Accordo Intesa Sanpaolo e Piccola Industria: alle imprese campane 4,5 miliardi di euro

Resilienza, formazione, innovazione, centralità del lavoro e delle persone. Attorno a questi cardini è costruito l’addendum all’accordo 2016-2019 tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per consentire loro di cogliere appieno le opportunità offerte dalla Industria 4.0.

Le novità sono state presentate stamattina a Pontecagnano Faiano (Salerno), presso l’azienda Antonio Sada & Figli. L’integrazione – la cui sintesi perfetta è nel sottotitolo “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile” – oltre a valorizzare gli aspetti già previsti dall’intesa in vigore, spinge sulla creazione e il rafforzamento di una nuova cultura d’impresa che permetta agli imprenditori di conoscere e imparare a utilizzare tutte le soluzioni e gli strumenti disponibili per il consolidamento aziendale.

Cospicua la dotazione dell’intesa: su un plafond nazionale di 90 miliardi di euro disponibili nell’arco dei tre anni, 4,5 miliardi di euro sono specificamente destinati alle imprese della Campania.

A introdurre l’incontro, il presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno Gerardo Gambardella: «L’addendum dell’Accordo che oggi presentiamo insieme a Intesa Sanpaolo non è solo formale ma sostiene in concreto le esigenze di accompagnamento e assistenza di cui necessitano le nostre piccole e medie imprese per crescere. Oggi più che mai è necessario che gli Istituti di credito investano nei progetti delle Pmi insieme alle Pmi, proponendo loro soluzioni su misura dei tempi e delle singole esigenze dell’azienda».

Renato Abate, Presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Campania: «Come imprenditori abbiamo risposto in maniera ampia e partecipata ai progetti di rinnovamento di impianti e macchinari spinti dal piano Industria 4.0 ma la rivoluzione resta incompleta senza una strategia complessiva, che si determina solo combinando insieme investimenti in tecnologia, rinnovamento delle competenze, formazione continua per arricchire e valorizzare il capitale umano delle aziende e, infine, finanza innovativa e sostenibilità economica, ambientale e sociale. Le nostre imprese ce l’hanno fatta a resistere alla crisi ma, ora più che mai, devono avere la possibilità di rafforzare i progetti ed essere così il volano per lo sviluppo dei territori. L’Accordo con Intesa Sanpaolo va in questa direzione».

L’incontro è poi proseguito con un’analisi dettagliata dello scenario macroeconomico della Campania e della provincia di Salerno curata dal
responsabile del Servizio Imprese & Territorio di Srm, Salvio Capasso, che ha mostrato molto in dettaglio quanto ampi siano i margini di crescita sostenibile per le imprese del territorio. La Campania, infatti, seppur lontana dai valori delle aree del Centro-Nord, emerge tra quelle della sua macro area di riferimento con delle performance molto positive in alcuni campi; un dato su tutti: il 33,2% delle imprese innovative meridionali sono in Campania.

Sono seguiti gli interventi di Francesco Guido, direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo e di Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria.

Il primo ha sottolineato che: «Gli investimenti intelligenti per un Sud che vuole crescere sono quelli che riguardano l’innovazione, l’internazionalizzazione e la formazione, esattamente gli stessi che il nostro Gruppo supporta anche attraverso l’Accordo che qui oggi presentiamo. Non solo quindi un aiuto concreto per l’aumento di capitale delle aziende, ma nuovi contenuti volti ad integrare la valorizzazione del capitale delle imprese attraverso elementi intangibili come la formazione, il cambiamento di cultura imprenditoriale e un nuovo modo, più sostenibile, di fare impresa».

Molto apprezzato l’intervento del presidente Carlo Robiglio. «Nonostante le ultime rilevazioni statistiche certifichino che l’economia italiana ha cominciato a perdere slancio e a rallentare e le prospettive di crescita del Paese siano soggette ad elevata incertezza, sono sicuro che – puntando sul rafforzamento delle Pmi – il Paese ce la possa fare. Ne è un esempio l’azienda che oggi ci ospita, la Antonio Sada & Figli spa, un’impresa che nel tempo ha saputo essere resiliente, cambiando pelle più volte, rinnovandosi con visione e intelligenza. In questo processo di crescita, le banche ancora oggi rappresentano il principale canale di finanziamento delle piccole e medie imprese, un partner privilegiato per strutturare investimenti e strategie. Un partner con cui muoversi in sintonia lungo la direttrice che segue tutte le dimensioni della crescita sostenibile: cultura d’impresa, finanza innovativa, responsabilità sociale, resilienza, welfare aziendale».

I lavori sono poi proseguiti con una tavola rotonda, dedicata al rafforzamento del sistema produttivo locale, cui hanno partecipato Angelo Cammarota, Direttore Area Imprese Campania di Intesa Sanpaolo; Antonio Sada, presidente del Gruppo Sada, Agostino Gallozzi, presidente Salerno Container Terminal; Piero Salatino, referente progetto Competence Center MedITech, Università Federico II e Antonio Zinno, Amministratore Delegato Mare Engineering, ciascuno dei quali ha fornito il suo personale contributo su quali elementi siano necessari per il rafforzamento del sistema produttivo campano, partendo dal racconto delle proprie aziende ed esperienze.

L’ADDENDUM IN PILLOLE

L’addendum è focalizzato alla valorizzazione del capitale delle imprese attraverso:

1) Ecosistemi di imprese e integrazione di business | Mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di migliorare i processi produttivi ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Le filiere possono rappresentare a tal fine un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte.

2) Finanza per la crescita e nuova imprenditorialità | Finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese. Vengono quindi identificati fattori qualitativi legati al credito, come capacità innovativa, formazione e strategicità della catena fornitore-champion.

3) Formazione | Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere a un insieme di iniziative informative e formative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali

4) Passaggio generazionale | Previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practices, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento.

5) Sostenibilità | Garantire una crescita sostenibile e duratura valorizzando strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione, in aggiunta alle opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare e della cultura della resilienza, intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali anche attraverso soluzioni finanziarie e assicurative ad hoc. Incentivati inoltre i benefici del welfare aziendale per le imprese, con effetti in termini di produttività, di benessere e qualità della vita dei collaboratori. Intesa Sanpaolo ha creato la piattaforma Welfare Hub e intende “dare valore” creditizio ad un nuovo modo di fare impresa responsabile e sostenibile.

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