <strong>Lo Presti</strong>, Coordinatrice dell’edizione e docente dell’Università LUMSA di Palermo, Stefania <strong>Rinaldi</strong>, Presidente e Amministratore delegato di Rinaldi Group spa Società Benefit.</p>
<p>Nato nel 1988, il Premio ha l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti, stimolare i processi di apprendimento attraverso lo studio di casi aziendali, il confronto con problematiche di mercato attuali e lo sviluppo in gruppo di strategie e progetti concreti. Nel corso di questi <strong>35 anni</strong> il Premio Marketing ha coinvolto oltre <strong>300mila studenti</strong> di <strong>50 Università pubbliche e private di tutta Italia</strong> contribuendo alla formazione e alla crescita di molti giovani manager.</p>
<p>“<em>Gli studenti con i loro progetti hanno messo energia, vitalità dimostrando entusiasmo, grinta e voglia di fare</em>, dichiara Stefania Rinaldi Presidente e Amministratore delegato di Rinaldi Group spa Società Benefit. “<em>Ritengo che la partecipazione sia stata un momento di confronto e di arricchimento reciproco per noi Rinaldi Group e per gli studenti che hanno partecipato con slancio a questa 35^ Edizione. Gli studenti sono la linfa vitale di questo Premio</em>”.</p>
<p>&#8220;Mai come oggi le aziende hanno bisogno di laureati che oltre alle competenze accademiche di base, abbiano già avuto modo di dimostrare capacità di lavoro in team e buone attitudini nel trasferire la teoria manageriale in pratica”, afferma Gennaro Iasevoli, Presidente del Premio. “In questa ottica, il Premio Marketing per l&#8217;Università da oltre trentacinque anni è all&#8217;avanguardia”.&nbsp; &nbsp;</p>
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<p><strong>RINALDI GROUP SPA SOCIETÀ BENEFIT</strong></p>
<p>Fondata nel 1965 a Giffoni Valle Piana (SA), è una wellness tech company e PMI innovativa leader nella progettazione e realizzazione di materassi di alta qualità. Realizza collezioni 100% Made in Italy, coniugando alti livelli di artigianalità e l’utilizzo di innovative tecnologie di prodotto. La costante attività di R&amp;D ha permesso al Gruppo di ottenere due brevetti aventi ad oggetto l’ottimizzazione della distribuzione della pressione corporea sui materassi, tali da consentile ad essere l’unica Società in Italia che presenta nella propria offerta commerciale materassi scientificamente testati sul comfort e sull’ergonomia, secondo i principi del modello Comfort-Driven Design. Inoltre, il Gruppo è attivo nel mercato B2B nazionale ed internazionale ed è presente ad oggi in 34 Paesi. <a href="http://www.rinaldigroup.com">www.rinaldigroup.com</a></p>
<p><strong>Società Italiana Marketing (SIM)</strong></p>
<p>Dal 2003 la SIM promuove numerose attività di ricerca scientifica e formazione condotte nelle università italiane: divulgazione delle migliori best practice aziendali e riconoscimento delle eccellenze imprenditoriali; il premio Marketer of the Year; la collana sui casi aziendali; la diffusione ed applicazione dei risultati della ricerca di marketing nel mondo aziendale nella società civile e nella comunità accademica internazionale attraverso la rivista&nbsp; Italian Journal of Marketing; la SIM Conference annuale; i Grant di ricerca promossi in collaborazione con i partner internazionali; i progetti rivolti ai giovani ricercatori come il Doctoral &amp; Research Colloquium e la Scuola di Metodologia della Ricerca. La SIM identifica anche i giovani talenti di marketing in tutte le università italiane attraverso il Premio Marketing per l’Università (evento giunto alla 35^ edizione quest’anno con il caso Rinaldi Group). I migliori studenti, chiamati a lavorare su uno specifico progetto, hanno così la possibilità di confrontarsi e collaborare ogni anno con una importante azienda. <a href="http://www.simktg.it">www.simktg.it</a></p>
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		<title>“STRATER”, l&#8217;innovazione di CTI Foodtech dà sempre buoni frutti</title>
		<link>https://www.costozero.it/strater-linnovazione-di-cti-foodtech-da-sempre-buoni-frutti/</link>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 14:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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<p><span style="color: #800000;"><strong><a style="color: #800000;" href="https://www.ctifoodtech.com/" target="_blank" rel="noopener">CTI Foodtech</a></strong></span>, azienda leader a livello internazionale nella produzione di macchinari per la lavorazione della frutta con oltre 150 brevetti depositati in più di 20 Paesi del mondo, ha presentato i risultati del progetto “<strong>STRATER</strong>” (Strawberry Stem Remover), un innovativo sistema di lavorazione delle fragole in grado di rispondere alle esigenze dei produttori di frutta lavorata e conservata, in un settore in cui il 75-80% della trasformazione dei frutti avviene ancora manualmente.</p>
<p><strong>Progetto “STRATER” (“Strawberry Stem Remover”), obiettivi</strong></p>
<p>Il progetto “STRATER” mira alla realizzazione di un nuovo modello di macchinario per la lavorazione delle fragole che consenta al sistema, grazie a una nuova e ottimizzata tecnologia di visione, di incrementare la produzione di frutti tagliati, ridurre gli scarti e, nel complesso, aumentare la velocità di lavorazione della macchina. Lo scopo del progetto è, dunque, sviluppare un sistema di manipolazione e taglio intelligente delle fragole supportato da un sistema di visione artificiale applicato al riconoscimento della posizione del picciolo del frutto. Attualmente, non esiste un sistema che consenta automaticamente di individuare e posizionare le fragole in un processo industriale (operazione interamente delegata alla manodopera). Per far comprendere la portata del progetto, basti pensare che il 95% dei frutti mal orientati viene letto dal sistema di visione “riciclato” nel processo della macchina, con una capacità produttiva di circa 280 frutti al minuto.</p>
<p>La conferenza stampa e il seminario di disseminazione dei risultati ha visto la partecipazione di: <strong>Alessandro Crescenzo</strong>, Responsabile Team R&amp;D CTI Foodtech, che ha presentato l’azienda, il contesto di riferimento e la struttura di R&amp;D della CTI Foodtech; <strong>Biagio Crescenzo</strong>, CEO di CTI Foodtech e Responsabile del Progetto “STRATER”, che ha descritto il progetto, lo stato dell’arte in cui si inserisce, gli obiettivi e i risultati raggiunti, sia in termini produttivi sia rispetto alle tematiche della sostenibilità; <strong>Antonio Pietrosanto</strong>, Professore Ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale/DIIN dell’Università di Salerno e Responsabile delle Prestazioni del DIIN nel Progetto STRATER. Conclusioni di <strong>Valeria Fascione</strong>, Assessore alla Ricerca, Innovazione e Startup della Regione Campania.</p>
<p>Il seminario di diffusione dei risultati del Progetto STRATER si è tenuto nell’ambito dell’Avviso Pubblico per il Sostegno alle MPMI Campane della Realizzazione dei Progetti di Trasferimento Tecnologico e Industrializzazione Asse Prioritario 3 – Obiettivo Specifico 3.1 Azione 3.1.1.</p>
<p>«L’anno scorso la Regione Campania ha lanciato questo importante bando da ben 100 milioni, dedicati alle PMI che volevano sostenere processi di industrializzazione e di messa sul mercato di prodotti innovativi – <strong><em>ha detto l’Assessore Fascione</em></strong> &#8211; In meno di due mesi sono stati assegnati fondi a circa 120 imprese. L’agritech è un settore importante che contribuisce in maniera sensibile alle esportazioni. A CTI va il plauso per una propensione all’innovazione, all’internazionalizzazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione dei giovani talenti del nostro territorio. Oggi abbiamo raccontato una bella storia di innovazione frutto di una visione e di un approccio che mette in rete Istituzioni, azienda e università».</p>
<p>«STRATER nasce per rispondere a un’esigenza del mercato e da un confronto con i nostri clienti internazionali – ha affermato <em><strong>Biagio Crescenzo</strong> </em>– Abbiamo lavorato al progetto, in sinergia con il Professore Pietrosanto del DIIN dell’Università degli Studi di Salerno, con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia in grado di perfezionare ed efficientare la lavorazione delle fragole attraverso un processo automatizzato, nonostante le numerose difficoltà tra cui l’irregolarità del frutto. Un ringraziamento all’Assessore Fascione per l’attenzione al nostro progetto e per la presenza all’incontro di disseminazione».</p>
<p>«Innovare per CTI è un aspetto fondamentale – ha dichiarato <em><strong>Alessandro Crescenzo</strong></em> – Abbiamo già depositato il brevetto di questa macchina, ultimo di oltre 150 brevetti depositati in tutto il mondo, a dimostrazione di un ampio valore che l’azienda dà al reparto Ricerca e Sviluppo. Sebbene CTI abbia un fatturato che proviene per il 98% dall’estero, dimostra anche come sia possibile creare impresa rimanendo in Campania. Un messaggio a tutti i giovani talenti del nostro territorio che, in un mondo sempre più connesso, possono affermarsi anche a poca distanza da casa».</p>
<p>«La Regione Campania sta investendo molto in questi anni, con il lancio di numerosi bandi, per incentivare le collaborazioni tra pubblico e privato – <em><strong>ha dichiarato il professor Antonio Pietrosanto</strong> </em>– Il progetto STRATER è un esempio evidente di come possano coesistere due realtà: quella imprenditoriale come CTI Foodtech e quella pubblica con l’Università degli Studi di Salerno, in particolare il Dipartimento d’Ingegneria Industriale».</p>
<p>Numerosi i clienti internazionali di CTI Fodotech che hanno seguito a distanza il seminario, prestando grande attenzione alla nuova tecnologia realizzata dall’azienda, da sempre esempio a livello nazionale e internazionale di PMI smart e orientata alla ricerca e allo sviluppo.</p>
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		<title>D-SKILLS: COME AFFRONTARE E GESTIRE AL MEGLIO “EVENTI DIROMPENTI” IN AZIENDA</title>
		<link>https://www.costozero.it/d-skills-come-affrontare-e-gestire-al-meglio-eventi-dirompenti-in-azienda/</link>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 10:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presentata in Confindustria Salerno un&#8217;iniziativa strategica di Fondirigenti tesa allo sviluppo di un modello di competenze &#8220;disruptive&#8221; che sarà presentato a ottobre prossimo &#160; Ha avuto luogo in Confindustria Salerno la presentazione del progetto -, il mindset per gestire eventi dirompenti”, una iniziativa strategica di Fondirigenti che intende identificare le competenze chiave indispensabili per poter [&#8230;]</p>
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<p>Ha avuto luogo in Confindustria Salerno la presentazione del progetto -, il mindset per gestire eventi dirompenti”, una iniziativa strategica di <strong>Fondirigenti</strong> che intende identificare le competenze chiave indispensabili per poter affrontare e gestire al meglio “eventi dirompenti” che possono accadere in azienda.</p>
<p>Il progetto di Fondirigenti, promosso da <strong>Confindustria Salerno</strong>, unitamente a <strong>Federmanager Salerno</strong> e realizzato da <strong>Assoservice Salerno</strong> con la collaborazione di <strong>Federmanager Academy</strong>, prevede il coinvolgimento di 15 dirigenti di aziende salernitane che, nei prossimi giorni, si confronteranno in focus group per mettere in campo le competenze necessarie per risolvere casi dirompenti. Il tutto sarà osservato da una psicologa che farà emergere le skills agite.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali di <strong>Stefania Rinaldi</strong>, vicepresidente delegata alla Formazione Confindustria Salerno e <strong>Armando Indennimeo</strong>, presidente Federmanager Salerno, sono intervenuti <strong>Massimo Sabatini</strong>, Direttore Generale Fondirigenti;&nbsp;<strong>Beatrice Stanganelli, </strong>progettista; <strong>Marco Sprocati, c</strong>oordinatore del progetto D-Skills e <strong>Federico Mioni</strong>, Direttore Federmanager Academy.</p>
<p>A seguire sono stati introdotti i focus group sui quali lavoreranno i Dirigenti d’azienda.</p>
<p>«La globalizzazione <strong>– ha sottolineato Stefania Rinaldi, v</strong><strong>icepresidente delegata alla Formazione Confindustria Salerno</strong> &nbsp;&#8211; ha fatto sì che alcuni eventi come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi anni (pandemia, crisi energetica, guerre) abbiano impattato sulle aziende rivelandosi improvvisi e dirompenti e generando nuovi contesti difficilmente prevedibili che richiedono nuovi modelli di business e di comportamento. La reazione necessaria alla sopravvivenza delle imprese ha dimostrato un altissimo livello di resilienza delle aziende salernitane, ma ciò non basta. Per tale ragione Confindustria Salerno ha inteso promuovere questo progetto, al fine di individuare e rafforzare competenze chiave che consentano ai dirigenti di tenersi pronti ad affrontare nuovi scenari imprevedibili».</p>
<p>«In questo periodo di grandi trasformazioni è cruciale rafforzare nelle imprese e nei dirigenti un approccio favorevole all’apprendimento e alla gestione del cambiamento, come chiave per muoversi in un contesto internazionale dai contorni sempre più incerti &#8211; <strong>ha spiegato Massimo Sabatini, Direttore Generale</strong><strong> di Fondirigenti </strong>&#8211; sviluppando tra i manager il giusto <em>mindset</em>. Con Fondirigenti ci impegniamo con le iniziative strategiche, condotte in collaborazione con le associazioni di Confindustria e Federmanager, per rilevare i bisogni formativi &#8220;reali&#8221;, su territori e settori, modellizzare le competenze chiave per il futuro e mettere a punto le nostre proposte di finanziamento della formazione manageriale di qualità.&nbsp;Il progetto promosso con Confindustria Salerno si muove in questa direzione e focalizza su alcuni importanti e più che mai attuali temi, quali la digitalizzazione e la capacità di gestire le crisi, ai quali abbiamo anche dedicato l’ultimo Avviso 1/2023, tutt’ora in corso».</p>
<p>«I manager sono figure chiave nella gestione degli eventi “dirompenti” – ha affermato <strong>Armando Indennimeo, presidente Federmanager Salerno &#8211; e c</strong>on questa iniziativa si intende mettere a disposizione dei manager salernitani le particolari competenze necessarie per affrontare i cambiamenti in un’epoca come quella attuale che richiede duttilità, rapidità di scelte e abilità ad adattare la gestione aziendale ai contesti del momento».</p>
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		<title>SCUOLA, LEP NON SOLO QUANTITATIVI</title>
		<link>https://www.costozero.it/scuola-lep-non-solo-quantitativi/</link>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 08:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Occorrerà ragionare su quali tipi di risorse educative è necessario rendere disponibili per contrastare le disuguaglianze e mettere tutti in grado di sviluppare appieno le proprie capacità, investendo di più la dove le disparità sono maggiori &#160; Il Consiglio dei ministri ha di recente approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata che, entro fine anno, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft wp-image-10765" title="Chiara Saraceno, sociologa" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr.jpg" alt="" width="407" height="271" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/saraceno_corr-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" />Occorrerà ragionare su quali tipi di risorse educative è necessario rendere disponibili per contrastare le disuguaglianze e mettere tutti in grado di sviluppare appieno le proprie capacità, investendo di più la dove le disparità sono maggiori<span id="more-10764"></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il</em></strong> <strong><em>Consiglio dei ministri ha di recente approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata che, entro fine anno, dovrebbe avere piena attuazione. Anche la scuola potrebbe rientrare nelle competenze da decentralizzare. Crede sarà così? Quali sono gli aspetti da non trascurare?</em></strong></p>
<p>La possibilità è reale in quanto la autonomia sulla scuola (e la ricerca) è prevista tra le 23 materie elencate nell’articolo 117 comma 3 della Costituzione, anche se non è chiaro che cosa significhi esattamente in termini concreti. Lo si può dedurre dalle richieste in questo campo avanzate da Lombardia e Veneto. Riguarderebbe molti aspetti cruciali: organizzazione scolastica per quanto riguarda sia la distribuzione delle scuole sul territorio, sia l’attuazione ed eventuale integrazione dei curricula, reclutamento degli insegnanti, remunerazione degli stessi, collaborazione con le imprese. Non è ben chiaro se e come questa autonomia rafforzerebbe, o viceversa indebolirebbe, l’autonomia scolastica così come è definita dalla legge n. 59/1997 e dal DPR 275/1999. Queste due normative, infatti, già concedono alle singole scuole ampia autonomia organizzativa e didattica, per rispondere alle specificità dei contesti in cui operano, anche se purtroppo spesso è lasciata lettera morta o utilizzata “ai margini”, quando non fortemente scoraggiata.</p>
<p>È certamente opportuno che a livello locale ci si occupi della scuola, per individuarne le necessità e la loro dislocazione, perché solo a livello locale si conoscono le specificità dei contesti, dei loro bisogni e potenzialità. Ma vale per i comuni o le associazioni di comuni, più che per le regioni.</p>
<p>Inoltre, in una situazione in cui già esistono forti diseguaglianze territoriali nella offerta scolastica, con l’autonomia differenziata queste si cristallizzerebbero ulteriormente, ledendo il diritto costituzionale all’accesso paritario all’istruzione indipendentemente da dove si vive e dalla propria condizione sociale.</p>
<p>Da questo punto di vista, occorrerà discutere in profondità su che cosa debbano essere i LEP applicati ai servizi educativi per la prima infanzia e alla scuola. Se hanno il compito di garantire a tutti pari opportunità nell’apprendimento, non ci si può accontentare di indicatori esclusivamente quantitativi, come i tassi di copertura, che pure oggi non sono pienamente garantiti ovunque. Occorrerà ragionare su quali tipi di risorse educative è necessario rendere disponibili per contrastare diseguaglianze sociali e territoriali, per mettere tutti in grado di sviluppare appieno le proprie capacità, investendo di più là dove le disuguaglianze sono maggiori. Per questo è stato sbagliato lasciare agli enti locali o alle singole scuole l’iniziativa in risposta ai bandi del PNNR nel settore dell’istruzione (e probabilmente non solo), come se si trattasse di scelte opzionali, senza verificare preliminarmente e puntualmente (non solo genericamente per macro-aree) dove mancano alcune strutture e dove sarebbe più necessario integrare l’esistente.</p>
<p><strong><em>Se l’istruzione rientrasse nel disegno dell’autonomia differenziata, si acuirebbe anche la fuga degli insegnanti migliori verso il Nord del Paese?</em></strong></p>
<p>Non è detto. Dipende dal grado di discrezionalità che verrebbe concesso per reclutare su base locale, ponendo barriere a chi viene dall’esterno. Stipendi maggiorati possono essere utilizzati per incentivare “gli autoctoni” a percorrere la strada dell’insegnamento là dove attualmente c’è carenza di insegnanti. Inoltre, non è detto che stipendi più alti (ma anche costi della vita più alti) incentivino i “migliori”.</p>
<p>Possono incentivare chi vuole fuggire da situazioni difficili che richiedono maggiori investimenti di energie e capacità di innovazione didattica, o semplicemente non trova lavoro in loco. Il rischio vero è che dando il via ad una differenziazione salariale non sulla base dell’impegno richiesto e profuso, ma solo del luogo di insegnamento, ci sarà chi lavorerà moltissimo senza modifiche di stipendio e chi lavorerà il minimo necessario avendo una integrazione stipendiale. Succede già ora, anche per resistenze sindacali, che non si faccia differenza tra chi lavora tanto (e bene) e chi lavora poco. Con l’autonomia differenziata si potrà avere il paradosso di un riconoscimento salariale al contrario.</p>
<p><strong><em>Durante la pandemia tutti erano concordi sulla necessità di rimettere l’istruzione al centro. Poi&#8230;cosa è successo?</em></strong></p>
<p>Come per la sanità, si è tornati al punto di partenza e si è proseguito nei tagli al finanziamento della scuola in base a considerazioni demografiche, invece di cogliere l’occasione del calo demografico per utilizzarle per migliorare la scuola. Il PNRR è una grande opportunità, ma va colta in modo efficace, cosa che non sembra avvenga. Un esempio parzialmente positivo è l’aver introdotto il livello di copertura del 33% come LEP nel caso dei nidi, prevedendo anche un finanziamento adeguato per la loro gestione.</p>
<p>Ma si è lasciato che molti comuni del Sud non partecipassero ai bandi vuoi per disinteresse, vuoi per mancanza di tempo e/o delle professionalità necessarie per partecipare ai bandi, con il risultato che non sono stati allocati tutti i fondi destinati al Mezzogiorno e in molti comuni non sarà garantito neppure questo livello minimo.</p>
<p>Un esempio negativo sono i fondi per il contrasto alla dispersione scolastica.</p>
<p>Invece di individuare aree ad alta intensità di povertà educativa nelle quali creare reti collaborative tra scuole e tra queste e i possibili attori di una comunità educante, si è scelto di individuare singole scuole sulla base di alcuni (troppo) semplici indicatori di disagio, distribuendo poi i fondi a pioggia.</p>
<p><strong><em>Furto di istruzione: secondo la SVIMEZ un bambino di Napoli che vive nel Mezzogiorno frequenta la scuola primaria per una media annua di 200 ore in meno rispetto al suo coetaneo che cresce nel centro-nord che coincide di fatto con un anno di scuola persa per il bambino del Sud. Proprio con l’emergenza sanitaria sono cresciute anche dispersione scolastica e povertà educativa, specie al Sud. Quali azioni sarebbero necessarie per contrastarle fin dalla prima infanzia?</em></strong></p>
<p>Occorre ampliare l’offerta nidi e rendere i nidi economicamente accessibili, estendere il tempo pieno (di qualità) in tutta la scuola dell’infanzia e anche nelle scuole primaria e secondaria di secondo grado, non come semplice raddoppio delle ore di lezione, ma come arricchimento sia curriculare sia extracurriculare, in collaborazione con i soggetti locali &#8211; associazioni civiche, terzo settore, istituzioni culturali, servizi sociali &#8211; disponibili a cooperare in una comunità educante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Melara, presidente FMTS Group: «Vietato restare indietro nella rivoluzione digitale»</title>
		<link>https://www.costozero.it/melara-presidente-fmts-group-vietato-restare-indietro-nella-rivoluzione-digitale/</link>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 08:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[fmts group]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Puntare sulla capacità attrattiva delle nuove tecnologie potrebbe essere la password giusta per consentire ai più di accedere a quei mondi per i quali siamo chiamati a rafforzare le nostre competenze e passare così da un livello base di alfabetizzazione digitale ad uno decisamente più elevato &#160; Il dibattito in corso in queste settimane sulla [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-10629" title="Giuseppe Melara, presidente FMTS Group" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara.jpg" alt="" width="413" height="275" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/02/melara-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 413px) 100vw, 413px" /><strong>Puntare sulla capacità attrattiva delle nuove tecnologie potrebbe essere la password giusta per consentire ai più di accedere a quei mondi per i quali siamo chiamati a rafforzare le nostre competenze e passare così da un livello base di alfabetizzazione digitale ad uno decisamente più elevato</strong><span id="more-10628"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dibattito in corso in queste settimane sulla nuova frontiera che l’<strong>Intelligenza Artificiale</strong> ci propone, ancora una volta fa mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro. I favorevoli, a sostegno della propria tesi, sottolineano che l’Intelligenza Artificiale aiuta ad esplorare e può essere utilizzata da chiunque; gli scettici pongono in cima alla lista la mancanza di creatività. Questi sono solo due esempi. La dialettica è basata su un susseguirsi di domande e contrapposizioni: è come se ci trovassimo di fronte ad uno specchio nel quale dobbiamo – volente e nolente – riconoscerci e identificarci. Quello che reale non è, esiste; bussa alle porte dell’esistenza e non chiede permesso. Non ne ha bisogno. Entra e muove i suoi passi lasciando dietro di sé impronte ben riconoscibili e che le generazioni “baby boomers”, “X” e “Y” in qualche caso fanno fatica a seguire.&nbsp;Ed è qui che viene fuori la contrapposizione con la generazione Z, definita non a caso “nativa digitale”: i ragazzi nati dal 1996 al 2010 guardano la tv on line, riescono con disinvoltura a passare da un social all’altro e adorano il gaming, trascorrendo molto tempo “immersi”. Sono queste alcune caratteristiche che emergono dal profilo disegnato dalla società di ricerca inglese <strong>GWI</strong> che usa la definizione di “<strong>generazione del cambiamento</strong>”. Calzante, certo, e in contrapposizione con il mondo adulto che sui cambiamenti è sempre un po’ restio. Ciò emerge soprattutto nel braccio di ferro tra genitori e figli: i primi pronti a spingere il piede sul freno nell’uso della tecnologia, i secondi letteralmente catapultati in quel mondo. Il punto d’incontro si potrebbe trovare a metà strada e forse la soluzione sarebbe da ricercarsi in un agile manuale condiviso che metta insieme le esigenze di tutti. Un uso intelligente e sapiente consentirebbe di sfruttare appieno le potenzialità dei nuovi strumenti che abbiamo a disposizione. Un’occasione che non può e non deve essere sprecata.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p>Il 2023 è stato proclamato l’Anno europeo delle competenze su proposta della presidente della Commissione europea&nbsp;<strong>Ursula von der Leyen&nbsp;</strong>durante il suo discorso sullo stato dell&#8217;Unione lo scorso 14 settembre. E quale occasione migliore per raccogliere la sfida che l’Intelligenza Artificiale ci propone per investire sulle competenze in ogni ambito e a qualunque età. I ragazzi di oggi sono immersi in questo mondo, siamo noi – gli adulti – a rimanere sulla soglia con un piede dentro e uno fuori. Ne siamo incuriositi ma anche spaventati. Eppure nel nostro vocabolario non mancano parole come <strong>metaverso</strong>, <strong>realtà aumentata e transizione digitale</strong>. Ne conosciamo il significato ma fatichiamo ad adottarle come “reali”.</p>
<p>Il mondo della scuola in queste settimane è impegnato a fare i conti con il cambiamento dettato dal <strong>Piano Scuola 4.0</strong> che prevede un investimento di 2,1 miliardi per realizzare 100.000 classi innovative e laboratori per le professioni digitali del futuro. L’innovazione chiede alla didattica di mettere in campo lezioni più interattive e lo fa attraverso strumenti di ultima generazione.</p>
<p>Con la startup <strong>Itaca</strong> proprio a fine gennaio a Salerno è stato presentato un progetto di formazione immersiva, con l’utilizzo di visori e simulatori di VR/AR e Mixed Reality, che ha tenuto conto di un approccio educativo basato sui pilastri fondamentali dell’apprendimento: divertimento, emozione, focalizzazione, centralità ed efficacia didattica.</p>
<p>La scuola è il primo interlocutore ma non il solo. Durante la tavola rotonda organizzata dal <strong>CeSFoL</strong>, che ha accompagnato la presentazione dei visori e dei loro contenuti formativi, mi ha colpito l’approccio avuto dagli studenti e dagli adulti nell’indossare i visori. I primi decisamente più disinvolti e inclini a recepire le informazioni per entrare nel nuovo mondo; i secondi, invece, curiosi sì ma più impacciati. È &nbsp;una questione di approccio, dunque, perché poi l’effetto “wow” è stato uguale per tutti.</p>
<p>Puntare dunque sulla capacità attrattiva della meraviglia potrebbe essere la password giusta per consentire ai più di accedere a quei mondi per i quali siamo chiamati a rafforzare le nostre competenze e passare così da un livello base di alfabetizzazione digitale ad uno decisamente più elevato. Con il metaverso, ancora allo stato embrionale, si sta parlando di “nuova frontiera dell’interazione sociale”, mentre con Chat GPT d’intelligenza artificiale conversazionale.&nbsp; La rivoluzione del digitale è in corso, anzi in corsa.</p>
<p>Rimanere indietro implicherebbe scontare l’ennesimo ritardo. Uno stop che il nostro Paese non può permettersi, oggi più che domani.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>IL CONCETTO DI TRASLAZIONE NELL&#8217;OBESITÀ</title>
		<link>https://www.costozero.it/il-concetto-di-traslazione-nellobesita/</link>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 13:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fatati]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
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		<category><![CDATA[italian obesity network]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[traslazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La campagna di sensibilizzazione Io Vorrei Che affronta i problemi principali legati all&#8217;obesità cercando di stimolare i processi di traslazione efficaci &#160; L&#8217;obesità è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine. L&#8217;abbondanza di cibo, la scarsa attività fisica e molti altri fattori ambientali interagiscono con la suscettibilità genetica dell&#8217;individuo a produrre un [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-9946" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità.jpg" alt="" width="282" height="188" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/obesità-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" />La campagna di sensibilizzazione Io Vorrei Che affronta i problemi principali legati all&#8217;obesità cercando di stimolare i processi di traslazione efficaci</strong><span id="more-9945"></span></p>
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<p><strong>L&#8217;obesità</strong> è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine. L&#8217;abbondanza di cibo, la scarsa attività fisica e molti altri fattori ambientali interagiscono con la suscettibilità genetica dell&#8217;individuo a produrre un bilancio energetico positivo. La maggior parte di questa energia in eccesso viene immagazzinata sotto forma di grasso in cellule adipose ingrossate e spesso più numerose, ma alcuni lipidi possono infiltrarsi in altri organi come il fegato o il pericardio (grasso ectopico). Le cellule adipose ingrossate e il grasso ectopico producono e secernono una varietà di prodotti metabolici, ormonali e infiammatori che producono danni in organi come le arterie, il cuore, il fegato, i muscoli e il pancreas. L&#8217;aumento della prevalenza dell&#8217;obesità a livello globale rappresenta un problema di salute pubblica che comporta gravi implicazioni in termini di costi per i sistemi sanitari. Lo studio <strong>ACTION-IO</strong> (Awareness, Care, and Treatment In Obesity Management &#8211; an International Observation) ha evidenziato che, nonostante l’84% delle persone con obesità sia consapevole del grande impatto sulla salute generale, quasi il 40% non la ritiene una malattia cronica, al contrario del 91% dei medici. Inoltre, solo una piccola parte delle persone con obesità (il 13%) e di medici (il 19%) ha dichiarato che la società e/o l&#8217;assistenza sanitaria italiana stanno rispondendo in modo soddisfacente alle loro esigenze. Sappiamo che per seguire percorsi razionali sono essenziali le motivazioni alla cura, ovvero l’insieme di fattori intrapsichici e relazionali che concorrono ad attivare e mantenere i comportamenti volti non solo al curarsi nel senso anglosassone del prendersi cura di sé (care) ma anche quelli volti al farsi curare. Fondamentali sono il rapporto con la malattia e con il sistema sanitario e la cultura della stessa intesa come insieme di concetti compresi e condivisi. É indiscutibile la necessità di attivare programmi di traslazione che consentano, attraverso un’azione sinergica e rapida, di trasformare le evidenze scientifiche in pratiche cliniche e terapeutiche adeguate.</p>
<p>Gli ostacoli da superare sono molti: dalla organizzazione del sistema sanitario nazionale che privilegia le patologie acute, per finire con la narrazione corrente dell’obesità come problema estetico e non di salute. In Italia, i pazienti con obesità non beneficiano di forme di esenzione dalle spese sanitarie previste per altre malattie croniche. Inoltre hanno un accesso limitato all&#8217;educazione terapeutica e ai programmi intensivi di modifica dello stile di vita nel sistema sanitario nazionale e raramente vengono offerti programmi di terapia cognitivo comportamentale. Nessuno dei farmaci specificatamente indicati per la terapia dell&#8217;obesità è rimborsato dal SSN e l&#8217;accesso alla chirurgia bariatrica, con percorsi di cura che comportano un follow-up multidisciplinare, è molto difficile da ottenere in diverse regioni d’Italia. Queste numerose forme di discriminazione fanno sì che i pazienti obesi abbiano minori garanzie e opportunità di cura rispetto ai pazienti con altre malattie croniche.</p>
<p>L’<strong>Italian Obesity Network</strong> grazie alla campagna di sensibilizzazione Io Vorrei Che ha prodotto un libro bianco dinamico via web che raggruppa le speranze espresse dai soggetti con obesità e dagli stakeholder per aree tematiche. Questa iniziativa vuole affrontare i problemi principali cercando di stimolare processi di traslazione efficaci.</p>
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