Bitmain annuncia un nuovo chip per sostenere il mining di Bitcoin

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La società cinese Bitmain, produttrice di hardware dedicato al mining di bitcoin, il 18 febbraio scorso ha annunciato il suo nuovo chip BM1397, dalla dimensione di 7 nanometri.

Il chip 7nm di seconda generazione ha una efficienza energetica del 28,6% superiore rispetto al precedente chip BM1391, comunica l’azienda. 

Il chip BM1397 effettua i calcoli matematici necessari a svolgere il processo di mining di bitcoin o di bitcoin cash consumando solo 30 Joule di energia contro i 57J/TH del precedente chip. Il risultato è stato ottenuto ridisegnando l’architettura interna della prima generazione di chip da 7nm, seguendo le più avanzate tecnologie di fabbricazione dei semiconduttori: processo TSMC 7nm FinFET.

Un chip per aiutare i miner

L’obiettivo di Bitmain è aiutare i miner impegnati nell’attività di mining del bitcoin in un momento per loro non semplice. L’estrazione del bitcoin è un’operazione economicamente onerosa, che richiede l’investimento di importanti risorse economiche. Al contempo, il relativo basso prezzo del bitcoin non sta aiutando i miner ormai impossibilitati a rientrare degli investimenti.

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Il chip BM1397 montato sugli Antminer S17 e T17

Il nuovo chip BM1397 sarà montato sui dispositivi Antminer S17 e T17, il cui lancio non è stato ancora rivelato, ma che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi.
Nessuna informazione è stata rilasciata riguardo al costo del chip BM1397, così come nessuna comunicazione ufficiale da parte di Bitmain fornisce il prezzo commerciale dei futuri Antminer S17 e T17.
Ricordiamo che gli Antminer S15 e T15 sono in commercio appena dall’8 novembre 2018, al prezzo rispettivamente di: 1.020 USD e 710 USD.

Il mining non è il miglior modo di ottenere bitcoin

Il mining del bitcoin è una attività compiuta da hardware informatico appositamente progettato. L’attività del mining consiste nel risolvere complessi calcoli matematici per garantire la sicurezza della rete Bitcoin, in cambio, come forma di compenso, i miner ricevono un quantitativo determinato di moneta digitale bitcoin (attualmente 12,5 BTC ogni 10 minuti).
Tale metodo, negli ultimi tempi, non si sta rivelando il più adeguato per guadagnare bitcoin a causa dell’alto costo dei dispositivi, l’elevata quantità di corrente elettrica consumata e la notevole fluttuazione del valore della criptovaluta nei mercati valutari.
Nel web molte guide spiegano come avere bitcoin con altri metodi più efficaci ed immediati.

L’impatto ambientale del mining di criptovalute

Secondo un report del noto quotidiano online Motherboard, l’attività di mining di bitcoin nel 2017 ha consumato la stessa quantità di energia dei 186 milioni di abitanti della Nigeria (24 terawatt per ora).
Uno studio curioso, condotto dall’istituto olandese IoHO (Institute of Human Obsolescence), avrebbe accertato che fare il mining di un solo “pezzo” della più nota criptomoneta equivarrebbe a generare il calore emesso giornalmente da 44 mila persone in condizioni di bassa attività motoria.
L’impronta ecologica lasciata da alcune criptovalute è quindi un tema serio, che va affrontato e richiede sicuramente una riflessione più ampia. L’evoluzione a basso impatto ambientale del chip BM1397 di Bitmain vuole essere una risposta alle critiche sollevate dagli ambientalisti, ma non è detto che basterà a risolvere il problema: bitcoin non è l’unica criptovaluta che necessita dell’attività di mining.

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