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	<title>Edilizia Industriale &#8211; Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero &#8211; Confindustria Salerno</title>
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	<description>Costozero, magazine di economia, finanza, politica imprenditoriale e tempo libero - Confindustria Salerno - Assindustria Salerno Service s.r.l. via Madonna di Fatima, 194 - 84129 Salerno</description>
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		<title>Salerno, il nuovo Piano per le aree industriali si aggiudica il Premio Urbanistica 2025</title>
		<link>https://www.costozero.it/salerno-il-nuovo-piano-per-le-aree-industriali-si-aggiudica-il-premio-urbanistica-2025/</link>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 09:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nuovi insediamenti produttivi, servizi per la città e qualità ambientale: il progetto del Consorzio Asi, presieduto da Antonio Visconti, sarà protagonista a novembre durante Urbanpromo, all’Innovation Center della Fondazione CR Firenze &#160; Un piano di sviluppo che guarda al futuro del tessuto produttivo, ma che allo stesso tempo punta su qualità ambientale, servizi e connessione [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft  wp-image-13003" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi.jpg" alt="" width="349" height="233" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2025/07/asi-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" />Nuovi insediamenti produttivi, servizi per la città e qualità ambientale: il progetto del Consorzio Asi, presieduto da Antonio Visconti, sarà protagonista a novembre durante Urbanpromo, all’Innovation Center della Fondazione CR Firenze</em></strong><span id="more-13002"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un piano di sviluppo che guarda al futuro del tessuto produttivo, ma che allo stesso tempo punta su qualità ambientale, servizi e connessione tra industria e città. È questa la strategia che ha permesso al <strong>Piano di Assetto dell’Area di Sviluppo Industriale (ASI) di Salerno di ottenere il Premio Urbanistica 2025 nella sezione “Piani e programmi”,</strong> uno dei principali riconoscimenti nazionali per la pianificazione territoriale.</p>
<p>Con la recente approvazione da parte della Giunta Regionale della Campania (deliberazione n.397 del 23 giugno 2025), le aree dell’agglomerato ASI di Salerno sono ora governate da un moderno strumento di pianificazione che coniuga sviluppo economico e attenzione all’ambiente.</p>
<p><strong>Aree produttive ecologicamente attrezzate e servizi per la città</strong></p>
<p>Il nuovo Piano prevede la creazione di spazi per insediamenti produttivi innovativi, il miglioramento infrastrutturale e ambientale delle aree esistenti e l’introduzione di nuove dotazioni di servizi non solo a supporto delle attività industriali, ma pensati anche per l’intera comunità urbana. <strong>L’obiettivo è quello di riconnettere il tessuto produttivo all’ambiente urbano della città di Salerno, in un’ottica di rigenerazione integrata</strong>.</p>
<p>La strategia segue il modello delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA), che prevede la gestione unitaria delle infrastrutture e dei servizi alle imprese, il recupero delle aree dismesse, la riqualificazione degli insediamenti esistenti e l’adozione di soluzioni che puntano su sostenibilità, sicurezza e miglioramento della qualità urbana.</p>
<p><strong>Un piano condiviso per l’intera area industriale</strong></p>
<p>Il Piano si inserisce in un percorso più ampio di <strong>riqualificazione degli agglomerati industriali promosso dal Consorzio ASI di Salerno</strong>, <strong>che coinvolge anche le aree di Cava de&#8217; Tirreni, Battipaglia e Fisciano-Mercato San Severino</strong>, con l’intento di rafforzare la competitività del sistema produttivo locale e creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione.</p>
<p>Sviluppo produttivo, crescita occupazionale e miglioramento ambientale diffuso sono i risultati che il Consorzio ASI, in sinergia con il Comune di Salerno e la Regione Campania, si pone di raggiungere attraverso l’attuazione del Piano.</p>
<p><strong>Il Premio Urbanistica 2025: le tre nuove categorie</strong></p>
<p>A partire da quest’anno, il Premio Urbanistica si rinnova per valorizzare al meglio la complessità e le diverse scale della rigenerazione urbana. Tre le nuove categorie introdotte:</p>
<ul>
<li><strong>Strategie e politiche</strong>, dedicata alle iniziative su larga scala promosse da enti pubblici o istituzionali, come ministeri, regioni o fondi immobiliari, che orientano nel lungo periodo le trasformazioni urbane e territoriali;</li>
<li><strong>Piani e programmi</strong>, rivolta agli strumenti urbanistici o ai programmi settoriali che mettono in pratica strategie e obiettivi, definendo risorse e modalità operative per intervenire concretamente;</li>
<li><strong>Progetti e cantieri</strong>, per le iniziative su piccola scala, già in fase progettuale avanzata o in corso di realizzazione, promosse da enti locali o soggetti privati.</li>
</ul>
<p>“La partecipazione al Premio Urbanistica nell’ambito delle edizioni di Urbanpromo – sottolinea <strong>Paolo Galuzzi, direttore della rivista Urbanistica </strong>– si rivela ogni anno più ricca: non solo per il numero di esperienze proposte, ma ormai per i contenuti che i progetti candidati avanzano nella direzione della rigenerazione urbana e ambientale. Nel tempo questa partecipazione al premio ha permesso di raccogliere un atlante significativo delle azioni che soggetti pubblici e privati, spesso in forma collaborativa e partenariale, promuovono per aderire alle sfide che la rigenerazione urbana sollecita e che trovano pregnanza quando dimostrano di essere capaci di integrare concretamente più dimensioni e lavorare tra spazio, società, economia, ambiente e innovazione tecnologica”.</p>
<p>Il Premio Urbanistica 2025 sarà consegnato nell’ambito della <strong>22ª edizione di Urbanpromo – Progetti per il Paese</strong>, in programma dall’11 al 14 novembre 2025 presso l’Innovation Center della Fondazione CR Firenze. Urbanpromo è il principale appuntamento nazionale dedicato alla rigenerazione urbana, alla pianificazione territoriale e al futuro delle città, promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU).</p>
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		<title>Dalla parte delle imprese, Isolkappa lancia la nuova Operazione “Sblocca Cantieri 2024”</title>
		<link>https://www.costozero.it/dalla-parte-delle-imprese-isolkappa-lancia-la-nuova-operazione-sblocca-cantieri-2024/</link>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 08:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
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		<category><![CDATA[crediti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10733" style="width: 386px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-10733" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa.jpg" alt="" width="386" height="257" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2023/03/rinaldi_isolkappa-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 386px) 100vw, 386px" /><figcaption class="wp-caption-text">,</figcaption></figure>
<p><strong>Offerta una duplice possibilità:&nbsp;la cessione diretta dei crediti Superbonus,&nbsp;Bonus Facciate&nbsp;e&nbsp;Sismabonus&nbsp;per l’annualità in corso; l&#8217;acquisto di materiali dell&#8217;azienda per l’avvio dei lavori o per terminare cantieri in essere, utilizzando in compensazione i crediti dei suddetti bonus anche riferiti a diverse annualità</strong><span id="more-11854"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A distanza di pochi mesi dall’iniziativa “<strong>Sblocca Cantieri 2023</strong>”, <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.isolkappa.it/" target="_blank" rel="noopener">Isolkappa</a></strong></span> – società operante nella produzione di soluzioni isolanti eco efficienti – lancia la nuova<em>&nbsp;<strong>Operazione Sblocca Cantieri 2024</strong></em>&nbsp;per aiutare le imprese del comparto edilizio a ritrovare disponibilità attraverso la&nbsp;cessione dei crediti.&nbsp;Si tratta di un’iniziativa volta a favorire il recupero dell’operatività e lo sblocco dei cantieri fermi a causa dei crediti incagliati.</p>
<p>Nello specifico, l’Operazione 2024 offre alle imprese una duplice possibilità: la cessione diretta dei crediti <strong>Superbonus,&nbsp;Bonus Facciate&nbsp;e&nbsp;Sismabonus</strong>&nbsp;per l’annualità in corso; l&#8217;acquisto di materiali Isolkappa per l’avvio dei lavori o per terminare cantieri in essere, utilizzando in compensazione i crediti dei suddetti bonus anche riferiti a diverse annualità.</p>
<p>Ancora una volta,<strong>&nbsp;Isolkappa è al fianco delle imprese e delle famiglie che con fiducia hanno seguito le linee guide dei vari Governi sul fronte transizione energetica e svolta green</strong>. A sostenerlo <strong>il CEO di Isolkappa Giuseppe Rinaldi</strong>, che sottolinea la necessità di agevolare le imprese verso una chiusura strutturata dei cantieri in corso, incentivando al tempo stesso l’apertura di nuovi cantieri con il medesimo obiettivo: efficientare il patrimonio edilizio italiano e tutelare il miglioramento sismico degli edifici.</p>
<p>Seguendo i dati ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili – a fronte di&nbsp;circa 10 miliardi di euro di lavori da terminare nei condomini, è possibile stimare in&nbsp;40.000 il numero dei cantieri incompiuti, per un totale di circa 350.000 famiglie coinvolte e un valore dei contratti pari a 28 miliardi di euro.</p>
<p>Tale scenario impone un necessario sostegno al comparto dell’edilizia – sostiene Rinaldi – nonché un aiuto non più rimandabile a quei cittadini impegnati in opere di riqualificazione energetica, necessarie a combattere i cambiamenti climatici attraverso la riduzione del notevole impatto ambientale rappresentato dall’inefficienza del nostro patrimonio edilizio.</p>
<p>L’attuale fotografia impone, al tempo stesso, un ripensamento nella gestione di quel percorso obbligato e virtuoso verso una vera transizione ecologica, mediante una visione sistemica nel medio e lungo periodo, che porti ad un piano strutturato di incentivazione e monitoraggio dei progetti.</p>
<p>Per approfondimenti sull’iniziativa: <a href="http://www.isolkappa.it" data-auth="NotApplicable" data-loopstyle="linkonly">www.isolkappa.it</a></p>
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		<title>PNRR e nuovo Codice Appalti, in quale direzione si sta andando</title>
		<link>https://www.costozero.it/pnrr-e-nuovo-codice-appalti-in-quale-direzione-si-sta-andando/</link>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 10:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi D'Angiolella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
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		<category><![CDATA[appalti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Alcune anticipazioni di un disegno di legge volto a semplificare e restituire agli operatori del settore una riforma chiara ed efficiente&#160; &#160; Parlamento e Governo, per quanto di competenza, stanno perseguendo con grande impegno l’obiettivo di riordinare e semplificare le previsioni del D.Lgs. 50/2016 (Codice Contratti pubblici) per evitare l’avvio di procedure di infrazione da [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-9854" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti.jpg" alt="" width="480" height="320" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2022/07/appalti-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><strong>Alcune anticipazioni di un disegno di legge volto a semplificare e restituire agli operatori del settore una riforma chiara ed efficiente&nbsp;</strong><span id="more-9853"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlamento e Governo, per quanto di competenza, stanno perseguendo con grande impegno l’obiettivo di riordinare e semplificare le previsioni del <strong>D.Lgs. 50/2016</strong> (<strong>Codice Contratti pubblici</strong>) per evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e rispettare gli impegni presi con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dopo l’emergenza Covid.</p>
<p>Da più parti vi sono anticipazioni di un disegno di legge delega di iniziativa governativa, non ancora completamente definito, con una disciplina riformata in tema di appalti pubblici, orientata all’adeguamento e ai principi espressi dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e delle Giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali, e all’armonizzazione delle varie fonti normative nazionali intervenute negli ultimi anni.</p>
<p>Il testo di disegno di legge delega, conosciuto dagli operatori ad aprile 2022, sembra apporti elementi di novità rispetto alla precedente versione di gennaio 2022, tra i quali possono principalmente menzionarsi i seguenti:</p>
<ol>
<li>a) introduzione della necessità della “definizione di modalità di monitoraggio dell’accorpamento e della riorganizzazione delle stazioni appaltanti”. Si tenterà di ridurre il numero degli Enti che possono svolgere gare attraverso una migliore organizzazione di risorse umane e/o economiche;</li>
<li>b) nei contratti sotto soglia, la prospettiva è rifarsi a criteri di selezione oggettivi basati ad esempio su soglie specifiche di fatturato o referenze pregresse;</li>
<li>c) revisione dei criteri ambientali minimi, con maggiore attenzione a questo aspetto così rilevante anche per il PNRR;</li>
<li>d) obbligo di inserire nei bandi di gara modalità per arrivare alla revisione prezzi, solo in presenza di condizioni di natura oggettiva e non prevedibili, in coerenza con le recenti disposizioni già adottata al fine di fronteggiare l’incremento del costo delle materie prime;</li>
<li>e) semplificazione della causa di esclusione, per rendere le regole di partecipazione chiare e certe, tramite l’individuazione e tipizzazione di fattispecie che hanno creato non pochi problemi interpretativi, come quelli che rigardano, ad esempio, le norme per definire l’illecito professionale;</li>
<li>f) ridefinizione della disciplina delle varianti in corso d’opera in relazione alla possibilità di modifica dei contratti durante la fase dell’esecuzione;</li>
<li>g) revisione del sistema delle garanzie fideiussiorie per la partecipazione e l’esecuzione dei contratti pubblici, attraverso la previsione di una disciplina uniforme sia per i settori ordinari, sia per quelli speciali.</li>
</ol>
<p>Si tratta di indicazioni che seguono le ultime linee evolutive anche della giurisprudenza, che opera, come spesso accade in materie così specifiche, da battistrada per il Legislatore.</p>
<p>Va anche detto che, scopo precipuo della riforma, è la coerenza con le Direttive Comunitarie, come espressamente imposto dal Sistema europeo, che vede la disciplina degli Appalti Pubblici come materia fissata dal Legislatore Europeo cui conformarsi. Ecco perché si sta operando per evitare il c.d. gold plating (espressione certo efficace che significa placcatura in oro, per dire di come viene trasformata ed estesa la direttiva una volta recepita dagli Stati Nazionali) con disposizioni aggiuntive più estese, a volte meno gravose, a volte di più, ma sempre contrastanti con le direttive europee in tema di appalti pubblici. Per ora, in linea di principio, il divieto di gold plating è previsto in premessa nel disegno di legge di delega per la riscrittura del codice dei contratti pubblici per imporre la stretta aderenza alle direttive europee.</p>
<p>L’esperienza, purtroppo, insegna che nelle ultime tre riforme del Codice degli Appalti il testo finale licenziato dalle Camere non sempre è stato così rispettoso delle norme europee.</p>
<p>La Corte di Giustizia, per questo, non ha mancato di ammonire lo Stato Italiano, come ad esempio con l’ultima pronuncia della Corte di Giustizia Europea n. 642 del 28.4.2022.</p>
<p>E si badi che non si tratta solo di questioni formali, ma di confusione tra norme nazionali ed europee (che prevalgono nella applicazione pratica) e che finiscono per rendere più complessa e difficile la vita giornaliera degli operatori. Non è il caso di seguire gli interpreti più estremi, che vorrebbero un semplice rinvio alle norme europee in tema di appalto, perché le peculiarità nazionali hanno il loro peso, ma per far ciò si richiede una attenta e accurata comparazione di principi applicati e anche una precisa tecnica legislativa.</p>
<p>Ad esempio il testo provvisorio di DDL, di cui qui si tratta, prevede strumenti premiali per pari opportunità generazionali e di genere negli appalti pubblici, iniziativa, se si vuole anche lodevole, ma non prevista a livello europeo.</p>
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		<title>Come scegliere i 3 migliori profili in cartongesso per Imprenditori Edili</title>
		<link>https://www.costozero.it/come-scegliere-i-3-migliori-profili-in-cartongesso-per-imprenditori-edili/</link>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 07:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Coibentato, flessibile e prefinito: quando vale la pena utilizzarli &#160; Per gli imprenditori edili esistono diversi tipi di cartongesso e ognuno di questi ha un profilo appositamente pensato per essere utilizzato in situazioni specifiche. Alcuni sono migliori per le esigenze di costruzione generali, mentre altri si rivelano ideali in termini di design. Il tipo di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-8738" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr.jpg" alt="" width="411" height="274" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2021/07/profilo-cartongesso_corr-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 411px) 100vw, 411px" />Coibentato, flessibile e prefinito: quando vale la pena utilizzarli</strong><span id="more-8737"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per gli imprenditori edili esistono diversi tipi di <strong>cartongesso</strong> e ognuno di questi ha un profilo appositamente pensato per essere utilizzato in situazioni specifiche. Alcuni sono migliori per le esigenze di costruzione generali, mentre altri si rivelano ideali in termini di design.</p>
<p>Il tipo di design che offre il cartongesso dipende, tra l&#8217;altro, dalla necessità di intonacare il pannello o di rifinirlo così com&#8217;è. Il cartongesso con <strong>profilo rastremato</strong> in edilizia è, ad esempio, ideale per giunzioni e rasature, mentre quello <strong>quadrato</strong> è più adatto per finiture.</p>
<p>In riferimento a quanto sin qui premesso, diamo un&#8217;occhiata ai profili di cartongesso più comuni (come quelli venduti da Vanoncini: <span style="color: #666699;"><a style="color: #666699;" href="https://www.vanoncini.it/vendita-materiali/profili-cartongesso" target="_blank" rel="noopener"><strong>https://www.vanoncini.it/vendita-materiali/profili-cartongesso</strong></a></span>), scoprendo anche quando vale la pena utilizzarli.</p>
<h3><strong>Il profilo coibentato</strong></h3>
<p>La varietà più comune di cartongesso è quella classificata come <strong>tipo standard</strong> e viene normalmente utilizzato in pareti, soffitti e per creare dei tramezzi.</p>
<p>Il pannello stesso è costituito da uno strato di <strong>gesso incorporato</strong> tra due pezzi di carta. Conosciuta per la sua versatilità e durata, questa tavola <strong>può essere verniciata</strong> o <strong>rivestita</strong> con altri materiali come, ad esempio, un <strong>intonaco multi finitura</strong>.</p>
<p>Molto simile è anche il cartongesso cosiddetto <strong>coibentato</strong> che contiene uno strato aggiuntivo di <strong>schiuma</strong> attaccato su un lato.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ottima soluzione per chi desidera <strong>aumentare l&#8217;efficienza termica</strong> di un ambiente (soprattutto in termini di pareti esterne) e per minimizzare l&#8217;umidità di risalita. In questo caso, il profilo vanta una <strong>speciale pellicola</strong> fissata su un lato e, tra l&#8217;altro, <strong>si presta per isolare ambienti notoriamente umidi</strong> come quelli della cucina.</p>
<h3><strong>Il profilo flessibile</strong></h3>
<p>Il <strong>cartongesso flessibile</strong> di alta qualità è un altro profilo che gli imprenditori edili possono utilizzare in un&#8217;ampia gamma di progetti.</p>
<p>Dalle pareti curve alle colonne rotonde, il cartongesso in oggetto <strong>si adatta facilmente</strong> e in modo pulito a qualsiasi superficie. Inoltre, va sottolineato che questi pannelli flessibili sono in grado di piegarsi <strong>fino a un raggio di 60 mm</strong>. Ciò consente di curvarli attorno a qualsiasi struttura, senza doverli in alcun modo forzare.</p>
<p>Come ulteriore dimostrazione della grande versatilità di questa tipologia di profilo in cartongesso, va altresì aggiunto che nel settore edile si rivela prezioso per realizzare paratie per soffitti curvi e pareti con la medesima forma.</p>
<p>A margine è dato sapere che i pannelli sono disponibili di una <strong>dimensione standard</strong> ossia <strong>1200 x 2400 x 12,5 mm</strong>.</p>
<h3><strong>Il profilo prefinito</strong></h3>
<p>La moderna tecnologia ha permesso alle fabbriche che si occupano della lavorazione dei laterizi di ottenere dei <strong>pannelli in cartongesso con il profilo prefinito</strong>.</p>
<p>Delle speciali macchine sono, infatti, in grado tagliare e sagomare le lastre del materiale e di produrre poi svariate tipologie di pannelli prefiniti. Grazie a questa tecnica, gli imprenditori edili possono proporre alla loro clientela <strong>svariati elementi d&#8217;arredo</strong> come ad esempio mensole, strutture portanti per armadi a muri così come librerie, scatolati da incasso e tanti altri elementi per rivestire controsoffittature.</p>
<p>Inoltre, va aggiunto che i profili in cartongesso prefiniti opportunamente sagomati possono anche essere utilizzati per creare <strong>cornici murali angolari</strong> oppure <strong>pannelli con smussature</strong>, sfaccettature e persino <strong>doghe decorative</strong> con diverse tipologie di intagli e texture.</p>
<p>A margine vale la pena sottolineare che il mercato offre anche tante altre soluzioni in termini di cartongesso prefinito; infatti, gli imprenditori edili possono attingere ad un <strong>vasto campionario</strong> che comprende <strong>profili ad angolo retto</strong>, <strong>canalette</strong> per occultare cavi elettrici e tubature così come <strong>strutture portanti</strong> per impianti di illuminazione.</p>
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		<title>Fonderie Pisano, pronti al confronto</title>
		<link>https://www.costozero.it/fonderie-pisano-pronti-al-confronto/</link>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 08:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Costozero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[aree asi]]></category>
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		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-7409" src="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie.jpg" alt="" width="412" height="275" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2020/07/fonderie-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 412px) 100vw, 412px" />L’amministratore delegato <strong>Ciro Pisano</strong>: «Siamo pronti a confrontarci con tutti i sindaci dell’area di Buccino e dell’intero comprensorio in relazione al nostro progetto per la realizzazione del nuovo stabilimento, in piena sintonia con le esigenze della cittadinanza e dei suoi rappresentanti istituzionali. È il momento di rendere operativo un progetto all’avanguardia e non inquinante»<span id="more-7408"></span></p>
<p>Si è svolto ieri &#8211; nella sede di Confindustria Salerno &#8211; <strong>l’incontro di presentazione del progetto di realizzazione del nuovo stabilimento delle <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.fonderiepisano.it/" target="_blank" rel="noopener">Fonderie Pisano</a></span> nell’area industriale di Buccino (Sa) alle aziende presenti in detta area Asi</strong>, ricevendone suggerimenti tecnici e apprezzamenti. Nel corso della mattinata l’amministratore delegato delle Fonderie Pisano &#8211; ingegner Ciro Pisano &#8211; ha evidenziato che è intenzione dell’azienda organizzare una nuova presentazione dedicata agli amministratori locali di Buccino e dell’area circostante per illustrare nel dettaglio le caratteristiche del progetto inerente la realizzazione del nuovo stabilimento, illustrandone gli aspetti ecologici e le ricadute occupazionali.</p>
<p>«Devo dire – ha dichiarato Pisano – che già stamattina avrei voluto incontrare i primi cittadini di Buccino e delle altre località della zona a Sud di Salerno per entrare nel merito dell’illustrazione del progetto relativo al nostro nuovo stabilimento, ma la limitazione della sala dovuta ai problemi Covid non ci ha permesso di farlo.&nbsp;Si tratta di un’opera incentrata su due aspetti fondamentali: la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute; la capacità operativa e la competitività per fare crescere la produttività con tutto quello che ne consegue non solo dal punto di vista imprenditoriale, ma anche per proseguire nella nostra azione di tutela e valorizzazione delle nostre risorse in termini di addetti. In altre parole, i nostri dipendenti restano sempre al centro di ogni nostra iniziativa che, naturalmente, si pone anche gli obiettivi comuni a tutte le industrie. E, ovviamente, è prioritario provare ad investire primariamente nel nostro territorio, piuttosto che altrove».</p>
<p>«Oltre agli investimenti tipici del settore-fonderia, per potere utilizzare la massima quantità di energia verde/rinnovabile &#8211; ha evidenziato l&#8217;ingegner Pisano &#8211; sono state previste sulle coperture una serie di pannelli fotovoltaici in modo da assicurare la quasi totalità del fabbisogno energetico».</p>
<p>«Siamo certi – ha concluso Pisano – che avremo l’occasione di riuscire a illustrare nel merito il progetto che abbiamo realizzato, un progetto che potrà rappresentare un contributo molto importante per il nostro territorio e la nostra regione».</p>
<p>«Il nuovo stabilimento &#8211; ha sottolineato <strong>Antonello Coppolecchia, AFC TECH, Fiorano Modenese</strong> &#8211;&nbsp; nascerà con l’idea e la voglia di realizzare uno dei siti produttivi di ghisa di seconda fusione, frutto dell’esperienza maturata in diverse decine di anni di lavoro dei maggiori esperti del settore di risanamento ambientale. Grazie ad un team di collaboratori, saranno condivise e accettate le migliori idee affinché si possano realizzare le soluzioni tecnologiche ad oggi più conosciute. La filosofia che si adotterà è quella di base dell’industria 4.0 e per il rispetto delle linee guida suggerite dalle BAT (BEST AVAIBLE TECHNOLOGY). Ogni operazione del ciclo produttivo, partendo dal ricevimento delle materie prime fino all’imballaggio del prodotto finito, sarà studiata per evitare emissioni verso l’ambiente interno ed esterno. Per mezzo di sistemi di controllo &#8211; quali l’alert system &#8211; saranno controllate costantemente le emissioni dai camini di espulsione in atmosfera e segnalate eventuali anomalie al responsabile dell’ambiente interno allo stabilimento, oltre ad essere registrato sul sito web consultabile da ogni cittadino. Tutte le polveri trattenute e recuperate dai filtri saranno automaticamente convogliate a dei silos di stoccaggio per poi essere inviate ad appositi siti di smaltimento».</p>
<p>Nel progetto di questa nuova realtà «si è pensato &#8211; ha, poi, aggiunto Coppolecchia &#8211; soprattutto al benessere del personale. In pratica si vuole creare un ambiente di lavoro il più confortevole possibile per gli operatori come suggerito e già adottato da importanti e famose realtà industriali italiane. Un ambiente sano e confortevole porta inevitabilmente a maggiore interesse nella produttività e nella ricerca di un prodotto sempre qualitativamente migliore».</p>
<p>All’incontro è intervenuto <strong>l’Ing. Frank Höhn</strong>, esperto mondiale di impianti di formatura a terra verde. «Il nostro obiettivo &#8211; ha spiegato – è la captazione diretta delle emissioni durante la colata, grazie ad opportune cappe di aspirazione. Ma anche la captazione diretta delle emissioni durante il trasporto orizzontale e verticale delle staffe all&#8217;entrata e all&#8217;uscita del sistema di cooling house. La captazione diretta delle emissioni durante il raffreddamento, per mezzo di una opportuna cabina di compartimentazione, è un altro punto di riferimento del lavoro che intendiamo svolgere. Come pure la captazione diretta delle emissioni durante il processo distaffatura dei getti. Il nostro punto di riferimento resta la compartimentazione di tutti reparti produttivi».</p>
<p>Va aggiunto che “le Fonderie Pisano hanno previsto la possibilità di recuperare il calore derivante dal processo di formatura/cooling-house e fusorio per produrre energia elettrica al fine di impiegarla nel proprio stabilimento. È possibile impiegare tale calore anche per altri utilizzi come la produzione di acqua calda che potrebbe essere sfruttata da uno stabilimento confinante o vicino. Bisogna, naturalmente, approfondire gli aspetti tecnici con uno studio di fattibilità».</p>
<p>«L&#8217;implementazione &#8211; in unico sito produttivo &#8211; delle migliori tecnologie esistenti dal punto di vista della formatura/colling house e della fuisione, permetterà di realizzare sul territorio uno stabilimento produttivo che garantisce le migliori performance ambientali e di sostenibilità attualmente disponibili sul mercato, con l´obiettivo di assicurare la massima qualità del lavoro negli anni a venire».</p>
<p>«È utile ricordare &#8211; ha concluso l’Ing. Frank Höhn – che in altre realtà fonderie ed industrie alimentari condividono lo stesso sito e in alcuni casi sono contigue. Inoltre, una fonderia si inserisce in maniera determinante in un discorso di riciclo e rispetto per l´ambiente, in quanto il fine vita di un bene di consumo invece di finire in discarica, viene dirottato nel sistema di riciclo e diviene materia prima per una fonderia che realizzerà un nuovo prodotto».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Manini Connect, la solidità dell’intelligenza predittiva</title>
		<link>https://www.costozero.it/manini-connect-la-solidita-dellintelligenza-predittiva/</link>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 11:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[l'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[manini connect]]></category>
		<category><![CDATA[manini prefabbricati]]></category>
		<category><![CDATA[manuel boccolini]]></category>
		<category><![CDATA[premio best practices per l'innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un sistema integrato all’interno dei pilastri principali dell&#8217;edificio consente di effettuare le necessarie manutenzioni in modo tempestivo. «Il monitoraggio è la nostra chiave di volta», parola di Manuel Boccolini &#8211; amministratore delegato di Manini Prefabbricati A quale bisogno concreto risponde la vostra idea e a chi è rivolta? Manini Connect è un sistema di monitoraggio [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-5482" title="Manuel Boccolini, amministratore delegato Manini Prefabbricati" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini.jpg" alt="" width="427" height="284" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2019/03/manuel_boccolini-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" />Un sistema integrato all’interno dei pilastri principali dell&#8217;edificio consente di effettuare le necessarie manutenzioni in modo tempestivo. «Il monitoraggio è la nostra chiave di volta», parola di <strong>Manuel Boccolini</strong> &#8211; amministratore delegato di <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.manini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Manini Prefabbricati</strong></a></span><span id="more-5480"></span></p>
<p><strong>A quale bisogno concreto risponde la vostra idea e a chi è rivolta?</strong><br />
<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.manini.it/service/manini-connect/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Manini Connect</strong> </a></span>è un sistema di monitoraggio degli edifici prefabbricati e rappresenta lo stato dell’arte in termini di sicurezza, prevenzione e gestione intelligente delle strutture prefabbricate, consentendo di effettuare le necessarie e dovute <strong>manutenzioni</strong> in maniera tempestiva. Il sistema è integrato direttamente all’interno dei pilastri prefabbricati principali, durante le fasi di produzione di questi ultimi. In tal modo, gli elementi prefabbricati sono pronti fin da subito per trasmettere dati attraverso l’utilizzo del <strong>cloud</strong>. Un complesso di sensori, integrati nella struttura dei pilastri prefabbricati, consente di rilevare i dati relativi alle caratteristiche termo-igrometriche interne dell’edificio, così come le variazioni dovute alle sollecitazioni dinamiche cui viene sottoposta la costruzione, in particolar modo in seguito ad eventi sismici.</p>
<p><strong>Ad oggi avete ricevuto manifestazioni di interesse da investitori? </strong><br />
Abbiamo ricevuto ad oggi molte manifestazioni di interesse da più parti per costituire collaborazioni di implementazione su diversi fronti e abbiamo altresì già venduto e installato il sistema su edifici prefabbricati di nuova costruzione.</p>
<p><strong>A livello di singola realtà aziendale, conta di più avere messo a punto un buon prodotto o aver consolidato una corretta gestione dei processi?</strong><br />
Puntiamo moltissimo su ricerca e innovazione continue, ma i loro effetti potrebbero essere vani se, alla base, non ci fosse una corretta gestione dei processi aziendali e di tutte le fasi organizzative.</p>
<p><strong>Su cosa si soffermano più spesso i suoi occhi quando è in giro per il mondo?</strong><br />
Quando sono in viaggio, in giro per il mondo &#8211; cerco di ritagliarmi ogni anno il tempo necessario per farlo &#8211; mi piace vedere e valutare l’efficienza dei servizi: come funzionano la metro di Mosca, i taxi di New York o i bus di Londra. Li confronto tra loro e nella mia testa mi costruisco la mia società ideale. Un mix delle eccellenze.</p>
<p><strong>Un’innovazione del passato che le sarebbe piaciuto fosse sua e quella che cambierà il mondo nei prossimi anni.</strong><br />
Sono un grande ammiratore di quel genio, scienziato e artista che fu Leonardo da Vinci che non solo fu il padre di grandi invenzioni come il paracadute o l’elicottero, ma gettò le basi della sperimentazione e della ricerca dei secoli a venire. Oggi la tecnologia rivoluzionaria che potrebbe davvero cambiare il mondo in modo straordinario è quella che permetterà di produrre una fonte di energia inesauribile.</p>
<p><strong>Ci crede nell’intelligenza (artificiale) al potere?</strong><br />
Credo nel progresso, nella scienza e nel potere dell’intelligenza artificiale ma solo se a supporto dell’intelligenza umana al potere. L’intelligenza umana è un algoritmo irrealizzabile; a quella artificiale mancherà sempre un <em>quid</em> ineffabile e non razionalizzabile come l’anima.</p>
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		<title>Tensostrutture e capannoni retrattili, come ampliare lo spazio produttivo all’occorrenza e velocemente</title>
		<link>https://www.costozero.it/tensostrutture-capannoni-retrattili-ampliare-lo-spazio-produttivo-alloccorrenza-velocemente/</link>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 14:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi D'Angiolella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ampliamenti industriali]]></category>
		<category><![CDATA[capannoni retrattili]]></category>
		<category><![CDATA[insediamenti industriali]]></category>
		<category><![CDATA[luigi d'angiolella]]></category>
		<category><![CDATA[tensostrutture]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Secondo la giurisprudenza, queste strutture non provocando né un aumento di volume, né di superficie coperta, non necessitano di alcun permesso &#160; Nelle aree industriali sono da tempo visibili particolari strutture telonate, che si ritraggono su carrelli e sono utilizzate come spazi temporanei, come sistemi modulari utili soprattutto alle aziende che si occupano di logistica, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-4506" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1.jpg" alt="" width="482" height="321" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/05/tensostuttura-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" />Secondo la giurisprudenza, queste strutture non provocando né un aumento di volume, né di superficie coperta, non necessitano di alcun permesso<span id="more-4501"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle aree industriali sono da tempo visibili particolari strutture telonate, che si ritraggono su carrelli e sono utilizzate come spazi temporanei, come sistemi modulari utili soprattutto alle aziende che si occupano di logistica, ma non solo. Si tratta, in genere, di strutture caratterizzate da elementi in metallo, coperte da telo in plastica, prive di opere murarie e di pareti chiuse, che si ritraggono fino a chiudersi completamente carrellate.<br />
Esse sono diventate essenziali per permettere &#8211; ad esempio &#8211; temporanee modifiche delle linee produttive o per allocazioni di prodotti finiti prima della loro movimentazione. Insomma, decisamente utili ed elastiche nella loro funzione.</p>
<p>La loro diffusione ha portato a diversi punti di vista sulla loro rilevanza urbanistica, ma ormai va consolidandosi un orientamento secondo cui esse non hanno rilevanza alcuna, non modificandosi il territorio. Tali strutture secondo la giurisprudenza non provocano né un aumento di volume, né di superficie coperta e non configurano l’alterazione della sagoma dell’edificio. Rientrano, pertanto, nella categoria delle attività di edilizia libera, non necessitano di alcun permesso (né sono necessari altri titoli abilitativi nel momento in cui debba subire interventi manutentivi).</p>
<p>Ciò è possibile in quanto le stesse strutture non modificano la destinazione d’uso degli spazi esterni e sono facilmente rimovibili.</p>
<p>Questa è la posizione espressa in diverse pronunce giurisprudenziali, anche del Consiglio di Stato Vi sezione n. 306/2017; id: 1619 del 2016, ove si legge che <em><strong>«una struttura in alluminio destinata ad ospitare tende retrattili in materiale plastico, non costituisce un intervento definibile come “nuova costruzione”, né come “ristrutturazione edilizia”, pertanto non si può definire attività soggetta al rilascio del permesso di costruire. Rientra, tra le attività di edilizia libera, così come definita dall’art. 6 del TU Edilizia»</strong></em>.</p>
<p>Questo orientamento appare in linea con una tendenza anche del Legislatore addirittura per installazioni in zone vincolate paesaggisticamente. È stato emanato il D.P.R. n. 31 del 31 febbraio 2017 rubricato “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” che prevede un procedimento autorizzatorio semplificato ex articolo 3 anche per l’installazione di tettoie aperte di servizio a capannoni destinati ad attività produttive, o di collegamento tra i capannoni stessi, entro il limite del 10% della superficie coperta preesistente. Si percepisce un deciso favor per le installazioni produttive, essenziali per gli imprenditori che possono così operare in questi casi senza sottoporsi alle forche caudine della burocrazia comunale e della Sovrintendenza.</p>
<p>Mi pare un passo in avanti.</p>
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		<title>usBIM Bim integrated system, per il modello di filiera dell’edilizia è rivoluzione</title>
		<link>https://www.costozero.it/usbim-bim-integrated-system-modello-filiera-delledilizia-rivoluzione/</link>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 15:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella Venerando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[acca software]]></category>
		<category><![CDATA[premio best practices per l'innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[usBIM BIM Integrated system]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cianciulli, amministratore unico Acca Software: «Il BIM è il futuro» &#160; Partiamo dalla buona idea: chi sono i destinatari, quali le applicazioni e quali i mercati? usBIM BIM Integrated system è dedicata ai professionisti del mondo dell&#8217;architettura, dell&#8217;ingegneria e delle costruzioni per creare e gestire i modelli BIM di un’opera (progettazione architettonica, impiantistica, energetica, strutturale, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-4098" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software.jpg" alt="" width="396" height="264" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2018/03/acca_software-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 396px) 100vw, 396px" />Cianciulli, amministratore unico Acca Software: «Il BIM è il futuro»<span id="more-4097"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Partiamo dalla buona idea: chi sono i destinatari, quali le applicazioni e quali i mercati?</strong><br />
usBIM BIM Integrated system è dedicata ai professionisti del mondo dell&#8217;architettura, dell&#8217;ingegneria e delle costruzioni per creare e gestire i modelli BIM di un’opera (progettazione architettonica, impiantistica, energetica, strutturale, gestione del cantiere, manutenzione, ecc.) in un unico ambiente di condivisione dei dati. Esso nasce per razionalizzare tutte le attività della filiera delle costruzioni, a partire dalla fase di progettazione, fino alla costruzione e alla successiva gestione dell&#8217;opera secondo il Codice degli Appalti e la Norma tecnica UNI11337 per la &#8220;Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni&#8221;.</p>
<p><strong>Avete ricevuto manifestazioni di interesse da parte di investitori italiani e/o stranieri?</strong><br />
Il BIM è il futuro. Noi stiamo investendo da tempo su risorse umane, formazione, ricerca e innovazione. Per il momento facciamo affidamento sulle nostre forze.</p>
<p><strong>Nel vostro caso l’innovazione è nata dal tentare nuove strade o dall’aver migliorato l’esistente?</strong><br />
ACCA Software opera nel settore del software per le costruzioni, un ambito in cui l’innovazione è una leva essenziale per emergere e imporsi.<br />
ACCA nasce alla fine degli anni ‘80 con PriMus, una dirompente proposta di automazione di una delle specifiche attività svolte negli uffici tecnici: il computo metrico.<br />
Da allora l’azienda non ha mai smesso di innovare e di crescere innovando. Il BIM è l&#8217;innovazione per eccellenza dell’&#8221;Edilizia 4.0&#8243; e su questa tecnologia ACCA ha cominciato a lavorare già nel 2012 con Edificius, il software di progettazione architettonica 3D. Non si tratta quindi di tentare nuove strade o di migliorare quello che di buono ACCA ha fatto fino ad oggi, ma di proseguire quel percorso ventennale di “innovazione continua” che ha fatto di ACCA azienda leader del settore.</p>
<p><strong>Un imprenditore è&#8230;?</strong><br />
L’imprenditore è un visionario dallo spirito pratico. Vede qualcosa, intuisce il futuro e quando ha compreso come fare, sa esattamente come farla accadere.<br />
Il futuro per ACCA è…<br />
Una sfida importante: riuscire a competere con i players internazionali e proporre sui mercati esteri una tecnologia BIM tutta italiana.</p>
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<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>SEZIONE IMPRESE</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>I posto Premio Best Practices per l&#8217;Innovazione 2017 e Premio Banca Sella&nbsp;</strong></span></p>
<p>usBIM Bim integrated system è il primo sistema integrato per il BIM management che consente la creazione e gestione del modello BIM dell&#8217;edificio in formati aperti, direttamente online.<br />
Il sistema prevede la piattaforma collaborativa usBIM.platform per rispondere al Codice Appalti e alle UNI 11337; la piattaforma è dotata di tecnologie per il flusso informativo dei dati del modello BIM di edificio, è fruibile online, permette l’utilizzo di formati aperti (IFC) e proprietari per lo scambio delle informazioni.<br />
usBIM Bim integrated system è la soluzione operativa per l&#8217;applicazione Level Three del metodo BIM, il sistema è l&#8217;ambiente collaborativo e interoperabile di gestione digitale dei processi informativi del progetto edilizio, rappresenta il cambiamento radicale del modello di filiera dell&#8217;edilizia che abbandona l’individualismo per passare a un nuovo rapporto di integrazione collaborativa tra tutte le discipline interessate al processo edilizio, in cui si utilizza un unico modello progettuale condiviso in un ambiente dati comune conforme alle norme IFC. La piattaforma BIM realizza spazi di dati interoperabili e condivisi e adattativi alle diverse tecnologie.</p>
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		<item>
		<title>Ricostruire, il vantaggio del riutilizzo degli inerti in edilizia</title>
		<link>https://www.costozero.it/ricostruire-vantaggio-del-riutilizzo-degli-inerti-edilizia/</link>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 07:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Talevi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[codice appalti]]></category>
		<category><![CDATA[ecoconcrete]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[francesca talevi]]></category>
		<category><![CDATA[inerti]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dal punto di vista economico, la convenienza è legata al delicato equilibrio di un mix di fattori quali il prezzo rispetto al materiale vergine, il costo del conferimento in discarica, la presenza di un’industria del riciclo, l’elevata domanda di materiali con basse prestazioni e il contenimento dei costi di trasporto «Il decreto terremoto approvato oggi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3283" style="width: 333px" class="wp-caption alignleft"><img class=" wp-image-3283" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi.jpg" alt="" width="333" height="222" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi-600x400.jpg 600w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/07/francesca_talevi-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" /><figcaption class="wp-caption-text">Francesca Talevi, architetto</figcaption></figure>
<p>Dal punto di vista economico, la convenienza è legata al delicato equilibrio di un mix di fattori quali il prezzo rispetto al materiale vergine, il costo del conferimento in discarica, la presenza di un’industria del riciclo, l’elevata domanda di materiali con basse prestazioni e il contenimento dei costi di trasporto<span id="more-3282"></span></p>
<p>«Il <strong>decreto terremoto</strong> approvato oggi ci soddisfa solo in parte. […] è mancato il coraggio di affrontare una delle quelle questioni più spinose che accomuna tutti i terremoti, lo smaltimento delle macerie […]. Siamo convinti che la soluzione migliore consiste oggi nel recupero differenziato e nel riutilizzo dei materiali per gli usi compatibili […] È questa una delle prime sfide da affrontare nella aree post-sisma e che invece inspiegabilmente non è stata considerata».</p>
<p>È con queste parole che, <strong>Rossella Muroni</strong>, <strong>presidente nazionale di Legambiente</strong>, commenta l’approvazione del terzo “Decreto terremoto”, convertito in Legge dello Stato 07/04/2017 n.45.</p>
<p>L’attenzione rivolta da Legambiente al riciclo di materiali inerti nell’edilizia è, negli ultimi anni, molto alta, come testimoniano l’istituzione, nel 2015, dell’ <strong>Osservatorio Recycle</strong>, realizzato per promuovere il riutilizzo di materiali di scarto nei processi di costruzione, e le dichiarazioni rivolte nel settembre 2016 al Commissario Straordinario <strong>Vasco Errani</strong> per invitare ad una ricostruzione post-sismica corretta, sostenibile ed efficace: «Riciclo delle macerie, sicurezza degli edifici, controlli qualità del patrimonio edilizio: queste le nostre proposte per una corretta ricostruzione».</p>
<p>L’intuizione di Legambiente, si dimostra pienamente in linea con la direttiva della Comunità europea 2008/98/CE (che prevede il raggiungimento, entro il 2020, di un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione) con la COM (2014)398), il collegato ambientale (Legge 221/2015), le disposizioni del nuovo <strong>Codice Appalti</strong> (D.lgs.50/2016) e consentirebbe all’Italia di aprire un nuovo panorama nel settore delle costruzioni, mettendo in atto quella che si configura come una vera e propria rivoluzione culturale, sociale ed economica, improntata alla sostenibilità ambientale.</p>
<p>Nonostante i materiali da riciclo e il recupero di aggregati risultino assolutamente competitivi sul piano tecnico ed economico, nel caso della ricostruzione post sismica, la proposta di Legambiente si va ad inserire nel più complesso campo della rimozione delle macerie, da sempre considerato un settore ostico per la frequente infiltrazione della criminalità organizzata e per la difficoltà legata all’individuazione di luoghi per il conferimento dei detriti.</p>
<p>In questo senso, emblematico è quanto accaduto nel caso del sisma dell’Aquila del 2009, a seguito del quale, a causa dell’ingente quantità di materiale da rimuovere e dell’urgenza con cui è stato necessario portare avanti le operazioni, la rimozione dei detriti ha presentato contorni estremamente complessi dal punto di vista normativo, sfociando per la prima volta, in un serio conflitto relativo alla tracciabilità dei rifiuti imposta dalla direttiva 2008/98/CE: l’estrema eterogeneità del materiale imponeva, come unica soluzione, lo smaltimento in discarica. Si è avvertita dunque l’urgenza di intervenire, andando a delineare un panorama legislativo che consentisse di fronteggiare in modo corretto l’emergenza.</p>
<p>Con il D.lgs. 39 del 28/04/09, convertito in L. 77 del 24/06/09, disciplinando lo stoccaggio, il trasporto e lo smaltimento del materiale proveniente dalle demolizioni e classificando le macerie con l’identificativo generico 20.03.99 (solitamente attribuito ai rifiuti solidi Urbani, Rsu) sino al loro arrivo nei siti di deposito temporaneo, i rifiuti, una volta arrivati a destinazione, vengono separati, individuando i materiali riutilizzabili (porte, finestre, ringhiere ecc.), quelli riciclabili (inerti), i materiali non inerti (legno, plastica, ferro) e quelli inutilizzabili perché inquinanti.</p>
<p>I materiali riciclabili vengono poi sottoposti ad opportune analisi fisico-chimiche e, se ritenuti idonei, trattati con impianti di frantumazione per consentire il futuro riutilizzo.</p>
<p><strong>I possibili utilizzi degli inerti</strong><br />
Scegliere materiali edili di scarto, consentendo loro un “secondo ciclo vitale”, risulta essere vantaggioso da numerosi punti di vista, primo fra tutti, nel caso della ricostruzione post sismica, il forte legame con l’identità e la memoria del luogo ferito dal terremoto.</p>
<p>Dal punto di vista economico, la <strong>convenienza</strong> è, invece, legata al delicato equilibrio di un mix di fattori quali il prezzo rispetto al materiale vergine, il costo del conferimento in discarica dei materiali, la presenza di un’industria del riciclo (e quindi di un’offerta di inerti riciclati di qualità), l’incentivazione da parte degli enti dell’utilizzo di inerti riciclati nei lavori pubblici, l’elevata domanda di materiali con basse prestazioni e il contenimento dei costi di trasporto. Molteplici sono i casi in cui l’applicazione di questo tipo di soluzioni ha consentito di ottenere un risultato efficace, principalmente nell’ambito del recupero ambientale, della realizzazione delle opere in terra dell’ingegneria civile, di sottofondi stradali, ferroviari, aeroportuali, di piazzali civili e industriali, ma anche nella realizzazione di elementi alveolari per la pavimentazione da esterni, arredi urbani (<strong>Progetto RE-start Aquila</strong>), e calcestruzzi non strutturali.<br />
<strong>I casi studio</strong><br />
Una delle infrastrutture di maggior rilievo realizzate con il recupero di rifiuti di lavorazioni industriali e di materiali è il<strong> Passante di Mestre</strong>. Per la sua costruzione è stato utilizzato <strong>Ecoconcrete</strong>, ottenendo un risparmio di materiale naturale del 71%, una riduzione delle deformazioni del materiale sottoposto a sollecitazioni veicolari variabile dal 10 al 37%, un aumento della vita utile della strada pari a 88% e un sensibile abbattimento dei costi complessivi dell’opera: i viaggi di camion evitati per il trasporto sono circa 40.000, con un conseguente risparmio economico oltre che in termini di produzione di C02 (circa 11400 tonnellate complessive).</p>
<p>In Campania, significativa è l’esperienza scaturita dalla redazione del Manuale delle tecniche di Intervento per il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia, ad opera dell’architetto <strong>Angelo Verderosa</strong> e del suo gruppo di lavoro, recepito, dal 2005, come riferimento per la stesura dei Capitolati speciali d’Appalto e dei Disciplinari tecnici di intervento dei successivi lavori di Recupero e Restauro che hanno interessato il territorio. Il testo introduce l’obbligo di utilizzare un piccolo tritovagliatore da cantiere, in modo da consentire il riciclo in loco dei detriti, che vengono frantumati e ridotti ad elementi di granulometria variabile da pochi mm (per la realizzazione di intonaci e massetti a coccio pesto) a 1-2 cm (per vespai e riempimenti).<br />
Il noleggio o l’acquisto del macchinario comportano una spesa minima, a fronte di un grande vantaggio ecologico ed economico, riconosciuto principalmente nell’assenza di costi di trasporto e di conferimento a discarica dei rifiuti edili.</p>
<p>Nonostante gli evidenti vantaggi di carattere ambientale, economico e sociale di una scelta di ricostruzione di questo tipo, attualmente, secondo i dati di Legambiente, l’Italia riutilizza solo il 9% dei materiali da C&amp;D, a fronte di un’Europa che viaggia in una direzione diametralmente opposta (in Olanda e Irlanda viene riutilizzato il 97-98%, per lavori pubblici o privati, in Danimarca, Germania, Belgio, Austria e Regno Unito il 90%, in Francia il 63%, la Finlandia il 55%, la Svezia il 50%, la Spagna il 38%). Viene dunque spontaneo domandarsi se non sia necessaria un’immediata e urgente inversione di tendenza, che ci conduca verso una cultura della costruzione consapevole, che possa consentire un “secondo tempo” alle città distrutte e un “nuovo tempo” per la nostra società.</p>
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		<title>ATI, da fabbrica di tabacco ad archeologia industriale</title>
		<link>https://www.costozero.it/ati-da-fabbrica-di-tabacco-ad-archeologia-industriale/</link>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Rosaria Di Filippo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[ati]]></category>
		<category><![CDATA[battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[riconversione]]></category>
		<category><![CDATA[tabacchificio farina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class=" alignleft size-full wp-image-2642" style="margin: 5px 7px 5px 3px; float: left;" title="Rendering di Massimo Sabato" dir="ltr" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/images_foto_articoli_ati.jpg" alt="ati" width="267" height="331" />Un articolato progetto di recupero, basato su un finanziamento collettivo di privati e aziende, riconverte i sei essiccatoi esistenti a Battipaglia realizzando, su circa 15.000,00 mq complessivi, spazi di co-working destinati ad attività artigianali, studi professionali e startup, un grande market di prodotti tipici e a Km zero e un polo fieristico</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2791" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati-300x200.jpg 300w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati-768x512.jpg 768w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati.jpg 900w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati-360x240.jpg 360w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/ati-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un articolato progetto di recupero, basato su un finanziamento collettivo di privati e aziende, riconverte i sei essiccatoi esistenti a Battipaglia realizzando, su circa 15.000,00 mq complessivi, spazi di co-working destinati ad attività artigianali, studi professionali e startup, un grande market di prodotti tipici e a Km zero e un polo fieristico.<br />
L’ex tabacchificio <strong>A.T.I.</strong> di Battipaglia, già Farina, fu uno dei più grandi stabilimenti del complesso aziendale della Società Agricola Industriale Meridionale (S.A.I.M.). Ricostruito nelle forme attuali, dopo la distruzione bellica del 1943, sostanzialmente era costituito da grandi capannoni che liofilizzavano e custodivano le foglie di tabacco, coltivate nei campi della Piana del Sele.<br />
<span id="more-2644"></span>Oggi è in condizione di ultra decennale abbandono, ma è di fondamentale importanza per il nuovo assetto urbanistico dell’area, interessata da un generale programma di riorganizzazione urbanistica attuato attraverso la realizzazione del progetto Più Europa, che prevede la realizzazione a breve distanza dalla struttura di un centro modale d’interscambio.<br />
Collocato a ridosso del centro urbano e a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria, risulta servito dalle maggiori infrastrutture provinciali, se si considera che dista soli 2 km dall’uscita dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e 7 dall’aeroporto di Salerno Pontecagnano.<br />
Ogni essiccatoio ha una superficie di 1.400 mq e un’altezza di 12 m. Nei tabacchifici della Piana del Sele, erano impiegati molti lavoratori stagionali, soprattutto donne, che migliorarono le loro condizioni di vita e di lavoro, trovando nelle fabbriche di tabacco, il mezzo per raggiungere l’emancipazione femminile e lo sviluppo economico delle proprie famiglie.<br />
L’uso pubblico cui si vogliono destinare, nel progetto, i sei essiccatoi esistenti, costituisce il sigillo della continuità della sua funzione nella comunità.<br />
<strong>Il progetto</strong><br />
Il progetto proposto è innovativo soprattutto perchè basato su un finanziamento collettivo di privati e aziende che investono nel recupero della struttura, allo scopo di riservarsi uno spazio all’interno dell’ex tabacchificio recuperato, a un prezzo low cost che varia da un minimo di 35,00 euro a un massimo di 62,50 euro mensili. Di sostegno al bando, sarà realizzata anche una campagna di <strong>crowdfunding</strong>, dedicata a chi investe nel progetto un budget minimo, finalizzato a sostenere il progetto o anche per simpatia alla proposta progettuale.<br />
Con questa forma di finanziamento, si darebbe vita a una collaborazione tra pubblico e privato, la prima di questo tipo in città, finalizzata al recupero di un bene dalle importanti valenze storico-architettoniche e identitarie, che rappresenterebbe un nuovo modello di gestione comune di spazi recuperati, quale esempio concreto di best practice applicata a beni architettonici. Il progetto di riconversione del Tabacchificio Farina prevede di realizzare, su circa 15.000,00 mq complessivi, spazi comuni e di co-working, destinati ad attività artigianali, studi professionali e startup, un grande market di prodotti tipici e a Km 0 e un polo fieristico.<br />
In un essiccatoio è prevista la cessione a condizioni agevolate, a quanti ne faranno richiesta, di un spazio da dedicare alla propria attività di artigiano o di professionista.<br />
Il progetto è, infatti, anche un’occasione concreta di inserimento lavorativo di giovani e meno giovani del territorio.<br />
A disposizione dei coworker, ci saranno non solo laboratori e uffici singoli, ma open space attrezzati con cura e attenzione, con piante e librerie, utilizzate per suddividere gli ambienti di lavoro e mantenere la privacy di ogni singolo spazio<img class=" alignright size-full wp-image-2643" dir="ltr" style="margin: 5px 3px 5px 7px; float: right;" title="Rendering di Massimo Sabato" src="http://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/images_foto_articoli_ati2.jpg" alt="ati2" width="269" height="354" srcset="https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/images_foto_articoli_ati2.jpg 269w, https://www.costozero.it/csz/wp-content/uploads/2017/05/images_foto_articoli_ati2-228x300.jpg 228w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" />.<br />
È previsto l’allestimento di un co–baby, di un bar e di una cucina, aree verdi e di relax che fungono da fulcro di discussione, condivisione di idee, collaborazione, configurandosi quale vero e proprio “incubatore di idee” con un pacchetto, per così dire all inclusive e low cost.<br />
In un altro essiccatoio, il progetto prevede la creazione di un’area market di prodotti tipici e a km0, che riportano sull’etichetta l’indicazione del produttore, in quanto obiettivo fondamentale è quello di dare visibilità e riconoscibilità alle aziende che aderiranno al progetto. Per questo saranno sistemati nello spazio market, totem informativi e display con video illustrativi delle aziende partecipanti, per le quali la struttura si configurerebbe come un punto vendita dove pubblicizzare l’azienda.<br />
Gli ultimi quattro essiccatoi sono destinati a spazio espositivo, per l’organizzazione per ogni singola azienda di una Fiera all’anno per sei anni, con l’obiettivo di rilanciare e permettere l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi, quindi tra imprese e operatori del settore, clienti e giornalisti.<br />
Inoltre la sinergia della struttura con l’aeroporto di Salerno offrirà una evidente possibilità di ampliare da una parte il bacino di utenza dell’aeroporto e, dall’altro, di radicarlo con maggiore forza sul territorio attraverso funzioni più spiccatamente business.<br />
Sarà infatti di servizio al quartiere fieristico, che usufruirà dei collegamenti di volo nazionali e internazionali in partenza e in arrivo nell’aeroporto. Il Nuovo Polo Fieristico si collocherebbe strategicamente lungo l’asse del sistema delle autostrade che da Salerno, importante stazione dell’alta velocità, porta all’aeroporto e alla Piana del Sele.<br />
Il polo fieristico potrebbe essere collegato con l’aeroporto di Salerno anche ferroviariamente, attraverso la realizzazione di una nuova stazione della metropolitana leggera fino a Battipaglia, la cui ferrovia dista poche centinaia di metri dall’ex tabacchificio e dal costruendo centro modale d’interscambio, che dovrebbe servire l’utenza di tutta l’area provinciale a sud e sud-est di Salerno.<br />
L’intero progetto di riconversione dell’ex tabacchificio Farina potrebbe rappresentare, quindi, un’occasione di sviluppo infrastrutturale del territorio, motivando interventi finora auspicati, ma di fatto rimandati o accantonati.</p>
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